01/04/2012
Cronologia aggiornata della riforma del servizio civile
Abbiamo aggiornato agli ultimi avvenimenti del 2011 la cronologia sui principali passaggi, che hanno riguardato negli ultimi anni la riforma del servizio civile nazionale. Riforma richiesta a gran voce da più parti, ma bloccata in Parlamento ormai da due anni. Leggi tutta la scheda qui in PDF.
gennaio 4, 2012 nella Materiali | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
04/28/2011
Cronologia della riforma del servizio civile
Pubblichiamo qui in formato PDF, una cronologia sui principali passaggi che hanno riguardato negli ultimi anni la riforma del servizio civile nazionale. Nel testo, che verrà aggiornato periodicamente, sono contenuti anche alcuni link per approfondire i riferimenti citati.
aprile 28, 2011 nella Contributi, Materiali | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
02/18/2011
Il testo della riforma PD del servizio civile
E' disponibile sul sito della Camera dei Deputati, il testo della proposta di legge degli onorevoli Bressa-Sereni (PD), "Nuova disciplina del Servizio civile nazionale" (n. 3952), presentata lo scorso 9 dicembre. Leggi qui la proposta di legge in PDF.
febbraio 18, 2011 nella Contributi, Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
12/17/2010
Alla Camera la riforma PD del servizio civile
Dopo il Senato (n. 2492), lo scorso 9 dicembre è stata presentata anche alla Camera la proposta legge di riforma del servizio civile nazionale (n. 3952) del PD, a firma dei deputati Gianclaudio Bressa e Marina Sereni.
dicembre 17, 2010 nella Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
07/05/2010
Il punto sulla riforma del servizio civile
Di seguito riportiamo le proposte più recenti e i relativi documenti (in PDF) in merito alla riforma del servizio civile nazionale.- Proposta di legge “Nuove norme in materia di Servizio civile nazionale” (2461), presentata dall’on. Erica Rivolta (Lega Nord) il 21 maggio 2009.
- Proposta di legge “Nuova disciplina del Servizio civile nazionale” (2683), presentata dall’on. Enrico Farinone (PD) l’8 settembre 2009.
- Proposta di legge "Norme per la promozione della partecipazione dei giovani immigrati al servizio civile nazionale" (C. 3047) dell'on. Livia Turco (PD), presentata il 15 dicembre 2009.
- Proposta di legge Delega al Governo sul servizio civile nazionale (S. 1995), approvata dal Consiglio dei Ministri del 22 gennaio 2010, su indicazione del Sottosegretario con delega, sen. Carlo Amedeo Giovanardi.
- Proposta di legge "Interventi in favore dei disabili gravi mediante servizio civile volontario" (S.2176), presentata dal sen. Enzo Bianco (PD) il 25 maggio 2010.
- Proposta Conferenza nazionale enti di servizio civile (Cnesc), presentata alla stampa il 4 giugno 2010.
luglio 5, 2010 nella Contributi, Materiali | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
06/23/2010
Borea preoccupato per il servizio civile
Intervenendo ieri al Seminario sul servizio civile, promosso dalle ACLI (clicca qui per i materiali), l'on. Leonzio Borea, Capo dell'Unsc, si è detto “preoccupato” per la riduzione del fondo per il prossimo anno. «Se per quest’anno sono stati stanziati 171milioni di euro e stiamo sperando nella promessa fatta dal presidente Berlusconi di altri 24 milioni aggiuntivi, anche se il ministro dell’Economia gli ha già detto di no due volte, la previsione di bilancio per il prossimo anno parla di 120 milioni di euro, su cui però si abbatterà la scure di Tremonti del 10%», ha dichiarato Borea, secondo quanto riporta Redattore Sociale. «Se a questi tagli - ha proseguito - aggiungiamo il fatto che la gestione dell’Ufficio nazionale costa 7 milioni di euro, il rischio è di chiudere». Sulla riforma del servizio civile proposta dal Governo, che nelle intenzioni di Giovanardi dovrebbe anche liberare risorse aggiuntive, Borea si è dichiarato d'accordo, perchè «eliminare Inps e Irap libererà risorse». Più critiche si sono dette le Acli: «In questo dibattito tra servizio civile nazionale e regionale si rischia di perdere di vista il ruolo dei giovani volontari e degli enti che li ospitano – ha commentato Vittoria Boni, responsabile del servizio civile ACLI –. Il servizio civile non può essere degradato a ruolo di ammortizzatore sociale o di alternativa al lavoro: la missione educativa e di coesione sociale tra le generazioni deve rimanere».
giugno 23, 2010 nella Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
06/15/2010
Quota disabili per il servizio civile
E' disponibile sul sito del Senato il testo del disegno di legge n. 2176, proposto dal sen. Enzo Bianco (PD), composto da un solo articolo che prevede che "all’articolo 7 della legge 6 marzo 2001, n. 64, dopo il comma 2, è inserito il seguente: «2-bis. Nell’approvazione dei progetti di cui al comma 2, hanno la precedenza per il loro inserimento nei bandi di selezione del personale, sino alla concorrenza del 20 per cento dei posti previsti, i progetti di servizio civile volontario finalizzati all’assistenza dei disabili gravi di cui al comma 3 dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104»".giugno 15, 2010 nella Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
06/04/2010
La Cnesc e le sue proposte sul servizio civile
Presentate oggi a Roma le proposte della Cnesc (Conferenza nazionale enti servizio civile) per la riforma della legge del servizio civile nazionale. Tra i temi affrontati: le finalità del servizio civile, il riparto di funzioni delle istituzioni statali, regionali e locali, la programmazione partecipata fra istituzioni della Repubblica e fra queste e il privato sociale, il nodo del finanziamento e la questione della disabilità. Per la Cnesc occorre inoltre stabilire un contingente minimo annuo, articolato su base regionale, finanziato dal bilancio statale per far partire almeno 40.000 giovani a tempo pieno. «La nostra – ha affermato il presidente della Cnesc, Primo Di Blasio – vuole essere una proposta per garantire qualità al SC e valorizzare i contributi dei diversi attori - Regioni e Province Autonome, Comuni, UNSC e privato sociale – affinché la riforma del SC abbia come riferimento centrale i giovani. Tra i punti di differenza sostanziale con le altre proposte presentate sicuramente quella della programmazione triennale che garantirebbe un contingente certo su base triennale senza dover ogni anno mercanteggiare sui numeri e sulle cifre». «Il documento – ha concluso Di Blasio - ha già suscitato interesse e sarà inviato a tutti i gruppi Parlamentari ed ai componenti delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato». Leggi qui in PDF tutto il documento della Cnesc.giugno 4, 2010 nella Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
05/19/2010
Il punto sulla riforma del servizio civile
C'è anche il servizio civile nazionale nell'elenco dei provvedimenti e delle iniziative realizzate in due anni, che il Governo presenta sul suo sito come: «Approvato un disegno di legge delega per la redazione di un testo unico sul Servizio civile nazionale per coinvolgere anche regioni, province e comuni e incentivarne le adesioni specialmente nelle aree del Nord Italia, proponendo la mobilità interregionale (Consiglio dei Ministri del 22 gennaio 2010)» Intanto procede l'iter di discussione della riforma del servizio civile. Lo scorso 14 aprile la IV Commissione del Senato (Difesa) ha dato il suo parere favorevole al ddl. S. 1995 "Delega al Governo per la riforma del servizio civile nazionale", rinviandolo alla Commissione Affari costituzionali insieme ad un altra proposta di legge, di iniziativa del sen. Rosario Giorgio Costa (PdL), S.439 presentata nel 2008, che riguarda "Modifiche alla legge 6 marzo 2001, n. 64, in materia di servizio civile nazionale".
maggio 19, 2010 nella Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
05/14/2010
Nuova proposta di legge su servizio civile e disabili
Il sen. Bianco (PD) ha presentato insieme ad altri senatori di entrambi gli schieramenti, in data 11 maggio 2010 (annunciato nella seduta n. 377 del 12 maggio), un nuovo disegno di legge (s. 2176) su "Interventi in favore dei disabili gravi mediante servizio civile volontario".maggio 14, 2010 nella Contributi, Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
04/19/2010
Fish, Cnesc e Forum servizio civile scrivono a Giovanardi
La Fish (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), la Cnesc (Conferenza nazionale enti per il servizio civile) e il Forum Nazionale per il Servizio Civile hanno redatto un documento congiunto (leggi tutto qui in PDF) sul tema del Servizio Civile Nazionale e disabilità, inviato ai membri della Commissione Affari Costituzionali del Senato, cui compete la prima discussione sulla riforma del servizio civile, nonché al Sottosegretario con delega, sen. Giovanardi.
Nel documento, le tre organizzazioni ritornano sul dibattito in corso intorno alla proposta della quota di riserva del 20% dei progetti di servizio civile per i disabili gravi (pdl 952), sottolineando come essa sarebbe "devastante" sui progetti di servizio civile e chedono piuttosto un maggior coinvolgimento dei giovani con handicap nel servizio civile. «Già oggi oltre il 20% dei volontari avviati ogni anno al servizio civile - si ricorda nel documento - sono impiegati in progetti nell’area della disabilità, e quindi l’introduzione di una riserva si motiva solo con l’idea, a nostro avviso errata, che la garanzia di potenziali posizioni di SCN possa sopperire alle lacune del sistema di welfare». E sulla questione della riserva del 2% già oggi prevista, le tre organizzazioni chiedono che si trovi «una risposta nella piena attuazione della legge 104, consapevoli che si sta “usando” il servizio civile come retaggio della precedente normativa legata alla leva obbligatoria che niente ha a che vedere con il Servizio Civile Nazionale» e propongono perciò di «costruire un’alleanza di forze perché, senza intaccare la ordinaria progettualità e aprendo all’accesso anche di altre organizzazioni, anche modificando le leggi 288 e 289/02, si possano meglio soddisfare le pressanti necessità, come CNESC, Forum e FISH siamo pienamente disponibili a lavorare assieme alle altre espressioni sociali».aprile 19, 2010 nella Contributi, Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
04/13/2010
Il punto su servizio civile e stranieri
Da tempo, soprattutto in riferimento alla riforma della legge del servizio civile nazionale, si è aperto un ampio confronto sulla possibilità di allargare questa esperienza ai giovani stranieri, già prevista in alcune normative regionali. E se il Sottosegretario con delega al servizio civile, sen. Giovanardi, ha sempre affermato che «aprire il servizio civile nazionale ai ragazzi stranieri sarebbe una cosa costituzionalmente impossibile», non mancano i pareri e le proposte di senso contrario. In questa pagina proviamo ad elencare i contributi più recenti su questa idea, che da poco ha anche una pagina di sostenitori su Facebook.
- Articolo da "Mosaico di Pace" (marzo 2010)
- Proposta di legge C. 3047 dell'on. Turco (PD)
- Riflessione del prof. Dal Canto
- Riflessione del prof. Consorti
- La proposta della Cnesc (marzo 2009 - pdf)
- La proposta della Fondazione Migrantes della CEI
- Cosa ne pensano i giovani stranieri (da Vita.it)
- Le esperienze delle Caritas diocesane (Italia Caritas, febbraio 2008 - pdf)
- Le esperienze dell'Emilia Romagna
aprile 13, 2010 nella Contributi, Materiali, News, Qualità | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
02/16/2010
Testo della legge di riforma del servizio civile
E' disponibile sul sito del Senato il testo del Disegno di legge "Delega al Governo per la riforma del servizio civile nazionale". Oltre all'articolato della legge, è presente anche una Relazione introduttiva, l'analisi tecnico-normativa e l'analisi dell’impatto della regolamentazione. Scarica a questo link tutto il testo in formato PDF.febbraio 16, 2010 nella Contributi, Materiali | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
02/12/2010
Servizio civile nazionale e giovani stranieri
Da tempo, tra le proposte di riforma del servizio civile nazionale avanzate da molti enti, c’è quella di un’apertura anche ai giovani stranieri, possibilità già attuata da molte leggi regionali. Su questo aspetto però, il Sottosegretario con delega al servizio civile, on. Giovanardi, ha sempre risposto che «aprire il servizio civile nazionale ai ragazzi stranieri è una cosa costituzionalmente impossibile. Se la finalità del servizio civile nazionale è la difesa della patria in modo non armato e nonviolento bisogna essere cittadini italiani». Ma è proprio così? Abbiamo chiesto ad alcuni giuristi di darci il loro parere, come il prof. Francesco Dal Canto, professore di diritto costituzionale presso l'Università di Pisa, che ci dice «affermare, com’è innegabile, che l’art. 52 della Costituzione si riferisce esplicitamente soltanto ai cittadini non significa automaticamente concludere che l’eventuale estensione del servizio civile agli stranieri debba essere ritenuta incostituzionale». Leggi di seguito tutto l’intervento del prof. Dal Canto oppure scarica il testo in formato PDF.
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE E STRANIERI
________________________________________
prof. Francesco Dal Canto*
Una recente proposta di legge, d’iniziativa dell’on. Livia Turco, mette in forma di articolato l’idea, non nuova, di estendere ai giovani stranieri residenti in Italia l’esperienza del servizio civile nazionale di cui alla legge n. 64/2001. Dinanzi a tale proposta, fortemente voluta dal CNESC e che giunge mentre è pendente in Parlamento la legge delega di riforma del servizio civile, il sottosegretario Carlo Giovanardi ha assunto una posizione di netta chiusura in ragione dell’“evidente incostituzionalità” della stessa, dal momento che il “sacro dovere di difesa della patria”, alla cui soddisfazione è teso il servizio civile, può avere come destinatari soltanto i cittadini.
Sotto il profilo strettamente giuridico la secca risposta di Giovanardi, che ritiene manifestamente incostituzionale l’estensione del servizio civile agli stranieri residenti, mi pare un po’ precipitosa. Alla luce sia dell’evoluzione legislativa in tema di “difesa” che della giurisprudenza costituzionale in materia, la questione merita, quanto meno, un esame più approfondito. Affermare, com’è innegabile, che l’art. 52 Cost si riferisce esplicitamente soltanto ai cittadini non significa automaticamente concludere che l’eventuale estensione del servizio civile agli stranieri debba essere ritenuta incostituzionale.
Innanzi tutto, vale la pena ricordare che l’idea che esclusivamente il cittadino possa essere destinatario del dovere di difendere la patria, e con esso, in particolare, dell’obbligo di prestazione del servizio militare, non è mai stata interamente accolta dal legislatore. Già la legge 555/1912, sulla disciplina della cittadinanza italiana (poi confermata sul punto dalla legge n. 91/1992), prevedeva che coloro i quali, trovandosi in determinate situazioni, avevano volontariamente perduto la cittadinanza italiana o non risultavano titolari di alcuna cittadinanza (apolidi) non potevano sottrarsi all’obbligo del servizio militare. E la Corte costituzionale, chiamata ad accertare la legittimità costituzionale di tale previsione, già nel 1967 (sent. n. 53/1967) osservò che, per quanto il dovere di difesa della patria doveva intendersi riferito ai soli cittadini, tale conclusione “non comporta però, per sé sola, l’esclusione della possibilità che una legge ordinaria imponga anche a soggetti non cittadini, o addirittura stranieri, in particolari condizioni, la prestazione del servizio militare”. Anni più tardi la Corte costituzionale (sent. n. 172/1999) fu ancora più esplicita: pur confermando che l’art. 52 della Costituzione si riferiva ai soli cittadini italiani, affermò che ciò “non esclude l’eventualità che la legge, in determinati casi, ne stabilisca l’estensione”.
In altre parole, anche secondo la giurisprudenza costituzionale, nel confermare la legittimità dell’estensione del servizio militare agli apolidi, il silenzio dell’art. 52 non doveva necessariamente essere interpretato come un divieto di estensione, dal momento che esiste - sono ancora parole della Corte - “uno spazio vuoto di diritto costituzionale nel quale il legislatore può far uso del proprio potere discrezionale nell’apprezzare ragioni che inducano a estendere la cerchia dei soggetti” chiamati all’assolvimento del dovere di difesa della patria.
Quindi, se è vero che la Consulta ha stabilito che il dovere di difesa ha una valenza costituzionale per i soli cittadini, è tuttavia possibile, con riguardo all’eventualità di estendere ad altri soggetti prestazioni specifiche collegate a quel dovere, riconoscere al legislatore ordinario una certa “libertà di manovra”. La Costituzione, in conclusione, né impedisce né obbliga il legislatore a coinvolgere gli stranieri nell’esperienza del servizio civile.
Vi è un ultimo problema. La Consulta nelle sue pronunce si riferiva soprattutto agli apolidi (coloro che sono privi in assoluto di cittadinanza), ammettendo che per gli stranieri (cittadini di un altro Stato) vi fosse un problema in più: per loro, infatti, in quanto titolari di doppia cittadinanza, poteva verificarsi il rischio di un “conflitto tra opposte lealtà” ai due diversi ordinamenti statali. Pericolo, tuttavia, che oggi, a differenza del periodo cui si riferiva la Corte costituzionale, pare assai ridimensionato, non soltanto perché esso si registra assai più con riguardo al servizio militare che a quello civile, ma anche perché la prestazione del servizio civile, come si sa, non è più obbligatoria bensì facoltativa. In ultima analisi, estendere agli stranieri legalmente residenti in Italia la facoltà di prestare il servizio civile potrebbe giustificarsi nella misura in cui questi ultimi fanno effettivamente parte di una comunità di diritti più ampia e comprensiva di quella fondata sul criterio della cittadinanza in senso stretto, per cui non sarebbe affatto irragionevole che il legislatore, al fianco dei diritti, estendesse a tali soggetti anche taluni doveri. E ciò, può aggiungersi, tanto più se si tiene conto che il dovere di difesa della patria ha perduto da tempo il significato originario di difesa dei confini nazionali per assumere quello, assai più ampio, di una difesa del complessivo ordinamento costituzionale.
*Francesco Dal Canto è Professore di diritto costituzionale presso l'Università di Pisa. Il suo ultimo libro, appena uscito, scritto con il prof. Pierluigi Consorti, è “La difesa della Patria. Con e senza armi”, ed. FrancoAngeli.
febbraio 12, 2010 nella Contributi, Materiali, Qualità | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
01/11/2010
La riforma del servizio civile nazionale/5
Nella quinta puntata del nostro approfondimento sui tre testi di legge
di riforma del servizio civile, arriviamo a toccare uno dei nodi più
dibattuti: le competenze sulla gestione. Sul tema si è già espressa nel
2004 la Corte Costituzionale, ma con la riforma della legge la
questione ritorna e crea non pochi contrasti tra il Governo e le
Regioni, che anche per questo hanno dato il loro parere negativo sulla
proposta di legge Giovanardi.
Su questo aspetto, il testo di legge delega del Governo parla genericamente di «leale collaborazione e accordi bilaterali con Regioni e P.A, che possono vincolare risorse proprie». Ma nell’idea più volte espressa dal Sottosegretario Giovanardi c’è che il servizio civile rimanga principalmente di competenza “statale” perché «le Regioni vogliono gestirlo tutto da sole, ma per noi questa modalità ha molte criticità. Se una Regione contribuisce al fondo nazionale, con quel contributo può scegliere i progetti integrativi sul proprio territorio».
Ovviamente critiche a loro volta, su questo punto, le Regioni e Province autonome. Stefano Valdegamberi, Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto, ha recentemente affermato come il disegno di legge delega predisposto dal Governo sia «generico e impreciso, del tutto contraddittorio con l'esperienza maturata nei territori regionali a contatto con gli enti locali, le associazioni, i giovani. Ed è centralista, cosa ancora più stridente se si pensa alle tanto enunciate politiche federaliste».
Nelle proposte dell’on. Rivolta (Lega nord) e dell’on. Farinone (PD), molto simili su questo aspetto, la “competenza esclusiva” sarebbe invece proprio delle Regioni e P.A. per quanto riguarda, tra l’altro, l’individuazione degli specifici ambiti di impiego dei giovani, la valutazione dei progetti di servizio civile degli enti nazionali e locali, il controllo e i monitoraggi.
Una mediazione tra i testi è stata comunque cercata dalle Regioni, che hanno chiesto di gestire “la valutazione ed approvazione dei progetti di servizio civile insistenti sui territori di competenza, il monitoraggio esterno, l’organizzazione della formazione generale” e di realizzare un “co-finanziamento vincolando risorse allo sviluppo”. Ma questa proposta è stata, a sua volta, non accolta dal Governo, portando ad aumentare un contrasto che non aiuta a realizzare una riforma condivisa del servizio civile nazionale. [continua]
gennaio 11, 2010 nella Contributi, Materiali | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
12/14/2009
La riforma del servizio civile nazionale/4
Siamo alla quarta puntata del nostro approfondimento sui tre testi di legge di riforma del servizio civile nazionale. Questa volta parliamo un po’ di numeri, nel senso dell’orario e della durata dei progetti di servizio. La proposta del Governo, secondo quanto dichiarato sempre dall’on.
Giovanardi, nasce anche con l‘intento di rendere il servizio civile più
“flessibile” e vicino alle esigenze dei giovani che studiano o che,
magari, si avviano al mondo del lavoro, alla luce delle analisi sulle
motivazioni degli abbandoni.
Per questo, si indica nella legge di riforma una durata dei progetti non inferiore a 9 mesi e non superiore a 12, con almeno 20 ore a settimana, ma non di più di 36, per almeno 4 giorni. È prevista quindi una flessibilità oraria, con il compenso ai giovani che varierebbe in proporzione. Ricordiamo qui che originariamente il D.lgs. 77/2002, di attuazione della legge 64/2001, già prevedeva una durata di 1.200 ore annue, inferiore al’attuale pari a 1.400, e che l’aumento fu deciso agli inizi del 2005 col Decreto legge n. 7 del 31 gennaio 2005, poi convertito con legge n. 43 del 31 marzo dello stesso anno.
Le proposte dell’on. Rivolta (Lega nord) e dell’on. Farinone (PD) vanno sostanzialmente nella stessa direzione. Per la prima, la durata massima del servizio rimane di 12 mesi e sono possibili durate inferiori per specifici progetti. Le ore settimanale minime sarebbero 25 ore, con un monte ore annuo di 1.100 ore, e deve essere previsto almeno un giorno di riposo a settimana, nonché venti giorni di permesso retribuito. Per la proposta “Farinone”, la durata del servizio oscillerebbe tra i 9 e i 12 mesi, da un minimo di 20 ad un massimo di 36 ore a settimana, «ovvero monte ore mensile minimo di 80 ore e massimo. di 144». I giorni di riposo settimanali posso andare da almeno 1 a un massimo 3, nonché 2 giorni di permesso retribuito al mese, sempre con almeno un giorno di riposo settimanale. Il compenso per i giovani, stabilito dal Governo, varierebbe anche qui in proporzione alla durata del servizio.
Merita qui ricordare che la possibilità di avere una durata diversa dei progetti esisterebbe già adesso. Infatti il D.lgs. 77/2002, al comma 3 dell’art. 3, prevede che «il servizio civile ha la durata complessiva di dodici mesi. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le amministrazioni dello Stato interessate, la durata del servizio può essere prevista o articolata per un periodo maggiore o minore in relazione agli specifici ambiti e progetti di impiego».
dicembre 14, 2009 nella Contributi, Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
12/03/2009
Sbilanciamoci! sul servizio civile nazionale/2
Ieri vi abbiamo presentato i dati contenuti nel Rapporto 2010 della campagna "Sbilanciamoci!", con le sue proposte alternative alla legge finanziaria. Ma nel Rapporto di quest'anno è presente anche un piccolo approfondimento della riforma in corso della legge sul servizio civile, con alcuni specchietti riassuntivi sui punti essenziali dei tre testi di riforma attualmente esistenti (Governo, Lega Nord e Partito Democratico), secondo quanto stiamo già facendo in questo periodo sul nostro blog.In particolare, vengono messe a confronto le finalità del servizio civile nazionale, la durata e l'orario, la composizione del Fondo nazionale, la determinazione del contingente annuo e il riparto delle competenze. Quest'ultimo, uno dei punti più controversi del dibattito, è riportato con un refuso (come ci ha fatto notare un attento lettore), e merita un chiarimento: le proposte della Lega e del Pd danno alle Regioni/P.A. le competenze esclusive di valutazione su tutti i progetti, sia degli enti locali che nazionali, lasciando all'Unsc quella sui progetti all'estero o, nella proposta del PD, per specifici progetti riguardanti emergenze nazionali.
Non mancano poi su questi punti le proposte. Oltre a chiedere più fondi, elevando per i prossimi tre anni lo stanziamento a 250 milioni di euro l’anno, il Rapporto chiede tra l'altro di considerare il servizio civile
«adempimento non armato e nonviolento al dovere costituzionale di difesa della Patria da parte dei giovani italiani» ma anche quale «strumento per l’educazione alla cittadinanza attiva dei giovani residenti in Italia (stranieri compresi)», «regolare in maniera costruttiva il rapporto tra Stato e Regioni, affidando accreditamento e progettazione all’UNSC e formazione, controllo e monitoraggio alle Regioni» e «prevedere un contingente minimo con i fondi statali di almeno 40mila giovani l’anno, che potrebbero raddoppiare se anche le Regioni partecipassero al Fondo del Servizio Civile».
dicembre 3, 2009 nella Contributi, Materiali | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
11/30/2009
La riforma del servizio civile nazionale/3
Per quanto riguarda poi proposta di legge dell’on. Rivolta, essa definisce all’art. 1 il servizio civile nazionale principalmente come modalità di «coinvolgimento dei giovani» in varie attività, anche all’estero, tra cui quelle a favore delle comunità locali e del territorio, i servizi alla persona, la tutela dei diritti sociali e dell’ambiente, la protezione civile, le attività culturali, la valorizzazione del patrimonio culturale locale e nazionale, l’educazione alla pace e la cooperazione allo sviluppo. Tutto questo con lo scopo anche di favorire la loro «formazione civica, sociale, culturale e professionale» (comma d, art. 1).
La proposta di legge dell’on. Farinone, fa infine un po’ “sintesi” fra queste due impostazioni, definendo il servizio civile come «autonomo repubblicano finalizzato a concorrere alla difesa della Patria con mezzi e con attività non militari coinvolgendo giovani cittadine e cittadini in attività a favore delle comunità locali e del territorio […] contribuendo contemporaneamente alla loro formazione civica, sociale, culturale e professionale». [continua]
novembre 30, 2009 nella Contributi, Materiali | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
11/27/2009
Le Regioni bocciano la riforma del servizio civile
Secondo quanto riporta Vita.it, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, riunita ieri a Roma, avrebbe espresso «parere negativo al testo di riforma del servizio civile presentato dal Governo, a seguito del mancato accoglimento delle osservazioni e delle proposte emendative al testo approvato dalla Conferenza stessa il 29 ottobre». Leggi qui in PDF gli emendamenti proposti dalle Regioni e P.A.novembre 27, 2009 nella Contributi, Materiali, News | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
11/26/2009
Quale riforma per il servizio civile?/3
novembre 26, 2009 nella Contributi, Materiali, News, Qualità | Permalink | Commenti (0) | TrackBack


