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Servizio civile obbligatorio: sì, no, forse

«Non siamo contrati a priori a un servizio obbligatorio, vista soprattutto la difficile situazione attuale in cui versa il Servizio civile nazionale. Bisogna però discuterne la modalità», dichiara Primo Di Blasio, Presidente della Cnesc, a "Vita" che continua la sua campagna a favore di un servizio civile "universale". Qui disponibile in PDF tutto lo speciale pubblicato nel numero in edicola, con i contributi - tra gli altri - dell'ex Presidente del Consiglio, Romano Prodi, Andrea Olivero, presidente delle Acli e portavoce del Forum del Terzo settore, e Giuseppe Guerini, Presidente di Federsolidarietà.

febbraio 14, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Un mese di mobilitazione contro gli F35

No_F35E' partita lo scorso 7 febbraio un mese di mobilitazione per la Campagna "Taglia le ali alle armi", promossa da Sbilanciamoci!, Tavola della Pace e Rete Italiana per il Disarmo per chiedere al Governo di non procedere all'acquisto di 131 caccia bombardieri "Joint Strike Fighter F-35". Intanto proprio oggi si dovrebbero discutere alla Camera le mozioni degli onorevoli Di Stanislao (1-00781), Pezzotta, Sarubbi ed altri (1-00408) sulla "riduzione e razionalizzazione delle spese militari, con particolare riferimento al blocco del programma per la produzione e l’acquisto dei cacciabombardieri Joint Strike Fighter (JSF) F-35".

Le giornate di sostegno alla Campagna culmineranno nella data del 25 febbraio, scelta come giornata delle "100 piazze d'Italia contro i caccia F-35", durante la quale saranno consegnate al Governo le firme raccolte. «Il primo obiettivo di questa nuova mobilitazione – ricorda Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace - è spingere il Parlamento e ogni singolo parlamentare a discutere in modo aperto e trasparente sugli F-35. L'appello lanciato dalla Marcia Perugia-Assisi dello scorso 25 settembre non deve cadere nel vuoto. Il Parlamento - prosegue Lotti - deve impedire innanzitutto che si crei il fatto compiuto. L'Italia non può permettersi oggi di impegnare ulteriori 15 miliardi di euro, oltre ai quasi 3 già spesi, per l'acquisto e il mantenimento di questi bombardieri, senza che ci sia un chiaro e onesto dibattito pubblico sulle esigenze e le priorità a cui dobbiamo rispondere». L'invito che la campagna lancia a tutti i gruppi locali impegnati su questi temi è quindi quello di organizzare momenti di informazione e raccolta firme, cercando anche di coinvolgere gli Enti Locali nell'approvazione di una mozione di sostegno alla mobilitazione.

febbraio 14, 2012 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Crisi del servizio civile: l'AON chiede a Riccardi di intervenire

«Ministro Riccardi, se c’è, batta un colpo”». Si apre così il comunicato stampa diffuso oggi da Massimo Paolicelli, Presidente dell’Associazione Obiettori Nonviolenti, che si rivoge al Ministro alla Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, che ha la delega al servizio civile.

«Sono trascorsi due mesi – ricorda Paolicelli -, da quando il Ministro Andrea Riccardi ha assunto la delega del Servizio Civile Nazionale, ed ancora non abbiamo avuto il piacere di sentire la sua opinione su una materia così delicata. Due mesi in cui non è stato neanche nominato il nuovo direttore dell’Ufficio Nazionale del Servizio Civile». «Tutto questo mentre il Servizio civile vive una delle sue fasi storiche più difficili, infatti i continui tagli economici apportati al fondo, lo stanno portando ad una inesorabile morte. Ricordiamo che il servizio civile, secondo la Corte Costituzionale, concorre, come il servizio militare, alla Difesa della Patria, peccato che quest’anno al primo sono stati dati 68 milioni di euro, ed al secondo 23 miliardi di euro», precisa Paolicelli. «Il servizio civile - prosegue - è anche una splendida scuola di cittadinanza attiva, quindi investire nel servizio civile dei giovani equivale ad investire per il futuro e la crescita del Paese. Per questo occorre lavorare subito per reperire fondi aggiuntivi per quest’anno e per far approvare una riforma che dia stabilità economica e futuro al servizio civile. Per questo il silenzio del Ministro getta forti ombre sul reale interesse di questo Esecutivo per la materia. Speriamo – conclude Paolicelli - che questo silenzio s’interrompa presto, prima che sia troppo tardi». E sul suo blog su "Repubblica.it" anche Sergio Marelli, Segretario Generale FOCSIV, "bacchetta" il Ministro a proposito di una risposta ad una domanda posta da Fazio durante "Che tempo che fa" circa "l’opportunità che il Governo tolga il plafond all’istituto del 5xmille", su cui Riccardi "ha dichiarato che apprendeva in quel momento l’esistenza di questa norma". «Ha dell’incredibile - scrive Marelli - che il Ministro della cooperazione e dell’integrazione, tutt’ora presentato come il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, abbia fatto una simile dichiarazione. Non si sa se essere più indignati per l’ignoranza di chi proviene da una realtà che dal 5xmille trae vantaggio come moltissime realtà no profit, per l’incompetenza  in materia di terzo settore o per la disinvoltura con la quale, ancora una volta, un Ministro si sottrae ad assumere le responsabilità che gli competono».

febbraio 13, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Amesci: servizio civile obbligatorio non sia "punitivo"

Il servizio civile universale sia "un'opportunità" e "integrato con il percorso scolastico" e non un "affidamento ai servizi sociali", punitivo per i giovani. Lo chiede Enrico Maria  Borrelli, Presidente di Amesci, intervenendo nel dibattito sulla proposta di servizio civile obbligatorio lanciata da "Vita".

«Va evitato che un eventuale servizio civile obbligatorio sia vissuto come punitivo dai tanti giovani - dichiara Borrelli - che, seppur dotati della volontà di impegnarsi in esperienze di impegno, in maniera sempre maggiore, sono costretti a rincorrere esperienze formative in un mondo del lavoro sempre più fluido e privo di riferimenti certi. Insomma, va evitato il rischio che più che come un’opportunità, il tutto sia vissuto come una sorta di affidamento ai servizi sociali, come pena alternativa per un reato che i giovani non hanno commesso». «Può invece servire - conclude - a rafforzare nelle giovani generazioni il senso di appartenenza alla comunità civica e sociale nazionale un’esperienza inserita nella più ampia cornice dell’ultimo anno di scuola superiore, da realizzarsi di concerto con gli uffici scolastici regionali e che operi in sinergia con le comunità locali». 

febbraio 11, 2012 nella Esperienze, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile obbligatorio: ancora una proposta

La giornalista Barbara Palombelli, sul "il Foglio" di mercoledì scorso, chiede anche lei un servizio civile obbligatorio, in continuità con quanto proposto dall'economista Giacomo Vaciago e dall'appello di "Vita".

«Da tempo penso - scrive - all'obbligatorietà di un servizio civile per tutti, maschi e femmine, dai 18 ai 25». Palombelli precisa che durerebbe «sei mesi, in una regione diversa da quella di residenza, una paga minima sui 200 euro mensili». «I ragazzi - prosegue - potrebbero scegliere fra le ong e le associaizioni di volontariato più vicine ai loro interessi: dall'ecologia al Wwf, dalla cura degli anziani al restauro dei monumenti o delle biblioteche, fino alla protezione civile così bisognosa di braccia e di menti». «Un piccolo provvedimento, pochi soldi per finanziarlo, e cambierebbero le prossime generazioni. Ne sono sicura», conclude la giornalista. Leggi tutto l'articolo qui in PDF .

febbraio 10, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Nuova Guida all’informazione sociale

Logo_Redattore_Sociale_agendaL'agenzia giornalistica "Redattore Sociale" ha pubblicato la sua nuova “Guida all’informazione sociale”, che raccoglie i dati essenziali sui temi del welfare, del disagio sociale, dell’impegno nel volontariato e nel terzo settore. Tra le schede, in continuo aggiornamento e ricche di link, tabelle e grafici, quattro sono dedicate al servizio civile nazionale, ed in particolare alla descizione dei suoi dati, al ruolo degli enti e delle Regioni, e alle caratteristiche dei giovani volontari.

febbraio 10, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Servizio civile in cifre | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Vita propone un servizio civile "universale"

120210Vita_cover_sc_obbligatorioNel numero in edicola questa settimana (n. 6 del 10 febbraio 2012), il magazine "Vita" lancia il suo “Manifesto per un servizio civile universale” ed intervista, tra gli altri, l'ex Presidente della Comunità Europea e ex premier italiano, Romano Prodi, che dice: «Ai nostri ragazzi serve un servizio civile aperto a tutti, e se per farlo l’unica strada è renderlo obbligatorio, facciamolo». Di questo tema, ne aveva parlato a "Ballarò" su RaiTre martedì scorso anche Giacomo Vaciago, Economista dell'Università Cattolica di Milano, che a proposito dell'emergenza freddo ha ricordato (17'35"-19'00") come «abbiamo perso una grande occasione quando abbiamo abolito il servizio militare. Era dove i giovani maschi imparavano a funzionare in condizioni di eccezionalità». «Non sto proponendo il ritorno alle armi - precisa Vaciago -. Dovevamo fare una grande servizio civile, fare anche solo sei mesi nella vita. Come ci si muove in modo disciplinato in condizioni non normali, nessun italiano lo sa più». 

febbraio 9, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (6) | TrackBack

PD: "tornare a dare dignità al servizio civile"

Il Partito Democratico ritiene “fisiologico” un livello di circa 40mila volontari annui ammessi al servizio, cifra oramai ridotta fortemente dai tagli del Governo Berlusconi negli ultimi anni. «Ci rendiamo conto – ha spiegato ieri all'incontro con gli Enti Cecilia Carmassi, responsabile “Associazionismo e Terzo Settore” del PD – che non si può chiedere d’improvviso al Governo di riportare il Fondo a quota 40mila partenze, ma è possibile cominciare subito a invertire la tendenza e ragionare su come si può tornare a dare dignità e consistenza ad un sistema che altrimenti rischia di essere cancellato». Per questo il Partito democratico chiederà a breve un appuntamento al ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, che ha anche la delega sul servizio civile, per «ragionare con lui del rilancio del servizio civile in un’ottica di crescita complessiva del paese». 

Per quanto riguarda la riforma del servizio civile nazionale, il Partito Democratico lo pensa come "un’esperienza di difesa civile non armata, di dimensione nazionale ma con un ruolo delle regioni, rivolta anche agli stranieri residenti e con una partecipazione dei giovani con disabilità non solo come destinatari ma anche come protagonisti del servizio". L’idea è quella di mantenere il servizio civile come esperienza di carattere nazionale, legata alla sua natura di difesa civile non armata, e alla costruzione di un’idea di cittadinanza solidale che rafforzi la coesione sociale nel paese. In questa dinamica unitaria, c’è l’obiettivo di un maggiore coinvolgimento delle Regioni (e degli altri enti locali), che in molte realtà hanno già attuato bandi regionali di servizio civile (anche aperto agli stranieri) e che «chiedono a gran voce un ruolo che non le riduca a soggetto finale di valutazione». E’ poi necessario, secondo Carmassi, chiarire con i comuni, attraverso un ragionamento franco, che non si può «rischiare che il servizio civile diventi la stampella o il tappabuchi di un welfare comunale sempre più strangolato». Presente all'incontro, Licio Palazzini, Presidente nazionale di Arci Servizio Civile, ha ricordato come «Se non arrivano nuovi fondi, in primavera gli enti non saranno chiamati a presentare alcun progetto e nel 2013 di fatto non ci saranno giovani in servizio civile: un segnale inequivocabile di chiusura».

febbraio 3, 2012 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Lega Nord: "no agli stranieri nel servizio civile"

In un articolo su "la Padania" di ieri, l'on. leghista Erica Rivolta conferma la linea del suo partito in materia di servizio civile. «La Lega Nord - dichiara l'on. Rivolta - si batterà perchè vengano date nuove risorse al servizio civile a favore delle giovani e dei giovani che vogliono vivere questa importante esperienza formativa, ma con altrettanta forza si batterà perchè resti nel bando per l'accesso al servizio civile il requisito del possesso della cittadinanza italiana e non avvenga l'apertura a cittadini stranieri "regolarmente soggiornanti"». Posizione politica quest'ultima condivisa con il sen. Giovanardi (PdL), ex Sottosegretario di Stato con delega al servizio civile dell'ultimo Governo Berlusconi, che è criticato però dall'onorevole leghista per la sua visione "fortemente centralista" del servizio civile nazionale. Leggi tutto l'articolo qui in PDF.

febbraio 2, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile? "Aboliamolo"

Abolire il servizio civile. E' questa la proposta shock del giornalista Cesare Maffi su "Italia Oggi" di sabato scorso. Per Maffi il servizio civile «come sostitutivo del servizio armato non ha più né senso né funzione. Come autonomo istituto, appartiene ai tempi di vacche grasse che non si possono considerare attuali». Perciò a suo dire «chiudere il rubinetto - conclude - significherebbe eliminare uno dei troppi sprechi attuali». Leggi tutto l'articolo qui in PDF.

gennaio 30, 2012 nella Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

La situazione del servizio civile secondo gli enti

I volontari, gli ex volontari e i candidati ai nuovi progetti in servizio civile dell'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII" e il Consiglio Nazionale di Arci Servizio Civile (ASC), in due diversi documenti resi noti in questi giorni (leggi qui e qui in PDF), riflettono sulla situazione che sta vivendo il servizio civile nazionale.

«La sentenza di Milano - scrive in particolare ASC - può essere importante se stimola ad una revisione legislativa sul punto specifico dei requisiti di ammissione al ServizioCivile Nazionale includendovi anche i cittadini stranieri che hanno da tempo scelto la nostra società come luogo stabile di vita». «Ma il caso specifico di Syed Shahzad Tanwir che abita in Italia da 15 anni - prosegue - pone un altro tema che se affrontato non avrebbe neanche portato al ricorso. Perché un cittadino che vive da 15 anni nel nostro Paese è ancora straniero? Per questo ASC, che ha condiviso fin dall’inizio la campagna “L’Italia sono anche io”, decide di aderirvi direttamente e di rilanciare fra i giovani l’obiettivo di rivedere la legislazione in materia di ottenimento della cittadinanza».

gennaio 28, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Interrogazioni parlamentari su servizio civile, stranieri e blocco avvii

L'on. Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Partito Democratico, ha presentato ieri un'interrogazione parlamentare (5-05983) al Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, sulla vicenda della sentenza del Tribunale di Milano che apre il servizio civile agli stranieri dopo il ricorso del giovane Syed Shahzad, ma che sta anche bloccando gli avvii dei giovani selezionati.

«Si tratta di una prima azione, quella promossa dal giovane pakistano - scrive l'on. Turco -, che, alla luce della recente sentenza, si spera aprirà la strada a tante altre seconde generazioni». Anche per questo l'esponente democratica chiede di sapere da Riccardi «quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere affinché, per quanto di competenza, da una parte, sia rispettata la decisione del tribunale di Milano e anche gli stranieri legalmente soggiornati in Italia possano svolgere il servizio civili e, dall'altra, siano rispettate le partenze già previste per l'anno 2012». Un'analoga interrogazione è stata  annunciata dal presidente vicario dei deputati dell’Idv, on.  Fabio Evangelisti.  «Senza nulla togliere alla validità e alla correttezza del provvedimento - ha dichiarato l'on. Evangelisti -, visto che il requisito della cittadinanza italiana è indubbiamente discriminatorio, presenteremo un’interrogazione al ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi per sapere quali provvedimenti intende adottare per tutelare le speranze (e i piccoli rimborsi economici) dei  vincitori del bando del 2011 e per garantire lo svolgimento di un servizio essenziale per la società».

gennaio 24, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: luci ed ombre della sentenza

«Ho sempre sostenuto che anche gli stranieri residenti in Italia passono partecipare al servizio civile nazionale, benché la legge non lo preveda espressamente. Infatti, la difesa della Patria coinvolge tutti, e non solo i cittadini: perché difende un bene comune. Ma detto questo, sembra paradossale che un giudice amministrativo invece di sollevare la plausibile questione  di legittimità costituzionale, applichi la normativa antidiscriminatoria sparando all'impazzata su tutto il sistema del servizio civile». Così il prof. Pierluigi Consorti, associato di diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e già Presidente del Comitato per la Difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN), entra per Esseciblog nel merito della sentenza del Tribunale del lavoro di Milano che ha accolto il ricorso presentato da uno studente pakistano di 26 anni escluso dal Bando di servizio civile perchè straniero.

«Per evitare la discriminazione - prosegue Consorti - avrebbe potuto ordinare l'ammissione dello straniero che ha fatto ricorso alle selezione presso quello specifico progetto, rimuovendone così l'effetto discriminatorio che ha potuto verificare. Ma obbligare l'Ufficio a proporre un nuovo Bando ammettendo gli stranieri - peraltro, contro la disposizione di legge -  produrrebbe più gravi effetti discriminatori sulle persone che hanno già cominciato il servizio civile e, a causa dei tagli, stanno progressivamente entrando nel sistema». Ipotesi che purtroppo si è concretizzata proprio ieri, con l'Ufficio nazionale del servizio civile che ha sospeso con effetto immediato l'avvio per tutti i volontari selezionati nel Bando 2011. E sulla questione di un nuovo Bando, Consorti non crede in questa possibilità: «Non credo che un eventuale nuovo bando che ammetta gli stranieri passerebbe sotto silenzio, perché violerebbe palesemente la legge, che - fino a prova contraria - conta più della sentenza di un giudice amministrativo. Va poi considerato che bloccherebbero energie umane che sono già state avviate; tagliando le gomme ad una macchina appena partita - fra mille difficoltà - si lascerebbero senza sostegno migliaia di italiani e stranieri che si appoggiano alle energie profuse dai giovani del servizio civile». Rimane aperta la questione dell'apertura del servizio civile ai giovani stranieri. «E' apprezzabile la volontà di rimuovere una discriminazione - ci dice il Presidente del Comitato DCNAN -, ma non si può mettere in mano ad un giudice amministrativo il presente e il futuro del servizio civile nazionale. La legge va cambiata e  il servizio civile va salvato. Ma chinare il capo senza nulla opporre significa buttare via il bambino con l'acqua sporca.  Nessuno potrà giovarsi dell'assenza del servizio civile, nemmeno gli stranieri. Inoltre, secondo me, l'Ufficio deve tutelarsi. Con la decisione di fermare le macchine si possono vedere sommersi da centinaia di ricorsi da parte dei giovani avviati e degli enti interessati al funzionamento efficace del sistema. Costi che non graverebbero sul giudice lombardo - conclude Consorti -, ma su tutti noi».

gennaio 20, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Idee, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Emilia Romagna: appello per il servizio civile del Copresc di Modena

«Rinunciare all’acquisto di 131 cacciabombardieri per dare a 50mila giovani italiani, la fascia di popolazione più tartassata dalla crisi e dimenticata dai governi degli ultimi 20 anni, la possibilità di fare servizio civile impegnandosi per la comunità e contribuendo a costruire la pace anzichè armi da guerra». E' la richiesta al Governo di Fabio Poggi, Presidente del Copresc (Coordinamento degli enti di Servizio civile ) di Modena e assessore con delega al servizio civile del Comune di 
Modena.

Sul servizio civile in particolare Poggi si rivolge al Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, per ricordargli che «il prossimo anno solo 4mila ragazzi potranno svolgere il servizio a causa dei drastici tagli operati dal precedente Governo che mettono a rischi la sopravvivenza stessa dell’esperienza«. «Mentre apprendiamo in questi giorni che i 20 milioni stanziati per la mini-naja, le tre settimane di servizio militare volute dall’ex-ministro Ignazio La Russa, sarebbero già stati tutti spesi nel 2011. La qual cosa fa pensare che l’obiettivo di quell’azione fosse lontano dalla volontà di investire sui giovani, di cui invece ci sarebbe profondamente bisogno», conclude Poggi.

gennaio 20, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

ANCI: "si apre uno spiraglio per il servizio civile"

«Si apre uno spiraglio per il Servizio civile. Ci sembra un segnale positivo quello che arriva dal Tribunale del lavoro di Milano che ha accolto il ricorso presentato da uno studente pakistano di 26 anni escluso dal Bando di servizio civile perchè straniero». A dichiararlo in un comunicato diffuso venerdì scorso è Ilaria Bugetti, delegata ANCI al servizio civile.

Per Bugetti inoltre «si tratta di una sentenza importante su un tema, quello della partecipazione ai progetti di Servizio civile di ragazzi stranieri regolarmente soggiornanti sul nostro territorio, che l’ANCI ha già sollevato in passato. Il servizio civile è un’ esperienza di cittadinanza attiva per i nostri giovani e deve diventare uno strumento di partecipazione e integrazione per chi viene da più lontano». «La pronuncia del Tribunale di Milano – prosegue - evidenzia che la necessità di una riforma normativa del Servizio è quanto mai attuale e necessaria per evitare che ci sia uno scollamento tra il dettato normativo e la nostra società, che si è andata arricchendo e trasformando anche grazie alla presenza stabile ed integrata di cittadini stranieri che partecipano alla vita delle nostre comunità». Altro segnale positivo, secondo la rappresentante ANCI, arriva dal Ministro Riccardi, «che ha espresso preoccupazione e richiamato l’attenzione sulle sorti del Servizio civile, da troppo tempo dimenticato e abbandonato a se stesso». Commentando l’intervento del Ministro in audizione, sulle linee programmatiche del proprio dicastero presso la Commissione Affari Costituzionali della Camera lo scorso 11 gennaio, Bugetti conclude dicendosi «sicura che l’attenzione e la sensibilità dimostrata dal Ministro sia una buona premessa per avviare un percorso di confronto e collaborazione sul Servizio civile». [Fonte: ANCI]

gennaio 18, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Auser: al "capolinea" il servizio civile

«La sentenza del Tribunale di Milano che stabilisce che ilserviziocivile civile potrà essere svolto anche dai giovani stranieri che vivono in Italia, accogliendo il ricorso di un giovane immigrato, è certo una buona notizia, della quale essere soddisfatti. Purtroppo le belle notizie non viaggiano mai da sole, e dobbiamo fare i conti con una realtà ben diversa. La verità è che il servizio civile sta scomparendo, sta chiudendo, non ci sono i fondi, nessun giovane volontario al momento sta svolgendo il suo servizio  presso le associazioni». Così ha dichiarato ieri in un comunicato stampa Michele Mangano, Presidente Nazionale Auser, che poi ha proseguito: «L’esperienza sembra essere arrivata al capolinea con l’amara constatazione che – a parte delle tante parole che si sono sprecate per commentare la sentenza di Milano-  purtroppo non si vede una volontà politica vera di tenere in piedi il servizio civile con adeguati finanziamenti. Con il risultato che né i giovani  stranieri né gli  italiani, alla fine,  avranno più la possibilità di vivere un’esperienza straordinaria di formazione e di cittadinanza». 

gennaio 17, 2012 nella Idee, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Arci Servizio Civile "vede nero"

Logo_ASC_grigio«Per la prima volta dal 1981 nessun giovane sta svolgendo il servizio civile in una delle oltre mille organizzazioni che compongono la rete di ASC-Arci Servizio Civile», è la denuncia del suo presidente Licio Palazzini. «Siamo arrabbiati - si legge sul sito dell'assocociazione -, sospendiamo la speranza (il verde del logo) e passiamo alla denuncia (grigio/nero)».

«Questa la conseguenza dei tagli dell’ultima manovra del governo Berlusconi - prosegue poi Palazzini -, che riducendo a soli 68 milioni il fondo nazionale nel 2012 e a poco più di 70 per il 2013 e il 2014 ha di fatto affossato il Servizio Civile Nazionale». «Non era mai successo – prosegue il Presidente di ASC - nemmeno negli anni ’80 periodo di dure polemiche con il Ministero della Difesa, che nessun giovane del servizio civile vivesse presso le nostre organizzazioni questa opportunità formativa. Se il Ministro Riccardi vuole una conferma del suo allarme lanciato mercoledì scorso durante l’audizione alla Camera dei Deputati eccola». «Si è interrotta la funzione trentennale del servizio civile di ponte fra i giovani e la società, fra le generazioni, di educazione alla pace e all’impegno civico. L’Italia è un po’ meno difesa» conclude Palazzini.

gennaio 16, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: intervista a Syed Shahzad

Syed_shahzadSul sito di "Panorama" Andrea Monti ha intervistato Syed Shahzad, il giovane pachistano di 26 anni, che con il suo ricorso ha portato alla sentenza del Tribunale di Milano che, almeno per ora, apre il servizio civile nazionale anche agli stranieri. «L’articolo 3 della Costituzione - ricorda Shahzad - dice che siamo tutti uguali. Se studi giurisprudenza non puoi sentirti dire “tu no, sei straniero”. Se partiamo così a 26 anni, non so a 40 come mi sentirò, se mi diranno cose simili. Ho fatto la voce grossa perché in futuro i miei figli, o altre persone perfettamente integrate, non si trovino nella mia situazione».

gennaio 16, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (7) | TrackBack

Turco (PD): Riccardi cambi la legge sul servizio civile

«La sentenza del tribunale di Milano è un fatto importante che segna un passo avanti significativo a favore dell’integrazione degli immigrati». Così in una nota prende posizione l'on. Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Partito Democratico, dopo la notizia della sentenza del Tribunale di Milano che ammette i giovani stranieri al servizio civile nazionale.

«Permettere che i giovani stranieri - prosegue l'on. Turco -, che hanno compiuto 18 anni e sono in possesso di regolare permesso di soggiorno, partecipino attivamente alla vita sociale e possano servire la patria attraverso l’esperienza del servizio civile è un metodo molto efficace per facilitare la loro piena integrazione nel nostro paese. A Torino, dove da cinque anni è stata avviata l’esperienza del servizio civile anche per gli immigrati, si osservano già ottimi risultati al punto che tale esperienza potrebbe rappresentare un titolo in più per facilitare l’acquisizione della cittadinanza». «Mi auguro - conlude l'esponente democratica - che il ministro Riccardi voglia avviare rapidamente la discussione per modificare le attuali regole del servizio civile che escludono gli stranieri. Da parte nostra, il PD mette a disposizione un disegno di legge che ho presentato circa un anno fa assieme a molti altri parlamentari e che va proprio nella direzione di favorire un maggiore coinvolgimento e integrazione dei giovani immigrati». Un commento positivo alla notizia arriva anche da Arci Servizio Civile che scrive: «ecco un passo in avanti per l'apertura dell'accesso al SCN anche ai cittadini stranieri residenti, richiesta di ASC dal 2006, in disaccordo con il Governo Berlusconi, ma è anche l'ennesimo episodio di supplenza della magistratura ai ritardi delle istituzioni politiche».

gennaio 12, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Spese militari: verso un taglio degli F35?

No_F35Nel Governo Monti è in corso «una "riflessione" sulla possibilità di un ridimensionamento dell'investimento militare da 15 miliardi di euro per l'acquisto di 131 cacciabombardieri F-35 Joint Strike Fighter (PDF)». Lo ha dichiarato ieri alla Camera il Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, durante il question time, dove ha affermato anche come il programma «frutterà 10mila posti di lavoro», cifra però smentita dalle associazioni pacifiste e nonviolente [PDF], che richiedono lo smantellamento del progetto.

Tutto questo mentre l’Italia - ricorda un approfondimento della Campagna "Sbilanciamoci!" - anche quest’anno si conferma al decimo posto nel mondo per spese militari con 37 miliardi di dollari, un dato “stimato” dal SIPRI (Istituto Internazionale di Ricerche per la Pace di Stoccolma). Nello specifico il Bilancio del Ministero della Difesa è analizzato in questo paper [PDF] di Luigi Barbato per l'Archivio Disarmo.

gennaio 12, 2012 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Palazzini (ASC): "un F35 vale 25mila giovani in servizio civile"

Licio Palazzini, presidente nazionale di Arci Servizio Civile (ASC) e della Consulta nazionale del servizio civile, in un comunicato diffuso ieri e in un articolo sull'Unità di oggi [PDF] si collega al dibattito di questi giorni sui costi delle Forze armate e ricorda come «un solo F35 in meno significa almeno 25.000 giovani in servizio per un anno, tanto più adesso che dopo gli ultimi tagli del Governo Berlusconi è concreto che nel 2013 non ci saranno giovani in servizio civile».

Palazzini prosegue ponendo alcune questioni. «La prima - scrive - riguarda la costruzione della pace, che per la nostra Costituzione è l’obiettivo anche per l’impiego delle Forze Armate. Impiego, e gli stessi militari lo dicono da anni, in Afghanistan, in Libano come prima in Iraq o nel Kossovo che ha limiti intrinseci e fallisce se non combinato e integrato con la costruzione della società civile, dell’infrastruttura statuale, della rete economica. Tutte funzioni delle varie organizzazioni civili». «Quindi la richiesta - prosegue il Presidente di ASC - è che questo dibattito non sia solo riservato ai militari ma che si trovi la sede istituzionale dove il mondo della cooperazione internazionale, delle componenti civili delle amministrazioni statali si confrontino e diano risposte adeguate e integrate alle nuove caratteristiche della sicurezza». La seconda questione riguarda l’Europa. Dice Palazzini: «Proprio nei giorni in cui viviamo la crisi più profonda dell’Unione Europea e il Governo Monti opera per contribuire a superarla, è chiaro a tutti che più Europa significa anche una difesa europea. Questa dovrebbe essere l’altra visione di fondo su cui impostare il lavoro, certo di molti anni ma di decisioni da assumere ora, e cioè una Difesa Italiana articolata nella componente non armata e nonviolenta e in quella armata che si riforma per una Difesa Europea. Per questo, ritornando agli F35 se ci sono ragioni economiche per l’abbandono (non il congelamento) del programma, spinge nella stessa direzione una rinnovata spinta alla integrazione europea (in questo caso degli armamenti) invece che accodarsi all’industria statunitense». «Ma – conclude Palazzini - troppe volte nel passato agli annunci (che fra l’altro ancora non ci sono da parte della Difesa) non sono seguiti gli atti e quindi sarà importante seguire sia gli atti governativi che le iniziative parlamentari che gruppi e singoli parlamentari hanno preannunciato».

gennaio 10, 2012 nella Europa, Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Forum nazionale servizio civile: nel 2013 solo 4.000 volontari

Logo_Forum_serviziocivile«Nel 2013 resteranno fondi per non più di 4.000 volontari». E' l'allarme lanciato dal Forum Nazionale per il Servizio Civile, che raggruppa realtà come Amesci, Associazione obiettori  nonviolenti, Modavi ed altri, in una lettera al Ministro Riccardi, nella quale chiede anche un incontro di confronto sul futuro del servizio civile, messo a rischio dai tagli ai finanziamenti operati dal Governo Berlusconi.

«I tagli che sono stati effettuati al Fondo Nazionale per il Servizio Civile - scrive Enrico Maria Borrelli, Presidente del Forum -, hanno creato non poche difficoltà al sistema, costringendo l’Ufficio Nazionale a dilazionare l’avvio in servizio dei 20.000 giovani selezionati con il bando dello scorso settembre». Per il Forum questa «è una soluzione che risolve un problema creandone un altro: nel 2013 resteranno fondi per non più di 4.000 volontari. A causa di questa scelta è molto probabile un collasso del sistema. Gli enti avranno difficoltà ad investire le loro energie e le loro risorse, privi della certezza di investire nella direzione giusta». Infine l'appello al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, che ha anche la delega al servizio civile: «Senza un impegno del Governo e del Parlamento a rifinanziare il servizio civile - conclude Borrelli -, gli sforzi delle organizzazioni, parte sussidiaria di questo sistema, sono assolutamente vani. Come Forum Nazionale per il Servizio Civile vogliamo esprimerLe il nostro pieno sostegno e offrirLe la massima collaborazione chiedendoLe, da subito, l’opportunità di un confronto su questi temi».

gennaio 5, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (1) | TrackBack

Focsiv: meno F35 e più fondi al servizio civile

Con un comunicato, ripreso ieri da "Vita", la Focsiv ha chiesto di tagliare due dei circa 130 cacciabombardieri F35 previsti nel programma di spese militari e recuperare così 230milioni di euro (il costo unitario è di circa 115 milioni), da utilizzare per salvare il servizio civile nazionale e da investire nella Cooperazione internazionale.

«La riduzione della flotta di F35, prevista dagli accordi stipulati dai precedenti governi, di sole due unità garantirebbe la partenza di 20 mila giovani con il servizio civile nel 2012 e di altri 20 mila nel 2013, oltre all’avvio nel 2012 di nuovi interventi della cooperazione e delle Ong», ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente Focsiv, sottolineando anche la valenza formativa del servizio civile quale «palestra che educa i giovani alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione e alla fraternità facendo sperimentare loro, in prima persona, che la giustizia non è una semplice convenzione umana e la pace non è la semplice assenza di guerra, ma opera da costruire, come ricorda Papa Benedetto XVI nel suo messaggio per la Giornata mondiale della Pace 2012». Anche per la Rete Disarmo, che ha scritto al Ministro della Difesa, ammiraglio Di Paola, i caccia F35 sono «uno spreco da abolire», mentre ieri "il Sole 24 Ore" ha dedicato un articolo proprio alla ripresa delle vendite di questi aerei in Giappone [PDF].

dicembre 22, 2011 nella Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Caritas Italiana: valorizzare i giovani anche con il servizio civile

Avs_caritasLa Presidenza di Caritas Italiana, tornata a riunirsi dopo il Convegno nazionale di Fiuggi di novembre, ha preso in esame con preoccupazione gli effetti dell'attuale crisi e, a partire dalla sua riflessione, ha rilanciato alcune priorità, tra le quali quella dei giovani «da sostenere e accompagnare, ma anche risorse da valorizzare e orientare con percorsi formativi, di volontariato e di servizio civile».

Di questi temi ha parlato di recente anche il Presidente di Caritas Italiana, S.E. mons. Giuseppe Merisi, in una intervista  a "Vita" [PDF] dello scorso 16 dicembre. Sempre "Vita", nel numero di inizio dicembre, ospita un editorale di Diego Cipriani, già Direttore dell'Unsc, che si rivolge direttamente al premier Monti. «Durante la fase delle consultazioni - scrive Cipriani - lei ha detto che "quasi sempre quel che giova ai giovani giova al Paese". È proprio il caso del servizio civile, che in questi anni ha dimostrato di essere una straordinaria palestra per i giovani che vogliono dare un contributo alla costruzione della res publica». «E di questo impegno diffuso - ricorda ancora - ne hanno guadagnato sia i volontari del servizio civile (che sono donne nel 70% dei casi), ma sopratutto le comunità nelle quali hanno operato. Per avere conferma basta chiedere agli amministratori dei nostri 8mila Comuni».«Signor presidente - conclude -, nessuno si nasconde le difficoltà che il nostro Paese sta vivendo e dovrà vivere ancora nei prossimi mesi, ma mortificare il servizio civile sarebbe un errore che i nostri giovani non meritano». Leggi tutto l'editoriale qui in PDF.

dicembre 21, 2011 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Di Blasio (Cnesc): il fine del servizio civile siano sempre i giovani

Primo Di Blasio, Presidente della Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), torna a chiarire il suo pensiero sulla natura del servizio civile nazionale, dopo le sue dichiarazioni di giovedì scorso e la pronta replica di Claudio Di Blasi, Presidente dell'associazione lombarda "Mosaico".

Il Presidente Cnesc, durante la presentazione del XIII Rapporto annuale, aveva parlato di "una corrente di pensiero in Lombardia" che «vista la crisi, propone di affidare totalmente agli enti locali la gestione del servizio civile perché venga utilizzato per i problemi del welfare». E proprio dalla Lombardia Di Blasi poneva questa domanda retorica: «se difendere la Patria vuol dire rispondere a minacce e rischi, e se la crisi del welfare è una minaccia o un rischio, perché mai i volontari in servizio civile non dovrebbero concorrere a "stampellare" questi servizi?». «Come CNESC - ci precisa allora Di Blasio - abbiamo sempre cercato di entrare nel merito delle proposte, nel confrontarci anche con chi ha idee diverse dalla nostra di riforma del servizio civile nazionale e, continueremo con questo stile. La grande distanza con Claudio Di Blasi è proprio la nostra assoluta contrarietà rispetto all'utilizzo del servizio civile come "stampella" del welfare, o "stampella" di tanti altri problemi presenti all'interno del nostro paese, delle nostre comunità, dei nostri territori». «Lo abbiamo già detto tante altre volte - continua il Presidente della Cnesc -: il servizio civile, si gioca sui problemi concreti, ma l'elemento caratterizzante questa esperienza è il giovane, la sua possibilità di vivere una esperienza, che attraverso "l'imparare facendo" gli permetta di crescere come cittadino in termini di impegno civile, di cittadinanza, di partecipazione alla vita sociale e politica del nostro Paese; di acquisire abilità e competenze e  di contribuire alla difesa della Patria con mezzi e strumenti non armati e nonviolenti, o se preferiamo utilizzare un altro linguaggio, contribuire a scrivere storie di pace, di riconciliazione, di solidarietà, di difesa dei diritti». Poi Di Blasio, che si dice sempre disponibile al confronto, sottolinea la sua preoccupazione per «questa confusione sulle finalità del servizio civile, che di volta in volta porta alcuni soggetti a mettere le mani sul servizio civile stesso per "utilizzarlo" per altri obiettivi». «Noi continuiamo a credere - conclude il portavoce degli enti nazionali di servizio civile - che se vogliamo investire sul futuro del nostro paese, non dobbiamo "utilizzare" i giovani ma offrire la possibilità di fare esperienze, far spuntare germogli, che domani potranno essere la struttura portante del nostro paese. Proprio nei momenti di crisi, occorre fare scelte, non per "tappare" buchi, per rilanciare il futuro stesso del nostro paese; rilanciare il servizio civile nazionale è un investimento serio sul capitale umano e sociale del domani».

dicembre 19, 2011 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Anci: "Bene le parole di Riccardi sul servizio civile"

«Le parole del Ministro Riccardi ci fanno ben sperare per la ripresa di un percorso che veda i Comuni operare a parità di condizione con gli Enti privati che operano nel terzo settore». Così Ilaria Bugetti, Sindaco di Cantagallo e Delegata ANCI al servizio civile commenta le parole del Ministro della Cooperazione Andrea Riccardi che, in occasione della presentazione del Rapporto annuale del CNESC, ha definito il servizio civile "un’occasione di crescita per i nostri ragazzi e complessivamente per l’intera nazione". 

Dopo aver rivolto al neo Ministro Riccardi gli auguri di buon lavoro il Sindaco Bugetti afferma che «dopo la positiva apertura dimostrata dalle parole che il Ministro ha speso per il servizio civile, il miglior modo per dimostrare in concreto la sua attenzione sarebbe quello dell’investire le necessarie risorse». «Si tratta – spiega – di risorse che non sono enormi, quindi se già desse un segnale in questo senso, per noi sarebbe molto importante».«Come ANCI e come Comuni – conclude la delegata ANCI – ci attiveremo quanto prima per chiedere un incontro per verificare i possibili margini di collaborazione e di condivisione delle scelte».

dicembre 16, 2011 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Bastano 50milioni per salvare il servizio civile

Redattore Sociale in occasione della presentazione del XIII Rapporto Cnesc, intervista Diego Cipriani, già direttore generale dell'Ufficio nazionale. «Bene la delega a Riccardi, ministro proveniente dall'associazionismo - commenta -. In quattro anni le risorse sono diminuite del 400%: nonostante la crisi si debbono trovare nuove risorse».

Come giudica l’assegnazione della delega sul servizio civile al ministro Riccardi?
«È un fatto molto positivo. Credo che un ministro proveniente dal mondo dell’associazionismo e dalla società civile non può che essere meglio disposto nei confronti di un sistema, quello del servizio civile, che nel nostro Paese si regge da quasi quarant’anni praticamente sugli enti del terzo settore. Inoltre, la sua personale esperienza sui temi della pace e della riconciliazione potrebbe giocare un ruolo determinante nel sottolineare la prima e vera vocazione del servizio civile, come servizio di pace, una dimensione che mi pare un po’ appannata negli ultimi tempi. Mi piace ricordare che in Albania in questo momento ci sono sei “caschi bianchi” impegnati in un progetto di servizio civile, realizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, dalla Focsiv e dalla Caritas Italiana, che vuole proprio sperimentare forme di risoluzione nonviolenta dei conflitti sociali e di riconciliazione. Un campo sul quale occorre continuare ad investire».

L’altro elemento legato all’attualità è certamente quello della riduzione dei fondi.
«Le cifre non possono essere smentite: in quattro anni le risorse destinate al servizio civile sono diminuite del 400%, passando dai 300 milioni di euro del 2008 ai 68 milioni dell’anno prossimo. Questo significa che i fondi dell’anno prossimo non riusciranno a coprire tutte le spese dei 20 mila volontari del bando indetto lo scorso settembre ed è per questo che l’Ufficio nazionale è stato costretto a diluire tra gennaio e ottobre 2012 le partenze dei progetti».

Con quali conseguenze?
«Che progetti pronti per essere avviati a gennaio inizieranno invece a ottobre e con migliaia di volontari che hanno superato le selezioni a novembre 2011 e che magari inizieranno il servizio dopo un anno. Una situazione del genere non si vedeva dai tempi del ministero della difesa, che lasciava passare più di un anno dal momento in cui un obiettore faceva domanda a quando poteva iniziare il suo servizio civile. L’apice poi lo si raggiunse nell’estate del 1999 quando il ministero comunicò di aver esaurito i fondi per pagare gli obiettori e bloccò le nuove partenze. Se la situazione non cambia, c’è il rischio che i ragazzi si disaffezionino sempre più al servizio civile e che lo considerino un’ulteriore inutile “area di parcheggio”. Eppure nell’immediato basterebbero 50 milioni di euro per riportare in equilibrio la situazione. Credo che, nonostante la crisi, si debbano trovare nuove risorse».

Nel frattempo?
«Si potrebbe mettere mano alla riforma della legislazione. È unanimemente riconosciuta la necessità di modificare la legge del 2001. Nei due rami del Parlamento giacciono proposte di modifica: credo che ci sia il tempo sufficiente per fare una nuova legge, alla luce dell’esperienza di questi anni che ha costituito anche per gli altri paesi europei un punto di riferimento. Non necessariamente si dovrà partire dal testo presentato dal precedente governo: l’importante è cominciare la discussione, prima che il servizio civile muoia, e non credo di esagerare».

Oggi la Cnesc presenta il suo annuale Rapporto sul servizio civile, e lo fa alla fine dell’anno in cui l’Italia ha celebrato i 150 anni dell’Unità. Che significato ha parlare di servizio civile in questo contesto?
«Certamente il servizio civile, prima degli obiettori di coscienza, oggi invece volontario, è un’esperienza abbastanza giovane: l’anno prossimo saranno 40 anni che esiste in Italia. E tuttavia mi pare di affermare che è diventato un comportamento “normale” tra i giovani del nostro Paese che hanno mostrato di gradirlo e volerlo sperimentare. Basti pensare non solo ai quasi 300 mila giovani che lo hanno svolto in questi dieci anni, ma anche ai tantissimi che, pur avendo chiesto di svolgerlo, non hanno potuto accedervi: oggi, per ciascun posto messo a bando, ci sono almeno 3 o 4 aspiranti. Parafrasando una frase non mia, se il servizio civile non ha fatto l’Italia, ha sicuramente fatto gli italiani. Perché ha dato a migliaia di giovani l’occasione di rendersi utili alle nostre comunità, di frequentare una vera scuola di cittadinanza e di esercitare quel dovere di solidarietà che la Costituzione prevede. Per questo il servizio civile non può morire». [Fonte: Redattore Sociale]

dicembre 16, 2011 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Tagliate la mini-naja, non il servizio civile

Tagliare la mini-naja ed investire nel terzo settore e nel servizio civile. Lo chiedono con una interrogazione parlamentare (4-06216) presentata lo scorso 11 novembre, i senatori del PD Francesco Ferrante e Roberto Della Seta.

I due senatori democratici contestano al Ministro della Difesa il mancato annullamento del progetto della mini-naja, costato 20 milioni e ritenuto inutile sia dal mondo nonviolento che da quello militare, mentre si sono tagliati, al contempo, «drasticamente gli stanziamenti per il fondo nazionale per il servizio civile, e, solo a titolo di esempio, quelli per il fondo per l'aiuto pubblico a favore dei Paesi in via di sviluppo e per il fondo per la non autosufficienza. Per i quali rispettivamente, nel 2012, ci saranno solo 68.812 milioni di euro, 85.515.000 milioni di euro e zero euro». Per questo Ferrante e Della Seta chiedono al Ministro della Difesa e a quello delle Finanze se «intendano urgentemente intervenire, per quanto di competenza, al fine di stornare una parte dei fondi destinati alla mini-naja al terzo settore e al non profit in modo da non pregiudicare, con delle scelte politiche errate, l'impegno di migliaia di realtà della società civile organizzata, assicurando gli stessi diritti a chi svolge forme di difesa della patria diverse da quelle previste per le Forze armate, come ad esempio i ragazzi che svolgono il servizio civile, in modo da evitare di dare l'impressione di avere due pesi e due misure». Inoltre chiedono di «riferire su quali degli obiettivi citati dalla disposizione legislativa istitutiva della "mini-naja" siano stati raggiunti nell'edizione 2010 e 2011».

dicembre 12, 2011 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La Campagna sbilanciamoci!, la manovra e il servizio civile

La campagna Sbilanciamoci! dà un giudizio negativo sulla manovra presentata dal Governo Monti. «Ci sono alcuni provvedimenti in parte condivisibili (dalla reintroduzione dell’ICI alla tassazione delle autovetture di lusso, dal parziale abbassamento della soglia dell’uso del contante per i pagamenti all’aumento dell’imposta di bollo sulle ricchezze mobiliare detenute nelle banche, dalla creazione di un fondo per l’occupazione giovanile alla riduzione dei costi della politica), ma l’insieme della manovra non è equa, colpisce i lavoratori, i pensionati, i cittadini, salva i grandi patrimoni e non contiene adeguate misure per la crescita e lo sviluppo», si dichiara nel comunicato stampa della Campagna. Inoltre nella manovra non c’è rigore verso i costi militari: «nessun taglio alle spese militari (che ammontano ad oltre 21 miliardi di euro) e ai 15 miliardi che si intende spendere per 131 cacciabombardieri F35».  Sul fronte della crescita infine «mancano – denuncia Sbilanciamoci! – investimenti nel welfare e nella coesione sociale, nel servizio civile, nella università e nella scuola: nessun investimento e nessun stanziamento a colmare la situazione drammatica delle politiche sociali e dell’istruzione e la formazione».

dicembre 7, 2011 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Forum Giovani e Regioni denunciano i tagli al servizio civile

Nell'incontro avuto ieri con il Presidente del Consiglio, Mario Monti, il Forum nazionale dei giovani è tornato a chiedere un sostegno al servizio civile nazionale. «Abbiamo apprezzato l'invito ricevuto dal Presidente Monti - dichiarano in un comunicato i rappresentanti del Forum -, con il quale ha nuovamente dimostrato un'importante attenzione alla nostra generazione. Come in occasione delle consultazioni per la formazione del Governo, abbiamo rappresentato al Presidente alcune delle preoccupazioni che assillano i giovani nel nostro Paese: la precarietà e l'incertezza previdenziale, l'aumento della disoccupazione giovanile, l'accesso al credito, la mancanza di un sostegno al reddito, i continui tagli al fondo per il servizio civile». Intanto anche dalle Regioni arriva il grido dall'allarme per la situazione dei servizi sociali, minacciati dai nuovi tagli.«I tagli disastrosi che ci sono stati nel sociale - ha dichiarato l'Assessore regionale alle politiche sociali della Regione Liguria, Lorena Rambaudi - iniziano a produrre conseguenze reali. Lo Stato ha progressivamente definanziato i fondi, passati da 34,6 milioni nel 2009 a zero. Non ci sono più infatti 15,6 milioni del fondo nazionale per le politiche sociali, 14 milioni per il fondo non autosufficienza, 2,9 milioni per il servizio per la famiglia, 1,7 milioni dei servizi socio-educativi e 400mila euro del servizio civile».

dicembre 5, 2011 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Normativa e progetti, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La Campagna sbilanciamoci! per il servizio civile

E' stata presentato lo scorso 24 novembre a Roma l’annuale Rapporto della Campagna "Sbilanciamoci!", che continete proposte, analisi, soluzioni e idee concrete per uscire dalla crisi. Con questo 13° Rapporto, la Campagna "Sbilanciamoci!", che ha aderito di recente all'appello per il servizio civile,  non si è soffermata solamente sull’analisi critica dei contenuti della Legge di Stabilità e sul Bilancio dello Stato, ma su tutti i provvedimenti di correzione dei conti pubblici approvati nel corso del 2011 e che hanno effetti per quest’anno, ma anche per il 2012 e per il 2013. Tra le proposte, un paragrafo è dedicato proprio al servizio civile nazionale, per il quale si chiede che la progettazione sia collegata «alle finalità di promozione della pace», che si superi la logica degli albi nazionali e regionali, che duplicano le spese, e che sia garantito «un numro di avvii di circa 40.000 con una dotazione annua di 200milioni di euro». Scarica il Rapporto in PDF dal sito di "Sbilanciamoci!".

novembre 29, 2011 nella Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

50 anni di Movimento Nonviolento

Bandiera_nonviolenzaIl Movimento Nonviolento, fondato da Aldo Capitini, compie 50 anni e festeggerà questo compleanno dal 20 al 22 gennaio 2012 a Verona, con il Convegno "Cinquant'anni di nonviolenza in Italia" e ospiti, iniziative, mostre, cibo, musica, letture, film, riflessioni e proposte per i prossimi anni di nonviolenza.

novembre 24, 2011 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile al collasso. Appello di giovani ed enti

Banner_news_tagli_scn2012Con un comunicato stampa diffuso oggi [PDF], Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), Forum nazionale del servizio civile, Rappresentanza nazionale dei giovani e Sbilanciamoci!, lanciano un appello al Governo Monti per dare un futuro al servizio civile nazionale. Intanto continua la petizione on-line, che ha superato ad oggi le 2.400 adesioni.

«La legge di Stabilità 2012, recentemente approvata, ha inflitto un colpo mortale al futuro delle nuove generazioni, al futuro di questo Paese» afferma Primo Di Blasio, presidente della CNESC, per il quale «il sistema Servizio Civile Nazionale è al collasso». «Allo stato attuale nel 2012 - ricordano associazioni e giovani volontari - non è possibile ipotizzare nessun nuovo bando progetti perché, di fatto, non ci sono fondi disponibili e le misure prese per l’avvio dei nuovi volontari, se salvano le compatibilità di cassa, scaricano sui giovani tempi abnormi di attesa e sulle organizzazioni ristrutturazioni di attività già programmate». «Abbiamo chiesto per questo più volte al precedente Governo di “Non tagliare il futuro dell’Italia”, ma il nostro appello è rimasto sempre inascoltato», ricorda ancora Di Blasio. Enti e giovani volontari sanno «che non sarà semplice trovare risorse per ridare concretezza a questo istituto della Repubblica, particolarmente apprezzato dal Presidente Giorgio Napolitano, ma non possiamo non domandare al nuovo Governo di fare tutti gli sforzi possibili per garantirne la sostenibilità». «Lo chiediamo anche perché oltre 250mila giovani e migliaia di organizzazioni, pubbliche e del privato sociale, possono testimoniare tutte le ricadute positive che questa esperienza ha, sia in termini di crescita educativa e di capitale sociale delle nuove generazioni, sia in termini di efficienza economica pubblica, considerato che per ogni euro investito dallo Stato, il Servizio Civile ne genera oltre 3 in termini di puro risparmio economico per la spesa pubblica ed in benefici, servizi e ricchezza per la collettività», sostiene Fania Alemanno, Rappresentate nazionale dei giovani in servizio civile. Infine le realtaà promotrici avanzano le loro proposte.«Per garantire l’esistenza e la trasversalità di questo Istituto - ricordano -, concordiamo con chi ha già richiesto che la responsabilità politica sul servizio civile e la collocazione funzionale dell’Ufficio nazionale del Servizio Civile (UNSC) resti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri». «Nello stesso tempo, per dare un segnale concreto di riduzione dei costi della politica e per garantire la sostenibilità dell’Istituto, riteniamo possibile ottimizzare le risorse e fare delle economie sull’organizzazione e gestione dell’UNSC, a partire dalla suo organigramma. In particolar modo, crediamo si possa intervenire sull’attuale assetto dell’Ufficio, ridefinendo l’utilità e le funzioni del livello dirigenziale facendo ricorso a risorse interne alla Pubblica amministrazione» dichiara Enrico Maria Borrelli, Presidente del Forum Nazionale per il Servizio Civile.

novembre 23, 2011 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Idee, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Quo vadis Servizio civile?

Small_screenshot_sito_servizio_civile_nazionale«La domanda è chiara, urgente e attuale - si chiede Gianfranco Mingione, giornalista e comunicatore esperto di servizio civile nell'articolo che pubblichiamo di seguito -: dove sta andando il nostro Servizio civile? Cosa sta accadendo ad una delle esperienze più nobili ed importanti di difesa della patria, rinomata, apprezzata e studiata anche a livello internazionale? Tutta colpa della crisi globale? Intanto i giovani non ci stanno e lanciano sul web la loro ennesima protesta - petizione contro quella che si prospetta come la fine annunciata del servizio civile».

«Tutta colpa della crisi economica globale?
Si è detto che il momento non è facile. Si è detto e ridetto che la crisi economica sia la causa di tutti i mali del nostro e di altri Paesi. Si è detto anche che la crisi economica, perlomeno secondo teorie e prassi attuate dell’ex Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, sia madre degli operosi tagli al Servizio civile operati dal suo Ministero e dal Governo. Insomma se il numero dei volontari è drasticamente sceso negli ultimi 3 anni, toccando oggi quota 17.953, la causa è solo della grave crisi economica che attanaglia il mondo. Ma siamo proprio sicuri che sia così? In proposito ricordo solo a titolo esemplificativo il giudizio espresso dal Direttore Borea - attuale Capo dell’UNSC - proprio sull’operato di Tremonti nei riguardi del servizio civile lo scorso giugno: “Tremonti dovrebbe avere maggiore attenzione alle politiche della famiglia, del lavoro e anche al nostro settore che è un’esperienza di crescita e di formazione dei giovani, nostre leve del futuro” (intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica). Ripeto la domanda: siamo certi che sia tutta colpa della crisi economica globale?  Altra iniziativa interessante, che dimostra la validità di tale domanda e dei dubbi che essa solleva, riguarda l’istituzione della mini naja da parte dell’ex Ministro della Difesa La Russa. Se sul versante del servizio civile si chiude il rubinetto dei fondi, sul versante delle iniziative volte a replicare esperienze già esistenti, si spendono fior di quattrini: La Russa ancora non ci ha spiegato perché si sono utilizzate ulteriori risorse per istituire un periodo di stage formativo presso le caserme, dal costo di circa 20 milioni di euro in 3 anni, quando già i giovani hanno la possibilità di arruolarsi in ferma breve e sperimentare cosa significhi servire la Patria da militari, per un periodo pari a quello del servizio civile (i giovani dai 18 ai 25 anni, possono compiere un periodo da Volontari in Ferma Prefissata ad un anno). Non si vuole creare uno scontro tra diversi modi di difesa della patria, entrambi legittimi e utili al Paese, ma non si comprende il nesso logico di quanto voluto dall’ex titolare della Difesa, anche in virtù dei tagli denunciati dai sindacati degli agenti di polizia (leggi l’ultimo appello del SAP al Presidente Napolitano) e dal parere negativo espresso su tale iniziativa dai più alti vertici militari (leggi un’approfondimento sulla mini naja).

Servizio civile in caduta libera: i numeri del declino.
Il servizio civile, sempre secondo questa politica economica, sta velocemente morendo. A confermarci tale stato di salute sono i dati forniti dall’Ufficio Nazionale: nel 2012 sono rimasti al fondo del servizio civile 68milioni di euro a fronte di un’iniziale investimento che prevedeva 113 milioni di euro. Prevedeva, ora non più. Salta alla mente il paragone in cifre con gli anni d’oro del Servizio civile, quando la performance in termini di partecipazione passo dai primi 181 volontari del 2001, ai 57.119 del 2006. Numeri che iniziarono a scendere già sul finire del Governo Prodi (2006-2008) e che oggi sembrano appartenere ad un lontano passato.

“Non tagliate il futuro dell’Italia!”.
Anni bui questi ultimi, anni di numeri che scendono sotto i 20 mila posti messi a bando, anni che non passano sotto il silenzio dei giovani volontari, dei rappresentanti di Enti e Associazioni di Servizio civile. Proprio in questi ultimi giorni è partito l’appello e la raccolta firme “Non tagliate il futuro dell’Italia!” realizzato della Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), dal Forum nazionale del servizio civile e dalla Rappresentanza nazionale dei giovani in servizio civile. Una raccolta firme che va ad aggiungersi alla campagna lanciata lo scorso anno dalla Cnesc “Basta Schiaffi ai giovani, diamo un futuro al servizio civile nazionale” (oltre 22mila firme raccolte -  leggi l'articolo ). L’appello e raccolta firme, che nel frattempo ha visto l’adesione di altri soggetti di rappresentanza giovanile come il Forum Nazionale Giovani e la componente giovanile della Giovane Italia, è una estrenua difesa del servizio civile “contro tagli indiscriminati” e “affinché l’Italia riprenda a crescere investendo sui giovani”. Destinatari dell’appello i parlamentari, ai quali si chiedeva di opporsi “ai tagli al Servizio Civile Nazionale previsti nella Legge di Stabilità 2012”. Purtroppo le cose sono andate diversamente, il quadro politico è cambiato nel giro di pochi giorni e si è arrivati, con il IV Governo Berlusconi dimissionario, all’approvazione della vecchia finanziaria senza gli emendamenti presentati dall’opposizione che avrebbero dovuto risollevare il quadro finanziario del servizio civile.

Quanti compleanni restano da festeggiare?
Qualche mese fa, in occasione del decennale di questo importante Istituto repubblicano, scrissi a conclusione di un articolo che ne ricordava l’importanza e i risultati raggiunti, queste parole: “Come caporedattore volontario della sezione servizio civile (...) Credo che fra 10 anni saremo ancora qui e che il servizio civile continuerà ad emozionare tantissimi giovani italiani, li aiuterà a comprendere e ad avvicinarsi a quel concetto fondamentale del vivere comune nel rispetto e nella comprensione dell’altro e della propria comunità che si riassume nel percorso della cittadinanza attiva. Il servizio civile fa parte del patrimonio civile italiano, è un bene, una ricchezza da tutelare e preservare nell’oggi e nel domani. Buon compleanno servizio civile, 100 di questi anni!”. Oggi, pur condividendo ancora tale augurio, non sono poi così tanto certo che fra 10 anni avremo la certezza di festeggiare il ventennale di questo fondamentale servizio giovanile di difesa della Patria. A meno che, il prossimo Governo italiano, non decida d’invertire la rotta e d’imprimere una svolta alla parabola negativa di questa bellissima esperienza. Che ne dice professore Monti?».

Per leggere e firmare la petizione: http://www.petizionionline.it/petizione/non-tagliate-il-futuro-dellitalia/5487

novembre 21, 2011 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (4) | TrackBack

Legambiente: un servizio civile per il territorio e l'acqua

«Una mobilitazione straordinaria di 10mila giovani in una sorta di "servizio civile" per la cura e la manutenzione del territorio che si concentri sui corsi d'acqua, e la promozione di una grande campagna di  alfabetizzazione della popolazione sul rischio idrogeologico, organizzando concrete esercitazioni con la popolazione». E' il progetto proposto nei giorni scorsi da Legambiente, attraverso il suo presidente Vittorio Cogliati Dezza.

I giovani di età compresa fra i 18 e i 28 anni, che prestino servizio retribuito come avviene per il servizio civile, per circa tre mesi, si dedicheranno «alla cura dei corsi d'acqua, del monitoraggio e segnalazione di eventuali criticità ed elementi di rischio; ad attività di informazione e sensibilizzazione sul rischio idrogeologico, illustrando i comportamenti da adottare in caso di calamità con particolare riferimento all'informazione nelle scuole; all'organizzare esercitazioni pratiche con le scolaresche e con la popolazione per metterle in condizione di "autodifendersi" nel caso di emergenze alluvionali o di frane». Tutto ciò, «potrebbe essere realizzato con un costo, per l'intera operazione, di circa 20 milioni di euro comprensivi di compenso per i giovani (450 euro mensili, stessa cifra erogata per il servizio civile), rimborso per l'attivita' organizzativa in capo al comitato regionale e circa 5 milioni di euro per varie ed eventuali (attrezzature, comunicazione, ecc.), da recuperare, ad esempio, attraverso una più equa definizione dei canoni per l'attività estrattiva nelle cave, oppure attraverso la riduzione dello stanziamento per la Difesa del nostro Paese», ha dichiarato Cogliati Dezza.


novembre 17, 2011 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La riforma mancata del servizio civile

Gli emendamenti voluti dall'ormai ex Sottosegretario con delega, sen. Carlo Giovanardi, non sono stati approvati, ma puntavano a "riformare" in senso più flessibile il servizio civile nazionale, anche per poter far partire più giovani nonostante i tagli voluti dal Governo uscente.

Si trattava in particolare di portare la durata dei progetti a 9 mesi e di ridurre il compenso dei volontari fino anche al 30%, a fronte di una riduzione di orario settimanale. Durata mensile e compenso che - ricordiamo - sarebbero modificabili anche con l'attuale legge (art. 3, comma 3, dlgs. 77/2002), anche se nessuno ha mai ipotizzato di seguire questa strada, rilanciando tutto alla riforma del servizio civile ferma da più di un anno al Senato. Ma quanti giovani si sarebbero avuti in più, se fossero state approvate le proposte presentate dal sen. Luigi Compagna (PdL), a fronte di appena 68,8milioni disponibili per il 2012, che - tra l'altro - hanno già messo in forse le partenze dei volontari dell'ultimo bando? Ovviamente nei nostri calcoli ci sono alcune approssimazioni, ma abbiamo ipotizzato vari risultati, considerando percentuali diverse di progetti su 9 e 12 mesi, nonchè compensi ridotti del 20% e 30%. Ragionando solo sulla durata di 9 mesi, rispetto ai quasi 10mila posti finanziabili con tutto il fondo 2012, si potrebbe arrivare ad avere anche il 30% in più di giovani, ossia circa 13.300 (vedi tabella seguente).

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La percentuale ovviamente sale, fino al 67% di posti in più, se si abbinasse anche contemporaneamente una riduzione del compenso dei giovani del 20%, ossia circa 350 euro mensili, quanto più o meno prendono gli omologhi tedeschi (vedi tabella seguente).

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Infine, se la riduzione del compenso fosse maggiore, fino al 30% di taglio, portandolo a 300 euro al mese, si potrebbe ovviamente arrivare ad un numero quasi doppio di giovani, 19mila, quanto gli ultimi bandi nazionali, che però vedevano uno stanziamento di fondi ben maggiore (vedi tabella seguente).

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novembre 15, 2011 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Anci: senza fondi ci si avvia a fine del servizio civile

«Il servizio civile, senza lo stanziamento di adeguate risorse finanziarie, si avvia alla sua fine». Lo dichiara oggi Ilaria Bugetti, Sindaco di Cantagallo (PO) e delegata ANCI al Servizio Civile, che unisce così la sua denuncia a quelle già uscite nei giorni scorsi da Cnesc, Associazione Obiettori Nonviolenti, Forum nazionale e Rappresentanza nazionale del servizio civile.

«L’Anci – aggiunge Bugetti – esprime la propria preoccupazione per il futuro del Servizio civile anche alla luce della dichiarazione pubblicata sul sito dell’Ufficio nazionale per il Servizio Civile che fa riferimento ai tagli, previsti nell’ultima manovra finanziaria, al Fondo Nazionale per il Servizio Civile». L'Anci ricorda come la riduzione del Fondo, prevista nella legge di stabilità 2012 in esame al Parlamento, da 112 milioni della legislazione vigente a 68 milioni per il prossimo anno si inserisce in un preoccupante percorso di progressivi tagli al Servizio Civile Nazionale con una riduzione del 77% in 4 anni a partire dal 2008, che si traduce in una diminuzione delle possibilità per i giovani di svolgere una importante esperienza di formazione e cittadinanza attiva. «Quello che si prevede - prosegue il comunicato - è che nel 2012 sarà possibile finanziare 10.000 posti mentre per il biennio successivo il numero delle esperienze di servizio civile finanziate sarà poco più della metà, pari a 11.000 posti per il 2013-2014. Non è certo che, in caso di decurtazione del Fondo, si possa garantire la copertura dei costi dei posti messi a bando recentemente». «Siamo preoccupati per la sostanza del provvedimento – sottolinea la delegata ANCI - ma anche per il metodo adottato che rischia di non riconoscere la possibilità di svolgere un’esperienza di servizio civile a chi in realtà ne ha pieno diritto. Nel caso infatti venisse approvata la legge di stabilità i tagli al Fondo nazionale per il servizio civile produrrebbero effetti su progetti già presentati, valutati e approvati». «L’ANCI – conclude Bugetti - ribadisce la propria disponibilità a collaborare nei modi e nelle sedi deputate, ricercando soluzioni adeguate a garantire la prosecuzione del Servizio civile nazionale, esperienza di cittadinanza attiva per i giovani che rappresenta un investimento importante che le istituzioni hanno il dovere di fare sulle future generazioni». 

novembre 9, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Idee, Regioni, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Sprechi militari

Su "Mosaico dei Giorni" di oggi, Tonio Dell'Olio, commenta le iniziative realizzate per la Giornata delle Forze Armate del 4 novembre, oggetto già di critiche nei giorni scorsi da parte di molte realtà nonviolente.

«Secondo il ministro La Russa - scrive Dell'Olio -  corrisponde più o meno a quanto si spendeper l’organizzazione di una festa del santo patrono in una città medio-piccola e che il bilancio preventivo non corrisponde alla spesa effettiva. A noi risulta che per la realizzazione della mostra delle forze armate svoltasi al Circo Massimo a Roma sono stati spesi all’incirca 500 mila euro (www.disarmo.org). “La cifra corrisponde aun quinto del fondo nazionale annuo per le politiche sociali – calcolano le associazioni aderenti alla Rete Disarmo che hanno fatto un blitz informativo nel corso della mostra. Sette mila euro sonostati spesi per le bandierine, 18 mila per compensi straordinari; 15mila per il noleggio pullman, 13 mila per i bagni e 6 mila euro per l'acquisto di manichini per l'esposizione di uniformi”. In tempi di crisi e di tagli, qualunque ente locale o parrocchia si augurerebbe di avere a disposizione una cifra simile per i festeggiamenti cittadini. Ma soprattutto disabili, famiglie in stato di bisogno, comunità di accoglienza e altri... potrebbero proseguire i propri programmi di assistenza se i soldi utilizzati per la performance militare fossero destinati a ridurre le situazioni di grave necessità di tante cittadine e cittadini».

novembre 7, 2011 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: cambiare o morire

Maggior flessibilità sulla durata complessiva dei progetti e numero minore di ore di servizio, da 1.400 a 1.150 all'anno, e quindi un compenso ridotto per i volontari. E' con queste proposte, contenute nell'emendamento 5.138 alla legge di stabilità finanziaria (Atto Senato n. 2968), presentato dal sen. Luigi Compagna (PdL) con il sostegno del Sottosegretario Carlo Giovanardi, che si prova a "salvare" il servizio civile, messo a rischio dai continui tagli del Governo.

L'idea non è nuova ed era stata tentata già a gennaio scorso, con un emendamento al DL 228/2010 "Proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia", ma poi questa proposta era stata dichiarata non ammissibile. Aveva però fatto in tempo a vedere le critiche dei giovani volontari, che avevano ricordato come «nel 2001 il monte ore complessivo era di 1.200 ore (25 ore settimanali) per lo stesso compenso di 433,80 e nel 2006 il monte ore complessivo è lievitato a 1.400 ore (le attuali 30 ore settimanali), ma il compenso non è "conseguentemente" aumentato». Giovanardi, che nel 2005 volle quell'aumento di orario, tenta ancora una volta di anticipare quanto contenuto nella proposta di legge delega del Governo (n. 1995), che prevede appunto di «ridisciplinare a parità di spesa, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro o Sottosegretario di Stato delegato, gli emolumenti corrisposti ai giovani che prestano il servizio civile, adeguandolo ai diversi tempi di prestazione del servizio (comma c)», ma questa da più di un anno è ferma al Senato. Sarebbe comunque una riforma senza nuovi investimenti e "a somma zero", perchè a parità di fondi (appena 68,8 milioni di euro per il 2012, un taglio del 39% rispetto a quelli previsti), se  da un lato permetterebbe di far partire più volontari rispetto a quelli finanziabili con il sistema attuale, di fatto sposterebbe i tagli sui destinatari, con meno ore di servizi erogati, e sul compenso per i giovani. Scarica e leggi tutto l'emendamento qui in PDF.

novembre 7, 2011 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Paolicelli: "meno sprechi per la Difesa, più investimenti nel servizio civile"

"Servizio civile magazine" ha intervistato Massimo Paolicelli, Presidente dell'Associazione Obiettori Nonviolenti, che nei giorni scorsi ha preso posizione contro i nuovi tagli al servizio civile nazionale.

«L’ulteriore taglio del 39% che ha subito il fondo del Servizio Civile Nazionale - afferma Paolicelli - fa percepire con maggiore difficoltà sprechi di decine di migliaia di euro come quelli per la mini-naja, la parata o l’acquisto delle auto blu, per non parlare dei miliardi di euro degli F35! A quando gli investimenti per dare un futuro al Paese ed ai giovani?». E sulla questione sempre aperta della presenza dei giovani in servizio civile alla Festa della Repubblica del 2 giugno, il Presidente AON propone: «Lasciamo spazio alla fantasia e festeggiamo la Repubblica con forme più civili e meno costose, dove trovino spazio non solo militari e servizio civilisti, ma anche cooperanti, medici, insegnanti, ricercatori, ecc. Tante persone che con il loro silenzioso impegno quotidiano rendono apprezzato il nostro Paese anche all’estero. Siamo fortemente convinti, infatti, che il nostro peso all’estero non derivi dal numero di aerei o carri armati che riusciamo a schierare nei conflitti». Leggi tutta l'intervista a questo link.

novembre 4, 2011 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

A cosa serve veramente la mini-naja?

Larussa_mininajaSu "il Riformista" di oggi, un articolo di Sonia Oranges torna sull'iniziativa "Vivi le forze armate", ossia la discussa mini-naja, fortemente voluta dal Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e dal costo di quasi 20milioni di euro in tre anni.

Nell'articolo si ricostruisce la storia di questo progetto, che pur in tempo di crisi non ha visto mai venir meno i suoi finanziamenti, e di come all'intento dichiarato di alimentare l'iscrizione alle associazioni di arma, se ne unisca un altro meno evidente: «le associazioni percepiscono dallo Stato contributi sulla base dei rispettivi tesseramenti. Proprio in questi giorni la commissione Difesa della Camera si appresta a distribuire poco meno di un milione di euro su questo capitolo». Per questo e «per ottimizzare, e rinsaldare il rapporto con le Forze Armate, - spiega Oranges - il ministro ha anche fondato l'associazione  "Vivi le Forze Armate. Militare per tre settimane", cui hanno libero accesso non solamente i giovani che hanno frequentato i corsi, ma pure i loro parenti». 
Associazione che, si ricorda nell'articolo, «ha invitato tutti a un concerto per il 4 novembre, alloggio compreso». Leggi tutto l'articolo qui in PDF.

novembre 3, 2011 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Renzi propone il servizio civile obbligatorio

Torna ancora la proposta del servizio civile obbligatorio. Lanciata da don Antonio Mazzi, fondatore della Comunità Exodus, sulle pagine di "Vita" della scorsa settimana [PDF], e ripresa dal sindaco di Piacenza, Roberto Reggi, entra tra le "100 idee per l'Italia" di Matteo Renzi uscite dal suo "Big Bang". «99 Servizio civile obbligatorio - scrive Renzi -. Un tempo di servizio agli altri coincidente con la maggiore età, della durata di 3 o 6 mesi. I contenuti ed i processi adeguati a gestirlo sono una responsabilità del terzo settore che deve inventarsi anche forme per sostenerlo e finanziarlo». Obbligatorio, ma a carico degli enti del Terzo settore, sembrerebbe.

novembre 2, 2011 nella Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Borrelli: sul servizio civile intervenga Napolitano

Aumenta il numero delle prese di posizione allarmate dal futuro del servizio civile. Alla Cnesc, ai Rappresentanti dei giovani e all'Associazione Obiettori Nonviolenti, si è unito ieri Enrico Maria Borrelli, Presidente del Forum Nazionale per il Servizio Civile che ha ricordato come «Un conto è tagliare i costi e gli sprechi, altro è tagliare gli investimenti per il Paese».

«Mentre in Europa e in America - ha proseguito Borrelli - si investe sul servizio civile per costruire insieme ai giovani il futuro, in Italia si continua a troncare ogni opportunità per le giovani generazioni, a partire proprio dal servizio civile nazionale che rappresenta il più importante strumento di coinvolgimento dei giovani alla vita sociale del Paese. L’Italia è stata un esempio in tutta Europa con il proprio servizio civile, grazie ad un sistema supportato da enti locali ed organizzazioni del terzo settore che hanno investito per sviluppare, insieme ai giovani, una rete di protezione sociale a tutela dei più deboli, del territorio e dell’ambiente, del patrimonio storico ed artistico». «Con i tagli previsti nella Legge di Stabilità 2012 - ricorda il Presidente del Forum -, che 
portano il Fondo Nazionale per il Servizio Civile da 113 a 68 milioni di euro, si sta minando alla base questo sistema, scoraggiando gli enti ad investire insieme allo Stato per garantirne la qualità e l’efficienza. Stiamo assistendo ad una fuga degli enti, ad una contrazione del numero dei progetti presentati, persino ad una diminuzione delle domande dei giovani. Una follia politica che non si ferma neanche di fronte ad un conto economico positivo: ogni volontario in servizio civile costa allo Stato 5.205 euro l’anno e produce con le sue attività un valore economico pari a 11.400 euro». «Rivolgiamo un appello accorato a tutte le forze politiche, ai parlamentari e al Capo dello Stato, così sensibile al tema ed ai problemi dei giovani - conclude Enrico Maria Borrelli -affinché tutelino il servizio civile preservandone gli stanziamenti previsti per quest’anno e per gli anni a venire. 
Migliaia di enti e decine di migliaia di giovani stanno facendo la loro parte perché l’Italia sia un Paese migliore, non toglieteci l’opportunità di farlo». Leggi tutto il comunicato a questo link.

novembre 1, 2011 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

AON: con i nuovi tagli verso la morte del servizio civile

«Vergogna, vergogna, vergogna, è l’unica cosa che indignati possiamo gridare di fronte all’ennesimo taglio apportato con la Legge di Stabilità 2012 al fondo del Servizio Civile Nazionale». E’ quanto ha dichiarato oggi in un comunicato stampa Massimo Paolicelli, Presidente dell’Associazione Obiettori Nonviolenti (AON), unendosi così agli allarmi sul futuro del servizio civile lanciati dalla Cnesc e dai Rappresentanti dei giovani volontari.

«Chiedere le dimissioni del sottosegretario con delega al Servizio civile, Carlo Giovanardi  prosegue Paolicelli - sarebbe uno spreco di energie, infatti anche lui è impegnato con i suoi colleghi a tenere in vita un Esecutivo che palesemente sta togliendo ogni speranza di futuro per il nostro Paese». Il riferimento è, appunto, anche al servizio civile. «Infatti - ricorda il Presidente dell'AON - togliere fondi ad una esperienza come questa vuol dire: da un lato non dare speranza alle decine di migliaia di giovani che ogni anno vorrebbero avvalersi di questa opportunità per rendersi cittadini attivi ed aiutare il Paese nelle sue varie sfaccettature, dall’altro rinunciare ad un aiuto proprio in quei settori tartassati dai tagli del Governo!». Nel 2012 rispetto ai 113 milioni di euro previsti, sono rimasti nel fondo del servizio civile solo 68 milioni di euro, con un taglio del 39%, «insufficiente - secondo l'AON - anche a coprire i costi dei giovani partiti recentemente nel 2011 e che termineranno il loro servizio nel prossimo anno». «E’ palese - denuncia Paolicelli - che con queste premesse il servizio civile è destinato a morire. Tutto questo è ancora maggiormente vergognoso se si pensa che contestualmente il Governo sta per gettare 15 miliardi di euro per l’acquisto di 131 cacciabombardieri F35. Chi difende la Patria, un cacciabombardiere o 50.000 giovani impegnati per l’assistenza, la salvaguardia dell’ambiente e dei Beni Culturali, nella Protezione civile e nella difesa dei diritti di tutti?». «Ci appelliamo al Parlamento – conclude Paolicelli - affinché ripristini almeno i fondi tagliati ed al Capo dello Stato perchè alzi alta la sua voce affinché la politica si faccia carico di salvare questa forma di difesa della Patria senza armi».

ottobre 31, 2011 nella Idee, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Il servizio civile e il Ministero della Difesa

«Il servizio civile nazionale torni di competenza del Ministero della Difesa». E' la proposta che viene da Fania Alemanno, Rappresentante Nazionale dei volontari in servizio civile nella Consulta nazionale, intervistata da Katia Tulipano di "Servizio Civile Magazine".

«Con la legittimazione costituzionale dell'esistenza di due forme di difesa della patria - ricorda Alemanno -, considerata la profonda crisi economica che sta interessando l’Italia, salta ancora di più agli occhi il palese gap esistente tra gli investimenti nella difesa armata e quella non armata. E’ per questo che il Ministero della Difesa, inteso in senso lato, deve occuparsi di entrambe le forme di difesa, armata e non armata: stessa legittimità, medesimi nobili intenti, strumenti e strategie d'intervento differenti ma coesistenti». Questa proposta dovrebbe poi portare anche a delle conseguenze pratiche: «Evitiamo di proporre l'acquisto di nuovi cacciabombardieri - chiede la Rappesentante dei volontari -, decidiamo di investire le somme sui giovani e per le comunità locali, rendiamo il servizio civile obbligatorio permettendo a tutti i giovani tra i 18 ed i 28 anni di mettersi a servizio della comunità per un anno della propria vita. E poi occorre pensare ad una professionalizzazione reale dei progetti, permettendone un prosieguo». Infine sul futuro di questa esperienza, a fronte dei nuovi tagli annunciati, Fania Alemanno vede un rischio per tutta la società: «La riduzione e/o l’assenza di volontari in Italia porterà ad un’inevitabile riduzione delle possibilità di accesso ai servizi sociali e socio-sanitari, inducendo la collettività ad una maggiore dipendenza assistenziale nei confronti dello Stato alla quale non potrà essere fornita adeguata risposta vista la scarsità di risorse pubbliche ad oggi disponibili». Leggi tutta l'intervista a questo link.

ottobre 31, 2011 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Crisi servizio civile: i giovani prendono posizione

Logo_RNVSC_120pxAnche i Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile si uniscono al grido di allarme lanciato ieri dalla Cnesc. In un comunicato stampa ricordano come «nel disegno di legge di stabilità 2012 presentato il 20 ottobre2011 al Senato e assegnato alla Commissione Bilancio, sono previsti tagli al fondo nazionale che, se fossero confermati, ridurrebbero il fondo a meno di quello previsto per l’avvio di tale istituzione nel 2001». Per questo «non ciechi di fronte ad una crisi economico-finanziaria di notevoli proporzioni, che vedrà tagli un po’ ovunque», Corrado, Fania, Silvia ed Edoardo, i quattro rappresentanti dei giovani in servizio in Consulta nazionale, si chiedono: «possiamo fare a meno del Servizio Civile o di 131 cacciabombardieri F-35 JSF?». Leggi tutto 
il comunicato qui in PDF.

ottobre 29, 2011 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La Cnesc: servizio civile a rischio chiusura

CnescIn un comunicato diffuso oggi la Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile) si dice «indignata per l’ulteriore taglio che il Governo ha deciso di fare, nella manovra di stabilità, delle già scarse risorse economiche previste per il servizio civile». Dai 299 milioni stanziati per il 2008 si passa ai 68 milioni previsti per il 2012. Un taglio, in 4 anni, di oltre il 400%, milioni che "non sono neanche sufficienti a coprire i costi nel 2012 dei posti messi a bando recentemente".

«Colpisce l’irresponsabilità di un Governo - scrive la Cnesc - che vuole far morire una delle poche esperienze di cittadinanza attiva, di investimento positivo per i sui giovani aumenta le ingiustizie». E «colpisce inoltre che lo stesso Governo che sostiene che il SCN è la forma complementare alle FFAA di difesa della Patria con mezzi e strumenti non armati e nonviolenti, poi tagli le risorse per gli studenti, i poliziotti, i soldati, gli insegnanti, i disabili, i giovani del SCN e mantenga le risorse per le armi e le cricche. Basta con la logica dell’emergenza che maschera la non volontà di investire sui giovani e sul futuro di questo nostro paese». «Noi siamo convinti - continuano i principali enti nazionali di servizio civile - che proprio nei momenti di emergenza, occorre alzare lo sguardo in avanti e fare scelte coraggiose che sanno scrutare l’orizzonte e disegnare un futuro di pace, di sviluppo sociale e difesa dei diritti di tutti. Basta con chi, ancora una volta, non ha il coraggio di sperimentare percorsi reali di inclusione e cittadinanza aperti anche ai giovani immigrati e su questo, come detto dal 2009, abbiamo una visione diversa dal Sottosegretario Giovanardi della difesa della Patria in modo non armato e nonviolento». «La Cnesc - conclude - chiede al Governo ed a tutte le forze politiche e sociali di difendere questo istituto della Repubblica Italiana, confermando per il 2012 almeno i 113 milioni di euro previsti. Chiediamo al Presidente della Repubblica, che ha sempre apprezzato e lodato l’esperienza del servizio civile, in qualità di Capo della Forze Armate di prendersi a cuore il destino del servizio civile nazionale».

ottobre 28, 2011 nella Idee, Libri e siti utili, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Turco (PD): "servizio civile per stranieri opportunità di integrazione"

«Il sottosegretario Giovanardi dovrebbe ringraziare i giovani come il 26enne nato in Pakistan che vorrebbe servire l’Italia, il Paese in cui vive da quindici anni e di cui si sente parte integrante». Lo ha dichiarato ieri l'on. Livia Turco, responsabile Forum Immigrazione del Pd e promotrice di una legge sul servizio civile per gli stranieri. Il riferimento è ai ricorsi annunciati martedì da parte di due giovani stranieri, i quali hanno visto respinta la loro candidatura all'ultimo bando di servizio civile a causa della loro origine.

«Dire a chi vive stabilmente nel nostro Paese che “la sua patria non è l’Italia ma il suo Paese di origine” - ha continuato l'on. Turco citando le dichiarazioni del sen. Giovanardi - è un commento che solo un irresponsabile può fare. Si incentivano così solo i conflitti, le diffidenze, aumentando la distanza tra italiani ed immigrati. L’esatto contrario per cui dovrebbe lavorare un governo serio». Per l'esponente democratica invece proprio «il servizio civile ai figli degli stranieri regolarmente in Italia costituirebbe una opportunità importante per l’integrazione delle seconde generazioni, perché avrebbe alla sua base la formazione di un sentimento di appartenenza e di responsabilità nella città di accoglienza. Infatti, prendendo spunto dall’esperienza di successo del comune di Torino abbiamo presentato una proposta di legge che allargherebbe la partecipazione per i figli di stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese ai progetti del servizio sociale, secondo le finalità e nelle modalità previste dall’ordinamento italiano». «Purtroppo - ha concluso l'on. Turco - con l’attuale esecutivo assistiamo solo al taglio di tutti i fondi che dovrebbero sostenere i programmi volti a favorire la coesione sociale e l’integrazione».

ottobre 27, 2011 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: le proposte in campo

Giovani_stranieriSono oltre 832mila gli stranieri, dai 18 ai 28 anni, residenti in Italia secondo gli ultimi dati Istat. E se i ricorsi annunciati ieri dovessero andare a buon fine, anche per loro si potrebbero aprire le porte del servizio civile. Porte sempre più strette in verità anche per i giovani italiani, perchè con i tagli annunciati dal Governo l'anno venturo potrebbero essere finanziati poco più di 10mila posti, a fronte dei 20mila dell'ultimo bando. Per i giovani stranieri comunque, sono state avanzate da tempo proposte di legge ed esistono già esperienze positive a livello locale.

Le due proposte di legge esistenti sono entrambe targate Partito Democratico, una presentata dall’on. Livia Turco (C. 3047) nel dicembre 2009 ed un’altra, un anno fa, dagli onorevoli Bressa e Sereni (C. 3952). Il disegno di legge della Turco è quello più specifico e mira ad introdurre “Norme per la promozione della partecipazione dei giovani immigrati al servizio civile nazionale”. Nella proposta si prevede che comuni ed enti possano presentare progetti destinati a giovani immigrati dai 18 ai 25 anni «che non possiedono la cittadinanza italiana e che sono residenti o domiciliati» nel territorio comunale. Il compenso sarebbe equiparato a quello dell’attuale servizio civile (433,80 euro) e l’esperienza costituirebbe «un credito per favorire l’acquisizione della cittadinanza italiana». La proposta Bressa-Sereni nasce invece come riforma complessiva del servizio civile nazionale, ed introduce anche per i giovani «cittadini stranieri residenti in Italia da almeno tre anni» la possibilità di poterlo svolgere. Tra le esperienze già esistenti, vanno subito ricordate quella della Regione Emilia Romagna, che con la legge n. 20, ha aperto già dal 2003 il proprio servizio civile agli stranieri, con forme di impegno di durata diverse, che tra l’altro ora verranno portate ad essere in tutto e per tutto uguali a quelle previste per i giovani italiani, e quella della Regione Liguria (update). Per quanto riguarda altre amministrazioni locali, la Provincia di Novara ha realizzato nel 2009 un bando per 17 giovani stranieri, mentre il Comune di Vercelli ha avviato un suo progetto sperimentale, cofinanziato insieme alla Regione Piemonte. Infine il Comune di Torino da quattro anni porta avanti un progetto denominato “Servizio Civile Volontario - Giovani Immigrati a Torino”, destinato a venti giovani immigrati dai 18 e i 25 anni compiuti, che non possiedono la cittadinanza italiana e sono residenti o domiciliati nel comune. 

ottobre 26, 2011 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

La crisi non tocca le armi

ArmiNella sua rubrica quotidiana "Mosaico dei giorni", don Tonio Dell'Olio cita il recente articolo su L’Espresso (13 ottobre 2011) del generale Fabio Mini, ex comandante della Kfor in Kosovo ed ex Capo di Stato Maggiore del Fronte sud della Nato. «Mini - ricorda Dell'Olio - nell'articolo espone con competenza e con precisione gli sprechi della Difesa nel nostro Paese. Spese inutili, appesantimenti dannosi e privilegi scandalosi che vanno nella direzione contraria a quella indicata dallo stesso governo per uscire dalla crisi».

E ancora: «C’è davvero bisogno di tagliare il nastro del record assoluto che fa del nostro esercito quello col maggior numero di generali? Ne abbiamo uno ogni 356 militari in servizio e un maresciallo ogni tre militari, esattamente 57.000. E poi ci sono mezzi acquistati a caro prezzo e ormai strategicamente inutili che vengono rottamati senza aver mai sparato un colpo». «Per non parlare (ma parliamone!) - conclude Dell'Olio - dei 18 miliardi preventivati per acquistare 96 Eurofighter e dei 15 miliardi per i 131 cacciabombardieri JSF. Avete mai sentito parlare di proposte di tagli in questo settore?».

ottobre 26, 2011 nella Idee, Libri e siti utili, San Massimiliano | Permalink | Commenti (0) | TrackBack