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Arriva la prima proposta di legge di riforma del servizio civile

Logo_riformaE' stata presentata lo scorso 11 aprile dall’on. Marina Sereni (PD) la prima proposta di riforma del servizio civile nazionale della XVII legislatura. Il testo di legge, "Nuova disciplina del Servizio civile nazionale" (n. 723), ricalca quello già presentato il 9 dicembre 2010 dalla stessa Sereni insieme al collega Gianclaudio Bressa, che nasceva soprattutto dal confronto con la CNESC (Conferenza nazionale enti di servizio civile). Tra le novità del testo di legge, anche l’apertura del servizio civile ai cittadini stranieri residenti in Italia, nonché la previsione di un contingente annuale minimo di 40mila volontari.

maggio 8, 2013 nella Idee, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Modavi: aprire il servizio civile ai giovani comunitari

L'associazione di promozione sociale MO.D.A.V.I, che aderisce al Forum nazionale del servizio civile, interviene nel dibattito sull'apertura del servizio civile agli stranieri, riaperto dalla recente pubblicazione delle motivazioni della sentenza di Milano. Se la Patria - scrive il MO.D.A.V.I - «non è più quella dei sacri confini nazionali disegnati da guerre e trattati, possiamo dire di sentirci almeno europei; così è scritto sul passaporto e così è la realtà dei fatti, potendo percorrere la strada che va da Lisbona a Tallinn senza incontrare mai una dogana. A questo punto, logica vorrebbe di estendere l’invito del Servizio civile nazionale anche ai cittadini dell’Unione europea residenti in Italia; ai quali è già riconosciuto, se qualcuno non lo sapesse, il diritto di voto alle elezioni comunali. In nome dell’appartenenza alla comune patria europea, potremmo concretizzare l’istituzione di un servizio civile europeo o un’osmosi con il Servizio volontario europeo».

aprile 12, 2013 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Bando servizio civile: ancora 2 settimane per le conferme

Logo_UNSC_120Ancora due settimane e si saprà qualcosa di più certo sull'uscita del prossimo Bando nazionale di servizio civile. L'annuncio arriva a Vita.it da Giovanni Grasso, portavoce del ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, che dice: «A oggi non siamo pronti, anche alla luce della recente sentenza sul diritto dei giovani stranieri di partecipare al bando. Ma stiamo lavorando per fare presto». E proprio alla luce della recente sentenza di Milano, che chiede di aprire il bando ai giovani stranieri, Grasso precisa: «Stiamo studiando come rendere il Bando compatibile con la sentenza e con la situazione finanziaria attuale. Di certo ci sarebbe bisogno di una certezza normativa che ora manca, dato che sull’altro caso legato alla partecipazione di giovani stranieri, il Tribunale di Brescia aveva dato parere diverso rispetto alla Corte d’appello milanese. Sottolineo che non abbiamo nessuna prevenzione in merito all’aprire tale esperienza anche agli stranieri». Nulla di certo ancora sui numeri dei giovani del Bando, sarebbero comunque confermati i 18mila annunciati lo scorso giugno, ma sui finanziamenti si lancia anche l'idea di utilizzare i 14,5 milioni di euro avanzati dal "Fondo Mecenate" per l'imprenditoria giovanile.

aprile 12, 2013 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri, continua il dibattito

Servizio-civile_giovaniIn una nota diffusa nei giorni scorsi, il Movimento Nonviolento si è espresso sulle motivazioni della sentenza della Corte di Appello di Milano che approva l’apertura del bando nazionale anche ai giovani stranieri. Il Movimento fondato da Aldo Capitini «ritiene una conquista irrinunciabile della legislazione italiana l’istituzione del Servizio Civile Nazionale, proprio come istituto specifico di difesa civile della Patria. Ritiene, altresì, che ciò non impedisca il libero accesso al SCN per tutti i cittadini che hanno scelto di risiedere sul territorio italiano». Sull'argomento si è espresso anche il riconfermato Presidente del Forum nazionale del servizio civile, Enrico Maria Borrelli, che si chiede «se nel solo servizio civile vi siano ancora ostacoli ad estendere il concetto di cittadinanza, e con essa i relativi diritti e doveri, agli stranieri che hanno scelto il nostro Paese per risiedervi». Per Borrelli infatti «Non sussiste il rischio di un conflitto tra opposte lealtà di un cittadino straniero residente in Italia, al proprio o al nostro Paese, nel senso di quel dovere sociale che ogni cittadino adempie nei confronti della propria nazionale se, come visto, la finalità del servizio civile nazionale è anche quella di promuovere la solidarietà e la cooperazione a livello nazionale ed internazionale, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona ed alla educazione alla pace tra i popoli».

aprile 10, 2013 nella Bando nazionale, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Cnesc: Dopo la sentenza di Milano sempre più urgente una riforma del servizio civile

CnescPrimo Di Blasio, Presidente della Cnesc, in una intervista a "Redattore Sociale" chiede ad UNSC e Parlamento di attivarsi in vista della riforma del servizio civile nazionale. «Una prima considerazione a caldo, dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza della Corte di Appello di Milano, è che questa ribadisce ancora una volta l’urgenza di una riforma complessiva del servizio civile nazionale», ha dichiarato Di Blasio all’indomani della conferma dell’illegittimità della chiusura del bando di servizio civile ai giovani stranieri, stabilita dal Tribunale del lavoro di Milano. «Ribadiamo come per noi - ha precisato ancora Di Blasio – il servizio civile nazionale sia, e debba sempre rimanere, una modalità di costruzione della pace e di difesa nonviolenta della Patria, intesa come ‘difesa’ delle diritti delle persone, “salvaguardia” dell’ambiente e “valorizzazione e costruzione” della cultura della partecipazione e della solidarietà. Questa definizione include chiunque sia residente in Italia e che voglia impegnarsi per queste finalità». «Per questo – ha sottolineato poi - è importante che sia il Parlamento e non i giudici a farsi carico della riforma del servizio civile, e chiediamo agli oltre 80 parlamentari che hanno sostenuto il nostro appello alla vigilia delle elezioni di attivarsi nelle sedi opportune, pur in una situazione politica che sappiamo confusa e in via di definizione». Per il Presidente della CNESC, organizzazione che raggruppa alcuni dei maggiori enti nazionali di servizio civile, la sentenza comporta intanto «la necessità di trovare urgentemente una definizione dello status di straniero, che indichi in maniera chiara i requisiti per poter accedere al servizio civile nazionale. Requisiti non indicati nelle motivazioni, ma che attengono ora all’Ufficio nazionale del servizio civile in vista del prossimo bando nazionale previsto per maggio». «Anche per questo – ha concluso – auspichiamo che sia ricostituita e convocata quanto prima la Consulta nazionale del servizio civile, all’interno della quale avviare il confronto tra UNSC, istituzioni, enti e giovani su come aprire concretamente il prossimo bando agli stranieri». [Fonte: Redattore Sociale]

aprile 8, 2013 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

ASC: 'urgente la riforma del servizio civile nazionale'

Logo_ASC«La lettura delle motivazioni con le quali il Tribunale di Milano lo scorso dicembre ha ribadito la legittimità della partecipazione dei cittadini stranieri al servizio civile nazionale conferma la necessità, anche su questo punto, di una urgente riforma legislativa dell’istituto», dichiarano Licio Palazzini, presidente di ASC-Arci Servizio Civile, e Filippo Miraglia, responsabile immigrazione di ARCI. Analoga posizione è stata espressa oggi su "Redattore Sociale" anche da Primo Di Blasio, Presidente della Conferenza nazionale enti di servizio civile (CNESC). Per i responsabili delle due organizzazioni «la riforma deve prevedere e regolamentare l’accesso di questi cittadini, portatori di diverse motivazioni e condizioni. Infatti, se da un lato ASC e ARCI, come già ribadito più volte, in ultimo in occasione del bando straordinario per le zone colpite dal terremoto del 2012, sono favorevoli a questa apertura, passo in avanti verso la cittadinanza europea, l’integrazione sociale degli immigrati, dall’altro ripropongono, assieme ad un vasto arco di forze sociali, un servizio civile nazionale di pace e quindi anche di difesa della patria in modo civile e nonviolento». Per questo Miraglia e Palazzini chiedono «pur nella attuale anomala situazione parlamentare, ai gruppi parlamentari di incardinare e avviare il confronto sulla riforma legislativa del servizio civile nazionale». «Riforma legislativa - concludono i responsabili delle due organizzazioni - che riguarda le finalità di questo istituto, la sua dimensione formativa e educativa, con la precisazione dello status dei giovani del servizio civile nazionale, la leale e efficace collaborazione fra le istituzioni della Repubblica nella sua programmazione, organizzazione e finanziamento, la valorizzazione delle organizzazioni sociali nella attuazione delle finalità».

aprile 5, 2013 nella Bando nazionale, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri, i primi commenti

Giustizia«Finalmente anche gli stranieri potranno accedere al servizio civile». Lo ha dichiarato ieri Edoardo Patriarca, Presidente del Centro nazionale per il volontariato e deputato del PD. «La sentenza della Corte d'Appello di Milano - prosegue Patriarca - rende giustizia a tanti ragazzi che, stabilmente residenti in Italia, devono poter avere gli stessi diritti dei loro coetanei italiani. Il welfare del servizio civile è uno dei pilastri del Paese che ha retto durante la crisi. E per i giovani stranieri non vi possono essere leggi differenti rispetto a quelle applicate per i ragazzi italiani. Mi auguro che dopo questa sentenza si possa cominciare a ragionare, in modo pacato ma serio, anche sulle norme per la cittadinanza». Per Claudio Di Blasi, Presidente dell'associazione lombarda "Mosaico", la sentenza del giudice di Milano conferma come la «“difesa della Patria” non sia la ragion d’essere del servizio civile volontario». «Un’interpretazione di tal genere delle ragioni del servizio civile - scrive Di Blasi su Vita.it - letteralmente demolisce il concetto di servizio civile basato sulla predominanza, legislativa e organizzativa, dello Stato».

aprile 5, 2013 nella Bando nazionale, Idee, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Sentenza di Milano: 'il bando nazionale di servizio civile sia aperto anche agli stranieri'

Giovani_stranieriCome riferisce ieri "Redattore Sociale", Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI) ha dato notizia che lo scorso 22 marzo 2013 sono state pubblicate le motivazioni della sentenza [PDF] della Corte di Appello di Milano del 20 dicembre scorso, che ha respinto il ricorso dell’Ufficio nazionale del servizio civile contro l’apertura del bando nazionale anche ai giovani stranieri. «Stando così le cose - dichiara a "Vita" l'avv. Alberto Guariso di ASGI - il ministero deve aprire anche ai cittadini stranieri residenti. Intanto tramite un ufficiale giudiziario una diffida al ministero perché non inserisca un requisito giudicato discriminatorio. Noi siamo disposti ad andare fino alla Cassazione. Ora non resta che aspettare e vedere che cosa farà il ministero di Riccardi». Tutto era nato il 9 gennaio 2012 quando il giudice del lavoro del Tribunale di Milano aveva dato ragione ad uno studente di origini pachistane, Shahzad Sayed, supportato dall’ASGI e da Avvocati per Niente (APN), che chiedeva di partecipare al Bando di servizio civile nazionale, per il quale la legge prevede attualmente la solo cittadinanza italiana. «Nel merito dell'ultima sentenza - scrive ASGI -, i giudici di appello di Milano respingono la tesi della Presidenza del Consiglio dei Ministri che il requisito di cittadinanza italiana sarebbe necessario in quanto il Servizio Civile Nazionale avrebbe fondamento nei principi costituzionali di difesa della Patria di cui all’art. 52 Cost. Secondo invece i giudici di appello, le finalità descritte dalla legge istitutiva del SCN, una volta che tale servizio non è più qualificabile come sostitutivo del servizio militare obbligatorio, non possono essere in alcun modo collegate alla nozione di difesa della patria, quanto al principio dei doveri reciproci di solidarietà sociale di cui all’art. 2 Cost”. I giudici quindi “sottolineano che l’adempimento a tali doveri di solidarietà e di concorso al progresso materiale e spirituale della società deve accomunare tutta la comunità dei residenti, e non solo quella dei cittadini in senso stretto». Pertanto l’esclusione dei giovani stranieri dal bando nazionale di servizio civile sarebbe “irragionevole”.

aprile 4, 2013 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Migrantes: bando straordinario servizio civile occasione mancata per i giovani stranieri

Giovani_stranieri«E’ un vero peccato che il bando straordinario di servizio civile per le zone terremotate non sia stata l’occasione per sperimentare, eccezionalmente, la selezione anche di giovani stranieri». E' il commento che arriva oggi da mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, in occasione dell'uscita di un nuovo bando straordinario da 100 posti nelle zone terremotate del Nord Italia. Mons. Perego poi aggiunge: «Tutti sanno come tra le famiglie più colpite, che più a lungo sono rimaste nei campi sono state le famiglie di immigrati: per la precarietà delle case, per la precarietà del lavoro. Molte famiglie sono state costrette dopo il terremoto, a vedere la moglie o i figlio o insieme ai figli rientrare nel proprio paese». «La possibilità di una presenza di giovani immigrati nel bando straordinario – spiega ancora il Direttore di Migrantes – avrebbe avuto un duplice compito: di sperimentazione effettiva e di giovani vicini alle proprie famiglie e ai propri connazionali albanesi, rumeni, filippini, ucraini, srilanchesi, congolesi ivoriani… in una parola, agli oltre 250.000 immigrati presenti nelle province colpite dal terremoto. Per questo, la mancata possibilità di prevedere anche la selezione di giovani stranieri presenti in Italia in questo bando straordinario di servizio civile è un’occasione sprecata per far crescere cittadinanza e responsabilità, oltre che essere ancora un segnale della debolezza nell’estenzione di un diritto a cui tutti i giovani presenti nel nostro Paese dovrebbero poter accedere».

febbraio 15, 2013 nella Bando nazionale, Esperienze, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Nuovo bando speciale di servizio civile per le zone terremotate del nord Italia

Giovani_servizio_civileEsce domani un nuovo bando speciale di servizio civile da 100 posti per le zone terremotate dell'Emilia Romagna, Lombardia e Veneto. Si tratta in particolare di tre progetti già previsti originariamente nel bando speciale scaduto lo scorso 30 gennaio. L'annuncio, confermato oggi dall'UNSC, arriva da Raffaele De Cicco, Direttore Generale dell'Ufficio.

I 100 posti disponibili sono ripartiti così:
  • 50 volontari per il progetto “Ri-partire dalla cultura e dal patrimonio artistico” in Emilia Romagna;
  • 35 volontari per il progetto “Restare uniti un imperativo per la comunità” in Lombardia;
  • 15 volontari per il progetto “Polesine solidale” in Veneto.

Anche questo bando nazionale, come i precedenti, non prevede l'apertura ai giovani stranieri, anche se De Cicco ricorda come sia «di fondamentale importanza regolamentare la loro partecipazione, stabilendo dei criteri di partecipazione chiari». Il termine di scadenza della presentazione della domanda è alle ore 14:00 del 4 marzo prossimo.

febbraio 14, 2013 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: posizioni a confronto sul Bando speciale per il terremoto

Teresa_MarzocchiDopo lo "sconcerto" dichiarato ieri dall'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), in merito alla conferma del requisito della cittadinanza italiana per partecipare al Bando nazionale straordinario di servizio civile per le zone terremotate dell'Emilia Romagna, è intervenuta con un comunicato l’Assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi. «Ricordo che la Regione Emilia Romagna – ha dichiarato l’Assessore Marzocchi - fin dall’ottobre del 2003 garantisce, grazie ad una propria legge, l'accesso al servizio civile regionale a tutti i giovani senza distinzione di sesso, di appartenenza culturale o religiosa, di ceto, di residenza o di cittadinanza orientando poi, di anno in anno, una quota dei bandi esclusivamente a favore dei giovani stranieri per compensare le carenze di accesso dell’intervento nazionale. Per dare continuità a questo impegno - prosegue l’Assessore regionale – al bando straordinario del Governo abbiamo affiancato anche un bando regionale, rendendo disponibili 100 posti ai giovani comunitari e stranieri presenti sul nostro territorio». Tuttavia, come nota "Redattore Sociale", l’ASGI chiede che anche i 350 posti previsti dal bando nazionale vengano resi disponibili per i cittadini stranieri, in rispetto «all’ordinanza di primo grado della Corte d’Appello di Milano (6/12/2012) che aveva dichiarato discriminatorio il requisito della cittadinanza italiana, affermando che proprio alla luce ‘dei principi comunitari e dei parametri costituzionali’ la norma invocata dal ministero non può ritenersi una norma di esclusione degli stranieri». Per l'Assessore Marzocchi comunque il Bando regionale specificato riservato ai giovani stranieri renderebbe «esplicita la volontà di questa Regione di rafforzare i presupposti affinché tutti i cittadini dell’Emilia-Romagna possano avere uguali opportunità e il servizio civile volontario dei giovani possa costituire, insieme, risposta ai bisogni della comunità e momento di crescita della coesione sociale».

gennaio 22, 2013 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

ASGI: tutto il bando straordinario di servizio civile sia aperto agli stranieri

Foto_giovaniL'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI) ha commentato oggi l'uscita del Bando straordinario di servizio civile per le zone terremotate dell'Emilia Romagna, che prevede tra i requisiti per la partecipazione ai 350 posti disponibili quello della cittadinanza italiana. A dicembre la Corte di appello di Milano aveva respinto il ricorso dell'Unsc e ammesso l'apertura del servizio civile anche ai giovani stranieri. Il Bando prevede già una riserva di 100 posti aggiuntivi per giovani immigrati, ma segue la normativa regionale specifica dell'Emilia Romagna. Nel comunicato «l’ASGI esprime sconcerto per questa scelta del Ministero di reiterare un comportamento illegittimo e discriminatorio, già accertato come tale, in pieno contrasto con il principio di legalità e di buona amministrazione affermato dall’art. 97 Cost. ed invita il Ministero a modificare immediatamente il bando consentendo la partecipazione ai giovani stranieri che, proprio per il loro legame con il nostro territorio e la nostra collettività, intendano offrire il loro contributo di solidarietà». Poi l'Associazione si rivolge anche agli enti per chiedere loro di «accogliere anche le domande di cittadini stranieri, nel pieno rispetto delle pronunce dei Giudici di Milano».

gennaio 21, 2013 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Bando straordinario di servizio civile in Emilia Romagna

Logo_serviziocivile_Bando_EmiliaE' stato pubblicato sul sito dell'Ufficio nazionale del servizio civile il Bando speciale per 350 volontari intitolato "Per Daniele: straordinario come voi", con i progetti che si realizzeranno nei comuni dell'Emilia Romagna colpiti dal sisma del maggio 2012. Il bando è riservato a tutti i giovani italiani dai 18 ai 28 anni non compiuti. Un bando simile, ma destinato ai cittadini stranieri e comunitari, è promosso dalla regione Emilia Romagna in applicazione della sua legge sul servizio civile regionale. Per presentare domanda c'è tempo fino alle ore 14:00 del 30 gennaio 2013. I due bandi sono stati illustrati ieri in un Convegno a Bologna dall'Assessore alle politiche sociali della Regione, Teresa Marzocchi, e dalla Capo Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile, Paola Paduano.

gennaio 15, 2013 nella Bando nazionale, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Migrantes (CEI): aprire il servizio civile ai giovani immigrati

Logo Migrantes 25� fondazioneRiconoscimento della cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia, diritto di voto amministrativo per i migranti e servizio civile per i giovani immigrati tra i 18 e i 28 anni. Sono le proposte avanzate ieri da don Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, in occasione della conferenza stampa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra domenica 13 gennaio prossimo. Maggiori informazioni nell'articolo su "Famiglia Cristiana" di Annachiara Valle.

gennaio 9, 2013 nella Appuntamenti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: il Tribunale respinge il ricorso dell'Unsc

Servizio-civile_giovaniLa Corte d'Appello di Milano ha respinto ieri il ricorso dell'Ufficio nazionale del servizio civile, contro la sentenza dello scorso 9 gennaio che apriva il bando nazionale anche ai giovani stranieri e che aveva dato ragione all'appello di un giovane ragazzo di origini pachistane. Sul tema il Ministro Riccardi, che ha le delega al servizio civile, si è sempre detto favorevole, ma anche vincolato dalla legge rispetto al requisito della cittadinanza italiana per partecipare ai bandi volontari. Ora la sentenza, di cui ha dato notizia "Redattore Sociale", che riapre tutta la questione in vista del prossimo bando nazionale annunciato per la prossima primavera. L'Associazione per gli studi giuridici per l'immigrazione (ASGI) e Avvocati per niente (APN), che hanno sostenuto il primo ricorso hanno annunciato che "La Corte d'Appello ha respinto il ricorso del Ministero, confermando il carattere discriminatorio del requisito della cittadinanza per l'accesso ai Bandi per il servizio civile e ribadendo quindi l'illegittimità della esclusione degli stranieri". "A seguito di tale conferma - proseguono le due associazioni - il Ministero dovrà conformarsi, nell'indizione del nuovo bando previsto per il prossimo mese di febbraio, alla pronuncia della Corte e dovrà pertanto eliminare qualsiasi clausola di limitazione ai soli italiani, non essendo consentito a nessuno, tanto meno alla Pubblica Amministrazione, reiterare un atto che i Giudici hanno dichiarato discriminatorio". ASGI e APN invitano quindi il Ministero ad attenersi alla autorevole decisione della Corte e "auspicano comunque una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a adempiere al dovere di solidarietà previsto dall'art. 2 Cost. mettendosi, ove lo ritengano, a disposizione della collettività per lo svolgimento del servizio civile".

dicembre 21, 2012 nella Appuntamenti, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Bugetti (ANCI): "esclusione giovani stranieri nel servizio civile è anacronistica"

Ilaria_Bugetti«La previsione della cittadinanza italiana come requisito per la partecipazione ai prossimi bandi di servizio civile ci costringe a registrare un ulteriore passo indietro che impoverisce questa importante esperienza formativa per i giovani». E' quanto ha dichiarato Ilaria Bugetti, Delegata ANCI al servizio civile, in merito all’annuncio fatto dal Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione Riccardi, che ha di fatto chiuso la porta ai giovani stranieri nel prossimo Bando di servizio civile nazionale. «Oltre al tema delle risorse, vitale per la sopravvivenza dell’istituto – ha aggiunto - è quanto mai necessaria una riforma normativa del Servizio Civile che tenga conto delle trasformazioni e dei mutamenti che hanno attraversato e attraversano la nostra società». «E’ di appena 10 mesi fa, la pronuncia del Tribunale del lavoro di Milano che aveva accolto il ricorso presentato da uno studente pakistano di 26 anni escluso dal Bando di servizio civile perchè straniero, che ci aveva fatto ben sperare. Lo abbiamo già detto in passato e lo ripetiamo oggi con forza e convinzione – ha ricordato Bugetti - il Servizio civile è un’esperienza di cittadinanza attiva per i nostri giovani e deve diventare uno strumento di partecipazione e integrazione per chi viene da più lontano ma soggiorna regolarmente sul nostro territorio». «Il rischio, che forse è già una realtà – ha concluso la Delegata ANCI – è che si produca uno scollamento tra il dettato normativo e la nostra società, che si è andata arricchendo e trasformando anche grazie alla presenza stabile ed integrata di cittadini stranieri che partecipano alla vita delle nostre comunità. E’ nei momenti di crisi, come quello attuale, che si rende quanto mai necessario un investimento sul sociale, finanziario e culturale, per far ripartire il Paese».

novembre 9, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Riccardi: il prossimo bando di servizio civile non sarà aperto agli stranieri

Giovani_stranieriPorte chiuse ai giovani stranieri nei prossimi bandi di servizio civile nazionale, per i quali sarà ancora «prevista la cittadinanza italiana quale requisito di partecipazione». L’annuncio, contenuto in una risposta ad una interrogazione parlamentare (4-14784 ) dell’on. Evangelisti (IdV) e ripreso da "Redattore Sociale", arriva direttamente dal Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, che conferma così l’impossibilità per l’Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc) di aprire il servizio civile agli stranieri perché così stabilisce «il quadro normativo vigente». Questa interpretazione non trova però d’accordo Alberto Guariso di "Avvocati per niente", che ha seguito la vicenda fin dall'inizio, secondo il quale «la questione va posta in termini del tutto diversi: il giudice ha stabilito, sulla base di una approfondita argomentazione, che nel caso esaminato l'espressione "cittadino italiano" va interpretata come “consociato, residente sul territorio” e quindi è da applicarsi anche ai giovani stranieri residenti in Italia». Insomma, secondo il legale l’apertura del bando del servizio civile ai giovani stranieri sarebbe possibile già da subito con l’attuale legge. Invece plaude il Ministro Riccardi il MODAVI, che in un comunicato [PDF] scrive: «Apprendiamo con moderata soddisfazione la notizia per cui il servizio civile nazionale resterà aperto ai soli cittadini italiani. Per noi il servizio civile è un dono nei confronti della propria nazione a cui tutti coloro che aderiscono alla comunità nazionale devono avere diritto. Siamo soddisfatti a metà perché non possiamo ignorare il problema della cittadinanza alle cosiddette “seconde generazioni”: migliaia di ragazzi che si sentono italiani ma che lo Stato non riconosce tali. Confermiamo la nostra posizione: no all’apertura indiscriminata del servizio civile, sì all’inserimento di quest’ultimo all’interno di un percorso per favorire i giovani che vogliano diventare cittadini italiani a tutti gli effetti».

novembre 5, 2012 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Si aspetta la parola dei giudici su servizio civile e stranieri

GiustiziaSul quotidiano on-line "L'Indro" un articolo di Giuseppe Mottola mette a confronto le diverse posizioni sull'apertura del servizio civile ai giovani stranieri, nell'attesa che le prossime sentenze di Milano e Brescia diano un'indicazione più chiara sui ricorsi presentati da alcuni ragazzi esclusi dall'ultimo bando nazionale. 

«A Milano il giudice è andato al di là delle sue competenze perché si è sostituito al Parlamento e alla Corte Costituzionale – dichiara a "L'Indro" Raffaele De Cicco, Dirigente dell'Ufficio nazionale del servizio civile –. Il magistrato non poteva bloccare tutto, ma solo ordinare all’amministrazione di reintegrare il ragazzo nell’ambito della selezione del progetto interessato». Su Brescia, prosegue De Cicco «il giudice ci ha dato ragione perché con le norme in vigore non si può aprire il servizio civile ai cittadini stranieri, anche se residenti, come peraltro sostenuto dal nostro legale, l’avvocatura dello Stato». Tuttavia, precisa, se i giudici ordinari decidono tutti nella stessa direzione, allora avallano un comune sentire nella società e le Camere potrebbero tenerne conto; se i magistrati si pronunciano in modo differente, però, la situazione è diversa. Per Alberto Guariso di "Avvocati per niente", che ha sostenuto i ricorsi dei due ragazzi, «i magistrati sono obbligati dalla legge a ordinare la rimozione generale delle distinzioni che ritengono non fondate sulle norme vigenti. Di questa rimozione generale ci sono stati centinaia di casi, ma capiamo che questo fa più rumore perché coinvolge molte persone e su tutto il territorio nazionale». Se il diritto-dovere di solidarietà sociale è coinvolto - prosegue Guariso -, «allora abbiamo ragione perché la Corte Costituzionale ha sancito il divieto di fare differenze fra cittadini e stranieri nei diritti fondamentali della persona». Ma anche se la faccenda non riguardasse questi ultimi, aggiunge l’avvocato, c’è spazio di manovra. «La Corte – conclude – ha anche stabilito che, al di fuori del nucleo dei diritti fondamentali, la differenza fra italiani e stranieri dev’essere ragionevolmente motivata. Lo è nel caso dell’ammissione al servizio civile, se si sgancia questo dalla difesa del territorio?». [Fonte: L'Indro]

settembre 19, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: a novembre l'esito dei ricorsi

Giovani_stranieriDopo gli avvenimenti dello scorso febbraio non se n'è più parlato, ma i ricorsi presentati contro l'esclusione dei giovani stranieri, uno a Milano l'altro a Brescia, che hanno rischiato di bloccare l'ultimo Bando di servizio civile non si sono ancora conclusi. Si tratterà comunque di aspettare ancora poco, come ci conferma Alberto Guariso di "Avvocati per niente" le nuove udienze sono programmate infatti il prossimo 21 novembre, per quanto riguarda la Corte di appello di Brescia, e il 22 novembre presso la Corte di appello di Milano.

L'esito dei ricorsi riguarderà ormai il prossimo Bando volontari, annunciato per la primavera 2013. Di recente il Ministro per la Cooperazioneinternazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, era tornato a dirsi d'accordo «sull'accesso per gli stranieri al Servizio Civile, proprio per l’opportunità di creare percorsi comuni di incontro e di conoscenza», ma - aveva spiegato - «è necessaria una normativa chiara, che ci dia la possibilità di operare in piena trasparenza, garantendo gli interessi di tutti, italiani e stranieri».

agosto 28, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La riforma del servizio civile fuori tempo massimo

Federico_fauttilli«Nonostante siano state depositate alle Camere delle proposte di legge, ad oggi non ci sono le condizioni politiche per arrivare ad un testo condiviso dalla maggioranza parlamentare sulla riforma del servizio civile nazionale». La conferma arriva da Federico Fauttilli, Capo dell'Ufficio nazionale del servizio civile, intervistato nei giorni scorsi da "Servizio Civile Magazine".

Per Fauttilli ora «l’idea è quella già proposta dal Ministro alla tavola rotonda dello scorso marzo, e riconfermato durante la conferenza stampa della settimana scorsa, ovvero di riaprire il tavolo tecnico-istituzionale in cui obiettivo sarà quello di arrivare ad un testo condiviso almeno sulle questioni più rilevanti», tra le quali «lo status dei volontari, i rapporti tra Stato, Regioni ed Enti Locali, i finanziamenti». Leggi tutta l'intervista a questo link.

giugno 26, 2012 nella Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: respinto il ricorso a Brescia

L'Ufficio nazionale del servizio civile ha dato notizia ieri che il Tribunale di Brescia, lo scorso 8 maggio, ha rigettato il ricorso presentato da una studentessa di origini albanesi, Alma Bauschi, contro l'esclusione dal Bando volontari. L'azione legale era stata presentata da Alma, residente da più di 10 anni in Italia, insieme alla Fondazione Guido Piccini per i diritti dell'Uomo contro l'art. 3 del Bando che prevede il requisito della cittadinanza italiana per l'ammissione allo svolgimento del servizio civile.

maggio 11, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La lunga strada per la cittadinanza di Shahzad (e il servizio civile)

Reas_Shahzad_SayedA gennaio il suo ricorso vinto a Milano contro l'esclusione dal Bando nazionale volontari, ha rischiato di bloccare tutto il servizio civile e scatenato il dibattito sull'apertura di questa esperienza anche ai giovani stranieri. Poi l'accordo raggiunto con l'Unsc, in attesa di una nuova sentenza, ha permesso di far ripartire tutti gli avvii previsti. Ora Shahzad Sayed, arrivato da bambino in Italia insieme al fratello maggiore Reas, dopo vent'anni ha finalmente ottenuto lo scorso 22 marzo la cittadinanza italiana. La loro storia, insieme a quella di altri giovani di origine straniera, è raccontata sul "Corriere della Sera" in questo articolo.

maggio 7, 2012 nella Esperienze, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

L'impegno dei giovani per salvare il servizio civile

Giovani_servizio_civileGianfranco Mingione intervista Corrado Castobello, uno dei quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile, che parla del loro impegno in difesa di questa esperienza e come è stata avviata la campagna “SOS SCN: io SOStengo il Servizio Civile Nazionale”. Tra le altre cose Castobello racconta le adesioni ricevute per la Campagna, ma anche del confronto partito con alcuni enti sul tema dell'apertura del servizio civile ai giovani stranieri.

«Se apriamo il bando di servizio civile anche agli stranieri - spiega il Rappresentante dei volontari -, snaturiamo completamente un istituto repubblicano legato alla cittadinanza per dare solo un palliativo a questi giovani, perché dopo 12 mesi la loro situazione agli occhi dello Stato rimarrebbe immutata: sarebbero sempre considerati stranieri». «Quindi -prosegue - noi non vogliamo lanciare un messaggio di chiusura verso gli stranieri ma, anzi, questi giovani hanno tutta la nostra vicinanza e stiamo contribuendo a mantenere viva la questione sollevata dalla sentenza proponendo di mettere mano alla Legge sulla Cittadinanza. In questo modo si arriverebbe ad un traguardo ben più importante, senza sfasciare un'istituzione: questi giovani potrebbero fare il Servizio Civile Nazionale semplicemente perché il nostro Paese li riconosce come cittadini italiani!». Leggi tutta l'intervista a questo link.

aprile 18, 2012 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Riccardi: "un tavolo tecnico sui fondi e sulla riforma del servizio civile"

Ministro_Andrea_RiccardiLa domanda, più o meno esplicita, che stava dietro la Tavola rotonda "Quale riforma per il Servizio Civile Nazionale: proposte a confronto", promossa ieri dal Ministro per la Cooperazioneinternazionale e l'Integrazionecon delega, Andrea Riccardi, e dall'Unsc, era una: "Come salvare il servizio civile nazionale?". Alcune risposte si è provato a darle, ma tutte interlocutorie, e con nessuna certezza su nuovi stanziamenti al fondo nazionale e sui tempi della riforma del servizio civile.

Il Ministro Riccardi nel suo intervento ( leggi qui tutto in PDF) ha esordito ricordando il suo «allarme lanciato, qualche giorno fa, sulla carenza di fondi conseguente ai tagli che sono stati apportati, che potrebbero mettere in crisi l’intero sistema» e la sua «personale convinzione circa la significatività dell’esperienza del Servizio Civile Nazionale che, come ho già avuto modo di dire, intendo salvaguardare». «Ritengo paradossale - ha proseguito - che questa straordinaria esperienza italiana, che è stata analizzata e posta tra le buone pratiche, in numerosi studi comparati a livello europeo, proprio per la  capacità di inserire i giovani nel vivo della società italiana, possa essere messa in crisi». E dopo averne ricordato le tappe più significative e il suo valore per i giovani e la società, Riccardi ha elencato le cifre della crisi del servizio civile: «Gli stanziamenti in soli 5 anni sono diminuiti passando dai 296 milioni  di euro, per l’anno 2007, ai 68,8 milioni di euro per l’anno in corso. Di conseguenza - precisa - , l’avvio al servizio dei volontari selezionati per il bando 2011 e avviati al servizio nell’anno 2012, comporta non solo l’utilizzazione dell’intero stanziamento dell’anno in corso, ma anche l’impegno di 40 dei 76 milioni di euro previsti per il 2013. E’ chiaro che, se tale limitazione divenisse la norma significherebbe limitare non poco la portata innovativa del Servizio Civile che si caratterizzerebbe sempre più come un’offerta rivolta solo a pochi». «Ultimamente - ha proseguito ancora citando i vari contributi che gli sono arrivati in questi mesi - è stata posta la questione dell'accesso per gli stranieri al Servizio Civile, che non può non trovarmi d’accordo, proprio per l’opportunità di creare percorsi comuni di incontro e di conoscenza ma, come ho avuto modo di spiegare, è necessaria una normativa chiara, che ci dia la possibilità di operare in piena trasparenza, garantendo gli interessi di tutti, italiani e stranieri». Il Ministro ha chiesto quindi di allargare lo sguardo alle altre esperienze europee. «La proposta di istituire un servizio civile europeo - ha ricordato - è stata lanciata dall’Italia nel mese di maggio 2010, nell’ambito della ricerca effettuata durante lo svolgimento del progetto “Amicus: Un Servizio Civile per l’Unione Europea”. Su questa proposta il precedente Governo aveva avviato contatti con la Francia al fine di creare sinergie in seno alla Commissione. Tale ipotesi resta sullo sfondo ed è da costruire. Nell’immediato, è possibile per il nostro Paese inserirsi nello scambio di giovani in 
Servizio Civile, attualmente già esistente tra Francia e Germania. Tale operazione può essere effettuata a legislazione invariata, ed anche di questo sarebbe utile discutere». In conclusione per Riccardi «è opportuno che si crei un tavolo serio, in cui si discuta su come finanziarie il servizio civile, dove ognuno si prenda le proprie responsabilità». «Non voglio sia uno sgocciolìo di esperienze - precisa -. Dobbiamo scegliere se credere o no in questa istituzione, e la responsilità è di ognuno di noi».«E' una battaglia culturale da vincere - conclude - , non crediamo di avere solo la posizione vera e giusta, ma dobbiamo guadagnare la maggioranza delle posizioni. Non vogliamo essere vecchi combattenti, ma voglia conquistare il sentire del Paese ad una esperienza che pensiamo costruttiva per il Paese».

marzo 21, 2012 nella Appuntamenti, Bando nazionale, Europa, Giovani e rappresentanza, Idee, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (1) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: la questione è ancora aperta

GiustiziaServizio civile e stranieri? E' tutto ancora in discussione, anche a Brescia dove esiste un ricorso analogo a quello di Milano, che lo scorso gennaio ha rischiato di bloccare tutto il servizio civile nazionale. In merito il portavoce del Ministro Riccardi, Giovanni Grasso a Lucca aveva spiegato: «Il giudizio di appello ha dato un'interpretazione diversa dal primo grado. Ovvero, il tribunale del lavoro non è competente in questa materia» (vedi qui PDF). L'avv. Alberto Guariso di "Avvocati per niente" ci precisa invece che: «A Brescia non c'è stata alcuna decisione del giudice, men che meno della corte d'appello, di cui parla invece, evidentemente male informato, il portavoce del Ministro Riccardi. Semplicemente il giudice ha rimesso la pratica al Presidente del Tribunale, perché valuti se assegnarla a una sezione diversa da quella del lavoro, ma la procedura rimane la stessa».

«Il presidente - continua Guariso - l'ha assegnata alla sezione civile non di lavoro, ma la cosa non significa assolutamente nulla dal punto di vista del diritto o meno degli stranieri di accedere al servizio civile». «Il nuovo giudice ha fissato l'udienza per fine aprile. Allo stato dunque resta solo la sentenza di Milano, che accerta il carattere discriminatorio dell'esclusione; la Corte d appello di Milano ha sospeso la sola parte riguardante il bando scorso, ma l'accertamento mantiene la sua efficacia (le pronunce di accertamento per legge non possono essere sospese), quindi se il Governo dovesse fare ora un bando sarebbe vincolato da quella promuncia perche la pubblica amministrazione non può compiere atti discriminatori» spiega ancora l'esponente di APN. «Naturalmente - specifica - il problema non si pone perche il nuovo bando, se ci sarà, arriverà dopo la decisone della Corte d'appello», anche perchè al momento l'udienza é fissata per settembre, ma potrebbe essere anticipata a prima dell'estate. «Se ci sarà una conferma - conclude l'avv. Guariso - il Governo non potrà fare un bando per soli italiani: è da questo punto di vista non ha davvero senso dire, come si è letto, "la legge dice così". E' il giudice e non la libera opinione del Ministro o di chiunque altro a stabilire cosa dice la legge. In questo momento il giudice dice che non si può riservare il servizio civile agli italiani. Di questo il Ministro deve prendere atto. Poi si vedranno gli sviluppi».

marzo 1, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Perego (Migrantes): servizio civile non obbligatorio ma volontario e per tutti

Girotondo_giovani«Non riconoscere il valore di un’esperienza libera, educativa alla partecipazione e alla cittadinanza e alla difesa nonviolenta che in taluni casi è anche gratuita, certamente che ha un ritorno quattro volte l’investimento che lo Stato ha fatto, credo sia una scelta miope in termini di politiche giovanili e di sviluppo oggi». E' quanto scrive sul servizio civile don Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes della CEI, in un suo editoriale per Agenzia stampa SIR.

Don Perego entra anche nel dibattito sulla proposta di un servizio civile obbligatorio: «Lasciando alla discussione degli economisti cosa potrebbe costare questo ritorno al servizio civile come luogo educativo alla cittadinanza – presumibilmente non meno di 1 miliardo di euro all’anno – in un tempo in cui non si trovano 70 milioni di euro per continuare l’attuale forma di servizio civile volontario, mi domando quanto può giovare parlare eventualmente della gallina di domani – ammesso che sia tale – e non accontentarsi dell’uovo di oggi». «Semmai occorrerà domandarsi - prosegue -: come aiutare a sviluppare questa scelta libera di migliaia di giovani oggi mortificata; come fare in modo che anche i giovani meno scolarizzati la scelgano; come raccordare il servizio civile nazionale con quello regionale; come connettere il servizio civile con la cittadinanza europea, con la patria europea, che oggi vede presenti migliaia di giovani europei provenienti, ad esempio, dalla Romania, dalla Bulgaria, ma anche migliaia di studenti della Spagna e di altri Paesi grazie all’Erasmus?». Il Direttore della Migrantes sposta poi la riflessione sulla questione dell'apertura del servizio civile proprio agli stranieri. «Già in diversi seminari nel corso di questo ultimo decennio - ricorda -, organizzati dall’Ufficio nazionale servizio civile con la Scuola Sant’Anna di Pisa, con la Cnesc (Conferenza nazionale enti servizio civile), oltre che alcune sentenze della Corte Costituzionale avevano aiutato a leggere il concetto di difesa della patria in stretto collegamento con la cittadinanza, ma anche con i diritti delle persone sanciti dalla nostra Costituzione». «Al di là dei distinguo giuridici - conclude don Perego -, credo che proprio per la sicurezza del nostro Paese sarebbe importante coinvolgere i giovani stranieri di prima e seconda generazione nel servizio civile. Si eviterebbero nuove banlieue, si costruirebbero percorsi d’incontro e di conoscenza, di dialogo intergenerazionale e interistituzionale che aiuterebbe a costruire una città, dove al centro è la piazza e non il muro». Leggi tutto l'editoriale a questo link.

febbraio 29, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Portavoce Riccardi: "Il Ministro convinto della necessità di salvare il servizio civile"

Da Lucca, dove ha partecipato ad un Convegno su donazione e integrazione al salone del volontariato italiano "Villaggio Solidale", chiusosi ieri, Giovanni Grasso, portavoce del Ministro Andrea Riccardi, chiarisce quanto dichiarato da quest'ultimo mercoledì scorso in Commissione Affari Costituzionali sulla possibile "chiusura" del servizio civile. Ma sempre da Lucca il CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato, esprime "profonda preoccupazione per le dichiarazioni espresse dal Ministro Andrea Riccardi" e chiede l'intervento del Governo per salvare il servizio civile nazionale.

«Il Ministro Riccardi - ha specificato Grasso secondo quanto ripreso da alcuni giornali - non ha affermato che è sua volontà chiudere il servizio civile per l'anno 2013. Ha detto che se non arrivano nuove risorse, i fondi rimasti dopo i tagli degli ultimi anni non consentono l'avvio delle partenze nel 2013. Non è una decisione già presa, ma un allarme. Vi assicuro che Riccardi su questo è impegnato ai massimi livelli, perché è profondamente convinto della necessità di salvare il servizio civile. Venerdì, ricevendo una delegazione di giovani del servizio civile, ha detto loro: "In questa società in cui tutto si vende e tutto si compra dobbiamo salvaguardare le isole di gratuità"». Per quanto riguarda l'apertura del servizio civile ai giovani stranieri, a seguito della Sentenza del Tribunale di MIlano, da Grasso arriva un'altra precisazione che parte dal ricorso fatto a Brescia, dove «Il giudizio di appello ha dato un'interpretazione diversa dal primo grado. Ovvero, il tribunale del lavoro non è competente in questa materia. Capirete che decidere in un senso o nell'altro, in queste condizioni, espone l'amministrazione a rischi organizzativi e contabili. Il Ministro non è pregiudizialmente contrario all'ingresso di stranieri, ma a legislazione vigente ci serve una norma chiara. Le esperienze concrete di integrazione nella quotidianità - aggiunge il portavoce di Riccardi - sono molto più avanzate di quello che si possa pensare. Se si ragiona in termini di fenomeno generale, spesso prevale la paura. Ma se guardiamo alla vita di tutti i giorni, gli italiani sperimentano continuamente forme realizzate di integrazione».

febbraio 27, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Riccardi: per italiani e stranieri nessun bando di servizio civile nel 2012

Andrea_riccardiMercoledì scorso sono state presentate due interrogazioni urgenti in Commisione Affari Costituzionali sul servizio civile. Ad esse ha risposto ieri il Ministro con delega, Andrea Riccardi, dichiarando che quest'anno di fatto non ci sarà nessuna progettazione, e che quindi nel 2013 non partiranno nuovi volontari. E sull'apertura del servizio civile ai giovani stranieri, il Ministro ha ricordato come, a normativa vigente, «l'ammissione degli stranieri al servizio civile nazionale avrebbe l'inevitabile conseguenza di stravolgere la finalità di difesa della Patria».

Nello specifico, un'interrogazione (5/06237) veniva dall'on. Pierguido Vanalli (Lega Nord), che ha ricostruito la vicenda del blocco degli avvii del servizio civile e ha chiesto al Governo «quali iniziative organizzative e finanziarie si possano mettere in atto al fine di accelerare la immissione dei volontari in servizio civile». L'altra (5/06238) è stata presentata dagli onorevoli Gianclaudio Bressa e Livia Turco (Partito Democratico), e sempre in riferimento all'apertura del servizio civile ai giovani stranieri, hanno chiesto «quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere affinché, per quanto di competenza, da una parte, sia rispettata la decisione del tribunale di Milano e anche gli stranieri legalmente soggiornati in Italia possano svolgere il servizio civile e, dall'altra, siano rispettate le partenze già previste per l'anno 2012». Sulle partenze dei giovani Riccardi ha dichiarato che «attualmente, nonostante il vivo interesse, non appare possibile adottare alcuna altra misura organizzativa per modificare i tempi di avvio dei volontari». Ha poi ammesso che «a causa della sfavorevole congiuntura economica per il 2012 non sarà possibile garantire la presentazione dei progetti di servizio civile da parte degli Enti e, di conseguenza, non potrà essere avviato alcun volontario nel corso del 2013. In tale situazione - ha concluso - assicuro che il Governo, consapevole della rilevanza del servizio civile in settori di vitale importanza per il Paese, si sta adoperando al fine di reperire le necessarie risorse finanziare». In merito invece all'altra interrogazione e alla possibile apertura del servizio civile ai giovani stranieri, il Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione ha osservato che «stante la normativa vigente, l'ammissione degli stranieri al servizio civile nazionale avrebbe l'inevitabile conseguenza di stravolgere la finalità di difesa della Patria, così come enunciato dalla Corte costituzionale nella nota sentenza n. 228 del 2004». Riccardi ha anche ricordato che nell'altro ricorso, presentato a Brescia sullo stesso tema «il Giudice del lavoro di Brescia, lo scorso 31 gennaio, si è dichiarato incompetente, in quanto la struttura del servizio civile prescinde da ogni presupposto di corrispettività e dunque non è riconducibile a forme di collaborazione coordinate e continuative di carattere personale». «Gli interroganti evidenziano, poi, la partecipazione degli stranieri al servizio civile in alcune regioni. Questo «doppio binario» - ha proseguito - è espressione dell'esercizio dell'autonomia regionale, che trova anche conforto nei principi enunciati nella Carta europea delle autonomie locali, non sempre conosciuta ed applicata nel nostro ordinamento (legge 30 dicembre 1989, n. 439)». Per Riccardi infine «la partecipazione al servizio civile regionale da parte degli stranieri trova piuttosto fondamento nell'ambito del principio di solidarietà, sancito dall'articolo 2 della Costituzione».

febbraio 24, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (3) | TrackBack

Servizio civile e stranieri, la parola ai giovani

Bassam_La_Stampa"La Stampa" di mercoledì scorso intervista Bassam Elsaid Abd Elaal, un giovane venticinquenne di origini egiziane, che ha ottenuto la cittadinanza italiana solo da pochi giorni e che ha svolto il servizio civile nel progetto aperto ai giovani stranieri del Comune di Torino. «E stato molto stimolante - dice - ed una grande esperienza formativa, la consiglio a tutti».

Bassam nell'intervista ricorda anche la vicenda della sentenza del Tribunale di Milano, che ha aperto il servizio civile ai giovani stranieri, e il blocco temporaneo delle partenze del bando 2011. «Mi dispiace per i giovani italiani che hanno rischiato di non poter partire - dichiara -, ma anche questo fatto è stato strumentalizzato e mi sono sentito dire “ma perché per uno di voi, 18mila di noi devono rimetterci?”. Frasi simili uccidono tutto quello in cui credo e non portano a nessun sviluppo. Il Segretario Generale della Focsiv ha chiesto al ragazzo di ritirare il ricorso e rimandare la questione al prossimo anno. Io questo lo trovo inaccettabile, perché si tratta di una grande vittoria per tutti». Ed sulla cittadinanza italiana Bassam precisa che: «E’ solo un riconoscimento di uno stato di fatto, perché io mi sento italiano da sempre. Parlo il piemontese e mi riconosco nei principi della Costituzione. Ora però potrò partecipare ai concorsi pubblici, che mi erano preclusi prima, cosa molto importante per un ragazzo vicino alla laurea come me. Inoltre ora sono anche cittadino europeo, posso viaggiare e lavorare più facilmente all’estero ed anche questo è fondamentale». Dell'apertura del servizio civile ai giovani stranieri e della sentenza di MIlano erano tonati a parlare nelle scorse settimane anche "Famiglia Cristiana" [PDF] e  "Sette - Corriere della Sera" [PDF].

febbraio 17, 2012 nella Bando nazionale, Esperienze, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Interrogazione parlamentare su servizio civile e stranieri

Annunciata lo scorso 24 gennaio, è stata presentata martedì scorso dall'on. Fabio Evangelisti, un'interrogazione parlamentare (4-14784) sul recente blocco del servizio civile nazionale dopo la sentenza del Tribunale di Milano che apre questa esperienza ai giovani stranieri. Nel testo l'on. Evangelisti chiede al Ministro Riccardi, destinatario dell'interrogazione, «quali iniziative urgenti intenda assumere affinché, per quanto di competenza, da una parte, sia rispettata la decisione del tribunale di Milano e anche gli stranieri legalmente soggiornati in Italia possano svolgere il servizio civile e, dall'altra, siano rispettate le partenze già previste per l'anno 2012». Leggi tutta l'interrogazione a questo link.

febbraio 13, 2012 nella Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

PD: "tornare a dare dignità al servizio civile"

Il Partito Democratico ritiene “fisiologico” un livello di circa 40mila volontari annui ammessi al servizio, cifra oramai ridotta fortemente dai tagli del Governo Berlusconi negli ultimi anni. «Ci rendiamo conto – ha spiegato ieri all'incontro con gli Enti Cecilia Carmassi, responsabile “Associazionismo e Terzo Settore” del PD – che non si può chiedere d’improvviso al Governo di riportare il Fondo a quota 40mila partenze, ma è possibile cominciare subito a invertire la tendenza e ragionare su come si può tornare a dare dignità e consistenza ad un sistema che altrimenti rischia di essere cancellato». Per questo il Partito democratico chiederà a breve un appuntamento al ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, che ha anche la delega sul servizio civile, per «ragionare con lui del rilancio del servizio civile in un’ottica di crescita complessiva del paese». 

Per quanto riguarda la riforma del servizio civile nazionale, il Partito Democratico lo pensa come "un’esperienza di difesa civile non armata, di dimensione nazionale ma con un ruolo delle regioni, rivolta anche agli stranieri residenti e con una partecipazione dei giovani con disabilità non solo come destinatari ma anche come protagonisti del servizio". L’idea è quella di mantenere il servizio civile come esperienza di carattere nazionale, legata alla sua natura di difesa civile non armata, e alla costruzione di un’idea di cittadinanza solidale che rafforzi la coesione sociale nel paese. In questa dinamica unitaria, c’è l’obiettivo di un maggiore coinvolgimento delle Regioni (e degli altri enti locali), che in molte realtà hanno già attuato bandi regionali di servizio civile (anche aperto agli stranieri) e che «chiedono a gran voce un ruolo che non le riduca a soggetto finale di valutazione». E’ poi necessario, secondo Carmassi, chiarire con i comuni, attraverso un ragionamento franco, che non si può «rischiare che il servizio civile diventi la stampella o il tappabuchi di un welfare comunale sempre più strangolato». Presente all'incontro, Licio Palazzini, Presidente nazionale di Arci Servizio Civile, ha ricordato come «Se non arrivano nuovi fondi, in primavera gli enti non saranno chiamati a presentare alcun progetto e nel 2013 di fatto non ci saranno giovani in servizio civile: un segnale inequivocabile di chiusura».

febbraio 3, 2012 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Il PD chiederà un confronto col Governo sul servizio civile

Foto_giovani«Rimangono ancora alcuni nodi da affrontare, ma è l'incontro di oggi è stato un passo significativo in avanti per il servizio civile, soprattutto perchè promosso da un partito come il PD». Si è dichiarato soddisfatto Licio Palazzini, Presidente di Arci Servizio Civile e della Consulta nazionale, dopo l'iniziativa di questa mattina "Il Servizio civile: diamogli un futuro!" coordinato da Cecilia Carmassi, Responsabile "Associazionismo e Terzo Settore" del Partito Democratico.

Palazzini ha sottolineato alcuni dei punti affrontati nel confronto: dalla necessità del rifinanziamento del Fondo nazionale del servizio civile, alla riforma della legge e alla possibile apertura ad altre categorie di giovani, come ad esempio i diversamente abili. Su questi temi «Carmassi ha annunciato l'intenzione del Partito Democratico di incontrare il Governo e il Ministro Riccardi, che ha la delega per il servizio civile nazionale, per avviare un confronto», ha precisato Palazzini. Un tema caldo affrontato è stato anche la possibile apertura del servizio civile ai giovani stranieri, per la quale si ritiene opportuno procedere per via legislativa. Da parte degli Enti è stata infine avanzata la disponibilità a rivedere la questione della flessibilità dell'orario dei progetti e della loro durata, a parità però di compenso per tutti i giovani volontari.

febbraio 2, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Lega Nord: "no agli stranieri nel servizio civile"

In un articolo su "la Padania" di ieri, l'on. leghista Erica Rivolta conferma la linea del suo partito in materia di servizio civile. «La Lega Nord - dichiara l'on. Rivolta - si batterà perchè vengano date nuove risorse al servizio civile a favore delle giovani e dei giovani che vogliono vivere questa importante esperienza formativa, ma con altrettanta forza si batterà perchè resti nel bando per l'accesso al servizio civile il requisito del possesso della cittadinanza italiana e non avvenga l'apertura a cittadini stranieri "regolarmente soggiornanti"». Posizione politica quest'ultima condivisa con il sen. Giovanardi (PdL), ex Sottosegretario di Stato con delega al servizio civile dell'ultimo Governo Berlusconi, che è criticato però dall'onorevole leghista per la sua visione "fortemente centralista" del servizio civile nazionale. Leggi tutto l'articolo qui in PDF.

febbraio 2, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Riccardi e le risorse del servizio civile

«Il Ministro Riccardi si batterà molto per un aumento delle risorse del servizio civile, anche se naturalmente ci confrontiamo con le esigenze del Paese in un momento di grande difficoltà». Lo ha dichiarato oggi a "La radio ne parla", la trasmissione di Radio1 curata da Ilaria Sotis, il prefetto Mario Morcone, Capo di Gabinetto del Ministero della Cooperazione e integrazione.

L'occasione è stata la puntata dedicata al tema del servizio civile e della sua apertura ai giovani stranieri, alla quale sono intervenuti oltre a Morcone, l'avv. Alberto Guariso (Avvocati per niente), l'on. Livia Turco (PD), il sen. Carlo Giovanardi (PdL) e Michele Mangano (Presidente nazionale Auser), intervistato al microfono di Maria Teresa BisognoMorcone ha anche ricordato che il ministro Riccardi «non ha pregiudizi sulla scelta del giudice di Milano di coinvolgere nel servizio civile anche i giovani non italiani». «L'interesse - conclude - è ad avere una normativa chiara, che ci dia la possibilità di operare in piena trasparanza, garantendo gli interessi di tutti», italiani e stranieri. Sempre a proposito dela sentenza, l'avv. Guariso ne ha ricordato il valore ancora attuale, che ricadrà sul prossimo bando nazionale, per il sen. Giovanardi si tratta invece di una «fuga in avanti incomprensibile, perchè se il servizio civile è difesa della Patria, allora è dovere del cittadino», mentre l'on. Turco ha ricordato la necessità di «potenziare il servizio civile nazionale» e l'esperienza positiva di apertura agli stranieri del servizio civile a Torino. Ascolta tutta la puntata a questo link.

febbraio 1, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: il PD rilancia il confronto sulla riforma

Servizio_civile_sfocatoI tagli ai finanziamenti, lo scaglionamento delle partenze dopo un anno, l'incognita sulla nuova progettazione, l'apertura ai giovani stranieri, la riforma della legge ferma dal 3 febbraio 2010 in Senato e l'Ufficio nazionale da più di un mese senza un Capo. Sono le principali incognite che il servizio civile si trova ad affrontare in questo periodo e alle quali proverà a dare qualche risposta un incontro promosso a Roma alla Camera, domani 2 febbraio, dal Partito Democratico. L'iniziativa, dal titolo "Il Servizio civile: diamogli un futuro!", vuole essere un confronto con le organizzazioni impegnate nel servizio civile, al quale parteciperanno anche alcuni parlamentari impegnati per la sua riforma e l'inserimento dei giovani stranieri. «Dopo le novità delle scorse settimane, riteniamo sia giunto il momento di riprendere pubblicamente il confronto sul servizio civile e la sua riforma», dichiara Cecilia Carmassi, Responsabile "Associazionismo e Terzo Settore" del PD, che introdurrà e coordinerà l'incontro.

febbraio 1, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Immigrati e volontari, anche nel servizio civile

Copertina_PopoliL'ultimo numero del mensile "Popoli", la rivista internazionale e missionaria dei gesuiti italiani, dedica uno speciale a cura di Enrico Casale al tema del contributo degli immigrati al mondo del volontariato in Italia. Uno dei focus riguarda anche il servizio civile, con la recente vicenda della sentenza del Tribunale di Milano che lo apre ai giovani stranieri, e le esperienze regionali dove questa apertura esiste già. Leggi tutto lo speciale a questo link.

gennaio 31, 2012 nella Esperienze, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La situazione del servizio civile secondo gli enti

I volontari, gli ex volontari e i candidati ai nuovi progetti in servizio civile dell'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII" e il Consiglio Nazionale di Arci Servizio Civile (ASC), in due diversi documenti resi noti in questi giorni (leggi qui e qui in PDF), riflettono sulla situazione che sta vivendo il servizio civile nazionale.

«La sentenza di Milano - scrive in particolare ASC - può essere importante se stimola ad una revisione legislativa sul punto specifico dei requisiti di ammissione al ServizioCivile Nazionale includendovi anche i cittadini stranieri che hanno da tempo scelto la nostra società come luogo stabile di vita». «Ma il caso specifico di Syed Shahzad Tanwir che abita in Italia da 15 anni - prosegue - pone un altro tema che se affrontato non avrebbe neanche portato al ricorso. Perché un cittadino che vive da 15 anni nel nostro Paese è ancora straniero? Per questo ASC, che ha condiviso fin dall’inizio la campagna “L’Italia sono anche io”, decide di aderirvi direttamente e di rilanciare fra i giovani l’obiettivo di rivedere la legislazione in materia di ottenimento della cittadinanza».

gennaio 28, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: parlano i volontari e gli enti

Continua l'eco della vicenda del blocco degli avvii del servizio civile nazionale, che si è risolta ieri con la decisione della Corte d'appello di Milano di accettare la sospensione della revoca del bando per i volontari del 2012. Apprezzamento è stato espresso sui social network da parte dei tantissimi volontari in attesa di partire per i propri progetti.

«Come volontari presto in servizio - scrive Giulia Angeletti, volontaria in partenza con il Servizio civile all'estero con la Focsiv -, sosteniamo l’importanza del Servizio Civile verso cui noi tutti dedichiamo impegno e serietà e chiediamo al Governo italiano - prosegue - di sostenere questo ruolo e continuare a dare l’opportunità a molti giovani di svolgere questo servizio a difesa dei principi civili che ne sono alla base». Con toni diversi tra loro hanno commentato la notizia anche molti enti, come Associazione "Mosaico" e l'Associazione "Papa Giovanni XXIII", che ha auspicato «al più presto la riforma del Servizio Civile, prevedendo spazi di partecipazione anche ai cittadini non italiani» ed espresso «anche forte preoccupazione per la ridotte risorse che sono oggi investite sul Servizio Civile e che ne mettono in discussione la sua prosecuzione già per il 2013».  Analogamente Amesci [PDF], attraverso il suo Presidente Enrico Maria Borrelli, ha chiesto di «rimettere mano alla riforma del Servizio Civile, da tanti attesa ma ancora ferma nelle commissioni parlamentari» e di reperire « nuovi fondi altrimenti se oggi, come ha scritto una volontaria in Rete sono stati tirati 18.000 sospiri di sollievo, da qui ad un anno saranno troppo pochi i giovani che  potranno gioire nello svolgere un anno di servizio per la comunità». Per il Modavi l'auspicio è che «per quanto riguarda i prossimi bandi non si decida per una apertura indiscriminata del servizio civile», che ritengono «un diritto ed un dovere dei giovani Italiani».  «Ci auguriamo, piuttosto - precisa la loro nota -, che la riflessione si sposti  sull’idea di cittadinanza e sull’agevolare le seconde generazioni nell’acquisirla». Di tutta la vicenda ne parla oggi anche un articolo su "Avvenire" [PDF].

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Sblocco servizio civile: le dichiarazioni di Riccardi e dei politici

«Esprimo grande soddisfazione per la decisione della Corte d'appello di Milano di accettare la sospensione della revoca del bando per i volontari del 2012», così ieri si è pronunciato secondo "Redattore Sociale" Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione e l'integrazione con delega al servizio civile nazionale.

«È una decisione - ha proseguito Riccardi - che consente ai giovani di partire per il loro servizio alla comunità nazionale e riporta serenità dopo giorni di comprensibile apprensione. Voglio fare i miei auguri di buon lavoro a tutti i ragazzi e ringrazio gli enti che li accoglieranno per il sostegno dato in queste settimane». E al Ministro si è appellata ieri in Parlamento l'on. Erica Rivolta (Lega Nord) per ricordare come «il servizio civile sia un'esperienza incredibilmente formativa di educazione alla cittadinanza attiva. Penso che, prima che muoia, vista la riduzione ed i tagli ai finanziamenti, spero che si possa in quest'Aula riprendere - viste tutte le proposte di legge che sono state depositate - l'argomento proprio perché va a favore di tutti i giovani volontari». L'ex Sottosegretario con delega al servizio civile, sen. Carlo Giovanardi (PdL), ha dichiarato invece di trovare «inaccettabile che questa straordinaria esperienza venga messa in discussione dagli opposti estremismi di chi lo vuole ridurre a semplice strumento di supplenza del welfare regionale e di chi lo vuole trasformare in campo di battaglia del controverso tema del riconoscimento della cittadinanza italiana agli extracomunitari». «Nel salutare con grande soddisfazione la decisione dellaCorte di Appello di Milano - ha aggiunto -, che ha sospeso l'assurdo ordine di bloccare le partenze di 18.000 giovani stracciando la legge in vigore e le sentenze della Corte Costituzionale che iscrivono il Servizio Civile Nazionale nell'ambito della difesa della Patria, sacro dovere del cittadino, invito tutti a spostare il dibattito sui tempi e sui modi attraverso i quali i giovani extracomunitari potranno acquisire la cittadinanza italiana, potendo a quel punto servire il loro nuovo paese non soltanto nel Servizio Civile ma anche nelle Forze Armate».

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APN e ASGI: in Consiglio dei Ministri apertura servizio civile agli stranieri

Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e Avvocati per Niente (APN), nel comunicato diffuso oggi dopo l'esito dell'udienza di appello che ha sbloccato gli avvii nel servizio civile, ricorda che «restano fermi gli effetti della sentenza per quanto riguarda l'illegittimità della esclusione degli stranieri dal servizio civile nei prossimi bandi e a tale sentenza la Presidenza del Consiglio dei Ministri si dovrà attenere». 

«Le associazioni ricorrenti - prosegue il comunicato - ribadiscono l'invito al Governo italiano affinché – prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia perciò introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio». ASGI e APN ringrano poi i giovani volontari per l'apprezzamento espresso alla loro azione e precisano che «i disagi e le ansie vissute in questi giorni dai volontari già selezionati ed in procinto di essere assunti in servizio non possono essere addebitate alle associazioni ricorrenti che avevano proposto la sospensiva del bando già al momento della presentazione del ricorso, in ottobre, quando le selezioni non erano ancora state effettuate, mentre nel corso del procedimento la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in qualità di parte convenuta, non ha mai fatto cenno allo stato di avanzamento delle procedure di selezione, confidando esclusivamente nel rigetto del ricorso». Leggi tutto il comunicato a questo link.

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Ripartono i progetti di servizio civile nazionale

Dalla Corte di appello del  Tribunale di Milano arriva la conferma dello sblocco degli avvii nel servizio civile nazionale. Avvocati per niente (APN) e Associazione studi giuridici sull'immigrazione (ASGI) come anticipato, hanno dato il loro assenso all'accordo con l'Ufficio nazionale del servizio civile che aveva presentato appello sulla sentenza. Come comunica lo stesso Unsc, riparte quindi l'iter degli avvii, seguendo gli scaglioni programmati.

«La sospensione degli effetti della sentenza - ci precisa l'avvocato Alberto Guariso di APN - riguarda solo gli effetti sul bando 2011, ma resta ferma la dichiarazione circa il carattere discriminatorio della esclusione degli stranieri e il conseguente obbligo del ministero di attenersi alla decisione del giudice nei bandi futuri fino alla decisione sull'appello». «Resta così fermo - conclude Guariso - l'invito al Governo e al Ministro Riccardi in particolare ad adeguarsi definitivamente alla ordinaza di primo grado, oppure a introdurre una modifica legislativa che rimuova ogni eventuale residuo dubbio sul diritto degli stranieri a partecipare al servizio civile». L'udienza di appello è fissata al prossimo novembre, anche se APN ha già dichiarato che ne chiederà la discussione prima del prossimo bando nazionale volontari.

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Cnesc: ancora a rischio presente e futuro del servizio civile

CnescLa Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), l'associazione che raggruppa alcuni dei maggiori Enti di Servizio Civile, interviene nel dibattito sulla sentenza di Milano e aupisca che «Governo, Regioni, ed Enti possano in questi primi mesi del 2012 lavorare per garantire un futuro certo per il servizio civile, per sostenere, così come dichiarano Rappresentati dei giovani in servizio civile, “la voglia di mettersi in gioco che spinge, ogni anno, migliaia di giovani a presentare domanda; l’opportunità di un momento di crescita personale anche e soprattutto come cittadini attivi per migliorare in ogni settore il nostro Paese».

Nel comunicato stampa diffuso oggi, la Cnesc ricorda come «i ripetuti tagli al finanziamento del servizio civile dal 2008 ad oggi hanno di fatto ridotto al lumicino la possibilità di continuare a far esistere questo prezioso istituto della Repubblica Italiana che contribuisce alla difesa della Patria ed alla promozione della pace». L'organizzazione degli enti di servizio civile chiede poi «che siano garantiti i diritti di tutti, dei giovani che hanno partecipato al bando e dei tanti giovani immigrati che come Syed vogliono crescere come cittadini. Ma per dare un futuro al servizio civile nazionale - prosegue il comunicato -, per evitare che questi siano gli ultimi giovani a cui la Repubblica Italiana dà la possibilità di fare l’esperienza del servizio civile occorre lavorare per garantire il rifinanziamento e la riforma del servizio civile».

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Salesiani: appello a Riccardi sul servizio civile

La Federazione SCS/CNOS - Salesiani per il Sociale ha scritto ieri una lettera aperta al ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, che ha anche la delega al servizio civile nazionale, in merito alla sentenza di Milano per chiedere una sua presa di posizione pubblica nonchè  la nomina del nuovo Capo dell'Unsc.

«Questa è solo l’ennesima difficoltà - scrive la Federazione SCS/CNOS - che si impone al Servizio Civile che tanto ha contribuito in questi anni a formare cittadini in grado di amare la loro comunità nazionale e di difenderla con uno spirito di servizio che mira a costruirla come comunità di persone nel concerto di un mondo sempre più ricco nell’accoglienza e nel rispetto delle differenze». «Ci sembra inoltre non più accettabile - prosegue il comunicato - anche il silenzio del Parlamento nei confronti della riforma del servizio civile, mentre ancora l’Ufficio Nazionale rimane senza un responsabile.  A quando il nuovo direttore dell’UNSC? Sappiamo che il governo ha gravi e urgenti responsabilità da affrontare, ma ci sembra poco seria nei confronti dei giovani questa latitanza di risposte. Già nei mesi precedenti abbiamo segnalato che una nazione che pensa al futuro deve dare risposte ai giovani, non limitarne le opportunità, per questo a fronte del taglio continuo di risorse e all’assenza di risposte rimaniamo molto delusi».  Infine l'appello al Ministro Riccardi: «Attendiamo con fiducia una Sua presa di posizione che aiuti a chiarire la situazione, convinti che la Sua esperienza saprà intervenire a difesa di questo così importante diritto dei giovani».  Leggi tutta la lettera qui in PDF.

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Si sbloccano oggi gli avvii nel servizio civile

Giovani_stranieriBuone notizie per i giovani selezionati del servizio civile in attesa di partire. Si svolgerà questa mattina, presso il Tribunale di Milano, l'udienza per discutere il contro-ricorso presentato dall'Ufficio nazionale del servizio civile contro la sentenza che apre questa esperienza anche ai giovani stranieri e che ha portato la scorsa settimana alla sospensione degli avvii dei nuovi volontari. E' ormai certo che le partenze dei giovani selezionati potranno riprendere, dato che le due associazioni che hanno patrocinato il primo ricorso, Avvocati per niente (APN) e Associazione Studi giuridici sull'immigrazione (ASGI), si sono dette già da ieri disponibili alla «sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso». 

Rimane ora da capire quando l'Unsc riprenderà l'iter di avvio dei nuovi volontari. Raffaele De Cicco, dirigente dell'Unsc, ha fatto ieri varie ipotesi. «In quella più ottimistica - dichiara De Cicco a Vita.it  -, il tutto si potrebbe risolvere in giornata. Oppure potrebbe saltare lo scaglione di febbraio ritardando le partenze di un mese. Nel caso peggiore, si potrebbe arrivare ad aprile. Ci stiamo attrezzando per tutte e tre le evenienze, ma ottimisticamente, per quanto riguarda i ritardi, si potrebbe trattare di circa una settimana». Altra questione non meno importante è che la sentenza rimane ancora efficace nell'esigere un'apertura ufficiale del servizio civile ai giovani stranieri, e su questo il Ministro Riccardi ancora non si è pronunciato, mentre una situazione simile si potrebbe ripresentare anche a Brescia, dove un analogo ricorso aspetta di essere giudicato. Ieri APN e ASGI hanno chiesto formalmente che «la Presidenza del Consiglio, non insista nella pretesa di modificare una decisione rispettosa dei principi fondamentali dell’ordinamento». Hanno richiesto anche che «la Presidenza rinunci all’appello per la parte relativa all’accertamento della discriminazione operata nei confronti dei giovani stranieri, consentendo così che la pronuncia giudiziale diventi definitiva così da poter aprire a partire dal bando 2012, anche agli stranieri la possibilità di partecipare a questa fondamentale esperienza di promozione della solidarietà e di coesione sociale». Infine le due Associazioni legali hanno chiesto a Riccardi che «il Governo – prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia perciò introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio civile».

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L'Unsc convinto di una ripresa a breve degli avvii del servizio civile

Dopo la comunicazione di oggi di Avvocati per niente e Associazione Studi giuridici sull'immigrazione che si sono dette disponibili alla «sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso», si sono aperti nuovi spiragli per la ripresa degli avvii dei volontari, anche se non si sa precisamente con quali tempi e mentre si aspetta sempre in merito il pronunciamento del Ministro Riccardi. Intanto con una nota sul sito, l'Ufficio nazionale del servizio civile si è rivolto oggi direttamente ai giovani selezionati per spiegare la situazione di questo blocco degli avvii.

«L'Ufficio ha il dovere di attendere l'esame della richiesta di sospensione, di cui ha chiesto la trattazione urgente - scrive il direttore vicario, Paolo Molinari -. Siamo certi che ciò avverrà il più rapidamente possibile. La pronuncia favorevole permetterebbe di riprendere gli avvii al servizio ed in tal caso stiamo già lavorando per accelerare al massimo le procedure. Desideriamo far appello a tutti voi volontari ad avere fiducia che quanto tempestivamente approntato dall'Unsc possa produrre l'accoglimento delle nostre richieste». «Sarà nostra cura - conclude la nota - tenervi costantemente informati, tramite il sito, dell'evolversi della vicenda e delle azioni da porre in essere per riprendere con maggiore vigore la strada interrotta». Leggi tutta la nota a questo link.

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ASGI e APN appoggiano lo sblocco degli avvii nel servizio civile

«Al fine di superare la situazione creatasi - scrivono oggi in un comunicato le Associazioni legali che hanno seguito il ricorso del giovane Syed Shahzad -, in maniera spontanea, abbiamo già preso contatto con l'Avvocatura dello Stato per concordare la presentazione già domani avanti la Corte d'Appello di Milano, ove è stato depositato il ricorso in appello dell’Amministrazione, per chiedere consensualmente la sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso, fermi restando gli effetti della stessa nella parte in cui accerta il carattere discriminatorio della esclusione degli stranieri.La piena collaborazione offerta dai ricorrenti consentirà così alla Corte di disporre la sospensione immediatamente con la conseguenza che i volontari prossimi alla partenza potranno prendere servizio nei tempi previsti». Le due associazioni avanzano anche varie proposte per risolvere tutta la questione, sulle quali rimangono «in attesa di una presa di posizione del Ministro competente». 

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Rappresentanti dei volontari: manteniamo vivo il servizio civile

Logo_RNVSC_120pxI quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile nazionale, Fania Alemanno, Edoardo Buonerba, Corrado Castobello e Silvia Conforti, con un comunicato [PDF] diffuso ieri hanno preso posizione sulla vicenda della sentenza di Milano e del blocco degli avvii dei nuovi volontari selezionati.

«La Rappresentanza dei volontari in servizio civile - esordiscono nel comunicato - manifesta la propria ammirazione per la battaglia, a riconoscimento dei propri diritti, intrapresa dal giovane pakistano Shahzad Sayed, battaglia alla quale sarà ben lieta di unirsi con tutti gli strumenti di cui dispone». Ma poi precisano: «Tutto questo non deve in alcun modo distruggere un’altra battaglia! Quella intrapresa da tutti i giovani volontari che ogni anno hanno svolto il loro servizio civile, quella battaglia che aveva un unico obiettivo: mantenere vivo e forte il senso vero del Servizio Civile: la difesa della Patria non armata e nonviolenta. Servizio, non volontariato, non lavoro». «E’ la voglia di mettersi in gioco - proseguono i 4 rappresentanti nazionali - che spinge, ogni anno, migliaia di giovani a presentare domanda; è l’opportunità di un momento di crescita personale anche e soprattutto come cittadini attivi per migliorare in ogni settore il nostro Paese. Difatti non vi sono solo progetti che mirano al disagio sociale, ma anche, e soprattutto, vi sono progetti che mirano a salvaguardare l’ambiente, il paesaggio, l’architettura, i sistemi di protezione civile, lo sviluppo e la promozione dello sport, ma anche di promozione e sensibilizzazione alle politiche giovanili». «Ai giovani cittadini stranieri - concludono - non è stata negata questa opportunità, se mai lo Stato Italiano gli nega di essere considerati appartenenti a questa comunità. Non è il riconoscimento ad essere parte di un piccolo sistema che cambierà la loro situazione. La battaglia vera deve essere di potersi riconosceredi fronte alla legge come veri e propri cittadini! E noi, in questo, siamo con loro». Leggi tutto il comunicato qui in PDF.

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L'Unsc auspica a breve la partenza dei volontari

Su Vita.it Paolo Molinari, direttore vicario dell'Unsc, si dichiara oggi «ottimista sul fatto che venga trovata una soluzione a breve, quantomeno per la questione del blocco degli invii. Sto parlando di 2-3 giorni, al massimo dieci - precisa -, quindi a ridosso della data dell'1 febbraio, quando sarebbero dovuti partire i prossimi volontari».

Molinari conferma anche di essere aggiornato sulle iniziative dei giovani aspiranti volontari, a partire dalla manifestazione annunciata per il 1° febbraio. «Sono al corrente di molte loro situazioni difficili, soprattutto di chi per fare il servizio civile ha rinunciato al posto di lavoro o ha chiesto l’aspettativa. All’Ufficio nazionale stanno arrivando decine di mail al giorno, c’è molta delusione, nel rispetto della sentenza e nella comprensione che il ricorso presentato dal ragazzo pachistano sia una cosa legittima. I giovani sono d’accordo con lui, però allo stato attuale, giustamente la loro priorità è partire. Chiediamo loro - conclude Molinari -, pur in questa difficile situazione, la pazienza che fa di loro dei buoni cittadini». Su questo tema intanto si sono espressi nei giorni scorsi con due riflessioni anche Ipsia-Acli e Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto. Pagano in particolare ha espresso «vivo apprezzamento nei confronti di ASGI, APN e del ricorrente che hanno ufficialmente ribadito la loro disponibilità ad un accordo tra le parti, convenendo in un’apertura definitiva del servizio civile agli stranieri a partire dal prossimo bando. L’auspicio, ora, è che tale accordo trovi immediato riscontro governativo, giuridico ed applicativo».

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Interrogazioni parlamentari su servizio civile, stranieri e blocco avvii

L'on. Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Partito Democratico, ha presentato ieri un'interrogazione parlamentare (5-05983) al Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, sulla vicenda della sentenza del Tribunale di Milano che apre il servizio civile agli stranieri dopo il ricorso del giovane Syed Shahzad, ma che sta anche bloccando gli avvii dei giovani selezionati.

«Si tratta di una prima azione, quella promossa dal giovane pakistano - scrive l'on. Turco -, che, alla luce della recente sentenza, si spera aprirà la strada a tante altre seconde generazioni». Anche per questo l'esponente democratica chiede di sapere da Riccardi «quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere affinché, per quanto di competenza, da una parte, sia rispettata la decisione del tribunale di Milano e anche gli stranieri legalmente soggiornati in Italia possano svolgere il servizio civili e, dall'altra, siano rispettate le partenze già previste per l'anno 2012». Un'analoga interrogazione è stata  annunciata dal presidente vicario dei deputati dell’Idv, on.  Fabio Evangelisti.  «Senza nulla togliere alla validità e alla correttezza del provvedimento - ha dichiarato l'on. Evangelisti -, visto che il requisito della cittadinanza italiana è indubbiamente discriminatorio, presenteremo un’interrogazione al ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi per sapere quali provvedimenti intende adottare per tutelare le speranze (e i piccoli rimborsi economici) dei  vincitori del bando del 2011 e per garantire lo svolgimento di un servizio essenziale per la società».

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Riccardi a lavoro per far ripartire il servizio civile

«Non ci sono i tempi per rifare subito il bando, stiamo però studiando tutte le soluzioni possibili per salvaguardare il principio della sentenza e dal'altra parte consentire ai vincitori del bando di partire». Lo ha confermato ieri a Radio Popolare Giovanni Grasso,  portavoce del Ministro Riccardi.

Grasso ha precisato come, di fronte alla sentenza di Milano, «l'Ufficio nazionale del servizio civile è stato obbligato in un certo senso a sospendere le partenze e a fare ricorso, non contro l'ammissione degli stranieri nel servizio civile, che è una cosa a cui il Ministro non è contrario in linea di principio, ma sulla parte che ci chiede di annullare il bando, proprio per consetire intanto ai giovani di partire». Nella trasmissione (dal 43'45"") era stata intervistata anche Giulia Angeletti, volontaria selezionata dalla Focsiv che sarebbe dovuta partire il prossimo 1 febbraio per Quito, in Ecuador. «Siamo solidali verso il ricorso, che però ha bloccato il servizio civile», ha subito specificato. «Abbiamo scritto a Riccardi per chiedere il ritiro del ricorso - ha proseguito -. Spero ancora di partire in febbraio, perchè noi abbiamo anche una vita, e 2-3 mesi di sospensione sono gravi per noi giovani perchè sono improduttivi. E' un danno davvero enorme». Ma da parte del Ministero si provano a rassicurare i volontari: «Abbiamo avuto oggi (ieri, ndr) una riunione di due ore dei nostri uffici giridici. Ci stiamo sopra, lo posso dire ai volontari - conclude Grasso -, per cercare qualunque tipo di soluzione legale per risolvere questa cosa e vedere di far partire i ragazzi». Che ci fosse ancora da aspettare lo si era capito anche dalla riunione che si è svolta ieri in mattinata tra il  Ministro Riccardi, la coordinatrice nazionale della commissione Politiche Sociali, Lorena Rambaudi, e  una delegazione degli assessori regionali con deleghe sociali. «Sul servizio civile e sul  blocco degli avvii dopo la recente sentenza del tribunale di Milano sul possesso della cittadinanza italiana quale requisito di selezione dei volontari, non sono però ancora trapelate le decisioni del Ministro che è al lavoro per risolvere la questione», ha dichiarato Rambaudi in un comunicato

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