sito ufficiale tavolo ecclesiale servizio civile

2.000 giovani in servizio civile per i musei?

Il Corriere della Sera riporta ieri la proposta di Gianfranco Cerasoli, Segretario generale Uil-Beni culturali, che trova favorevole il ministro Bondi, per raggiungere un accordo tra Ministero dei Beni culturali e la Presidenza del Consiglio per realizzare un piano nazionale di servizio civile che metta a disposizione duemila giovani per musei, aree archeologiche, archivi. Secondo gli ultimi dati ufficiali dell'Unsc disponibili, nel 2008 sono stati 3.385 i giovani impegnati nel settore del "Patrimonio artistico e culturale". Critico invece il segretario della Cisl-Beni culturali Claudio Calcara: «Le proposte di Cerasoli sono le nostre del 2001 quando lui le rifiutò, bene arrivato tra noi. In quanto ai tirocini, agli stage, al servizio civile non vorrei che tutto questo si trasformasse in lavoro nero...». Leggi tutto l'articolo a questo link.

febbraio 8, 2010 nella Idee, Normativa e progetti | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Il Consiglio dei Ministri approva la mini-naja

Dopo il Consiglio dei ministri di giovedì 4 febbraio scorso, è stato comunicato che «il ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha annunciato un provvedimento, promosso in collaborazione con il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che istituisce e finanzia quella che la stampa ha definito una mini-naja, un corso di formazione a carattere teorico-pratico inteso a fornire le conoscenze di base riguardanti il dovere costituzionale di difesa dello Stato, le attività delle forze armate, incluse le missioni internazionali di pace e di contrasto al terrorismo internazionale, e quelle di concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza».

«E’ un corso di 21 giorni - ha precisato La Russa -, che avrà inizio due volte l’anno e riservato ai giovani tra i 18 e i 30 anni che dovranno essere in grado di svolgere attività sportiva, avere un diploma, non avere né procedimenti penali in corso né condanne, ed essere in possesso accertamenti clinici con esito negativo sulla assunzione di sostanze stupefacenti e alcol, anche saltuaria. In tre anni saranno 15.000 i giovani che si accosteranno alle Forze Armate». L'obiettivo dichiarato dal Ministro è quello di preparare ed orientare i giovani a svolgere attività di volontariato presso le Associazioni d'Arma, come ad esempio l'Associazione nazionale alpini. Oltre che dal Ministero della Gioventù, un supporto sarà dato anche dai Ministeri della Giustizia e dell'Interno. Sui costi, il ministro La Russa aveva risposto lo scorso 1° ottobre, ricordando che la prima sperimentazione con 145 ragazzi avvenuta la settembre 2009, era stata finanziata con «450.000 euro, presi dai risparmi che io personalmente mi sono curato di far operare su altre voci del bilancio della Difesa». Guarda qui il video della conferenza stampa del ministro La Russa.

Secondo il comunicato stampa diffuso dopo il CdM, il Governo presenterà alcuni emendamenti al decreto-legge n. 1 del 2010 in materia di proroga delle missioni di pace, attualmente all’esame della Camera dei Deputati per la conversione in legge, per finanziare «in via sperimentale per un triennio, l’organizzazione di corsi di formazione a carattere teorico-pratico e di durata non superiore a tre settimane, destinati ai giovani presso reparti delle Forze armate, con l’obiettivo di fornire le conoscenze di base circa il dovere costituzionale di difesa dello Stato nonché circa le attività prioritarie svolte dalle Forze armate: missioni internazionali di pace e contrasto al terrorismo, concorso a salvaguardia di libere istituzioni, circostanze di calamità pubbliche».

febbraio 5, 2010 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Obiezione alle spese militari e servizio civile

Tra le varie modalità di manifestare il proprio rifiuto alla guerra, esiste ancora oggi anche l'obiezione alle spese militari, che è un gesto simbolico per cui l’”obiettore fiscale” versa la propria quota corrispondente all’acquisto di armi in un fondo per la pace e la difesa popolare nonviolenta. E' attiva da tempo una “campagna nazionale di obiezione alle spese militari”, promossa tra gli altri da Lega Obiettori di Coscienza (L.O.C.), Assoc. Comunità Papa Giovanni XXIII, Pax Christi e Gavci (Grup. Autonomo di Volont. Civ. in Italia). Su questo tema, sul blog del Comitato per Taranto, è possibile leggere gli ultimi aggiornamenti della vicenda, anche giudiziaria, del prof. Tito Anzolin che nel 2000 ha “obiettato” per 100 mila lire, non versando questa quota di imposte destinata ad armamenti, ma destinandola invece al Servizio Civile Nazionale, da cui è stato tra l’altro ringraziato con una lettera del 30 luglio 2001 dall'allora Direttore generale, Guido Bertolaso. Leggi qui tutto l’articolo sul blog del “Comitato per Taranto”.

febbraio 4, 2010 nella Esperienze, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Lega Nord: no alla riforma del servizio civile "centralista"

«Affinché la riforma del servizio civile possa andare a buon fine e superare le proteste e i dissensi che da più parti emergono - ha dichiarato a "Vita" l'on. Erica Rivolta (Lega Nord) -, è innanzitutto necessario che si abbandoni l’approccio centralista e burocratico del servizio civile, approccio che appare quanto mai antistorico e non rispondente alle necessità attuali». Riforma del servizio civile che il Consiglio del ministri lo scorso 22 gennaio ha approvato in via definitiva, e che ora dovrà passare al Parlamento, «insieme anche alla proposta di legge che in materia ha presentato la Lega Nord», ha precisa l'on. Rivolta. Che poi ha aggiunto: «Desidero chiarire fin da ora che riteniamo che sia meglio l’abrogazione dell’istituto piuttosto che una “riforma” che confermi sprechi, centralizzazione e ingiusta suddivisione delle risorse».

febbraio 3, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

BNL: comunicato dei rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diffuso oggi dai Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile, in merito alle questioni sollevate dalla convenzione stipulata dall'Unsc con la Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo Paribas) per il pagamento dei compensi ai volontari, che ha portato anche ad una interrogazione parlamentare.
«A seguito delle molte polemiche - scrivono i Rappresentanti dei giovani in Consulta nazionale -, in merito alle nuove disposizioni adottate dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile circa l’accreditamento del rimborso mensile per i volontari (Circ. 20 nov. 2009), ci preme sottolineare che questa rappresentanza ha preso le distanze da tali decisioni incentrando le critiche su tre questioni fondamentali. Innanzi tutto è bene che si sappia che tale argomento non è stato affrontato preventivamente in sede di consulta, in quanto la consulta è organo consultivo e non è stato chiesto parere, pertanto i rappresentanti nazionali dei volontari sono venuti a conoscenza di tale modifica alla pubblicazione della circolare sul sito ufficiale dell’UNSC.

Alla prima consulta utile abbiamo chiesto come mai la scelta fosse ricaduta sul gruppo bancario BNL, dal momento che risulta essere una delle principali banche finanziatrici dell’industria di armi, e quindi eticamente contraria ai valori di difesa della patria non armata e non violenta di cui è portatore il SCN, ci è stato risposto che si è svolta una regolare gara d’appalto che la BNL si è aggiudicata, in quanto è stato il gruppo a presentare l’offerta più favorevole rispetto agli altri concorrenti.

Abbiamo poi, posto sia il problema dell’imposta di bollo obbligatoria per legge, sia la questione che i giovani volontari maggiori di 27 anni non avrebbero potuto usufruire di tali benefici messi a disposizione da BNL, anche qui ci è stato risposto che si tratta di una decisione momentanea e che è nelle intenzioni dell’UNSC arrivare entro sei mesi a poter accreditare tali rimborsi su una carta prepagata convenzionata con l’Ufficio, che garantirebbe le medesime agevolazioni per tutti i volontari e abbatterebbe i costi di bollo. Pertanto ci siamo riservati di riaprire la questione qualora questo non dovesse accadere.

Resta comunque chiaro - concludono i Rappresentanti - che BNL è la banca con la quale l’UNSC ha stipulato la convenzione, ma che i volontari possono scegliere di aprire un CC bancario o postale in qualsiasi altra banca presente sul territorio nazionale, in base a quella che a loro giudizio risulta l’offerta più vantaggiosa».

gennaio 29, 2010 nella Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (6) | TrackBack

Servizio civile e BNL: interrogazione parlamentare

L'on. Erica Rivolta della Lega Nord, insieme ad alcuni suoi colleghi, ha presentato lo scorso 21 gennaio al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della gioventù, una nuova interrogazione parlamentare, questa volta riguardante il cambio di modalità di pagamento per i giovani in servizio civile. Nell'interrogazione, l'on. Rivolta non entra nel merito della scelta della BNL come "banca armata", bensì sui possibili costi per i volontari che aderissero alla convenzione, proposta dall'Ufficio nazionale del servizio civile. Leggi tutta l'interrogazione a questo link.

gennaio 26, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Su Adista si parla di servizio civile

Sull'agenzia stampa "Adista", un articolo di Luca Kocci approfondisce nei giorni scorsi due questioni recenti del servizio civile nazionale, come la cronica mancanza di finanziamenti adeguati e le polemiche sulla convenzione con la Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo Bnp Paribas) per i pagamenti ai volontari. Leggi tutto l'articolo qui [PDF].

gennaio 20, 2010 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC, Udienza con il Papa | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Immigrati e servizio civile nazionale

Su Vita.it Cosimo Caridi intervista Souad Baamrane, nata in Marocco, che nel 2007 è stata tra i primi giovani stranieri a prestare servizio civile per il Comune di Torino nel progetto “Se non ora quando”. Souad, 23 anni, vive in Italia da più di dieci anni e sulla proposta dell'on. Turco (PD) per un servizio civile nazionale aperto agli stranieri dice: «Finalmente qualcuno si è accorto che ci sono altri giovani in città. Noi non siamo cittadini di serie B, come un ragazzo italiano può scegliere il servizio civile è giusto che possa sceglierlo anch’io che ho studiato qui, qual è la differenza, le mie origini?». Da tempo, su questa proposta, è favorevole la Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), mentre su "Italia Caritas" del marzo 2008 si presentavano le esperienze già esistenti sia nazionali che regionali (leggi qui tutto in PDF).

gennaio 19, 2010 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

VIII Assemblea dei Delegati del servizio civile

Saranno due giorni di riflessione e proposte, il 22 e 23 gennaio prossimo, quando si incontreranno a Roma i rappresentanti e i delegati regionali dei giovani in servizio civile per la loro VIII Assemblea. Nel pomeriggio del 22, in particolare, si inizierà con una Tavola rotonda sul tema “Servizio Civile tra obiezione di coscienza e nuove prospettive”, a cui sono stati invitati a partecipare l'on. Leonzio Borea (Capo dell'UNSC), il sen. Carlo Amedeo Giovanardi (Sottosegretario di Stato con delega al servizio civile nazionale), Licio Palazzini (Presidente della Consulta Nazionale del Servizio Civile) e Alberto Trevisan (obiettore di coscienza). Successivamente i delegati dei giovani si confronteranno in 3 workshop, per verificare e discutere le loro proposte sul ruolo dei rappresentanti regionali, con riferimento anche alla riforma della legge, sul regolamento per le prossime elezioni e sulla comunicazione.

gennaio 19, 2010 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Liguria: Report sul servizio civile in regione

Copertina_report_liguria È qui disponibile la presentazione sintetica del Report delle attività di servizio civile regionale, illustrato lo scorso 14 gennaio a Genova, e realizzato dalla dott.essa Anna Cossetta. Oggetto della ricerca i giovani che hanno svolto un’esperienza sia di servizio civile regionale (studenti delle scuole superiori, cittadini immigrati e italiani a rischio di esclusione sociale e giovani sottoposti a procedimenti penali), che di servizio civile nazionale. Tra quest'ultimi prevalgono «le ragazze, con una formazione medio-alta e una propensione più elevata dei coetanei alla vita associativa e ai consumi culturali, che riescono a conciliare il SC (sebbene a 30h/sett) con gli studi e che dopo trovano lavoro, spesso a tempo indeterminato, ma con retribuzioni mediamente basse». Scarica e leggi qui la presentazione del Report [PDF].

gennaio 18, 2010 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Liguria: report su 4 anni di servizio civile in regione

Ieri, 14 gennaio a Genova, è stato presentato il report delle attività di servizio civile regionale, istituito nel 2006. «La Regione Liguria, in quattro anni, ha investito quasi 2 milioni di euro in controtendenza con il Governo che dai 300 milioni del 2008 passerà, nel 2010, a 120 milioni di euro da distribuire tra le regioni» ha dichiarato il vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa, nel corso della presentazione.

In base ai dati del Report, sono stati 977 i giovani in Liguria che hanno svolto, tra il 2007 e il 2009, un’esperienza di servizio civile regionale, secondo i tre destinatari previsti: studenti delle scuole superiori con meno di 18 anni, cittadini immigrati e italiani a rischio di esclusione sociale e giovani sottoposti a procedimenti penali, che stanno scontando la loro pena in regime di “messa alla prova”.

A questi, vanno aggiunti i giovani liguri che hanno svolto il servizio civile nazionale che, nei tre anni presi in considerazione, sono stati complessivamente 1.812. La ricerca è stata svolta dalla Regione Liguria in collaborazione con Liguria Ricerche e Università di Genova intitolata “Impegno e passione. Il modello del servizio civile in Liguria” (Bonanno editore) ed è stata presentata dalla dottoressa Anna Cossetta, autrice della ricerca, e da Gianfranco Tripodo (funzione) vicedirettore di Liguria Ricerche.

Oggi pomeriggio alle 14,15, al Teatro della Gioventù di Genova (Via Cesarea), il report verrà presentato anche ai giovani, agli insegnanti, agli esponenti delle associazioni che hanno svolto progetti di servizio civile regionale. Per approfondire vai a questo link...

gennaio 15, 2010 nella Esperienze, Idee, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Il Papa: contro la violenza, meno armi

Nel tradizionale discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, in occasione dello scambio di auguri di inizio anno dell'11 gennaio, papa Benedetto XVI è tornato sui temi del suo Messaggio per la Giornata mondiale della Pace: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Tra le varie sottolineature, anche una in merito alle spese per le produzioni e il commercio delle armi. «Sì - dichiara il Papa -, la custodia del creato è un importante fattore di pace e di giustizia! Fra le tante sfide che essa lancia, una delle più gravi è quella dell’aumento delle spese militari, nonché quella del mantenimento o dello sviluppo degli arsenali nucleari. Ciò assorbe ingenti risorse, che potrebbero, invece, essere destinate allo sviluppo dei Popoli, soprattutto di quelli più poveri. Confido, fermamente, che nella Conferenza di esame del Trattato di Non-Proliferazione nucleare, in programma per il maggio prossimo a New York, vengano prese decisioni efficaci in vista di un progressivo disarmo, che porti a liberare il pianeta dalle armi nucleari. Più in generale, deploro che la produzione e l’esportazione di armi contribuiscano a perpetuare conflitti e violenze, come quelli nel Darfur, in Somalia e nella Repubblica Democratica del Congo. All’incapacità delle parti direttamente coinvolte di sottrarsi alla spirale di violenza e di dolore generata da questi conflitti, si aggiunge l’apparente impotenza degli altri Paesi e delle Organizzazioni internazionali a riportare la pace, senza contare l’indifferenza quasi rassegnata dell’opinione pubblica mondiale. Non occorre poi sottolineare come tali conflitti danneggino e degradino l’ambiente».

gennaio 12, 2010 nella Appuntamenti, Idee, Udienza con il Papa | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

L'alternaja di Arci Servizio Civile Roma

Scade questo venerdì, 15 gennaio, la possibilità di candidarsi per "alternaja", la proposta di servizio volontario di Arci Servizio Civile Roma per giovani dai 18 ai 26 anni, anche stranieri. Per approfondire leggi il nostro precedente articolo.

gennaio 11, 2010 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La riforma del servizio civile nazionale/5

Logo_riforma Nella quinta puntata del nostro approfondimento sui tre testi di legge di riforma del servizio civile, arriviamo a toccare uno dei nodi più dibattuti: le competenze sulla gestione. Sul tema si è già espressa nel 2004 la Corte Costituzionale, ma con la riforma della legge la questione ritorna e crea non pochi contrasti tra il Governo e le Regioni, che anche per questo hanno dato il loro parere negativo sulla proposta di legge Giovanardi.

Su questo aspetto, il testo di legge delega del Governo parla genericamente di «leale collaborazione e accordi bilaterali con Regioni e P.A, che possono vincolare risorse proprie». Ma nell’idea più volte espressa dal Sottosegretario Giovanardi c’è che il servizio civile rimanga principalmente di competenza “statale” perché «le Regioni vogliono gestirlo tutto da sole, ma per noi questa modalità ha molte criticità. Se una Regione contribuisce al fondo nazionale, con quel contributo può scegliere i progetti integrativi sul proprio territorio».

Ovviamente critiche a loro volta, su questo punto, le Regioni e Province autonome. Stefano Valdegamberi, Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto, ha recentemente affermato come il disegno di legge delega predisposto dal Governo sia «generico e impreciso, del tutto contraddittorio con l'esperienza maturata nei territori regionali a contatto con gli enti locali, le associazioni, i giovani. Ed è centralista, cosa ancora più stridente se si pensa alle tanto enunciate politiche federaliste».

Nelle proposte dell’on. Rivolta (Lega nord) e dell’on. Farinone (PD), molto simili su questo aspetto, la “competenza esclusiva” sarebbe invece proprio delle Regioni e P.A. per quanto riguarda, tra l’altro, l’individuazione degli specifici ambiti di impiego dei giovani, la valutazione dei progetti di servizio civile degli enti nazionali e locali, il controllo e i monitoraggi.

Una mediazione tra i testi è stata comunque cercata dalle Regioni, che hanno chiesto di gestire “la valutazione ed approvazione dei progetti di servizio civile insistenti sui territori di competenza, il monitoraggio esterno, l’organizzazione della formazione generale” e di realizzare un “co-finanziamento vincolando risorse allo sviluppo”. Ma questa proposta è stata, a sua volta, non accolta dal Governo, portando ad aumentare un contrasto che non aiuta a realizzare una riforma condivisa del servizio civile nazionale. [continua]

gennaio 11, 2010 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e "banche armate"/2

1001Nigrizia Nigrizia, il mensile dei Missionari Comboniani, nel nuovo numero di questo mese dedica il suo approfondimento, a cura di Gianni Ballarini e Raffaello Zordan, alla "Campagna di pressione alla banche armate", facendone un bilancio a 10 anni dal suo avvio. Sullo stesso tema abbiamo anche noi realizzato nelle scorse settimane un piccolo approfondimento, legato ad alcune recenti novità del servizio civile nazionale. Scarica e leggi qui tutto il Dossier di Nigrizia [PDF - 850 Kb].

gennaio 8, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e immigrati

Si parla ancora di servizio civile e immigrati (di prima o di seconda generazione), dopo la proposta di legge dell'on. Turco (PD), presentata nei giorni scorsi, che aprirebbe questa esperienza ai giovani stranieri. Su "Servizio Civile Magazine" c'è anche il commento di Maruan Oussafi, Responsabile Nazionale e  VicePresidente dell’Anolf Giovani di 2^ generazione, che dice: «L’Anolf Giovani lavora sin dalla sua nascita, attraverso un’attività di confronto con le istituzioni locali, affinché tutte le Regioni italiane si aprano all’esperienza del Servizio Civile Regionale rivolto anche ai tanti giovani figli d’immigrati. Certamente la proposta dell’on. Turco, costituisce una formidabile scuola della cittadinanza,  un punto di partenza importante per permettere a questi ragazzi di non rimanere invisibili nei loro territori rendendoli partecipi e protagonisti al pari dei loro coetanei italiani».

dicembre 30, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Le proteste degli enti di servizio civile

Unimondo_picc Su Unimondo.org, un articolo di Giorgio Beretta (leggi qui, citato anche dalla Tavola della Pace) riprende i contenuti della campagna di mobilitazione lanciata dalla Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile) per il futuro del servizio civile nazionale, ancora più a rischio dopo l'annunciata riduzione dei fondi nella legge Finanziaria. «Se non ci sarà un cambio di rotta da parte del Governo, che per il 2011 e il 2012 ha previsto stanziamenti di appena 125 milioni di euro - ha ricordato più volte Fabrizio Cavalletti della Cnesc -, l’anno prossimo probabilmente sarà l’ultimo anno del servizio civile volontario: certi investimenti da parte nostra in queste condizioni non saranno più sostenibili». Nell'articolo si ricorda anche la protesta di alcuni enti contro la scelta dell'Ufficio nazionale del servizio civile di avvalersi, per i pagamenti ai volontari, della Banca Nazionale del Lavoro - Gruppo Bnp Paribas, che secondo l'ultimo Rapporto del Presidente del Consiglio nel 2008 è risultata in testa all'elenco degli istituti bancari che hanno offerto servizi ad aziende esportatrici di armamenti italiani. «La BNL ha assunto infatti buona parte delle operazioni relative a incassi per forniture di armi alla Turchia (che solo nel 2008 ha ricevuto autorizzazioni per oltre 1 miliardo di euro), un paese della Nato dal quale però - secondo l'ultimo rapporto di Amnesty International – "sono continuate a pervenire denunce di tortura e altri maltrattamenti e di eccessivo impiego della forza da parte delle Forze dell'ordine" e che continua le operazioni militari nel Kurdistan spesso denunciate dalle associazioni per la tutela dei diritti umani. Esportazioni di armamenti italiani di chiara propensione offensiva di "attacco bellico" come ha affermato lo stesso ministro della Difesa turco - e sulle quali la Rete Italiana Disarmo aveva da tempo chiesto al Governo la sospensione».

dicembre 29, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Arci Servizio Civile Roma propone la "alternaja"

Logo_alternaja Alternativa alla "mini naja" ideata dal Ministro della Difesa, La Russa, Arci Servizio Civile Roma ha lanciato lo scorso 15 dicembre, in occasione della Giornata Nazionale della obiezione di coscienza e del servizio civile, la "alternaja", una proposta per 25 giovani dai 18 ai 26 anni, anche stranieri. Pensata "in una fase di grave crisi del servizio civile nazionale e delle tematiche relative alla educazione alla pace ed alla nonviolenza", la "alternaja" consiste in «laboratori di servizio civile volontario, per ragazzi italiani e stranieri, che andranno ad effettuare attività formative e per la comunità, per la durata di tre mesi, in ambiti di educazione alla pace, tutela del patrimonio culturale, ambiente, comunicazione sociale, intercultura».

L’impiego dei volontari è previsto per 3 mesi consecutivi in specifici progetti, per 20 ore settimanali, a partire dal 1° febbraio 2010. Il periodo di servizio sarà anche riconosciuto valido da Arci Servizio Civile Roma ai fini del punteggio per le graduatorie di progetti di servizio civile nazionale. Inoltre, ai volontari selezionati, spetterà il rimborso dell’abbonamento per i mezzi pubblici ed un buono pasto giornaliero di 5 euro per ogni giorno di effettivo servizio, oltre alla formazione (generale e specifica) e alla attestazione delle competenze acquisite. Tutte le altre informazioni sul sito di Arci Servizio Civile Roma, per partecipare c'è tempo fino al 15 gennaio 2010.

dicembre 23, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e "banche armate"

Bancarmata Lo scorso 20 novembre 2009, l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (Unsc) ha modificato, per i volontari in servizio dal 1 dicembre in poi, le modalità di pagamento dei compensi, passando dal libretto postale nominativo al versamento esclusivamente su conto corrente bancario intestato o cointestato al volontario, come era già in uso per i volontari all’estero. L’Unsc ha anche sottoscritto un accordo con Bnl - Gruppo Bnp Paribas, che secondo il Rapporto del Presidente del Consiglio sulle esportazioni di armamenti italiani di quest’anno (con dati relativi al 2008), risulta essere in testa all'elenco dei principali istituti bancari che hanno offerto servizi ad aziende produttrici di armi.

Alcune associazioni sostengono così che la circolare sarebbe in contrasto con il servizio civile nazionale quale "strumento di difesa non armata e nonviolenta del Paese" ed hanno invitato i volontari a non usufruire della convenzione con la Bnl in quanto considerata "banca armata". Nel piccolo dossier che abbiamo realizzato, proviamo a definire i termini della questione, che sono più complessi di quel che si pensi e non riguardano solo la Bnl. Ognuno può così farsi una propria idea e tenersi aggiornato su un tema in continua evoluzione:

dicembre 22, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile aperto agli immigrati

L'on. Livia Turco (presidente del Forum immigrazione e politiche sociali del Partito Democratico), come riferisce La Repubblica (leggi tutto l'articolo qui), ha presentato il 15 dicembre scorso una proposta di legge di 4 articoli su “Norme per la promozione della partecipazione dei giovani immigrati al servizio civile nazionale”. Nella proposta si vorrebbe aprire il servizio civile, tramite progetti proposti dai comuni, ai giovani immigrati dai 18 ai 25 anni «che non possiedono la cittadinanza italiana e che sono residenti o domiciliati» in un comune. Il compenso sarebbe lo stesso previsto per il servizio civile attuale (433,80 euro) e l’esperienza costituirebbe «un credito per favorire l’acquisizione della cittadinanza italiana». Per iniziare è previsto uno stanziamento per il 2010 di 20milioni di euro. Leggi qui tutto il testo della proposta di legge in PDF.

dicembre 21, 2009 nella Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Cnesc: continua la mobilitazione per il servizio civile

Il 15 dicembre scorso, durante la presentazione del suo XI Rapporto, è stata l’occasione per la Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile) di rilanciare la campagna per “Dare un futuro al servizio civile”, promossa insieme al Forum del terzo settore e ai circa 8.000 enti operanti sui territori all’interno degli enti della Cnesc. L’appello ha già raccolto quasi 20.000 firme di cittadini (on line e su carta), ma secondo Fabrizio Cavalletti, dell’Ufficio servizio civile di Caritas Italiana, «occorre uno sforzo maggiore per creare una mobilitazione permanente sino a quando il servizio civile non uscirà da questo stato di difficoltà e incertezza che rischia di portarlo all’estinzione».

Due le richieste più importanti avanzate dalla Cnesc alle istituzioni. La prima è una riforma della legge 64/2001 condivisa, che riaffermi il carattere nazionale ed unitario del servizio civile, ed insieme che lo qualifichi dal punto di vista delle sue finalità fondative: la difesa del paese in modo non armato e nonviolento, la costruzione della cittadinanza con i giovani. La seconda è la garanzia di risorse economiche che permettano almeno a 40.000 giovani l’anno di partecipare al servizio civile nazionale. «Si tratta di un numero minimo – precisa Cavalletti - in quanto la Cnesc da sempre ritiene che considerando le domande dei giovani (circa 80.000 l’anno) e degli enti (circa 100.000), si dovrebbe garantire ogni anno ad almeno 60.000 giovani di fare quest’esperienza. Il problema dell’investimento manifesta una difficoltà culturale della politica a cogliere il valore del servizio civile in ordine alle sfide educative che il nostro Paese ha dinanzi. L’educazione dei giovani, e con essi della società civile, alla costruzione del bene comune con ciò che questo significa oggi nella società globalizzata, rappresenta una sfida epocale che la politica dovrebbe cogliere come prioritaria. Se così fosse,  allora, l’investimento sul servizio civile assumerebbe un valore infinitamente più alto del suo costo per la collettività e non sarebbe così difficile garantire numeri adeguati».

L’appello sollecita anche le istituzioni e tutti gli attori coinvolti nel servizio civile (enti, giovani…) a ritrovare un confronto costruttivo sulla riforma superando atteggiamenti di contrapposizione e mettendo al centro la qualità del servizio civile per i giovani. «È necessario  - conclude Cavalletti  - che la riforma porti a un sistema che superi gli attuali conflitti tra stato, regioni ed enti. Il 15 dicembre abbiamo ribadito alcune idee in ordine ai contenuti della riforma che a nostro avviso  potrebbero da un a lato qualificare la proposta del Governo e dall’altro aiutare ad uscire dalla polarizzazione delle posizioni sui temi più controversi».Tra le idee proposte: competenze nuove per  regioni ed enti locali in relazione alla promozione del servizio civile e alla sua verifica/valutazione nel momento in cui i progetti si realizzano; l’apertura agli immigrati; il contingente minimo; la formazione; l’articolazione della proposta su 5 giorni per 25 ore settimanali; lo status del volontario; la distribuzione territoriale del servizio civile.

dicembre 21, 2009 nella Bando nazionale, Esperienze, Idee, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La Russa: mininaia per 5.000 giovani all'anno

Secondo quanto riporta l'agenzia Reuters, saranno circa 15.000 i giovani che nei prossimi tre anni, secondo le aspettative del ministro della Difesa, on. Ignazio La Russa, prenderanno parte alla cosiddetta "mini-naja", un periodo di alcune settimane trascorso in caserma a stretto contatto con la vita militare. Parlando coi giornalisti in occasione dei tradizionali auguri di fine anno alla stampa, La Russa ha detto che il suo Ministero sta predisponendo l'inserimento nel prossimo decreto di finanziamento delle missioni di fondi per lo svolgimento della mini-naja ogni anno per i prossimi tre. «Con l'apporto del ministro della Giustizia Alfano e del ministro dell'Interno Maroni - ha dichiarato La Russa -, vorremmo riuscire ad avvicinare fino a 5.000» all'anno tra ragazzi e ragazze, contro i 150 che l'estate scorsa hanno trascorso la mini-naja in una caserma degli alpini, primi a fare questa esperienza. Lo "stage atletico-militare formativo", come lo definisce il ministro, durerà tre settimane rispetto ai 15 giorni dell'estate scorsa e al mese a cui il ministro aveva pensato inizialmente, e ogni anno i turni saranno due, indicativamente tra luglio e settembre. «Sarà un'esperienza che in qualche modo inciderà sulla formazione dei nostri giovani», ha commentato La Russa. Leggi qui in PDF anche un articolo dal Corriere della Sera.

dicembre 21, 2009 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Il contributo dei giovani al servizio civile

Carmelo Interisano, Rappresentante nazionale dei giovani in servizio civile, ha portato il punto di vista dei volontari durante la presentazione dell'ultimo Rapporto della Cnesc.Rispetto al processo di riforma della legge in corso, ha ricordato inizialmente gli aspetti positivi contenuti nella proposta del Governo, come lo status, la copertura dei bandi rimasti deserti, la flessibilità. «Abbiamo dato parere favorevole in Consulta alla proposta di legge delega Giovanardi - ha detto Interisano -, intravedendo un miglioramento della  situazione attuale. Rimangono però delle critiche ad un documento che può essere sicuramente migliorato con la  collaborazione di tutte le parti interessate. Il servizio civile è e deve rimanere difesa della Patria con mezzi non violenti e non armati».

I giovani vorrebbero però che venisse superata l'attuale contrapposizione tra Governo e Regioni: «A nostro parere all'amministrazione centrale spetta il compito dell'unitarietà del SC alle regioni quello di intervenire nella valutazione (che può anche rimanere in parte affidata all'amministrazione centrale), individuando la priorità di intervento nei territori, il tutto in un clima di leale collaborazione. A tal proposito noi rappresentanti abbiamo lanciato una proposta di mediazione, capace di rendere partecipi entrambe le parti alla valutazione ad esempio ma, a quanto pare, non la si è ritenuta interessante e si preferisce lo scontro mettendo addirittura a rischio l'intero sistema».

«Compiere il servizio civile - ha poi precisato Interisano - significa formazione del cittadino nella consapevolezza dei suoi diritti e doveri, significa riscoperta da parte dei giovani cittadini dei valori fondanti della nostra Carta Costituzionale. Chiedo allora se i 170milioni del 2010 e i 125 del 2011 siano tutto quello che lo Stato sia  capace di investire nella costruzione dei propri cittadini. In caso di risposta positiva  allora c'è qualcosa che non va, non solo rispetto al servizio civile ma al paese nel suo complesso. Investire nella formazione dei giovani cittadini alla legalità, ai diritti ed ai doveri, alle necessità e situazioni che vivono quotidianamente nei nostri giorni significa risparmiare in futuro costi assai maggiori dovuti al degrado e alla decadenza della società futura».

Infine, il Rappresentante dei giovani in Consulta, lancia un appello: «In questo quadro lo stato centrale non può esimersi dal garantire una volta per tutte la previsione nella legge di riforma di un contingente minimo di 40.000 volontari all'anno, garantendo un finanziamento adeguato e sottraendo il sistema all'agonia finanziaria in cui il SC riversa. Che le Regioni debbano contribuire siamo d'accordo, ma partendo da quel contingente minimo e ampliando l'orizzonte del SC nazionale».

dicembre 18, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

15 dicembre e servizio civile

Oggi 15 dicembre, molti enti legati al servizio civile ricordano l'anniversario dell'approvazione della prima legge sull'obiezione di coscienza  e del servizio civile, la n. 772 del 1972. La Cnesc (Conferenza nazionale enti servizio civile), come ogni anno, in questa data presenta il suo Rapporto annuale, giunto all'XI edizione. Altre realtà come il Tesc (Tavolo degli enti di servizio civile) del Piemonte organizzano l'Assemblea regionale dei volontari e propongono lo spettacolo "VO.CI. Il servizio civile va in scena", mentre a Genova il Tavolo genovese degli enti di servizio civile sarà presente in tutta la città con decine di piccole iniziative. Sempre oggi, nel pomeriggio, a Napoli si terrà la giornata di formazione Servizio Civile in Campania "Energia Sociale", promossa dall'Assessorato alle Politiche Sociali e Politiche Giovanili della Regione Campania, per diffondere tra i giovani la cultura della cittadinanza.

dicembre 15, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La riforma del servizio civile nazionale/4

Logo_riforma Siamo alla quarta puntata del nostro approfondimento sui tre testi di legge di riforma del servizio civile nazionale. Questa volta parliamo un po’ di numeri, nel senso dell’orario e della durata dei progetti di servizio. La proposta del Governo, secondo quanto dichiarato sempre dall’on. Giovanardi, nasce anche con l‘intento di rendere il servizio civile più “flessibile” e vicino alle esigenze dei giovani che studiano o che, magari, si avviano al mondo del lavoro, alla luce delle analisi sulle motivazioni degli abbandoni.

Per questo, si indica nella legge di riforma una durata dei progetti non inferiore a 9 mesi e non superiore a 12, con almeno 20 ore a settimana, ma non di più di 36, per almeno 4 giorni. È prevista quindi una flessibilità oraria, con il compenso ai giovani che varierebbe in proporzione. Ricordiamo qui che originariamente il D.lgs. 77/2002, di attuazione della legge 64/2001, già prevedeva una durata di 1.200 ore annue, inferiore all’attuale pari a 1.400, e che l’aumento fu deciso agli inizi del 2005 col Decreto legge n. 7 del 31 gennaio 2005, poi convertito con legge n. 43 del 31 marzo dello stesso anno.

Le proposte dell’on. Rivolta (Lega nord) e dell’on. Farinone (PD) vanno sostanzialmente nella stessa direzione. Per la prima, la durata massima del servizio rimane di 12 mesi e sono possibili durate inferiori per specifici progetti. Le ore settimanale minime sarebbero 25 ore, con un monte ore annuo di 1.100 ore, e deve essere previsto almeno un giorno di riposo a settimana, nonché venti giorni di permesso retribuito. Per la proposta “Farinone”, la durata del servizio oscillerebbe tra i 9 e i 12 mesi, da un minimo di 20 ad un massimo di 36 ore a settimana, «ovvero monte ore mensile minimo di 80 ore e massimo. di 144». I giorni di riposo settimanali posso andare da almeno 1 a un massimo 3, nonché 2 giorni di permesso retribuito al mese, sempre con almeno un giorno di riposo settimanale. Il compenso per i giovani, stabilito dal Governo, varierebbe anche qui in proporzione alla durata del servizio.

Merita qui ricordare che la possibilità di avere una durata diversa dei progetti esisterebbe già adesso. Infatti il D.lgs. 77/2002, al comma 3 dell’art. 3, prevede che «il servizio civile ha la durata complessiva di dodici mesi. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le amministrazioni dello Stato interessate, la durata del servizio può essere prevista o articolata per un periodo maggiore o minore in relazione agli specifici ambiti e progetti di impiego».

dicembre 14, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Interrogazione parlamentare sul servizio civile/2

Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci, risponde ai dubbi sollevati dall'interrogazione parlamentare dell'on. Rivolta della Lega Nord, in merito al corso "I giovani progettano lo sviluppo del territorio" e al coinvolgimento dell'Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc). Borrelli spiega che «l’onere di accompagnare durante la fase di progettazione i quasi 30 giovani stagisti è dello Staff di Progettazione di Amesci. E per garantire ai giovani un confronto diretto con l’Unsc, che ha appena approvato il nuovo prontuario sulla progettazione, è stata richiesta la presenza di un esperto, nella sola qualità di intervento istituzionale, gratuito ed autorizzato, che presentasse gli obiettivi e le novità del nuovo documento». «Che l’Ufficio Nazionale accolga da anni inviti di questo genere avanzati dagli enti - ricorda poi il Presidente di Amesci - è una novità solo per coloro che di Servizio Civile non sanno nulla. Per altro, qualsiasi amministrazione pubblica invitata a momenti di confronto o di presentazione di linee e programmi operativi offre, compatibilmente con le proprie possibilità, ampia disponibilità alle parti interessate». Conclude Borrelli: «Chiudo questa breve e doverosa precisazione con l’augurio che tanta attenzione al Servizio Civile si trasformi presto nel concreto impegno del Parlamento ad approvare una legge più matura ed a concedere i fondi necessari a renderlo un’esperienza aperta a tutti i giovani Italiani». Leggi su Vita.it tutta la precisazione di Amesci.

dicembre 11, 2009 nella Idee, Normativa e progetti, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

"Energia sociale" del servizio civile in Campania/2

TAVOLO_RELATORI_Campania Si è svolta ieri a Napoli la conferenza stampa di presentazione delle iniziative e dei contenuti della campagna di comunicazione “Energia Sociale”, promossa dall'Assessorato per la sensibilizzazione, informazione e promozione delle attività del Servizio Civile in Campania. All’incontro, moderato dal giornalista Espedito Pistone, sono intervenuti, con l’Assessore alle Politiche Sociali e Politiche Giovanili della Regione Campania Alfonsina De Felice, il campione olimpico Pino Maddaloni, testimonial delle giornate formative per i volontari, l’attore Patrizio Rispo, che presenterà e guiderà gli incontri previsti dalla campagna di comunicazione, il dirigente del settore Politiche Sociali della Regione Campania Antonio Oddati, il dirigente dell’Ufficio Servizio Civile della Campania Antonia Stefania Gualtieri, e la referente del Comitato Promotore del programma di “Energia Sociale” Natalia Castaldo.

Il dirigente regionale Antonio Oddati e l’assessore Alfonsina De Felice hanno sottolineato l’impegno profuso dalla Regione Campania, anche dal punto di vista finanziario, per il Servizio Civile Nazionale in Campania, mentre il campione olimpico di judo, Pino Maddaloni, scelto dagli stessi volontari come testimonial, ha detto: «A mio modo di vedere ogni ragazzo difficile rappresenta una risorsa, un possibile futuro campione. Un ragazzo non può considerarsi o essere catalogato come uno sconfitto in partenza – ha incalzato il campione olimpico - bisogna solo insegnargli ad indirizzare bene la sua energia. Nella nostra palestra a Scampia abbiamo tanti esempi positivi. E anche il Servizio Civile è una esperienza positiva».

L’assessore regionale Alfonsina De Felice ha infine ricordato l'appuntamento del prossimo 15 dicembre a Napoli: «In occasione della Giornata Nazionale del Servizio Civile, Energia Sociale terrà una importante giornata formativa con tutti i volontari e gli enti della Campania presso il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli. Sarà una giornata di proficuo confronto e di partecipazione attiva, l’inizio di un percorso educativo e di comunicazione finalizzato alla diffusione del concetto di Servizio Civile quale esperienza collettiva di scambio di conoscenze e di esperienze che rendono possibile il raggiungimento di scopi altrimenti non perseguibili a livello individuale».

dicembre 11, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Giornata mondiale dei diritti dell'uomo

Si celebra oggi la 61a Giornata mondiale dei diritti dell'uomo, nella ricorrenza dell'adozione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, il 10 dicembre 1948 con la risoluzione 217A (III) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Costituita da un preambolo e da 30 articoli, la Dichiarazione riconosce i diritti e le libertà fondamentali di ogni uomo “come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni”. E proprio oggi la Rete italiana per il disarmo e la Campagna Sbilanciamoci! rilanciano l'appello per dire no all’acquisto di 131 nuovi cacciabombardieri F35, per trasportare anche ordigni nucleari, dal costo complessivo di 16 miliardi di euro.

dicembre 10, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Il Volontariato italiano e il servizio civile

Nei giorni scorsi si è svolta a Roma l'Assemblea del Volontariato italiano, chiusa poi con l'approvazione di un “Documento Conclusivo”, il quale riprende interamente il discorso di saluto del Presidente della Repubblica, esprime una forte richiesta di continuare il processo interno ed esterno avviato ed individua le priorità del lavoro comune del volontariato. Tra gli ambiti di intervento proposti, viene indicato anche «il consolidamento dell’esperienza del Servizio Civile Volontario rendendolo un diritto esigibile per i giovani e identificando nel terzo settore un luogo privilegiato dove svolgere l’esperienza». Leggi qui tutto il "Documento Conclusivo" in formato PDF.

dicembre 10, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

XI Rapporto Conferenza nazionale enti per il servizio civile

Si terrà martedì 15 dicembre prossimo, presso l'Hotel Nazionale (Piazza Montecitorio, Roma) a partire dalle ore 10,30, la presentazione dell'XI Rapporto della Cnesc sul servizio civile in Italia.

dicembre 9, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Quali fondi per il servizio civile?

Vita.it riporta sul suo sito le cifre delle risorse dello scudo fiscale che saranno ripartite in Finanziaria, secondo un emendamento presentato ieri dal Governo. Tra le varie voci finanziate c'è anche il "5xmille" ma non risulterebbe, come ha già fatto notare a proposito dell'audizione del Ministro delle Finanze Tremonti, il servizio civile, per il quale invece il Sottosegretario on. Giovanardi aveva aperto nelle scorse settimane a qualche possibilità. Ma sull'uso dei fondi dello scudo fiscale il dibattito è aperto e c'è chi, come don Vinicio Albanesi, Presidente della Comunità di Capodarco, ha posto la questione proprio dell'opportunità per le associazioni del Terzo settore di utilizzare fondi provenienti «da chi, ingannando tutti, ha esportato denaro e ricchezze all’estero». «C’è un evidente stridore - precisa don Albanesi - tra chi crede nella solidarietà e chi la nega. Rinunciare è un segno di dignità e di coerenza. Purtroppo non tutti i gruppi e le associazioni possono permettersi di rifiutare una manciata di soldi. Nella povertà nella quale ci costringono, il non diventare complici assume almeno il valore morale di una piccola coerenza. E nega all’elemosiniere il diritto a chiamarsi generoso, giustificando un’operazione che è solo la sconfitta dei doveri di convivenza».

dicembre 4, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Volontariato e il "declino" del servizio civile

Si svolgerà oggi e domani a Roma l'Assemblea del Volontariato Italiano, convocata in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato e in vista dell’Anno Europeo del Volontariato. Questa mattina una rappresentanza di esponenti di associazioni di volontariato e del Terzo Settore incontrerà il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e saranno presenti anche i ministri del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi e dell'Interno Roberto Maroni. Al centro dei lavori dell'Assemblea la situazione attuale del mondo del volontariato, tra dubbi e finanziamenti scarsi. E in un articolo apparso ieri su il Corriere della Sera, Fausto Casini, coordinatore della Consulta del Volontariato, mette tra le difficoltà anche il "declino del servizio civile". Casini ricorda come «quest'anno sono partiti soltanto 25mila giovani, i fondi messi a disposizione sono sempre meno». Il rischio è che «i ragazzi del servizio civile finiscono per lavorare negli uffici delle Regioni o dei Comuni e le associazioni di volontariato si devono accontentare delle briciole», anche perchè si ricorda che nel nuovo Prontuario per i progetti, "il lavoro a fianco di altri volontari non farà più guadagnare punti in graduatoria", come invece avveniva prima. Leggi qui tutto l'articolo in PDF.

dicembre 4, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Nuove adesioni "per la rinascita del servizio civile"

I promotori dell'appello “Per la rinascita del servizio civile”, lanciato lo scorso ottobre da molti enti di servizio civile lombardi, tra cui Mosaico, Cesc-Lombardia, Anci Lombardia e Cisl Lombardia, fanno il punto sulle adesioni. Sarebbero più di 100 gli enti, del privato sociale e pubblici, che si sono aggiunti al primo ampio gruppo di 600 realtà promotrici, portando ora gli aderenti ad un totale di 721.

«L'elenco aggiornato degli aderenti  (rintracciabile al link http://www.cesclombardia.it/risorse/appello/appello.htm ) - secondo un comunicato stampa diffuso oggi -, da uno spaccato fedele di quello che è l'arcipelago del servizio civile in Italia: dalla Provincia autonoma di Bolzano a quella di Reggio Calabria, dal piccolo comune della bassa padana a comuni capoluogo come Firenze o Livorno, dalle decine di associazioni e cooperative sociali di tutta Italia al Centro Servizi per il volontariato dell'Aquila, dalla Federazione Volontari per il Soccorso a molte ASL ed Aziende Ospedaliere». Per gli organizzatori «l'appello, con le nuove adesioni (che arrivano al comitato promotore con la media di 3-4 al giorno), sta rapidamente trasformando la sua connotazione da "lombarda" a "nazionale": gli enti promotori sono in particolar modo soddisfatti dalla forte adesione arrivata dalle regioni del sud e delle isole, dimostrazione concreta di come la regionalizzazione del servizio civile sia un'esigenza condivisa su tutto il territorio nazionale». Leggi qui tutto il comunicato stampa [PDF] e l'elenco ad oggi degli aderenti [PDF].

dicembre 3, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Sbilanciamoci! sul servizio civile nazionale/2

Ieri vi abbiamo presentato i dati contenuti nel Rapporto 2010 della campagna "Sbilanciamoci!", con le sue proposte alternative alla legge finanziaria. Ma nel Rapporto di quest'anno è presente anche un piccolo approfondimento della riforma in corso della legge sul servizio civile, con alcuni specchietti riassuntivi sui punti essenziali dei tre testi di riforma attualmente esistenti (Governo, Lega Nord e Partito Democratico), secondo quanto stiamo già facendo in questo periodo sul nostro blog.

In particolare, vengono messe a confronto le finalità del servizio civile nazionale, la durata e l'orario, la composizione del Fondo nazionale, la determinazione del contingente annuo e il riparto delle competenze. Quest'ultimo, uno dei punti più controversi del dibattito, è riportato con un refuso (come ci ha fatto notare un attento lettore), e merita un chiarimento: le  proposte della Lega e del Pd danno alle Regioni/P.A. le competenze esclusive di valutazione su tutti i progetti, sia degli enti locali che nazionali, lasciando all'Unsc quella sui progetti all'estero o, nella proposta del PD, per specifici progetti riguardanti emergenze nazionali.

Non mancano poi su questi punti le proposte. Oltre a chiedere più fondi, elevando per i prossimi tre anni lo stanziamento a 250 milioni di euro l’anno, il Rapporto chiede tra l'altro di considerare il servizio civile «adempimento non armato e nonviolento al dovere costituzionale di difesa della Patria da parte dei giovani italiani» ma anche quale «strumento per l’educazione alla cittadinanza attiva dei giovani residenti in Italia (stranieri compresi)», «regolare in maniera costruttiva il rapporto tra Stato e Regioni, affidando accreditamento e progettazione all’UNSC e formazione, controllo e monitoraggio alle Regioni» e «prevedere un contingente minimo con i fondi statali di almeno 40mila giovani l’anno, che potrebbero raddoppiare se anche le Regioni partecipassero al Fondo del Servizio Civile».

dicembre 3, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Sbilanciamoci! sul servizio civile nazionale

Sbilanciamoci2009 Il 1° dicembre scorso, a Roma, la campagna "Sbilanciamoci!" ha presentato il suo Rapporto 2010 che contiene le proposte alternative alla legge finanziaria e agli altri decreti anti-crisi presentati nel 2009. Come tutti gli anni, ampio spazio è dedicato all'uso dei fondi in ambito militare e alle idee per rilanciare il servizio civile nazionale, tanto più in questo momento in cui si sta discutendo la sua riforma. «L’apparato militare - si ricorda subito a pag. 53 del Rapporto - costa al contribuente oltre 23 miliardi di euro l’anno, quello civile appena 170milioni di euro, di fatto si è creata una difesa di serie A e una di serie D».

La situazione del servizio civile viene descritta così: «Su circa 500mila giovani italiani fra i 18 e i 28 anni disponibili ogni anno a svolgere servizio civile, accedono solo 25mila, pari al 5%; e che gli enti vengono sommersi da richieste burocratiche, che implicano anche investimenti economici per poi subire forti tagli nei progetti finanziati. Si è aperto poi un conflitto fra Stato e Regioni che ufficialmente si manifesta come una profonda divergenza legata alle finalità del servizio civile, ma in realtà è legato alla gestione dei fondi e della valutazione dei progetti. Occorre altresì riconoscere che l’Ufficio Nazionale non ha mai fatto molto per caratterizzare il servizio civile nazionale come difesa della Patria. Anche il Comitato per la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta che ha terminato il suo secondo mandato il 31 dicembre 2008, dopo quasi un anno non è ancora stato rinominato». Scarica qui tutto il Rapporto in formato PDF [1,84 Mb].

dicembre 2, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Manifestazione della Fish e della Fand

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH) e la Federazione Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità (FAND) - organizzazioni che complessivamente rappresentano la quasi totalità del movimento associativo italiano per i diritti delle persone con disabilità - domani 3 settembre celebrano la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, attraverso una iniziativa congiunta di sensibilizzazione, rivolta alle Istituzioni e alla pubblica opinione, che si svolgerà a Roma. Questo incontro sarà anche occasione per le due associazioni di ribadire le loro richieste nei confronti del Governo e del Parlamento, tra cui il supporto ai progetti per il servizio civile nazionale rivolti al sostegno della disabilità grave.

dicembre 2, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Appello di Libera per i beni confiscati

Libera, "Associazioni, nomi e numeri contro le mafie", per voce del suo presidente don Luigi Ciotti, ha lanciato un appello per il ritiro di un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, che prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. «E' facile immaginare - scrive don Ciotti -, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato». «Si rafforzi, piuttosto,  - è la proposta di Libera - l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra"».

dicembre 1, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Si parla di servizio civile

0911Segno_AC "Segno", il mensile dell'Azione Cattolica Italiana, con Paola De Lena ha intervistato nel numero di novembre don Giancarlo Perego, che fa un bilancio ed indica alcune prospettive del servizio civile nazionale. Leggi qui tutto l'articolo in PDF.

dicembre 1, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Quale riforma per il servizio civile?/3

0911Mosaicodipace Sul numero di questo mese di "Mosaico di pace", il mensile di Pax Christi, continua il dibattito intorno alla riforma del servizio civile nazionale. Dopo Diego Cipriani, ex Direttore dell'Unsc, e Licio Palazzini, Presidente di Arci Servizio Civile e della Consulta nazionale del servizio civile, è la volta di don Giancarlo Perego, di Caritas Italiana. Scrive don Perego :«Il servizio civile in riforma non può sconfessare la complessità di una città nuova nelle sue persone, nella sua politica, nei suoi interessi. Il “capitale sociale” del servizio civile più che dato dal valore aggiunto, pure significativo, in termini di servizi, è in realtà dato dal valore aggiunto in termini di educazione alla pace e alla cittadinanza. In questo senso la riforma non può più partire dal semplice “progetto di servizio”, ma da un “progetto di relazioni” nella comunità in cui il giovane vive, con altri giovani, con altri paesi del mondo». Infine un appello e un auspicio di don Perego: «Sulla “scuola del servizio civile” non possono giungere solo le risorse residuali: è un capitolo fondamentale dell’educazione dei giovani alla pace e alla cittadinanza. Potrebbe essere realmente il più bel regalo per i 150 anni dell’unità d’Italia un nuovo servizio civile che sappia inaugurare la consapevolezza che il cammino dell’unità di un Paese passa anche attraverso strumenti semplici e popolari come il servizio civile volontario». Scarica e leggi qui tutto l'articolo in PDF.

novembre 26, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La riforma del servizio civile nazionale/2

Logo_riforma Continuiamo il nostro approfondimento sui tre testi di legge di riforma del servizio civile, iniziato la scorsa settimana (vedi post precedente). Un dato formale emerge subito da un primo confronto: la proposta del Governo è in forma di legge delega, nata da un gruppo di lavoro di esperti costituito a partire dallo scorso dicembre, cui hanno contribuito anche le Regioni e gli enti nazionali. I contenuti della legge sono di indirizzo e rimandano a uno o più decreti legislativi che il Governo dovrà emanare entro un anno dalla entrata in vigore della legge. Le due proposte di legge depositate alla Camera in tempi diversi dall’on. Rivolta (Lega Nord) e dall’on. Farinone (PD) sono invece più precise ed articolate, e presentano inoltre non pochi elementi in comune.
Diversi anche i principali riferimenti costituzionali di fondo: gli artt. 52 e 117 per il ddl. del Governo, il nuovo “Titolo V della Costituzione” per le proposte “Rivolta” e “Farinone”. [Continua]

novembre 25, 2009 nella Idee, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Si parla di servizio civile

Scarpdetenis_nov2009 "Scarp de’ tenis" è il mensile di strada che, fin dalla sua nascita nel 1996, cerca di coinvolgere decine di persone senza dimora, gravemente emarginate, in situazione di povertà, disagio, dipendenza. Diffuso all'inizio a Milano, ha poi ampliato le sue redazioni a Torino, Napoli, Genova e, più di recente, a Vicenza, Rimini, Firenze, Catania e Palermo, grazie alla partnership con Caritas Italiana. Nel numero di questo novembre (n. 136, novembre 2009), dedica un ampio approfondimento alla situazione attuale del servizio civile, con una riflessione sulla sua riforma e le testimonianze delle realtà coinvolte sul territorio e dei giovani volontari. Scarica e leggi qui tutti gli articoli in PDF [570 Kb].

novembre 12, 2009 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Un anno a servizio degli altri

Oltre al servizio civile nazionale, esistono altre proposte per i giovani che vogliono impegnarsi per gli altri. Ad esempio, nella puntata dello scorso 2 novembre di "Ecclesia", la rubrica de "La Buona Novella", trasmissione settimanale di "Radio Voce" della Diocesi di Brescia, Betty Cattaneo intervista Diego Mesa, responsabile della caritas diocesana, insieme al volontario Marco Maffeis, sull'esperienza dell'Anno di volontariato sociale. Promosso da Caritas Italiana, attraverso le caritas diocesane come quella di Brescia, questa proposta formativa, complementare a quella del servizio civile nazionale, è aperta ai giovani, italiani o stranieri dai 16 ai 30 anni, che vogliono vivere un'esperienza di servizio con i poveri e gli emarginati per un periodo più o meno lungo. 17 i ragazzi, uomini e donne, attualmente impegnati nei progetti in corso a Brescia, per un impegno volontario gratuito che va dalle 75 alle 100 ore al mese, che prevede anche la formazione e le attività di promozione nelle scuole. Ascolta tutta l'intervista audio a questo link...

novembre 11, 2009 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Nuova campagna di Arci servizio civile

Secondo quanto segnala Vita.it, dopo l'Anpas anche Arci Servizio Civile ha realizzato una campagna di comunicazione «per denunciare il costante ed esponenziale taglio alle risorse e la conseguente diminuzione di giovani in Scn: "Qui si fa servizio civile"». «Dal prossimo 16 novembre» - spiega Licio Palazzini, Presidente di Asc -, in tutte le sedi di servizio civile operative verranno affisse due diverse locandine: una con lo slogan "Qui si fa servizio civile" segnalerà le sedi in cui sono presenti giovani in servizio civile, e l’opportunità loro offerta di crescere ed essere utili alla comunità; l’altra con la frase "Qui non si fa servizio civile" indicherà invece le molte, troppe sedi senza giovani in servizio civile. In tale modo intendiamo portare all’attenzione di tutti i cittadini come, a causa dei tagli ai fondi statali, quest’opportunità sia negata alla maggior parte dei ragazzi che ne hanno fatto richiesta». Leggi tutto l'articolo a questo link...

novembre 10, 2009 nella Appuntamenti, Bando nazionale, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Caritas Italiana e la riforma del servizio civile

IC0909 Su "Italia Caritas" di questo mese (n. 9, novembre 2009), un articolo di Fabrizio Cavalletti fa il punto sulla riforma del servizio civile nazionale, evidenziando le obiezioni e le richieste di Caritas Italiana. Nelle stesse pagine si possono trovare un'intervista al Sottosegretario con delega al servizio civile, on. Giovanardi, e le testimonianze che arrivano da molte Caritas diocesane d'Italia, con una paronamica sulle diverse situazioni che vivono in questo momento. Leggi tutti gli articoli qui in PDF...

novembre 10, 2009 nella Bando nazionale, Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Liguria: progetto "Amicus" di servizio civile all'estero

Dopo l'Ufficio nazionale del servizio civile, anche la Regione Liguria ha vinto il bando europeo di progettazione "Amicus", per far svolgere sei mesi di servizio civile all'estero, presso organizzazioni di Paesi dell'Unione Europea che si occupano di servizi sociali. "Amicus Regional Service: Course for the European networking", progetto europeo di cui la Liguria è capofila, coinvolgerà 30 ragazze e ragazzi con cittadinanza europea residenti in Liguria e nelle regioni limitrofe di eta' compresa tra 18 e 28 anni.

Secondo quanto riportato dall'Asca, «il progetto e' stato illustrato questa mattina dal vicepresidente della Regione Liguria Massimiliano Costa insieme ai partners europei del progetto. A partire, nel mese di febbraio, saranno 30 giovani che, dopo una selezione e una settimana di formazione, potranno scegliere di andare in uno degli otto Paesi europei coinvolti nel progetto: Francia, Spagna, Germania, Slovacchia, Polonia, Romania, Finlandia e Svezia». «Questo progetto, che portiamo avanti in Liguria per la prima volta - afferma Costa - mette insieme l'aspetto di educazione alla cittadinanza attiva, tipico del servizio civile, con quello della mobilita' giovanile, che sempre piu' deve diventare una tappa obbligata nel percorso di crescita e formazione dei nostri giovani». Durante i sei mesi di servizio civile, i giovani parteciperanno a diversi momenti di formazione per elaborare l'esperienza che stanno vivendo; inoltre, al termine del percorso, dovranno presentare una sorta di tesina in cui avranno raccolto dati e informazioni sulla legislazione in materia di volontariato e Terzo settore del Paese che li ospita. La particolarità di questo progetto è infatti la costruzione di un sistema europeo per il volontariato ed il servizio civile dei giovani. Tutto il progetto si concluderà nel dicembre del 2010 con la presentazione dei risultati. Ai giovani verrà assicurato vitto e alloggio e riceveranno un compenso aggiuntivo stabilito dall'Unione Europea che varia da paese a paese da un massimo di 125 euro, a un minimo di 60 euro mensili. Dal 3 novembre al 3 dicembre sarà aperto il bando per la selezione dei 30 giovani che verrà pubblicato sui siti della Regione Liguria, ARSSU e sul bollettino ufficiale regionale.

ottobre 21, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Europa, Idee, Normativa e progetti, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Puglia: incontro di riflessione sul servizio civile

Per domani, 22 ottobre, l’Assessore regionale alle Politiche Giovanili, Guglielmo Minervini, ha convocato una riunione con gli Enti per una riflessione sul servizio civile nazionale in Puglia e sulla sua riforma. L'incontro, che giunge come immediata risposta alla richiesta dell'Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Cellamare, Gianluca Vurchio, inizierà alle ore 9.00 e si terrà a Bari, presso la Sala Conferenze dell’Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia (Lungomare Nazario Sauro).

ottobre 21, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Normativa e progetti, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Parlano i delegati dei giovani in servizio civile

Su "Servizio civile magazine", Giuseppina Ascione continua nella sua serie di interviste ai delegati regionali dei giovani in servizio civile. Negli ultimi due articoli, è la volta di Ivan Fatica, rappresentante del Lazio, e Rosanna Accordo, della Lombardia.

ottobre 21, 2009 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Intervista all'on. Farinone sulla riforma del servizio civile

Intervistiamo l'on. Enrico Farinone del PD, primo firmatario in Parlamento di un testo di riforma del"Servizio civile nazionale", che si affianca a quella del Governo e a quella dell'on. Rivolta (Lega Nord).

Domanda. Onorevole, lei è firmatario di una proposta di legge sul servizio civile nazionale. È una sua iniziativa? Ha una seguito tra i suoi colleghi di opposizione? Come nasce questa proposta?
Risposta. È  una mia iniziativa assunta sulla base di informazioni ricevute parlando con operatori del settore e giovani che hanno fatto l'esperienza del servizio civile. La proposta sta cominciando ad avere un certo seguito, tanto è vero che sinora è stata sottoscritta da quasi 50 colleghi del Pd.

D. Il suo testo si va ad aggiungere a quello presentate dall’on. Rivolta (Lega Nord) e al disegno di legge delega dell’on. Giovanardi (Governo). Quale confronto immagina o auspica in Parlamento e quale linea porterà avanti il suo gruppo?
R. Cosa farà il Gruppo è ancora presto per dirlo. Certamente se ne parlerà, e il fatto che la proposta sia stata sottoscritta da tanti colleghi aiuterà nel dibattito interno. Credo che la cosa migliore sia riuscire a "calendarizzare", come dicono qui in Parlamento, in Commissione le proposte presenti per cercare di trovare un accordo su un testo unificato. Naturalmente ciò presuppone un accordo politico, perché, come è noto, le proposte di legge sono molte ma quelle che arrivano anche solo ad essere poste in agenda sono poche! Vedremo, siamo solo ai primi passi.

D. La sua proposta di legge, in effetti, sposta molto il baricentro del servizio civile verso le Regioni e PA, mentre la proposta di Governo è più “centralista”, pensa si potrà trovare un punto di incontro?
R. Francamente sono due ottiche diverse. L'on. Giovanardi, poi, non mi sembra molto disposto a mediare. Le leggi però le fa il Parlamento e su questo punto sono convinto che non solo la Lega, per ovvii motivi, ma anche altri settori della maggioranza ragionino in ottica regionale invece che centrale. C'è spazio, credo, per una bella azione parlamentare (a meno di veti governativi verso la sua maggioranza).

D. Entrando più nel dettaglio della sua proposta, quali sono secondo lei gli elementi da rimarcare o di novità rispetto all’attuale servizio civile?
R. Innanzitutto mentre l'on. Giovanardi inquadra il Servizio Civile solo nel concetto di "difesa nazionale" io ne valorizzo anche l'altra finalità originaria, ovvero la crescita formativa dei giovani. In secondo luogo, poiché il servizio civile si espleta sul territorio, la ratio della mia proposta di legge è nel trasferire a Regioni e P.A. la valutazione di tutti i progetti inerenti i loro territori. Ciò anche al fine di consentire una maggiore sinergia tra politiche di sviluppo del territorio e servizio civile. Al di là dei dettagli, vorrei dire che il "nocciolo riformatore" di questa proposta è il decentramento regionale del Servizio Civile.

D. Gli enti della Cnesc hanno chiesto di pensare ad un “servizio civile del futuro” e per questo hanno tenuto un convegno lo scorso 30 settembre. Non si tratta solo di maggior finanziamenti, ma anche di pensare ad un sistema migliore, aperto magari anche a più giovani (immigrati, disabili, ecc…), che valorizzi questa esperienza e la scelta dei giovani, nonché la sua funzione educativa. Cercherete un confronto anche con questi enti? E su quali temi?
R. Questo è un tema che per definizione richiede il confronto con chi opera su il campo. È  evidente che se l'iter parlamentare dovesse avviarsi effettivamente si dovrà interloquire con tutti i soggetti interessati. L'obiettivo di una nuova normativa non potrebbe che essere il miglioramento rispetto alla situazione presente.

D. On. Farinone, un’ultima domanda. L’aspetto economico rimane però centrale. Crede si possa risolvere solo con la partecipazione degli enti o il Governo dovrebbe aumentare i finanziamenti?
R. Punto critico. Credo il Governo dovrebbe aumentare i finanziamenti. Ma le risorse sono scarse. Come sempre, però, si tratta di operare delle scelte, stabilire delle priorità.

ottobre 14, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Emilia Romagna: il Copresc di Piacenza per la riforma del servizio civile

Il COPRESC (Coordinamento provinciale Enti di servizio civile) di Piacenza, riunitosi nei giorni scorsi sotto la presidenza dell'Assessore provinciale competente Pierpaolo Gallini, ha approvato all'unanimità un documento nel quale chiede che "la riforma del servizio civile volontario sia veramente adeguata alle esigenze del Paese". La nota verrà discussa anche con i Parlamentari piacentini e propone, tra l'altro, la sperimentazione di progetti aperti a cittadini stranieri, un contingente minimo annuo di 100.000 unità e misure di flessibilità negli orari e nella durata dei progetti. Leggi tutta la notizia qui...

ottobre 9, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La Russa risponde sulla mini-naia

Nella seduta del Senato dello scorso 1 ottobre, il ministro della difesa, on. La Russa, ha risposto verbalmente, durante un "question time", ad alcune domande sulla mini-naia.

Per il ministro la mini naja non deve «essere considerata una promozione per l'avvicinamento al servizio militare a tempo prefissato o a tempo indeterminato. Al contrario, la ratio della mini naja è esattamente opposta: poiché oggi non esiste più il servizio di leva e non si può pensare che tutti i ragazzi vogliano fare il militare professionalmente, intendiamo offrire un'opportunità a coloro che hanno già deciso di non fare professionalmente il militare, ma vogliono avere una vicinanza con i valori che promanano dalle Forze armate, primo tra tutti l'amore per la Patria, ma anche le capacità tecnico-atletiche e la preparazione al volontariato che consegue alla mini formazione». Anche per questo, dopo l'attuale sperimentazione nel corpo degli alpini, dove 145 ragazzi e ragazze stanno svolgendo uno stage di 15 giorni, «è mia intenzione - ha detto il ministro - vedere in un futuro breve di allargare l'esperienza anche ai parà della Folgore e del Tuscania e nella Marina, nel reggimento San Marco». La mini naja, ha proseguito, a regime dovrebbe essere più lunga: non più due settimane, ma un mese. I questo modo comunque «oggi, con questi ragazzi vi sono 200 nuovi aderenti all'Associazione nazionale alpini (ANA), che è così meritoria e meritevole nelle azioni di volontariato» poiche' i partecipanti avranno il diritto di aderire all'associazione in qualità di "soci aggregati", ha dichiarato La Russa, anche se la cosa era stata precisata in altri termini dal Presidente dell'ANA stesso, Corrado Perona [PDF]. Sui costi, La Russa ricorda infine che: «Tutto ciò è costato 450.000 euro, presi dai risparmi che io personalmente mi sono curato di far operare su altre voci del bilancio della Difesa».

ottobre 9, 2009 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack