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I Rappresentanti dei giovani del servizio civile scrivono a Riccardi

Logo_RNVSC_120px"Rammarico" per la condizione che vivono i giovani e "timore" per il futuro del servizio civile. Li esprimono Fania Alemanno, Edoardo Buonerba, Corrado Castobello e Silvia Conforti, i quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile in una lettera rivolta al Ministro per la Cooperazione e l'Integrazione con delega al servizio civile, Andrea Riccardi, per invitarlo alla loro XII Assemblea nazionale del 24 e 25 febbraio prossimo a Roma.

«Come ben saprà - scrivono a Riccardi i Rappresentanti dei volontari - migliaia di giovani volontari, con grande impegno quotidiano, espletano la loro esperienza di servizio civile italiano, modello di riferimento per altri paesi, in Europa e nel mondo, di difesa della Patria anche con forme di impegno sociale non armato». Questa possibilità, però - ricordano -, va sfumando: inizialmente i tagli al Fondo Nazionale per il SCN inferti sempre più drammaticamente dal Governo che l'ha preceduta nel corso della sua legislatura; poi la distribuzione delle partenze dei volontari di un solo anno (2012) sul biennio 2012-2013 per "camuffare" la carenza di denaro del Fondo e tenere operativo l'Ufficio Nazionale. In ultimo la Sentenza del Tribunale di Milano che ha accolto il ricorso di un giovane straniero residente in Italia e che apre nuovi scenari legislativi». Dichiarano poi: «Ci rammarica sentir parlare di dar valore ai giovani italiani quando poi i rarissimi strumenti dipartecipazione a loro dedicati diventano passivamente vittima della burocrazia. Sentiamo viva più che mai l’esigenza di riaffermare il valore del Servizio Civile come importante strumento di crescita del senso comune di una società che ci appartiene». «Come giovani - concludono i Rappresentanti nazionali - ci sentiamo in dovere di intervenire per contribuire ad una significativa ripresa sociale attraverso questa forma di difesa della Patria, costituzionalmente riconosciuta, che ad oggi potrebbe venir meno».

febbraio 14, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile obbligatorio: sì, no, forse

«Non siamo contrati a priori a un servizio obbligatorio, vista soprattutto la difficile situazione attuale in cui versa il Servizio civile nazionale. Bisogna però discuterne la modalità», dichiara Primo Di Blasio, Presidente della Cnesc, a "Vita" che continua la sua campagna a favore di un servizio civile "universale". Qui disponibile in PDF tutto lo speciale pubblicato nel numero in edicola, con i contributi - tra gli altri - dell'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi, Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del Terzo settore, e Giuseppe Guerini, Presidente di Federsolidarietà.

febbraio 14, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Crisi del servizio civile: l'AON chiede a Riccardi di intervenire

«Ministro Riccardi, se c’è, batta un colpo”». Si apre così il comunicato stampa diffuso oggi da Massimo Paolicelli, Presidente dell’Associazione Obiettori Nonviolenti, che si rivoge al Ministro alla Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, che ha la delega al servizio civile.

«Sono trascorsi due mesi – ricorda Paolicelli -, da quando il Ministro Andrea Riccardi ha assunto la delega del Servizio Civile Nazionale, ed ancora non abbiamo avuto il piacere di sentire la sua opinione su una materia così delicata. Due mesi in cui non è stato neanche nominato il nuovo direttore dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civile». «Tutto questo mentre il Servizio civile vive una delle sue fasi storiche più difficili, infatti i continui tagli economici apportati al fondo, lo stanno portando ad una inesorabile morte. Ricordiamo che il servizio civile, secondo la Corte Costituzionale, concorre, come il servizio militare, alla Difesa della Patria, peccato che quest’anno al primo sono stati dati 68 milioni di euro, ed al secondo 23 miliardi di euro», precisa Paolicelli. «Il servizio civile - prosegue - è anche una splendida scuola di cittadinanza attiva, quindi investire nel servizio civile dei giovani equivale ad investire per il futuro e la crescita del Paese. Per questo occorre lavorare subito per reperire fondi aggiuntivi per quest’anno e per far approvare una riforma che dia stabilità economica e futuro al servizio civile. Per questo il silenzio del Ministro getta forti ombre sul reale interesse di questo Esecutivo per la materia. Speriamo – conclude Paolicelli - che questo silenzio s’interrompa presto, prima che sia troppo tardi». E sul suo blog su "Repubblica.it" anche Sergio Marelli, Segretario Generale FOCSIV, "bacchetta" il Ministro a proposito di una risposta ad una domanda posta da Fazio durante "Che tempo che fa" circa "l’opportunità che il Governo tolga il plafond all’istituto del 5xmille", su cui Riccardi "ha dichiarato che apprendeva in quel momento l’esistenza di questa norma". «Ha dell’incredibile - scrive Marelli - che il Ministro della cooperazione e dell’integrazione, tutt’ora presentato come il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, abbia fatto una simile dichiarazione. Non si sa se essere più indignati per l’ignoranza di chi proviene da una realtà che dal 5xmille trae vantaggio come moltissime realtà no profit, per l’incompetenza  in materia di terzo settore o per la disinvoltura con la quale, ancora una volta, un Ministro si sottrae ad assumere le responsabilità che gli competono».

febbraio 13, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Interrogazione parlamentare su servizio civile e stranieri

Annunciata lo scorso 24 gennaio, è stata presentata martedì scorso dall'on. Fabio Evangelisti, un'interrogazione parlamentare (4-14784) sul recente blocco del servizio civile nazionale dopo la sentenza del Tribunale di Milano che apre questa esperienza ai giovani stranieri. Nel testo l'on. Evangelisti chiede al Ministro Riccardi, destinatario dell'interrogazione, «quali iniziative urgenti intenda assumere affinché, per quanto di competenza, da una parte, sia rispettata la decisione del tribunale di Milano e anche gli stranieri legalmente soggiornati in Italia possano svolgere il servizio civile e, dall'altra, siano rispettate le partenze già previste per l'anno 2012». Leggi tutta l'interrogazione a questo link.

febbraio 13, 2012 nella Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: i tagli colpiscono anche la rappresentanza dei giovani

Logo_RNVSC_120px«I tagli attuati al fondo nazionale stanno minando il diritto della rappresentanza a riunirsi in assemblea oltrechè la rappresentatività della stessa». Lo ha dichiarato Fania Alemanno, uno dei quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile, durante un'intervista raccolta da "Servizio Civile Magazine".

«Nel giugno prossimo - ricorda Alemanno - dovrebbero tenersi le nuove elezioni per i rappresentanti nazionali, ma ciò non accadrà se prima non si saranno elette le delegazioni regionali. Ma gli scaglioni di partenza attuati nei confronti dei volontari come possono garantire la rappresentatività ed il diritto alla rappresentanza?». La Rappresentante nazionale si è detta anche d'accordo con la proposta lanciata da "Vita" di un civile "universale" o "obbligatorio". «L'obbligatorietà non rappresenta la soluzione - precisa -, ma una nuova visione di un servizio civile che operativamente applica la propria definizione di difesa della patria non armata e nonviolenta». Intanto il prossimo 24 e 25 febbraio tornano a riunirsi a Roma, nella loro XII Assemblea nazionale, proprio i rappresentanti regionali e nazionali in carica dei giovani in servizio civile.

febbraio 13, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Amesci: servizio civile obbligatorio non sia "punitivo"

Il servizio civile universale sia "un'opportunità" e "integrato con il percorso scolastico" e non un "affidamento ai servizi sociali", punitivo per i giovani. Lo chiede Enrico Maria  Borrelli, Presidente di Amesci, intervenendo nel dibattito sulla proposta di servizio civile obbligatorio lanciata da "Vita".

«Va evitato che un eventuale servizio civile obbligatorio sia vissuto come punitivo dai tanti giovani - dichiara Borrelli - che, seppur dotati della volontà di impegnarsi in esperienze di impegno, in maniera sempre maggiore, sono costretti a rincorrere esperienze formative in un mondo del lavoro sempre più fluido e privo di riferimenti certi. Insomma, va evitato il rischio che più che come un’opportunità, il tutto sia vissuto come una sorta di affidamento ai servizi sociali, come pena alternativa per un reato che i giovani non hanno commesso». «Può invece servire - conclude - a rafforzare nelle giovani generazioni il senso di appartenenza alla comunità civica e sociale nazionale un’esperienza inserita nella più ampia cornice dell’ultimo anno di scuola superiore, da realizzarsi di concerto con gli uffici scolastici regionali e che operi in sinergia con le comunità locali». 

febbraio 11, 2012 nella Esperienze, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile obbligatorio: ancora una proposta

La giornalista Barbara Palombelli, sul "il Foglio" di mercoledì scorso, chiede anche lei un servizio civile obbligatorio, in continuità con quanto proposto dall'economista Giacomo Vaciago e dall'appello di "Vita".

«Da tempo penso - scrive - all'obbligatorietà di un servizio civile per tutti, maschi e femmine, dai 18 ai 25». Palombelli precisa che durerebbe «sei mesi, in una regione diversa da quella di residenza, una paga minima sui 200 euro mensili». «I ragazzi - prosegue - potrebbero scegliere fra le ong e le associaizioni di volontariato più vicine ai loro interessi: dall'ecologia al Wwf, dalla cura degli anziani al restauro dei monumenti o delle biblioteche, fino alla protezione civile così bisognosa di braccia e di menti». «Un piccolo provvedimento, pochi soldi per finanziarlo, e cambierebbero le prossime generazioni. Ne sono sicura», conclude la giornalista. Leggi tutto l'articolo qui in PDF .

febbraio 10, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Vita propone un servizio civile "universale"

120210Vita_cover_sc_obbligatorioNel numero in edicola questa settimana (n. 6 del 10 febbraio 2012), il magazine "Vita" lancia il suo “Manifesto per un servizio civile universale” ed intervista, tra gli altri, l'ex Presidente della Comunità Europea e ex premier italiano, Romano Prodi, che dice: «Ai nostri ragazzi serve un servizio civile aperto a tutti, e se per farlo l’unica strada è renderlo obbligatorio, facciamolo». Di questo tema, ne aveva parlato a "Ballarò" su RaiTre martedì scorso anche Giacomo Vaciago, Economista dell'Università Cattolica di Milano, che a proposito dell'emergenza freddo ha ricordato (17'35"-19'00") come «abbiamo perso una grande occasione quando abbiamo abolito il servizio militare. Era dove i giovani maschi imparavano a funzionare in condizioni di eccezionalità». «Non sto proponendo il ritorno alle armi - precisa Vaciago -. Dovevamo fare una grande servizio civile, fare anche solo sei mesi nella vita. Come ci si muove in modo disciplinato in condizioni non normali, nessun italiano lo sa più». 

febbraio 9, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (6) | TrackBack

Noi giovani in servizio civile "danneggiati" dagli avvii ritardati

Servizio-civile_giovani«Ci sentiamo danneggiate da queste decisioni politiche sugli scaglionamenti nel servizio civile» e «vogliamo trasparenza e chiarezza, ma ancor di più vogliamo essere valorizzati in questa società: i giovani non possono continuare ad essere collocati in liste di attesa infinite ed immobili». A scriverci sono Sonia, Daniela ed Elisabetta, tre volontarie presso il Consorzio Solidarietà Sociale di Parma, che danno così voce al disagio di tanti loro colleghi per la situazione che vive il servizio civile nazionale, tra tagli ai finanziamenti e l'avvio dei progetti ritardato anche di mesi.

«L'intera vicenda - ci scrivono ancora - ha portato noi volontari ad una perdita di fiducia nei confronti dello Stato: anche se sorretti da forti ideali, facciamo fatica a dare un senso al nostro agire e a tutto quello in cui crediamo; nonostante queste difficoltà conserviamo le nostre motivazioni attraverso la collaborazione e l’unione tra noi volontarie e gli Enti che ci sostengono e ci incentivano a credere in noi stessi ed a  portare avanti le nostre idee». «Togliere una buona parte di fondi al sociale - ricordano Sonia, Daniela ed Elisabetta - vuol dire ledere diritti fondamentali di chi è portatore di bisogni, di chi eroga prestazioni sociali e di chi vorrebbe offrire il proprio 
aiuto, anche sotto forma di servizio civile e ciò gli viene negato». «Crediamo che questa sia una causa per cui valga la pena battersi, ma assistiamo ogni giorno ad una sordità dirompente, ad un lassismo imperante e ad una omertà dilagante. Con questi presupposti - concludono -, ad oggi, ci chiediamo quanto tempo dovrà passare prima che il nostro diritto/dovere di svolgere un servizio per la collettività si concretizzi?».

febbraio 8, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Diario di un obiettore

In occasione dell’anniversario del Movimento Nonviolento, fondato nel 1962 da Aldo Capitini, viene pubblicato il diario di Enzo Bellettato, uno dei primi obiettori al servizio militare, dal titolo "Diario di un obiettore. Strapparsi le stellette nel ’68". Bellettato, oggi settantenne, è nato e vive a Rovigo. Iniziò il suo servizio militare nel 1967, nella speranza di beneficiare della Legge Pedini per il servizio civile, ma vi si è opposto nove mesi dopo, quando, nel maggio ’68, viene processato e condannato a sette mesi di carcere per il reato di «disobbedienza militare».

febbraio 7, 2012 nella Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Una star per il servizio civile

Emma_MarroneIn 40 anni di storia, il servizio civile dell'obiezione di coscienza ha visto passare tra le sue fila quelli che poi sarebbero diventati famosi calciatori e cantanti, o affermati magistrati e politici. Più breve la storia del servizio civile nazionale volontario, che però una sua piccola star già ce l'ha in Emma Marrone, la giovane cantante pugliese, che in una recente intervista al "Corriere della Sera" è tornata a parlare della sua esperienza di servizio civile fatta a 20anni. «A 16 anni facevo attività politica - ha ricordato - mentre le mie amiche pensavano al fitness. (…) A scuola organizzavo incontri sull’Aids e ho fatto il servizio civile volontario occupandomi di bambini disabili». «Mi ha cambiato la vita - aveva anche precisato un po' di tempo fa -, perchè mi ha fatto capire quante cose brutte esistono: bambini soli, anziani abbandonati, disabili!».

febbraio 6, 2012 nella Esperienze, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Lega Nord: i giovani di servizio civile partano tutti insieme ad aprile

L'on. Pierguido Vanalli (Lega Nord) ha presentato ieri nella I Commissione "Affari Costituzionali" della Camera, una risoluzione (7-00773) firmata con altri colleghi di partito sul servizio civile, l'apertura ai giovani stranieri e il taglio ai fondi nazionali.

«Il 1° febbraio 2012 - ricorda l'on. Vanalli - hanno preso servizio solo 2.000 giovani sui 18.000 pronti alla partenza per il loro anno di servizio civile. I restanti 16.000 vedranno "scaglionate" le loro partenze da marzo a ottobre 2012, con un ritmo di 2000-2500 avvii mensili». «Tale deprecabile situazione - prosegue - deriva dalla diminuzione di circa il 40% delle risorse assegnate al Fondo nazionale per servizio civile, le cui dotazioni sono passate per il 2012 dai previsti 112.995.000 euro a 68.812.000 euro». L'esponente leghista denuncia come questo scaglionamento rischi di avere «effetti deleteri sull'effettivo avvio al servizio dei giovani. È infatti ragionevole presupporre che molti di loro nell'attesa cercheranno altre fonti di impegno e reddito, vanificando gli investimenti di migliaia di enti, pubblici e non profit, per ingaggiarli e selezionarli». Per questo e per evitare il mancato avvio di giovani anche nel 2013, l'on. Vanalli chiede al Governo di impegnarsi a «intraprendere immediate iniziative volte ad assicurare l'entrata in servizio civile di tutti i giovani selezionati nel bando citato in premessa entro il mese di aprile 2012» e  «ad assumere tempestivamente iniziative volte ad assicurare la possibilità di finanziamento di progetti di servizio civile, da svolgersi nell'anno 2013, che impegnino almeno 20.000 giovani». Leggi tutto il testo della risoluzione a questo link.

febbraio 3, 2012 nella Bando nazionale, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

PD: "tornare a dare dignità al servizio civile"

Il Partito Democratico ritiene “fisiologico” un livello di circa 40mila volontari annui ammessi al servizio, cifra oramai ridotta fortemente dai tagli del Governo Berlusconi negli ultimi anni. «Ci rendiamo conto – ha spiegato ieri all'incontro con gli Enti Cecilia Carmassi, responsabile “Associazionismo e Terzo Settore” del PD – che non si può chiedere d’improvviso al Governo di riportare il Fondo a quota 40mila partenze, ma è possibile cominciare subito a invertire la tendenza e ragionare su come si può tornare a dare dignità e consistenza ad un sistema che altrimenti rischia di essere cancellato». Per questo il Partito democratico chiederà a breve un appuntamento al ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, che ha anche la delega sul servizio civile, per «ragionare con lui del rilancio del servizio civile in un’ottica di crescita complessiva del paese». 

Per quanto riguarda la riforma del servizio civile nazionale, il Partito Democratico lo pensa come "un’esperienza di difesa civile non armata, di dimensione nazionale ma con un ruolo delle regioni, rivolta anche agli stranieri residenti e con una partecipazione dei giovani con disabilità non solo come destinatari ma anche come protagonisti del servizio". L’idea è quella di mantenere il servizio civile come esperienza di carattere nazionale, legata alla sua natura di difesa civile non armata, e alla costruzione di un’idea di cittadinanza solidale che rafforzi la coesione sociale nel paese. In questa dinamica unitaria, c’è l’obiettivo di un maggiore coinvolgimento delle Regioni (e degli altri enti locali), che in molte realtà hanno già attuato bandi regionali di servizio civile (anche aperto agli stranieri) e che «chiedono a gran voce un ruolo che non le riduca a soggetto finale di valutazione». E’ poi necessario, secondo Carmassi, chiarire con i comuni, attraverso un ragionamento franco, che non si può «rischiare che il servizio civile diventi la stampella o il tappabuchi di un welfare comunale sempre più strangolato». Presente all'incontro, Licio Palazzini, Presidente nazionale di Arci Servizio Civile, ha ricordato come «Se non arrivano nuovi fondi, in primavera gli enti non saranno chiamati a presentare alcun progetto e nel 2013 di fatto non ci saranno giovani in servizio civile: un segnale inequivocabile di chiusura».

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Il PD chiederà un confronto col Governo sul servizio civile

Foto_giovani«Rimangono ancora alcuni nodi da affrontare, ma è l'incontro di oggi è stato un passo significativo in avanti per il servizio civile, soprattutto perchè promosso da un partito come il PD». Si è dichiarato soddisfatto Licio Palazzini, Presidente di Arci Servizio Civile e della Consulta nazionale, dopo l'iniziativa di questa mattina "Il Servizio civile: diamogli un futuro!" coordinato da Cecilia Carmassi, Responsabile "Associazionismo e Terzo Settore" del Partito Democratico.

Palazzini ha sottolineato alcuni dei punti affrontati nel confronto: dalla necessità del rifinanziamento del Fondo nazionale del servizio civile, alla riforma della legge e alla possibile apertura ad altre categorie di giovani, come ad esempio i diversamente abili. Su questi temi «Carmassi ha annunciato l'intenzione del Partito Democratico di incontrare il Governo e il Ministro Riccardi, che ha la delega per il servizio civile nazionale, per avviare un confronto», ha precisato Palazzini. Un tema caldo affrontato è stato anche la possibile apertura del servizio civile ai giovani stranieri, per la quale si ritiene opportuno procedere per via legislativa. Da parte degli Enti è stata infine avanzata la disponibilità a rivedere la questione della flessibilità dell'orario dei progetti e della loro durata, a parità però di compenso per tutti i giovani volontari.

febbraio 2, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Riccardi e le risorse del servizio civile

«Il Ministro Riccardi si batterà molto per un aumento delle risorse del servizio civile, anche se naturalmente ci confrontiamo con le esigenze del Paese in un momento di grande difficoltà». Lo ha dichiarato oggi a "La radio ne parla", la trasmissione di Radio1 curata da Ilaria Sotis, il prefetto Mario Morcone, Capo di Gabinetto del Ministero della Cooperazione e integrazione.

L'occasione è stata la puntata dedicata al tema del servizio civile e della sua apertura ai giovani stranieri, alla quale sono intervenuti oltre a Morcone, l'avv. Alberto Guariso (Avvocati per niente), l'on. Livia Turco (PD), il sen. Carlo Giovanardi (PdL) e Michele Mangano (Presidente nazionale Auser), intervistato al microfono di Maria Teresa BisognoMorcone ha anche ricordato che il ministro Riccardi «non ha pregiudizi sulla scelta del giudice di Milano di coinvolgere nel servizio civile anche i giovani non italiani». «L'interesse - conclude - è ad avere una normativa chiara, che ci dia la possibilità di operare in piena trasparanza, garantendo gli interessi di tutti», italiani e stranieri. Sempre a proposito dela sentenza, l'avv. Guariso ne ha ricordato il valore ancora attuale, che ricadrà sul prossimo bando nazionale, per il sen. Giovanardi si tratta invece di una «fuga in avanti incomprensibile, perchè se il servizio civile è difesa della Patria, allora è dovere del cittadino», mentre l'on. Turco ha ricordato la necessità di «potenziare il servizio civile nazionale» e l'esperienza positiva di apertura agli stranieri del servizio civile a Torino. Ascolta tutta la puntata a questo link.

febbraio 1, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Abolire il servizio civile? La risposta di Mosaico

Il Presidente di "Associazione Mosaico", Claudio Di Blasi, ha inviato a "Italia Oggi" una lettera per rispondere all'articolo di Cesare Maffi dello scorso 28 gennaio, con il quale proponeva di abolire il servizio civile nazionale. 

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Servizio civile: il PD rilancia il confronto sulla riforma

Servizio_civile_sfocatoI tagli ai finanziamenti, lo scaglionamento delle partenze dopo un anno, l'incognita sulla nuova progettazione, l'apertura ai giovani stranieri, la riforma della legge ferma dal 3 febbraio 2010 in Senato e l'Ufficio nazionale da più di un mese senza un Capo. Sono le principali incognite che il servizio civile si trova ad affrontare in questo periodo e alle quali proverà a dare qualche risposta un incontro promosso a Roma alla Camera, domani 2 febbraio, dal Partito Democratico. L'iniziativa, dal titolo "Il Servizio civile: diamogli un futuro!", vuole essere un confronto con le organizzazioni impegnate nel servizio civile, al quale parteciperanno anche alcuni parlamentari impegnati per la sua riforma e l'inserimento dei giovani stranieri. «Dopo le novità delle scorse settimane, riteniamo sia giunto il momento di riprendere pubblicamente il confronto sul servizio civile e la sua riforma», dichiara Cecilia Carmassi, Responsabile "Associazionismo e Terzo Settore" del PD, che introdurrà e coordinerà l'incontro.

febbraio 1, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Un anno di impegno con il Movimento Nonviolento

Bandiera_nonviolenzaCon un comunicato diffuso oggi, il Movimento Nonviolento che lo scorso 20-22 gennaio ha festeggiato a Verona 50 anni dall fondazione, lancia una campagna d'impegno che durerà tutto l'anno. Tra i vari appuntamenti, il 25 febbraio si svolgerà la giornata di raccolta firme delle “100 piazze d'Italia contro i caccia F-35”, e il 15 dicembre la celebrazione del quarantesimo anniversario della prima legge, la numero 772, sull''obiezione di coscienza (1972-2012) e il servizio civile. Per questa ricorrenza sarà organizzato un Convegno nazionale che coinvolgerà tutti gli obiettori di ieri e le ragazze e i ragazzi del servizio civile di oggi: “Obiezione alla guerra”. Leggi tutto il comunicato con le varie iniziative qui in PDF.

gennaio 31, 2012 nella Appuntamenti, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Marche: parte il servizio civile regionale

Logo_MarcheNei giorni scorsi la Giunta Regionale delle Marche ha deliberato di dare attuazione alla legge  n. 15 del 2005 in materia di servizio civile regionale. Ciò permetterà, a partire da quest'anno, di attivare progetti di servizio civile per circa 130 giovani nei settori dell'assistenza, ambiente, educazione e promozione culturale, patrimonio artistico e culturale, protezione civile.

In questa prima applicazione sperimentale del servizio civile regionale, gli obiettivi innovativi da raggiungere sono: nel settore dell'assistenza, attenzione alle situazioni di fragilità e alle fasce deboli (infanzia e adolescenza, disabilità, salute mentale, dipendenze patologiche, anziani non autosufficienti), privilegiando i servizi di supporto alle famiglie in difficoltà; per l'ambiente, attenzione alle aree montane e alla riqualificazione dei territori; per l'educazione e la promozione culturale, l'appoggio agli interventi educativi di contrasto all'esclusione sociale, anche in relazione agli stranieri; per il patrimonio artistico e culturale, l'accessibilità ai beni meno conosciuti; per la Protezione civile, il sostegno all'implementazione degli interventi di tutela del territorio soprattutto nei piccoli centri della regione. Soddisfazione è stata espressa da parte dell'Assessore regionale ai Servizi sociali, Luca Marconi, per il quale «il servizio civile, oltre ad essere un'opportunità di impegno e di responsabilità per i giovani, può essere anche l'occasione per conoscere e praticare modalità concrete di una cittadinanza responsabile e solidale e acquisire esperienze di servizio utili per allargare l'orizzonte delle possibilità di lavoro». 

gennaio 31, 2012 nella Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile? "Aboliamolo"

Abolire il servizio civile. E' questa la proposta shock del giornalista Cesare Maffi su "Italia Oggi" di sabato scorso. Per Maffi il servizio civile «come sostitutivo del servizio armato non ha più né senso né funzione. Come autonomo istituto, appartiene ai tempi di vacche grasse che non si possono considerare attuali». Perciò a suo dire «chiudere il rubinetto - conclude - significherebbe eliminare uno dei troppi sprechi attuali». Leggi tutto l'articolo qui in PDF.

gennaio 30, 2012 nella Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

La situazione del servizio civile secondo gli enti

I volontari, gli ex volontari e i candidati ai nuovi progetti in servizio civile dell'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII" e il Consiglio Nazionale di Arci Servizio Civile (ASC), in due diversi documenti resi noti in questi giorni (leggi qui e qui in PDF), riflettono sulla situazione che sta vivendo il servizio civile nazionale.

«La sentenza di Milano - scrive in particolare ASC - può essere importante se stimola ad una revisione legislativa sul punto specifico dei requisiti di ammissione al ServizioCivile Nazionale includendovi anche i cittadini stranieri che hanno da tempo scelto la nostra società come luogo stabile di vita». «Ma il caso specifico di Syed Shahzad Tanwir che abita in Italia da 15 anni - prosegue - pone un altro tema che se affrontato non avrebbe neanche portato al ricorso. Perché un cittadino che vive da 15 anni nel nostro Paese è ancora straniero? Per questo ASC, che ha condiviso fin dall’inizio la campagna “L’Italia sono anche io”, decide di aderirvi direttamente e di rilanciare fra i giovani l’obiettivo di rivedere la legislazione in materia di ottenimento della cittadinanza».

gennaio 28, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: parlano i volontari e gli enti

Continua l'eco della vicenda del blocco degli avvii del servizio civile nazionale, che si è risolta ieri con la decisione della Corte d'appello di Milano di accettare la sospensione della revoca del bando per i volontari del 2012. Apprezzamento è stato espresso sui social network da parte dei tantissimi volontari in attesa di partire per i propri progetti.

«Come volontari presto in servizio - scrive Giulia Angeletti, volontaria in partenza con il Servizio civile all'estero con la Focsiv -, sosteniamo l’importanza del Servizio Civile verso cui noi tutti dedichiamo impegno e serietà e chiediamo al Governo italiano - prosegue - di sostenere questo ruolo e continuare a dare l’opportunità a molti giovani di svolgere questo servizio a difesa dei principi civili che ne sono alla base». Con toni diversi tra loro hanno commentato la notizia anche molti enti, come Associazione "Mosaico" e l'Associazione "Papa Giovanni XXIII", che ha auspicato «al più presto la riforma del Servizio Civile, prevedendo spazi di partecipazione anche ai cittadini non italiani» ed espresso «anche forte preoccupazione per la ridotte risorse che sono oggi investite sul Servizio Civile e che ne mettono in discussione la sua prosecuzione già per il 2013».  Analogamente Amesci [PDF], attraverso il suo Presidente Enrico Maria Borrelli, ha chiesto di «rimettere mano alla riforma del Servizio Civile, da tanti attesa ma ancora ferma nelle commissioni parlamentari» e di reperire « nuovi fondi altrimenti se oggi, come ha scritto una volontaria in Rete sono stati tirati 18.000 sospiri di sollievo, da qui ad un anno saranno troppo pochi i giovani che  potranno gioire nello svolgere un anno di servizio per la comunità». Per il Modavi l'auspicio è che «per quanto riguarda i prossimi bandi non si decida per una apertura indiscriminata del servizio civile», che ritengono «un diritto ed un dovere dei giovani Italiani».  «Ci auguriamo, piuttosto - precisa la loro nota -, che la riflessione si sposti  sull’idea di cittadinanza e sull’agevolare le seconde generazioni nell’acquisirla». Di tutta la vicenda ne parla oggi anche un articolo su "Avvenire" [PDF].

gennaio 27, 2012 nella Bando nazionale, Esperienze, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Sblocco servizio civile: le dichiarazioni di Riccardi e dei politici

«Esprimo grande soddisfazione per la decisione della Corte d'appello di Milano di accettare la sospensione della revoca del bando per i volontari del 2012», così ieri si è pronunciato secondo "Redattore Sociale" Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione e l'integrazione con delega al servizio civile nazionale.

«È una decisione - ha proseguito Riccardi - che consente ai giovani di partire per il loro servizio alla comunità nazionale e riporta serenità dopo giorni di comprensibile apprensione. Voglio fare i miei auguri di buon lavoro a tutti i ragazzi e ringrazio gli enti che li accoglieranno per il sostegno dato in queste settimane». E al Ministro si è appellata ieri in Parlamento l'on. Erica Rivolta (Lega Nord) per ricordare come «il servizio civile sia un'esperienza incredibilmente formativa di educazione alla cittadinanza attiva. Penso che, prima che muoia, vista la riduzione ed i tagli ai finanziamenti, spero che si possa in quest'Aula riprendere - viste tutte le proposte di legge che sono state depositate - l'argomento proprio perché va a favore di tutti i giovani volontari». L'ex Sottosegretario con delega al servizio civile, sen. Carlo Giovanardi (PdL), ha dichiarato invece di trovare «inaccettabile che questa straordinaria esperienza venga messa in discussione dagli opposti estremismi di chi lo vuole ridurre a semplice strumento di supplenza del welfare regionale e di chi lo vuole trasformare in campo di battaglia del controverso tema del riconoscimento della cittadinanza italiana agli extracomunitari». «Nel salutare con grande soddisfazione la decisione dellaCorte di Appello di Milano - ha aggiunto -, che ha sospeso l'assurdo ordine di bloccare le partenze di 18.000 giovani stracciando la legge in vigore e le sentenze della Corte Costituzionale che iscrivono il Servizio Civile Nazionale nell'ambito della difesa della Patria, sacro dovere del cittadino, invito tutti a spostare il dibattito sui tempi e sui modi attraverso i quali i giovani extracomunitari potranno acquisire la cittadinanza italiana, potendo a quel punto servire il loro nuovo paese non soltanto nel Servizio Civile ma anche nelle Forze Armate».

gennaio 27, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

APN e ASGI: in Consiglio dei Ministri apertura servizio civile agli stranieri

Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e Avvocati per Niente (APN), nel comunicato diffuso oggi dopo l'esito dell'udienza di appello che ha sbloccato gli avvii nel servizio civile, ricorda che «restano fermi gli effetti della sentenza per quanto riguarda l'illegittimità della esclusione degli stranieri dal servizio civile nei prossimi bandi e a tale sentenza la Presidenza del Consiglio dei Ministri si dovrà attenere». 

«Le associazioni ricorrenti - prosegue il comunicato - ribadiscono l'invito al Governo italiano affinché – prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia perciò introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio». ASGI e APN ringrano poi i giovani volontari per l'apprezzamento espresso alla loro azione e precisano che «i disagi e le ansie vissute in questi giorni dai volontari già selezionati ed in procinto di essere assunti in servizio non possono essere addebitate alle associazioni ricorrenti che avevano proposto la sospensiva del bando già al momento della presentazione del ricorso, in ottobre, quando le selezioni non erano ancora state effettuate, mentre nel corso del procedimento la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in qualità di parte convenuta, non ha mai fatto cenno allo stato di avanzamento delle procedure di selezione, confidando esclusivamente nel rigetto del ricorso». Leggi tutto il comunicato a questo link.

gennaio 26, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Ripartono i progetti di servizio civile nazionale

Dalla Corte di appello del  Tribunale di Milano arriva la conferma dello sblocco degli avvii nel servizio civile nazionale. Avvocati per niente (APN) e Associazione studi giuridici sull'immigrazione (ASGI) come anticipato, hanno dato il loro assenso all'accordo con l'Ufficio nazionale del servizio civile che aveva presentato appello sulla sentenza. Come comunica lo stesso Unsc, riparte quindi l'iter degli avvii, seguendo gli scaglioni programmati.

«La sospensione degli effetti della sentenza - ci precisa l'avvocato Alberto Guariso di APN - riguarda solo gli effetti sul bando 2011, ma resta ferma la dichiarazione circa il carattere discriminatorio della esclusione degli stranieri e il conseguente obbligo del ministero di attenersi alla decisione del giudice nei bandi futuri fino alla decisione sull'appello». «Resta così fermo - conclude Guariso - l'invito al Governo e al Ministro Riccardi in particolare ad adeguarsi definitivamente alla ordinaza di primo grado, oppure a introdurre una modifica legislativa che rimuova ogni eventuale residuo dubbio sul diritto degli stranieri a partecipare al servizio civile». L'udienza di appello è fissata al prossimo novembre, anche se APN ha già dichiarato che ne chiederà la discussione prima del prossimo bando nazionale volontari.

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Cnesc: ancora a rischio presente e futuro del servizio civile

CnescLa Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), l'associazione che raggruppa alcuni dei maggiori Enti di Servizio Civile, interviene nel dibattito sulla sentenza di Milano e aupisca che «Governo, Regioni, ed Enti possano in questi primi mesi del 2012 lavorare per garantire un futuro certo per il servizio civile, per sostenere, così come dichiarano Rappresentati dei giovani in servizio civile, “la voglia di mettersi in gioco che spinge, ogni anno, migliaia di giovani a presentare domanda; l’opportunità di un momento di crescita personale anche e soprattutto come cittadini attivi per migliorare in ogni settore il nostro Paese».

Nel comunicato stampa diffuso oggi, la Cnesc ricorda come «i ripetuti tagli al finanziamento del servizio civile dal 2008 ad oggi hanno di fatto ridotto al lumicino la possibilità di continuare a far esistere questo prezioso istituto della Repubblica Italiana che contribuisce alla difesa della Patria ed alla promozione della pace». L'organizzazione degli enti di servizio civile chiede poi «che siano garantiti i diritti di tutti, dei giovani che hanno partecipato al bando e dei tanti giovani immigrati che come Syed vogliono crescere come cittadini. Ma per dare un futuro al servizio civile nazionale - prosegue il comunicato -, per evitare che questi siano gli ultimi giovani a cui la Repubblica Italiana dà la possibilità di fare l’esperienza del servizio civile occorre lavorare per garantire il rifinanziamento e la riforma del servizio civile».

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Salesiani: appello a Riccardi sul servizio civile

La Federazione SCS/CNOS - Salesiani per il Sociale ha scritto ieri una lettera aperta al ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, che ha anche la delega al servizio civile nazionale, in merito alla sentenza di Milano per chiedere una sua presa di posizione pubblica nonchè  la nomina del nuovo Capo dell'Unsc.

«Questa è solo l’ennesima difficoltà - scrive la Federazione SCS/CNOS - che si impone al Servizio Civile che tanto ha contribuito in questi anni a formare cittadini in grado di amare la loro comunità nazionale e di difenderla con uno spirito di servizio che mira a costruirla come comunità di persone nel concerto di un mondo sempre più ricco nell’accoglienza e nel rispetto delle differenze». «Ci sembra inoltre non più accettabile - prosegue il comunicato - anche il silenzio del Parlamento nei confronti della riforma del servizio civile, mentre ancora l’Ufficio Nazionale rimane senza un responsabile.  A quando il nuovo direttore dell’UNSC? Sappiamo che il governo ha gravi e urgenti responsabilità da affrontare, ma ci sembra poco seria nei confronti dei giovani questa latitanza di risposte. Già nei mesi precedenti abbiamo segnalato che una nazione che pensa al futuro deve dare risposte ai giovani, non limitarne le opportunità, per questo a fronte del taglio continuo di risorse e all’assenza di risposte rimaniamo molto delusi».  Infine l'appello al Ministro Riccardi: «Attendiamo con fiducia una Sua presa di posizione che aiuti a chiarire la situazione, convinti che la Sua esperienza saprà intervenire a difesa di questo così importante diritto dei giovani».  Leggi tutta la lettera qui in PDF.

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Si sbloccano oggi gli avvii nel servizio civile

Giovani_stranieriBuone notizie per i giovani selezionati del servizio civile in attesa di partire. Si svolgerà questa mattina, presso il Tribunale di Milano, l'udienza per discutere il contro-ricorso presentato dall'Ufficio nazionale del servizio civile contro la sentenza che apre questa esperienza anche ai giovani stranieri e che ha portato la scorsa settimana alla sospensione degli avvii dei nuovi volontari. E' ormai certo che le partenze dei giovani selezionati potranno riprendere, dato che le due associazioni che hanno patrocinato il primo ricorso, Avvocati per niente (APN) e Associazione Studi giuridici sull'immigrazione (ASGI), si sono dette già da ieri disponibili alla «sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso». 

Rimane ora da capire quando l'Unsc riprenderà l'iter di avvio dei nuovi volontari. Raffaele De Cicco, dirigente dell'Unsc, ha fatto ieri varie ipotesi. «In quella più ottimistica - dichiara De Cicco a Vita.it  -, il tutto si potrebbe risolvere in giornata. Oppure potrebbe saltare lo scaglione di febbraio ritardando le partenze di un mese. Nel caso peggiore, si potrebbe arrivare ad aprile. Ci stiamo attrezzando per tutte e tre le evenienze, ma ottimisticamente, per quanto riguarda i ritardi, si potrebbe trattare di circa una settimana». Altra questione non meno importante è che la sentenza rimane ancora efficace nell'esigere un'apertura ufficiale del servizio civile ai giovani stranieri, e su questo il Ministro Riccardi ancora non si è pronunciato, mentre una situazione simile si potrebbe ripresentare anche a Brescia, dove un analogo ricorso aspetta di essere giudicato. Ieri APN e ASGI hanno chiesto formalmente che «la Presidenza del Consiglio, non insista nella pretesa di modificare una decisione rispettosa dei principi fondamentali dell’ordinamento». Hanno richiesto anche che «la Presidenza rinunci all’appello per la parte relativa all’accertamento della discriminazione operata nei confronti dei giovani stranieri, consentendo così che la pronuncia giudiziale diventi definitiva così da poter aprire a partire dal bando 2012, anche agli stranieri la possibilità di partecipare a questa fondamentale esperienza di promozione della solidarietà e di coesione sociale». Infine le due Associazioni legali hanno chiesto a Riccardi che «il Governo – prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia perciò introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio civile».

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L'Unsc convinto di una ripresa a breve degli avvii del servizio civile

Dopo la comunicazione di oggi di Avvocati per niente e Associazione Studi giuridici sull'immigrazione che si sono dette disponibili alla «sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso», si sono aperti nuovi spiragli per la ripresa degli avvii dei volontari, anche se non si sa precisamente con quali tempi e mentre si aspetta sempre in merito il pronunciamento del Ministro Riccardi. Intanto con una nota sul sito, l'Ufficio nazionale del servizio civile si è rivolto oggi direttamente ai giovani selezionati per spiegare la situazione di questo blocco degli avvii.

«L'Ufficio ha il dovere di attendere l'esame della richiesta di sospensione, di cui ha chiesto la trattazione urgente - scrive il direttore vicario, Paolo Molinari -. Siamo certi che ciò avverrà il più rapidamente possibile. La pronuncia favorevole permetterebbe di riprendere gli avvii al servizio ed in tal caso stiamo già lavorando per accelerare al massimo le procedure. Desideriamo far appello a tutti voi volontari ad avere fiducia che quanto tempestivamente approntato dall'Unsc possa produrre l'accoglimento delle nostre richieste». «Sarà nostra cura - conclude la nota - tenervi costantemente informati, tramite il sito, dell'evolversi della vicenda e delle azioni da porre in essere per riprendere con maggiore vigore la strada interrotta». Leggi tutta la nota a questo link.

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ASGI e APN appoggiano lo sblocco degli avvii nel servizio civile

«Al fine di superare la situazione creatasi - scrivono oggi in un comunicato le Associazioni legali che hanno seguito il ricorso del giovane Syed Shahzad -, in maniera spontanea, abbiamo già preso contatto con l'Avvocatura dello Stato per concordare la presentazione già domani avanti la Corte d'Appello di Milano, ove è stato depositato il ricorso in appello dell’Amministrazione, per chiedere consensualmente la sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso, fermi restando gli effetti della stessa nella parte in cui accerta il carattere discriminatorio della esclusione degli stranieri.La piena collaborazione offerta dai ricorrenti consentirà così alla Corte di disporre la sospensione immediatamente con la conseguenza che i volontari prossimi alla partenza potranno prendere servizio nei tempi previsti». Le due associazioni avanzano anche varie proposte per risolvere tutta la questione, sulle quali rimangono «in attesa di una presa di posizione del Ministro competente». 

gennaio 25, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Rappresentanti dei volontari: manteniamo vivo il servizio civile

Logo_RNVSC_120pxI quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile nazionale, Fania Alemanno, Edoardo Buonerba, Corrado Castobello e Silvia Conforti, con un comunicato [PDF] diffuso ieri hanno preso posizione sulla vicenda della sentenza di Milano e del blocco degli avvii dei nuovi volontari selezionati.

«La Rappresentanza dei volontari in servizio civile - esordiscono nel comunicato - manifesta la propria ammirazione per la battaglia, a riconoscimento dei propri diritti, intrapresa dal giovane pakistano Shahzad Sayed, battaglia alla quale sarà ben lieta di unirsi con tutti gli strumenti di cui dispone». Ma poi precisano: «Tutto questo non deve in alcun modo distruggere un’altra battaglia! Quella intrapresa da tutti i giovani volontari che ogni anno hanno svolto il loro servizio civile, quella battaglia che aveva un unico obiettivo: mantenere vivo e forte il senso vero del Servizio Civile: la difesa della Patria non armata e nonviolenta. Servizio, non volontariato, non lavoro». «E’ la voglia di mettersi in gioco - proseguono i 4 rappresentanti nazionali - che spinge, ogni anno, migliaia di giovani a presentare domanda; è l’opportunità di un momento di crescita personale anche e soprattutto come cittadini attivi per migliorare in ogni settore il nostro Paese. Difatti non vi sono solo progetti che mirano al disagio sociale, ma anche, e soprattutto, vi sono progetti che mirano a salvaguardare l’ambiente, il paesaggio, l’architettura, i sistemi di protezione civile, lo sviluppo e la promozione dello sport, ma anche di promozione e sensibilizzazione alle politiche giovanili». «Ai giovani cittadini stranieri - concludono - non è stata negata questa opportunità, se mai lo Stato Italiano gli nega di essere considerati appartenenti a questa comunità. Non è il riconoscimento ad essere parte di un piccolo sistema che cambierà la loro situazione. La battaglia vera deve essere di potersi riconosceredi fronte alla legge come veri e propri cittadini! E noi, in questo, siamo con loro». Leggi tutto il comunicato qui in PDF.

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L'Unsc auspica a breve la partenza dei volontari

Su Vita.it Paolo Molinari, direttore vicario dell'Unsc, si dichiara oggi «ottimista sul fatto che venga trovata una soluzione a breve, quantomeno per la questione del blocco degli invii. Sto parlando di 2-3 giorni, al massimo dieci - precisa -, quindi a ridosso della data dell'1 febbraio, quando sarebbero dovuti partire i prossimi volontari».

Molinari conferma anche di essere aggiornato sulle iniziative dei giovani aspiranti volontari, a partire dalla manifestazione annunciata per il 1° febbraio. «Sono al corrente di molte loro situazioni difficili, soprattutto di chi per fare il servizio civile ha rinunciato al posto di lavoro o ha chiesto l’aspettativa. All’Ufficio nazionale stanno arrivando decine di mail al giorno, c’è molta delusione, nel rispetto della sentenza e nella comprensione che il ricorso presentato dal ragazzo pachistano sia una cosa legittima. I giovani sono d’accordo con lui, però allo stato attuale, giustamente la loro priorità è partire. Chiediamo loro - conclude Molinari -, pur in questa difficile situazione, la pazienza che fa di loro dei buoni cittadini». Su questo tema intanto si sono espressi nei giorni scorsi con due riflessioni anche Ipsia-Acli e Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto. Pagano in particolare ha espresso «vivo apprezzamento nei confronti di ASGI, APN e del ricorrente che hanno ufficialmente ribadito la loro disponibilità ad un accordo tra le parti, convenendo in un’apertura definitiva del servizio civile agli stranieri a partire dal prossimo bando. L’auspicio, ora, è che tale accordo trovi immediato riscontro governativo, giuridico ed applicativo».

gennaio 24, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Interrogazioni parlamentari su servizio civile, stranieri e blocco avvii

L'on. Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Partito Democratico, ha presentato ieri un'interrogazione parlamentare (5-05983) al Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, sulla vicenda della sentenza del Tribunale di Milano che apre il servizio civile agli stranieri dopo il ricorso del giovane Syed Shahzad, ma che sta anche bloccando gli avvii dei giovani selezionati.

«Si tratta di una prima azione, quella promossa dal giovane pakistano - scrive l'on. Turco -, che, alla luce della recente sentenza, si spera aprirà la strada a tante altre seconde generazioni». Anche per questo l'esponente democratica chiede di sapere da Riccardi «quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere affinché, per quanto di competenza, da una parte, sia rispettata la decisione del tribunale di Milano e anche gli stranieri legalmente soggiornati in Italia possano svolgere il servizio civili e, dall'altra, siano rispettate le partenze già previste per l'anno 2012». Un'analoga interrogazione è stata  annunciata dal presidente vicario dei deputati dell’Idv, on.  Fabio Evangelisti.  «Senza nulla togliere alla validità e alla correttezza del provvedimento - ha dichiarato l'on. Evangelisti -, visto che il requisito della cittadinanza italiana è indubbiamente discriminatorio, presenteremo un’interrogazione al ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi per sapere quali provvedimenti intende adottare per tutelare le speranze (e i piccoli rimborsi economici) dei  vincitori del bando del 2011 e per garantire lo svolgimento di un servizio essenziale per la società».

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Audio incontri 50° Movimento Nonviolento

Su "Radio Radicale" sono disponibili gli audio della giornata di sabato del Convegno-Festa di Verona per il 50° del Movimento Nonviolento fondato da Aldo Capitini. Si possono così riascoltare gli interventi su "L’obiezione alla guerra" di Giancarla Codrignani (già presidente Lega Obiettori di Coscienza), Sam Biesemans (Ufficio Europeo Obiezione di Coscienza), Gerry Condon (US Veterans for Peace), e su "50 anni di nonviolenza" con Goffredo Fofi, Gianni Sofri e Daniele Lugli.

gennaio 24, 2012 nella Appuntamenti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: Riccardi ha incontrato le Regioni

Si è svolta oggi a mezzogiorno il primo incontro ufficiale tra il Ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, e gli assessori regionali con deleghe sociali. Sul servizio civile e sul blocco degli avvii dopo la sentenza del Tribunale di Milano, non sono però ancora trapelate le decisioni del Ministro, che è al lavoro per risolvere la questione. L’incontro ha affrontato tutte le tematiche che afferiscono al Ministero: famiglia, integrazione, giovani, droga e anche servizio civile. 

gennaio 23, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Si parla di servizio civile e del blocco degli avvii

Di seguito il video dell'approfondimento che Rainews ha dedicato oggi alla questione del blocco degli avvii nel servizio civile. Intanto ieri se ne è parlato su "il Giornale" e nella edizione delle 13 del TG5. Oggi invece la notizia è stata ripresa in un articolo de "la Stampa" [PDF].

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APN: "stop al ricorso se impegno formale di Riccardi per gli stranieri nel servizio civile"

Su Rainews è stato dedicato questa mattina un piccolo approfondimento alla questione del blocco degli avvii del servizio civile nazionale, dopo la sentenza del Tribunale di Milano che ha riconosciuto le ragioni di un giovane pakistano che chiedeva l'accesso al bando dello scorso ottobre. Al confronto sono intervenuti Giulia Barcaro dell'Associazione "Avvocati per niente" (APN) che ha patrocinato il ricorso, Sergio Marelli, Segretario Generale di Volontari nel mondo - FOCSIV, Diego Cipriani di Caritas Italiana e Grazia Naletto, Presidente di "Associazione Lunaria".

Marelli ha ricordato la «piena condivisione delle esigenze degli stranieri» e come «il ricorso sia condiviso, anzi sostenuto». «Abbiamo però chiesto di evitare il blocco delle partenze dei giovani selezionati con il ritiro del ricorso, perchè si potrebbe riaprire più avanti questa possibilità per i giovani stranieri», ha precisato. Barcaro ha ricordato la posizione di APN espressa nel comunicato di venerdì scorso e quindi di come siano disponibili a ritirare il ricorso ma chiedono «un impegno concreto e un piano per rimuovere la discriminazione dal nuovo bando». Al Ministro Riccardi, «che ancora non ha risposto alla richiesta - precisa - chiediamo che sia certifcato il suo impegno ad aprire il servizio civile agli stranieri». Grazia Naletto di "Lunaria" ha poi ricordato l'impegno più ampio per il riconoscimento della cittadinanza ai giovani stranieri, mentre Diego Cipriani che questa vicenda sta dannegiando gli enti ma soprattutto i ragazzi con un «danno di fiducia verso lo Stato e gli enti stessi che è incalcolabile». «Dopo il taglio dei fondi che ha portato allo scaglionamento delle partenze, questa sentenza peggiora tutta la situazione e i ragazzi giustamente sono indignati», ha concluso.

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Oggi incontro Regioni/Riccardi sul blocco del servizio civile

«Lunedì prossimo (oggi, ndr.) - ha annunciato lo scorso sabato la vicepresidente della Giunta regionale dell'Umbria, con delega al Servizio civile, Carla Casciari - si terrà a Roma l'incontro tra gli assessori regionali al servizio civile ed il ministro Riccardi. In quella sede sarà chiesto al Governo un impegno per  riavviare il dialogo con gli enti locali sui temi del servizio civile, che sta affrontando una delicatissima fase di incertezze dovute alla esiguità delle risorse a disposizione e che rappresenta per tanti giovani un momento importante di contatto con il mondo del lavoro ed un impegno di valenza sociale particolarmente importante in un momento così difficile per il Paese».

«Il blocco dell'entrata in servizio dei volontari selezionati per partecipare ai progetti di servizio civile regionali e nazionali già approvati preoccupa e sconcerta», ha anche dichiarato Casciari. «Auspichiamo, pertanto, che al più presto si possano trovare le soluzioni più idonee per scongiurare disagi per i giovani e per enti, associazioni, realtà cooperative che hanno richiesto di impiegarli». «Attendiamo con fiducia l'esito del ricorso che il ministro della Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, ha presentato contro la sentenza, al fine di evitare che sia annullata l'entrata in servizio dei giovani già selezionati per il 2012 - dice ancora la vicepresidente - e auspichiamo che, insieme all'Ufficio nazionale del servizio civile, si possa giungere in tempi brevi ad una positiva soluzione della situazione creatasi, adottando le misure più opportune al fine di limitare i disagi ai giovani volontari e tutti i soggetti interessati».

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Almeno un mese e mezzo di stop per il servizio civile

La sospensione degli avvii nel servizio civile? «Almeno un mese e mezzo, in attesa di avere la risposta del nostro ricorso al Tribunale», ha specificato a Vita.it Paolo Molinari, direttore vicario dell'Unsc.

«Stiamo studiando forme per rendere meno gravoso lo stop - ha poi continuato Molinari -, per esempio, al momento dello sblocco faremo partire tutti gli scaglioni rimasti indietro, non solo un mese alla volta come è successo finora. Sarebbe una soluzione per recuperare parte del tempo perso». Ovvero, specifica Vita.it, se la situazione si dovesse risolvere a marzo 2012, inizierebbero il servizio sia i giovani degli enti in graduatoria a febbraio, sia quelli di marzo stesso. Intanto la notizia del blocco del servizio civile, oltre a mobilitare i giovani e gli enti, è arrivata in questi giorni anche sui giornali e in radio su "Caterpillar". E l'ex Sottosegretario con delega al servizio civile, Carlo Giovanardi, commenta sul suo sito: «La sentenza del giudice del lavoro di Milano Carla Bianchini, che ha condannato l'esclusione degli immigrati dal bando, affossa il servizio civile».

gennaio 21, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Il servizio civile si mobilita in rete

Servizio-civile_giovaniFacebook, Twitter, siti e blog, le reazioni alla decisione della sospensione degli avvii nel servizio civile sta facendo il giro della rete e dei social network, con i giovani che provano ad organizzarsi in attesa di una risposta delle Istituzioni.

Su Facebook, nella pagina del Servizio Civile Nazionale, nasce in maniera partecipata una lettera aperta al Ministro Riccardi di un "Gruppo spontaneo di volontari selezionati per il Servizio Civile". «Il buon senso vorrebbe - scrivono i giovani - che i nuovi criteri per l’accesso degli stranieri al Servizio Civile venissero inseriti nei bandi dal prossimo anno, perché di fatto il blocco attuale e l’eventuale riapertura delle domande e delle selezioni agli stranieri allungherebbe i tempi dell’avvio dei progetti, che quest’anno inizieranno anche con notevole ritardo a causa dei tagli ai fondi per il terzo settore: si rischierebbe di perdere completamente quest’anno di Servizio Civile e chi quest’anno ha vinto avendo raggiunti il limite massimo di età non potrebbe nemmeno partecipare l’anno prossimo». «Attendiamo fiduciosi - concludono - che le istituzioni diano un'adeguata risposta alle legittime richieste avanzate con il prossimo bando e possano riattivare il nostro servizio civile nei tempi e modalità, anche di formazione, previsti». Sempre sui sociale network si organizzano appuntamenti, come quello del prossimo 1 febbraio davanti a Montecitorio e circolano appelli alla mobilitazione. Su twitter i messaggi circolano con l'hashtag #serviziocivile e #occupyserviziocivile, mentre nei gruppi come "Viva il servizio civile", nei siti e nei blog i giovani raccontano le loro delusioni e chiedono l'impegno del Governo.

gennaio 20, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: le proposte per sbloccare la situazione

"Associazione studi Giuridici sull’Immigrazione" e "Avvocati per niente onlus", le due associazioni legali che hanno seguito il ricorso per discriminazione del 26enne pakistano Syed, da cui è scaturita la sentenza del Tribunale di Milano e la sospensione degli avvii del servizio civile, scrivono al Governo per chiedere di «contemperare le esigenze dei volontari prossimi alla partenza con la parità di trattamento, prevedendo l'apertura definitiva del servizio civile agli stranieri a partire dal prossimo bando».

Le due associazioni, nel comunicato diffuso oggi [PDF], ricordano gli aspetti salienti della sentenza e come «la responsabilità della situazione venutasi a creare per i giovani ormai prossimi alla partenza non è certamente imputabile alla vicenda giudiziaria». «L’amministrazione - spiegano - avrebbe ben dovuto redigere il bando secondo Costituzione, come richiesto da tempo dalle associazioni e una decisione sul punto poteva e doveva essere presa dalla politica ben prima. Quando ciò non accade è inevitabile che, specie se il problema riguarda il diritto fondamentale alla parità di trattamento, intervenga sul punto la magistratura, cui il sig. Syed si era peraltro rivolto già dal mese di ottobre». ASGI e APN propongono poi al Governo, e in particolare al Ministro Riccardi, una possibile soluzione per uscire da questa impasse: «poiché la legge prevede la possibilità di un “piano di rimozione della discriminazione” anche secondo passaggi graduali, da definirsi in accordo tra le parti, ben potrebbe convenirsi su una apertura definitiva del servizio civile agli stranieri dal prossimo bando». «Le associazioni che hanno promosso il ricorso, ed il sig. Syed - conclude il comunicato - hanno già ripetutamente dichiarato in questi giorni la loro disponibilità, ferma restando la salvaguardia di quel principio di non discriminazione che il Giudice di Milano ha affermato essere valore portante dell’ordinamento italiano». Su questa linea di un appello al Ministro Riccardi, ma anche alle due associazioni legali, si muovono molti enti di servizio civile com Focsiv e Arci Servizio Civile, che ricorda come «dallo scontro fra diritti dei giovani che attendono di fare il servizio civile e quelli dei cittadini stranieri da tempo residenti e in modo 
regolare nel nostro Paese che vogliono partecipare, se ne esce solo con l'azione immediata 
del Ministro Riccardi: modifica alla legge e soldi aggiuntivi per avere avvii nei prossimi 
anni».

gennaio 20, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: luci ed ombre della sentenza

«Ho sempre sostenuto che anche gli stranieri residenti in Italia passono partecipare al servizio civile nazionale, benché la legge non lo preveda espressamente. Infatti, la difesa della Patria coinvolge tutti, e non solo i cittadini: perché difende un bene comune. Ma detto questo, sembra paradossale che un giudice amministrativo invece di sollevare la plausibile questione  di legittimità costituzionale, applichi la normativa antidiscriminatoria sparando all'impazzata su tutto il sistema del servizio civile». Così il prof. Pierluigi Consorti, associato di diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e già Presidente del Comitato per la Difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN), entra per Esseciblog nel merito della sentenza del Tribunale del lavoro di Milano che ha accolto il ricorso presentato da uno studente pakistano di 26 anni escluso dal Bando di servizio civile perchè straniero.

«Per evitare la discriminazione - prosegue Consorti - avrebbe potuto ordinare l'ammissione dello straniero che ha fatto ricorso alle selezione presso quello specifico progetto, rimuovendone così l'effetto discriminatorio che ha potuto verificare. Ma obbligare l'Ufficio a proporre un nuovo Bando ammettendo gli stranieri - peraltro, contro la disposizione di legge -  produrrebbe più gravi effetti discriminatori sulle persone che hanno già cominciato il servizio civile e, a causa dei tagli, stanno progressivamente entrando nel sistema». Ipotesi che purtroppo si è concretizzata proprio ieri, con l'Ufficio nazionale del servizio civile che ha sospeso con effetto immediato l'avvio per tutti i volontari selezionati nel Bando 2011. E sulla questione di un nuovo Bando, Consorti non crede in questa possibilità: «Non credo che un eventuale nuovo bando che ammetta gli stranieri passerebbe sotto silenzio, perché violerebbe palesemente la legge, che - fino a prova contraria - conta più della sentenza di un giudice amministrativo. Va poi considerato che bloccherebbero energie umane che sono già state avviate; tagliando le gomme ad una macchina appena partita - fra mille difficoltà - si lascerebbero senza sostegno migliaia di italiani e stranieri che si appoggiano alle energie profuse dai giovani del servizio civile». Rimane aperta la questione dell'apertura del servizio civile ai giovani stranieri. «E' apprezzabile la volontà di rimuovere una discriminazione - ci dice il Presidente del Comitato DCNAN -, ma non si può mettere in mano ad un giudice amministrativo il presente e il futuro del servizio civile nazionale. La legge va cambiata e  il servizio civile va salvato. Ma chinare il capo senza nulla opporre significa buttare via il bambino con l'acqua sporca.  Nessuno potrà giovarsi dell'assenza del servizio civile, nemmeno gli stranieri. Inoltre, secondo me, l'Ufficio deve tutelarsi. Con la decisione di fermare le macchine si possono vedere sommersi da centinaia di ricorsi da parte dei giovani avviati e degli enti interessati al funzionamento efficace del sistema. Costi che non graverebbero sul giudice lombardo - conclude Consorti -, ma su tutti noi».

gennaio 20, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Idee, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Tutto bloccato nel servizio civile

L'Ufficio nazionale del servizio civile ha comunicato oggi di aver bloccato l'iter di avvio dei giovani in servizio civile per il 2012, in attesa del ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano che stabilisce di aprire il Bando anche ai giovani stranieri. Lo stesso Unsc comunicherà quando l'iter potrà essere ripreso.

gennaio 19, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (6) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: il governo fa ricorso

Secondo quanto riferisce l'agenzia "Redattore Sociale" , il ministero per la cooperazione internazione e l'integrazione, da cui dipende anche i servizio civile nazionale, ha deciso di presentare ricorso contro l'ordinanza per "evitare che siano annullate le partenze di 18 mila giovani previste per il 2012".

"Un ricorso di natura tecnica e non politica", spiega il portavoce del Ministro Riccardi.  "Il ministro non è contrario alla possibilità di far svolgere anche ai cittadini stranieri il servizio civile - spiega ancora -. Ma oggi questa possibilità è esclusa dalla legge vigente. Su questo si sta facendo una riflessione". Le partenze previste per l'inizio del 2012 sono intanto state sospese e bisognerà attendere l'esisto del ricorso. Una soluzione diversa si può trovare, sostiene l'associazione Avvocati per niente, che ha patrocinato la causa per discriminazione presentata dal 26enne pakistano Syed da cui è scaturita la sentenza del Tribunale di Milano. "Se la rimozione immediata della discriminazione che il giudice giustamente ha imposto crea delle complicazioni organizzative eccessive - afferma Alberto Guariso, presidente di Avvocati per niente e legale di Syed -, penso se ne possa discutere attorno a un tavolo senza necessità di prolungare il contenzioso: la norma prevede ad esempio la possibilità di un piano di rimozione delle discriminazioni che può avere anche un percorso più lungo e si potrebbe quindi differire l'apertura al prossimo bando, purché ciò venga garantito sin da ora". Secondo Avvocati per niente il giudice di Milano ha già indicato come interpretare le norme sul servizio civile. "La tesi del 'vorrei ma non posso' è poco comprensibile - aggiunge Alberto Guariso -: ad oggi l'unico giudice investito della questione, che per legge era abilitato a emettere un verdetto valido per tutto il territorio nazionale, ha deciso che il servizio civile va aperto agli stranieri. Quindi ad oggi la Pubblica amministrazione non solo può ma deve attenersi a questa interpretazione sicché non ha senso opporre un vincolo di legge che il Giudice ha ritenuto non esistente". [Fonte: Redattore Sociale]

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ANCI: "si apre uno spiraglio per il servizio civile"

«Si apre uno spiraglio per il Servizio civile. Ci sembra un segnale positivo quello che arriva dal Tribunale del lavoro di Milano che ha accolto il ricorso presentato da uno studente pakistano di 26 anni escluso dal Bando di servizio civile perchè straniero». A dichiararlo in un comunicato diffuso venerdì scorso è Ilaria Bugetti, delegata ANCI al servizio civile.

Per Bugetti inoltre «si tratta di una sentenza importante su un tema, quello della partecipazione ai progetti di Servizio civile di ragazzi stranieri regolarmente soggiornanti sul nostro territorio, che l’ANCI ha già sollevato in passato. Il servizio civile è un’ esperienza di cittadinanza attiva per i nostri giovani e deve diventare uno strumento di partecipazione e integrazione per chi viene da più lontano». «La pronuncia del Tribunale di Milano – prosegue - evidenzia che la necessità di una riforma normativa del Servizio è quanto mai attuale e necessaria per evitare che ci sia uno scollamento tra il dettato normativo e la nostra società, che si è andata arricchendo e trasformando anche grazie alla presenza stabile ed integrata di cittadini stranieri che partecipano alla vita delle nostre comunità». Altro segnale positivo, secondo la rappresentante ANCI, arriva dal Ministro Riccardi, «che ha espresso preoccupazione e richiamato l’attenzione sulle sorti del Servizio civile, da troppo tempo dimenticato e abbandonato a se stesso». Commentando l’intervento del Ministro in audizione, sulle linee programmatiche del proprio dicastero presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera lo scorso 11 gennaio, Bugetti conclude dicendosi «sicura che l’attenzione e la sensibilità dimostrata dal Ministro sia una buona premessa per avviare un percorso di confronto e collaborazione sul Servizio civile». [Fonte: ANCI]

gennaio 18, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Auser: al "capolinea" il servizio civile

«La sentenza del Tribunale di Milano che stabilisce che ilserviziocivile civile potrà essere svolto anche dai giovani stranieri che vivono in Italia, accogliendo il ricorso di un giovane immigrato, è certo una buona notizia, della quale essere soddisfatti. Purtroppo le belle notizie non viaggiano mai da sole, e dobbiamo fare i conti con una realtà ben diversa. La verità è che il servizio civile sta scomparendo, sta chiudendo, non ci sono i fondi, nessun giovane volontario al momento sta svolgendo il suo servizio  presso le associazioni». Così ha dichiarato ieri in un comunicato stampa Michele Mangano, Presidente Nazionale Auser, che poi ha proseguito: «L’esperienza sembra essere arrivata al capolinea con l’amara constatazione che – a parte delle tante parole che si sono sprecate per commentare la sentenza di Milano-  purtroppo non si vede una volontà politica vera di tenere in piedi il servizio civile con adeguati finanziamenti. Con il risultato che né i giovani  stranieri né gli  italiani, alla fine,  avranno più la possibilità di vivere un’esperienza straordinaria di formazione e di cittadinanza». 

gennaio 17, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: verso il blocco degli avvii?

Si va verso il blocco delle partenze nel servizio civile nazionale? L'allarme lo lancia oggi un articolo di Stefano Arduini su Vita.it, che ricorda come «la notizia non sia ancora ufficiale, ma da quanto apprende Vita.it l'Ufficio nazionale di Roma avrebbe già deciso lo stop a tutte le prossime partenze incominciando dalla scaglione del primo febbraio».

La decisione sarebbe stata presa dopo la sentenza del giudice del Tribunale del lavoro di Milano che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso di un giovane pachistano che chiedeva di partecipare al Bando di servizio civile nazionale, per il quale è prevista la cittadinanza italiana. «A quanto si apprende - scrive Vita.it - l'Unsc starebbe predisponendo un ricorso d'urgenza, ma non sarebbe in grado di prevedere le tempistiche per lo sblocco della situazione. Per ora però il direttore vicario Paolo Molinari, contattato da Vita.it non conferma, nè smentisce: "Ci stiamo lavorando, il blocco è un'ipotesi che stiamo verificando". L'ipotesi del blocco ovviamente sta mettendo in difficoltà i vari enti di servizio civile nonchè i ragazzi che aspettano di essere avviati. «Ad oggi non abbiamo alcuna certezza sulla durata del blocco - dichiara Primo Di Blasio, Presidente della Cnesc -, anche se molti degli oltre 2mila ragazzi che sarebbero dovuti entrare in servizio a inizio febbraio hanno già acquistato i documenti di viaggio e gli enti stessi avevano ormai predisposto gli incontri formativi. E tutto questo naturalmente ha un costo». «A questo punto - conclude Di Blasio-, ci appelliamo al ministro Riccardi». Francesco Marsico, vice-direttore di Caritas Italiana e membro della Consulta nazionale del servizio civile, precisa meglio questa situazione e ricorda che: «Il 1° febbraio avevamo chiesto e ottenuto dall’Unsc l’avvio dei nostri 4 progetti “Caschi bianchi”, per un totale di 26 volontari. Abbiamo già convocato tutti i volontari per il tradizionale (e obbligatorio) corso di formazione d’inizio servizio, dall’1 al 9 febbraio a Roma. Abbiamo prenotato da tempo una struttura alberghiera dove svolgere il corso e impegnato i vari formatori. I ragazzi sanno già da tempo di questo appuntamento e si sono organizzati, acquistando anche i biglietti di viaggio per venire a Roma. Inoltre, i nostri partner locali (dall’Argentina alla Thailandia, da Gibuti al Kosovo) hanno preparato l’inizio delle attività in loco». «L’eventuale blocco delle partenze - denuncia il vice-direttore di Caritas Italiana - rischia di causare più problemi di quanti non se ne vogliano risolvere, sospendendo l’avvio dei progetti. Pur ribadendo, come facciamo da anni, che il servizio civile dev’essere aperto anche ai cittadini non italiani, siamo proprio certi che l’unica via per ottenere questo sia lo stop delle partenze?».

gennaio 17, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Blangiardo (Univ. Milano): buon senso aprire il servizio civile agli stranieri

Su "il Sussidiario,net" Gian Carlo Blangiardo, professore ordinario di Demografia all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, commenta la notizia della sentenza del Tribunale di Milano di giovedì scorso che apre il servizio civile anche ai giovani stranieri. «Al di là delle argomentazioni giuridiche - dice Blangiardo - io ne farei invece una questione di buon senso. Ritengo che letta in questi termini e quindi con il buon senso questa scelta di consentire a chi vuole di svolgere una funzione di attività collettiva e lo vuole fare con un passaporto dove non c'è scritto Repubblica italiana, i cittadini con il passaporto italiano non possono che dire grazie e benvenuto fra di noi». Leggi tutta l'intervista a questo link.

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Arci Servizio Civile "vede nero"

Logo_ASC_grigio«Per la prima volta dal 1981 nessun giovane sta svolgendo il servizio civile in una delle oltre mille organizzazioni che compongono la rete di ASC-Arci Servizio Civile», è la denuncia del suo presidente Licio Palazzini. «Siamo arrabbiati - si legge sul sito dell'assocociazione -, sospendiamo la speranza (il verde del logo) e passiamo alla denuncia (grigio/nero)».

«Questa la conseguenza dei tagli dell’ultima manovra del governo Berlusconi - prosegue poi Palazzini -, che riducendo a soli 68 milioni il fondo nazionale nel 2012 e a poco più di 70 per il 2013 e il 2014 ha di fatto affossato il Servizio Civile Nazionale». «Non era mai successo – prosegue il Presidente di ASC - nemmeno negli anni ’80 periodo di dure polemiche con il Ministero della Difesa, che nessun giovane del servizio civile vivesse presso le nostre organizzazioni questa opportunità formativa. Se il Ministro Riccardi vuole una conferma del suo allarme lanciato mercoledì scorso durante l’audizione alla Camera dei Deputati eccola». «Si è interrotta la funzione trentennale del servizio civile di ponte fra i giovani e la società, fra le generazioni, di educazione alla pace e all’impegno civico. L’Italia è un po’ meno difesa» conclude Palazzini.

gennaio 16, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: intervista a Syed Shahzad

Syed_shahzadSul sito di "Panorama" Andrea Monti ha intervistato Syed Shahzad, il giovane pachistano di 26 anni, che con il suo ricorso ha portato alla sentenza del Tribunale di Milano che, almeno per ora, apre il servizio civile nazionale anche agli stranieri. «L’articolo 3 della Costituzione - ricorda Shahzad - dice che siamo tutti uguali. Se studi giurisprudenza non puoi sentirti dire “tu no, sei straniero”. Se partiamo così a 26 anni, non so a 40 come mi sentirò, se mi diranno cose simili. Ho fatto la voce grossa perché in futuro i miei figli, o altre persone perfettamente integrate, non si trovino nella mia situazione».

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