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ARCI: 'servizio civile sia aperto ai giovani stranieri'

«Ci preoccupa l'affermazione del Presidente del Consiglio Renzi: "il servizio civile universale va previsto per i soli cittadini italiani poiché si tratta di un servizio reso alla patria". Non la condividiamo e tra l’altro contraddice l’ordinanza del tribunale di Milano che, nei mesi scorsi, affermando che la nozione di cittadino contenuta nella Costituzione riguarda non solo le persone di nazionalità italiana ma anche coloro che vivono stabilmente e regolarmente in Italia, impose la riapertura dei bandi di servizio civile nazionale che in origine escludevano la partecipazione di giovani di origine straniera». Lo ha dichiarato nei giorni scorsi l'ARCI.

«Ci chiediamo - prosegue l'Associazione - cosa possa aver indotto a un simile cambio di rotta il presidente Renzi. Certamente non la preoccupazione per le risorse che assorbirebbe l’eventuale apertura, visto che nel 2013 il rapporto tra le domande di partecipazione al servizio civile tra stranieri e italiani è stato di 613 a 90.030. Se invece la preoccupazione fosse di poter considerare ‘affidabili’ per la difesa della patria – in questo caso attraverso il servizio civile – solo i cittadini italiani, ci pare una visione un po’ datata, che non fa i conti con la realtà, visto che, secondo le proiezioni, nel 2020 i cittadini stranieri residenti saranno oltre il 10% della popolazione e nel 2015 il 15%». Per ARCI, che fa parte della campagna "L’Italia sono anch’io", non «rassicura la ventilata possibilità, affermata da Renzi, di aprire un confronto sulla cittadinanza, se lo spirito con cui lo si affronta è questo». «Siamo convinti - prosegue - che alla base della riforma ci debba essere la volontà politica di assicurare pari diritti e opportunità ai cittadini italiani e alle persone di origine straniera, nate in Italia o qui residenti regolarmente. Se manca questa volontà, restano solo le dichiarazioni di buona volontà. Che però servono ben poco ai giovani stranieri che vivono in Italia e che si vedono quotidianamente negati i diritti di cui godono i loro coetanei italiani».

luglio 22, 2014 nella Normativa e progetti, Riforma SC, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink

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