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Opinioni a confronto sul servizio civile dal Papa

Nelle settimane scorse, l'Udienza dei giovani in servizio civile con Papa Benedetto XVI ha suscitato un ampio dibattito, per via delle questioni poste dalla Diaconia valdese e da un'interpellanza parlamentare della Lega. Il confronto si è sviluppato anche tra i volontari e i loro rappresentanti nazionali, come Carmelo Interisano e Gennaro Buonauro, che ci spiegano di seguito le loro rispettive motivazioni nello scegliere di partecipare il primo e di non esere presente il secondo all'incontro del 28 marzo.

Interisano: «Le motivazioni per cui ho partecipato all'udienza del Pontefice sono semplici e si basano su poche e chiare idee di base:
 
1) Rappresentiamo anche volontari che si riconoscono nel credo cattolico a prescindere delle nostre posizioni personali, in tal senso io non ho difficoltà a ricoprire un ruolo istituzionale a margine della mia considerazione personale nei confronti della persona del Pontefice.
2) L'incontro con il Pontefice, così come qualsiasi altro incontro con altra autorità religiosa (Dalai Lama, Patriarca della Chiesa di Mosca, Rabbino Capo, Autorità Musulmana)  non intaccano assolutamente la laicità dello Stato e in particolare del Servizio civile. Ad esempio rendere omaggio al Dalai Lama non significherebbe obbedirgli ma solo riconoscerne il ruolo ed importanza che riveste nei confronti di centinaia di migliaia di persone.
3) Laicità non significa preclusione al dialogo e all'incontro con autorità religiose di qualunque tipo, ma bensì indipendenza da qualsiasi credo nel rispetto e la promozione di tutte le fedi religiose.
4) La rappresentanza partecipa all'evento così come ha partecipato agli altri eventi celebrativi dell'anniversario dell'istituzione del servizio civile».

Buonauro: «Non ho partecipato per due motivi:
1. Perchè era un incontro che ci stato imposto. Avrei preferito essere consultato (con gli altri tre rappresentanti nazionali) nel momento in cui si stava decidendo il come e il dove. E non mi sembra la prima volta che ci troviamo davanti ad una situazione del genere. credo che sia fondamentale il dialogo con i ragazzi (e chi li rappresenta) e soprattutto il tener presente il parere (consultivo ma pur sempre un parere di una parte importante del servizio civile naizonale) dei protagonisti (i ragazzi) del servizio civile in queste decisioni. Non consultarci significa non rispettarci e non riconoscere il nostro ruolo.
2. Premetto che il laicismo non centra niente in questa storia. Il problema è che non si è scelto il Papa a caso e non credo che l'anno prossimo si andrà dal rappresentante di un'altra religione, in questo credo fosse strumentale la nostra presenza».

marzo 31, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Storia del SC, Udienza con il Papa | Permalink

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