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#riPassi di servizio civile: la lunga strada dell'obiezione di coscienza

Foto_manifestazione_obiettoriLa nuova legge sul servizio civile “volontario”, approvata pochi giorni fa dal Parlamento, insieme alla precedente legge 331 del 2000 segnano la fine dell’epoca gloriosa dell’obiezione di coscienza al servizio militare. Per alcuni anni servizio civile “obbligatorio”, quello degli obiettori, e “volontario” sono destinatati a coesistere, ma non oltre il 2005, quando le leva militare sarà del tutto sospesa. Finirà così dopo quasi 60 la storia dell’obiezione di coscienza, le cui origini in Italia si fanno comunemente risalire al 1948 con Pietro Pinna, ma anche aveva già visto altri giovani, soprattutto appartenenti alla Chiese protestanti fare questa scelta molto prima.

Il primo processo penale in Italia che ebbe ampia risonanza fu proprio quello a carico di Pietro Pinna, che ispirato dai principi nonviolenti appresi da Gandhi e Capitini, rifiuto di prestare giuramento e per questo fu condannato alla reclusione, mentre in Parlamento gli on. Colosso, socialista, e l'on. Giordoni, democristiano, presentavano le prime proposte di legge per riconoscere questa obiezione di coscienza. Gli anni '60 videro i processi ai primi obiettori cattolici: Giuseppe Gozzini e Fabrizio Fabbrini e le forti prese di posizione del padre scolopita Ernesto Balducci, del sindaco di Firenze Giorgio La Pira e di don Lorenzo Milani in favore dell'obiezione di coscienza. Occorrerà aspettare fino al 1972 per avere in Italia la prima legge, la n. 772 detta anche “Marcora”, da nome del deputato che la presentò, che “concederà” l’obiezione di coscienza al servizio militare e la possibilità di un servizio civile sostitutivo per motivi morali, religiosi e filosofici. Negli anni successivi la legge sarà modificata modo sostanziale da diverse sentenze della corte Costituzionale e bisognerà aspettare il 1977 per avere con il Decreto del Presidente della Repubblica (n.1139 del 28/11/77) le norme di attuazione. Legge pensata ed attuata come restrittiva e punitiva (8 mesi in più, commissione giudicante, esclusione delle motivazioni politiche, dipendenza dai codici e dai tribunali militari) che comunque fece nascere subito un movimento di lotta degli obiettori che si unirono nella Lega Obiettori di Coscienza (LOC). Nel 1985 la Corte Costituzionale emetterà una sentenza storica (n.164/85) che legittimò l'obiezione di coscienza rispetto al diritto/dovere di difesa della patria sancito dalla Costituzione italiana. Nel 1989 la Corte Costituzionale emanò un'altra importante sentenza (n.470/89) che dichiarò incostituzionale il principio secondo il quale gli obiettori di coscienza devono prestare un servizio sostitutivo civile più lungo di otto mesi rispetto al periodo del servizio militare. Dopo vari tentativi di riforma andati a vuoto, nonché l’ostruzionismo dichiarato del Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, pochi anni fa nel 1998 si è arrivati ad una nuova legge, la n. 230, che finalmente riconosce il diritto all’obiezione. Da allora il numero di giovani che hanno fatto questa scelta è aumentato notevolmente, arrivando anche a 100.000 richieste all’anno. Alla fine si stima che saranno quasi 1milione i giovani che avranno compiuto questa scelta di difesa non armata e nonviolenta.

febbraio 29, 2016 nella Appuntamenti, RiPassi di servizio civile, Storia del SC | Permalink

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