Entro l'anno la mini-naja
In una intervista su "la Stampa" di oggi, il ministro della difesa, on. La Russa, torna a proporre la "mini-naja" con un disegno di legge da approvare entro fine anno, dopo la recente bocciatura della sua proposta alle Camere. Nei giorni scorsi a questo tema abbiamo dedicato due nostri piccoli approfondimenti sui costi e sulle alternative. Leggi qui tutta l'articolo in PDF.
marzo 15, 2010 nella Idee, Normativa e progetti | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
L'obiezione di coscienza e il suo valore oggi
"Mosaico dei giorni" è la rubrica quotidiana di "Mosaico di Pace", a cura di Tonio Dell'Olio della redazione del mensile, che vuole «ripescare un fatto per riproporlo all'attenzione dei lettori con una luce nuova». In questo giorno in cui si ricorda san Massimiliano, "protettore" degli obiettori di coscienza, ci sembra interessante richiamare il commento del 10 marzo scorso che parte da un passo di un'intervista del prof. De Rita, Presidente del Censis, per rimarcare il valore della testimonianza di don Lorenzo Milani e dell'obiezione di coscienza. Leggi qui tutto l'articolo.
marzo 12, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, San Massimiliano | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Mininaja o Alternaja? L’iniziativa di Arci Servizio Civile Roma
Dopo le nostre considerazioni di ieri sulla "mini-naja", ospitiamo oggi il contributo di Andrea Morinelli, di Arci Servizio Civile Roma, che ci racconta la loro proposta di laboratori di servizio civile, detta "alter-naja", lanciata lo scorso anno.
«Mentre il Ministro della Difesa La Russa continua a portare avanti la sua idea di Mininaja, uno stage formativo di tre settimane da svolgersi presso le caserme di vari corpi armati dello stato, per “rafforzare la conoscenza e la condivisione dei valori che le Forze armate promanano”, già da un anno Arci Servizio Civile Roma ha intrapreso l’iniziativa di organizzare laboratori di servizio civile, denominati Alternaja. Si tratta di un periodo volontario utile ad avvicinare i ragazzi ad attività di Educazione alla Pace con un impegno di tre mesi nella comunità, tramite soggetti noprofit, in modo non estemporaneo, compreso all’interno di un progetto portato avanti nell’ambito della promozione culturale, sociale, ambientale e dei diritti, di tutela del patrimonio artistico.
A seguito di una formazione generale sui temi della pace, nonviolenza, democrazia e legalità, e di una specifica relativa al progetto, i volontari selezionati vengono avviati alle attività del progetto prescelto.
Nel 2009 otto ragazzi hanno fatto questa esperienza presso Legambiente Lazio, Istituto Gramsci, Legambiente Nazionale, Uisp. In seguito 3 di essi hanno deciso di proseguire l’esperienza in modo più strutturato, tramite l’anno di Servizio Civile Nazionale. Nel 2010 altri dieci ragazzi sono stati selezionati per progetti di Legambiente Lazio, IsIAO, Lunaria, due dei quali hanno iniziato a febbraio l’esperienza, gli altri partiranno ad aprile.
Senza entrare nel merito delle visioni culturali radicalmente diverse che le due esperienze sottendono, Alternaja resta una esperienza organizzata dalla rete dei soci di ASC Roma, utile ad avvicinare ragazzi al mondo del terzo settore, attraverso una esperienza a tempo, che può poi consentire di effettuare in modo più consapevole la eventuale scelta del servizio civile nazionale e di un eventuale ulteriore impegno nel mondo noprofit. Contemporaneamente tramite questo laboratorio di Alternaja, si ha un valore aggiunto alle attività che la rete di ASC Roma svolge nella propria comunità di riferimento.
L’esperienza è totalmente finanziata da ASC Roma e dai soci predetti, che forniscono ai partecipanti assicurazione, buoni pasto, tessera dei mezzi pubblici, formazione, monitoraggio, attestato spendibile in fase di selezione al SCN.
Per fare un paragone con la proposta di mininaja, che pesa sulle spalle del contribuente per 63,32 € al giorno, Alternaja ha un costo di circa 7,42 € al giorno. Mentre per il servizio civile i soldi non ci sono mai, per altre esperienze si trovano! La famosa finanza creativa? Infine una domanda: al di là delle visioni culturali predette, nella sostanza, quanto può incidere una esperienza di 3 settimane, rispetto ad esempio a 3 mesi strutturati su un progetto ben preciso? Non c’è il rischio che la Mininaja si risolva in una allegra scampagnata/vacanza alle spese del bilancio dello stato?».
marzo 12, 2010 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Ma quanto costa la mini-naja?
Proposta dal Ministro della difesa, on. La Russa, ma poi ha ritirata alle Camere, la mini-naja per ora non si farà. Ma cosa prevedeva l'emendamento del Governo e, soprattutto, quali erano i suoi costi? Partita in forma sperimentale per 150 giovani lo scorso settembre, la cosidetta "mini-naja", ossia uno stage formativo presso le caserme, nell'idea del ministro doveva ampliarsi. Corsi di formazione a carattere teorico-pratico, della durata massima di tre settimane, per giovani dai 18 ai 30 anni, «nell'ambito delle iniziative per la diffusione dei valori e della cultura della pace e della solidarietà internazionale tra le giovani generazioni, tendenti a rafforzare la conoscenza e la condivisione dei valori che le Forze armate promanano». Secondo quanto previsto nell'emendamento i giovani ammessi ai corsi, 15.000 in tre anni, avrebbero assunto «lo stato di militari, contraendo una speciale ferma volontaria di durata pari alla durata del corso» e sarebbero stati tenuti «all'osservanza delle disposizioni previste dagli ordinamenti di Forza armata». Per questa iniziativa, era in programma uno stanziamento di quasi 20milioni di euro in tre anni, che fanno più di 1.300 euro a giovane. Per avere un'idea, un volontario in servizio civile "costa" al giorno 14,46 euro di compenso, che diventano 24,46 se vogliamo considerare anche un eventuale vitto ed alloggio, ma il suo impegno è annuale. Un giovane in mini-naja, per uno stage di appena 21 giorni, sarebbe costato allo Stato 63,32 euro al giorno, più del doppio.marzo 11, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Ancora su servizio civile e BNL
Nell'ultimo numero di febbraio del settimanale "Vita" (n. 7, 26/02/10), è stata pubblicata una lettera di chiarimento di Francesco de Conciliis, del Servizio Media Relations di Bnl-Gruppo Bnp Paribas, sulla questione della convenzione per le nuove modalità di pagamento dei compensi dei giovani in servizio civile. Questo cambiamento ha suscitato fin da subito varie proteste nonchè un'interrogazione parlamentare dell'on. Rivolta (Lega Nord), ed anche noi vi abbiamo dedicato un ampio approfondimento su questo blog sui suoi aspetti più controversi. E anche dopo le precisazione di de Conciliis, rimangono dei punti poco chiari. Nella lettera si ricorda come «l’offerta Bnl è stata la più conveniente in una gara indetta dall’Unsc per i pagamenti su conto corrente», tuttavia questo bando sul sito dell'Unsc non risulta nell'apposita sezione pubblica (l'ultimo bando pubblico del 2009 è quello per l'assegnazione dei servizi informatici Helios). Inoltre «il conto proposto è gratuito fino al compimento dei 28 anni - afferma de Conciliis», ma va ricordato che la "gratuità" fino ai 28 anni è stata estesa solo successivamente (il conto originale prevede infatti i 27 anni come limite) e non è chiaro quali oneri avrebbero quei volontari che compissero i 28 anni durante il servizio. De Conciliis ritorna infine sul tema, a suo dire "strumentalmente sollevato", della campagna della "banche armate" e precisa: «Bnl opera nel più stretto rispetto della legge italiana e, in linea con la propria responsabilità sociale, circoscrive l’attività (flussi di pagamento) alle operazioni in ambito Ue e Nato, autorizzate dai ministeri competenti», cosa tra l'altro già prevista come obbligo dalla legge 185/90. Leggi qui tutta la lettera sul numero di Vita [PDF].marzo 8, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Il servizio civile per la donazione del sangue
marzo 6, 2010 nella Appuntamenti, Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
A rischio il futuro del servizio civile/2
In merito alle dichiarazioni del sen. Giovanardi, alla conferenza stampa di questa mattina, l'Associazione Obiettori Nonviolenti, attraverso il suo presidente Massimo Paolicelli, ha affermato: «Siamo contenti che, con un ritardo di circa 12 anni, il sottosegretario Carlo Giovanardi abbia sposato la nostra proposta che per il servizio civile si debba prevedere un meccanismo dove si decide prima quanti giovani occorrono per difendere la Patria senza armi e poi di conseguenza trovare i fondi necessari per farli partire». «Desta preoccupazione invece - prosegue Paolicelli - il fatto che Giovanardi rilasci queste dichiarazioni senza farle seguire dai fatti. Tanto che nel ddl di riforma del Servizio Civile Nazionale, da lui presentato, questo meccanismo non c'è e non è previsto neanche un contingente minimo da far partire con certezza. Desta poi maggiore preoccupazione il fatto che si rivolga al capo dello Stato per chiedere che il servizio civile continui a svolgere i suoi compiti: il capo dello Stato non ha questi poteri, ma li hanno sia il Presidente del Consiglio che il ministro dell'Economia, che continuando a tagliare i fondi del servizio civile ne stanno mettendo a rischio l'esistenza futura». Leggi la notizia anche sul sito di Vita.it.marzo 3, 2010 nella Appuntamenti, Bando nazionale, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Anci: più risorse per il servizio civile
Commentando la protesta della Fand (Federazione Associazioni Nazionali Disabili), iniziata ieri davanti a Palazzo Chigi, per chiedere che venga accordata fin da subito la quota del 20% dei volontari ai progetti di servizio civile destinati ai disabili gravi, Ilaria Bugetti, delegata ANCI per le tematiche legate al servizio civile e membro del Comitato per la Difesa civile non armata e nonviolenta, ha affermato come «l’ANCI ritiene che tale mobilitazione sia sicuramente giusta e motivata poichè dignitosi e imprescindibili sono i diritti da riservare alle persone disabili e con grandi difficoltà, ma ritiene che il problema sia di carattere generale e che la coperta corta stia scoprendo le membra, la testa e parte del corpo di tanti enti e istituzioni che hanno creduto nelle opportunità del servizio civile. Infatti - continua Bugetti - tale protesta nasce sicuramente dalle difficoltà in cui sono stati messi enti pubblici e no profit dalla revisione della nuova normativa e dalle misere risorse stanziate. Dimostrazione questa, da parte del Governo, di credere poco nel valore del servizio civile». Bugetti ha poi ricordato che «è necessario aumentare risorse atte a promuovere il servizio civile, strumento utile sia a far crescere e maturare i tanti giovani che così si avvicinano al pubblico e al sociale, sia il privato sociale e gli enti pubblici a potersi dotare di nuove e motivate risorse umane. Non dobbiamo mai dimenticare che al centro vanno messi i ragazzi, con le loro capacità e i loro diritti». «La battaglia giusta – conclude Bugetti - avrebbe certo maggiore effetto se ci trovasse tutti uniti a difendere il lavoro e la promozione sociale che sono insiti nel servizio civile volontario. Tutti insieme chiediamo maggiori risorse, decurtate in modo inaccettabile negli ultimi anni». Sempre ieri, la Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile) aveva ricordato in merito all'iniziativa della Fand la necessità che si garantisse «ad almeno 40.000 giovani all'anno di poter svolgere il servizio civile nazionale» ma di non essere disposta «né a fomentare né a partecipare a guerre tra poveri!».marzo 3, 2010 nella Idee, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Insediato il Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta
Si è insediato ieri 25 febbraio il Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta (Dcnan), che nella sua prima riunione, alla presenza del Sottosegretario con delega al servizio civile, on. Giovanardi, e del capo dell'Unsc, prof. Borea, ha eletto alla unanimità il prof. Pierluigi Consorti come Presidente e vice Presidente, il prof. Giuseppe Fioravanti. Consorti, già obiettore di coscienza, è docente universitario di "Legislazione del terzo settore", ha contribuito a fondare il Centro interuniversitario di studi sul servizio civile (CISSC) e partecipa al Comitato Dcnan dalla sua costituzione, presiedendolo dal 2005. Attualmente dirige il Centro interdisciplinare di ateneo "Scienze per la pace" dell'Università di Pisa, dove dal 2004 coordina il Master universitario sulla "Gestione dei conflitti interculturali ed interreligiosi". Il Comitato è stato nominato lo scorso 19 gennaio con Decreto del Sottosegretario Giovanardi, al quale di recente cinque esponenti del precedente Comitato si sono rivolti per chiedere chiarimenti sui criteri di scelta dei nuovi esperti.
febbraio 26, 2010 nella Appuntamenti, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Stop alla mini-naja (per ora)
Il Ministro della difesa, on. La Russa, ha ritirato ieri un emendamento che proponeva l'introduzione dell'esperienza della mini-naja per 15.000 giovani in tre anni, con un costo di 7,5 milioni di euro all'anno per corsi di tre settimane. Il ministro ha già annunciato che riproporrà la mini-naja in un altro occasione. L'on. Giovanardi, Sottosegretario con delega al servizio civile nazionale, ha difeso il provvedimento e la «generosità dei giovani», spinti alla mini-naja a suo dire «da ragioni ideali e non economiche». Approfondisci la notizia in questo articolo di "Avvenire"[PDF].
febbraio 26, 2010 nella Idee, Normativa e progetti | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Ancora una stop per la mini-naja
Dopo lo stop in Senato, tra le polemiche è stata rinviata ad oggi anche alla Camera la discussione sull'emendamento al decreto sul finanziamento delle missioni militari all'estero, che prevederebbe l'avvio della mini-naja, voluta dal Ministro della difesa La Russa. La notizia è riportata su Avvenire di oggi (leggi qui in PDF).febbraio 25, 2010 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Piemonte: ricerca sul valore educativo del servizio civile
Il Tavolo enti di servizio civile del Piemonte (Tesc) ha pubblicato sul suo sito il testo "Il Servizio Civile Nazionale: un percorso educativo di crescita e protagonismo per i giovani", frutto di un lavoro di studio negli ultimi due anni sul valore educativo del servizio civile. Scarica qui in PDF tutto il testo.febbraio 24, 2010 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Dove va il servizio civile nazionale?
Nell'ultimo numero del settimanale "Vita" (n. 7 del 26/02/2010) è raccontata la tavola rotonda, promossa dalla Redazione del magazine, sulla situazione attuale del servizio civile nazionale e la sua riforma. All'incontro, che si è svolto a Milano agli inizia di febbraio, hanno partecipato e portato il loro contributo Giambattista Armelloni, presidente di Acli Lombardia e dell'associazione Civitas, Fabrizio Cavalletti, responsabile dell'Ufficio servizio civile di Caritas italiana e componente del consiglio direttivo della Cnesc, Claudio Di Blasi, presidente dell'Associazione Mosaico, Egidio Longoni, responsabile dell'Ufficio servizio civile di Anci Lombardia, e Licio Palazzini, presidente di Asc - Arci servizio civile e della Consulta nazionale per il Scn. Leggi qui tutto l'articolo in PDF.febbraio 23, 2010 nella Esperienze, Idee, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Le armi non conoscono crisi
Su "Famiglia Cristiana" dello scorso 7 febbraio, un articolo di Roberto Zichitella riprende alcune recenti iniziative che hanno riproposto la questione dell'aumento continuo delle spese militari in Italia. Tra queste, il Convegno sul disarmo proposso lo scorso 30 gennaio dalla Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, da Caritas Italiana e da Pax Christi, nonchè la presentazione il 26 gennaio de “Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane”, libro scritto da Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca, edito da "Altreconomia". Alla presentazione ha partecipato anche il Sottosegretario alla difesa, on. Crosetto, che racconta il suo punto di vista sul sito del Ministero della Difesa. Scarica qui in PDF l'articolo di Famiglia Cristiana.febbraio 22, 2010 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Servizio civile nazionale e giovani stranieri/2
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE E STRANIERI
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prof. Pierluigi Consorti*
La recente presentazione del disegno di legge governativo di riforma del servizio civile nazionale ripropone la questione della cittadinanza dei giovani “volontari”. Com’è noto, l’attuale formulazione della legge limita la fruibilità dell’esperienza ai soli cittadini italiani: un tema non affrontato dalla riforma. Tuttavia molti vorrebbero estendere la possibilità di prestare il servizio civile nazionale anche agli stranieri, e alla Camera siede una proposta che riguarda gli stranieri regolarmente soggiornanti. Innanzitutto va segnalata che il limite in questione è scarsamente coerente rispetto ai cittadini di altri Stati dell’Unione europea. La finalizzazione del servizio civile nazionale alla difesa della Patria non può non essere intesa in armonia col più generale processo di integrazione europeo. I cittadini europei difendono la medesima Patria; difatti in termini militari è stata raggiunta un’articolata capacità di intervento comune fra le diverse Forze armate, sia nell’ambito dell’Alleanza atlantica sia nel più specifico campo della Politica comune di sicurezza. Il fatto che tale equilibrio non sia stato ancora trovato (e, forse, nemmeno ricercato) nel settore della difesa civile, e del servizio civile in particolare, dovrebbe portare il legislatore a rimediare alla lacuna riformando tempestivamente la legge attuale almeno su questo punto.
Va poi osservato che la Costituzione repubblicana impone ai cittadini il «sacro dovere di difesa della Patria» (art. 52) senza escludere che anche “non cittadini” possano concorrere ad assolvere la medesima funzione. La Corte costituzionale ha nel passato sentenziato che la legge avrebbe potuto legittimamente imporre l’obbligo militare anche agli stranieri. Ormai non è più tempo di obbligo: perciò la questione deve essere aggiornata nel senso che la legge non solo potrebbe, ma probabilmente dovrebbe garantire la possibilità di difendere la Patria anche ai non cittadini. Specialmente se per Patria intendiamo la sostanza dei valori che sottendono alla cittadinanza comune: che è appunto europea oltre che italiana, come confermano tutti i nostri passaporti.
Nel caso del servizio civile nazionale, inoltre, la funzione di difesa della Patria non può essere semplicisticamente accostata alla parallela forma della difesa militare. Pur rispondendo entrambe all’unico dovere di difesa, le due forme (civile e militare) non sono soltanto diverse, ma alternative (come pacificamente ammesso dalla dottrina e dalla giurisprudenza costituzionale sulla base dell’art. 1 dell’attuale legge 64 del 2001, non toccato dalla riforma). Peraltro, nel caso dei cittadini dell’Unione europea, non può essere fatta valere la tradizionale opposizione all’ipotesi di estensione a causa di un potenziale conflitto fra opposte lealtà, in passato adombrato da chi resisteva alla possibilità di ammettere gli stranieri (e non solo gli apolidi) al servizio militare. Si tratta però di un tema superato, poiché oggi non si parla più di obbligo, ma di volontarietà del servizio sia civile sia militare.
In modo parzialmente diverso si presenta tuttavia la possibilità di ammettere al servizio civile nazionale cittadini “non comunitari”. Va da sé che, per quanto si è già detto, la legge potrebbe consentirlo senza causare nessunissimo vulnus al dettato costituzionale. Le proposte più volte avanzate sottolineano l’aspetto sociale, specialmente in vista di una maggiore integrazione degli stranieri e delle straniere nel tessuto sociale. In qualche modo esse ragionano come se si volesse estendere agli “stranieri regolari” una facoltà riservata ai cittadini. Si tratta di un significativo elemento di riflessione, che potrebbe essere utilmente rafforzato se si tenesse maggiormente conto che il servizio civile, benché volontario, si iscrive nella logica dell’assolvimento dei doveri prima ancora che in quella dei diritti. Un dovere non obbligatorio che si sostanzia in una più diretta partecipazione alla vita della comunità civile, attraverso il quale si dà vita a forme di cittadinanza attiva che non si vede perché debbano restare precluse agli stranieri.
Non è questa la sede per approfondire il ragionamento sull’eventuale limitazione ai soli “stranieri regolari” (figlia di un malinteso multiculturalismo che distingue le persone in base alla cittadinanza ed alle condizioni giuridiche soggettive), ma non si può tacere che il servizio civile nazionale può essere svolto anche all’estero, sia presso sedi ove sono realizzati progetti di servizio civile da enti italiani, sia nell’ambito di iniziative assunte dall’Unione europea, nonché in strutture per interventi di pacificazione e cooperazione fra i popoli istituite dalla stessa Unione europea o da altri organismi internazionali (art. 9). Le modalità di svolgimento di queste forme di servizio civile sono a carico della Presidenza del Consiglio dei ministri: che, a mio parere, potrebbe tranquillamente ammettere sin d’ora la presenza di cittadini dei Paesi in cui si va ad operare accanto agli italiani (che in tali casi sono “stranieri”!). La realizzazione degli obbiettivi enunciati nell’art. 9 non può prescindere dal coinvolgimento della popolazione locale in questo tipo di progetti di servizio civile nazionale. Mi sembra un buon argomento per considerare non solo plausibile ma auspicabile il superamento dell’attuale limitazione fondata sulla cittadinanza. Un efficace servizio di pace che difende la Patria senza armi non può essere limitato sulla base di condizioni soggettive che prescindono dalla sostanza delle relazioni sociali.
*Pierluigi Consorti è Professore Associato di diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, membro del Dipartimento di diritto pubblico, aderisce al Cisp ed è docente garante del Corso di laurea in Scienze per la pace, dove insegna “Legislazione del Terzo settore” e “Diritti umani, religioni e pace”. Il suo ultimo libro, appena uscito, scritto con il prof. Francesco Dal Canto, è “La difesa della Patria. Con e senza armi”, ed. FrancoAngeli.
febbraio 19, 2010 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Servizio civile al posto degli operatori del Telefono Azzurro/5
Su "Il Fatto Quotidiano" di giovedì 11 febbraio scorso, un articolo di Chiara Paolin pone nuove questioni intorno alla vicenda dei dipendenti dell'Associazione "Sos Il Telefono Azzurro" delle sedi di Palermo e Milano rimasti senza lavoro. Leggi tutto l'articolo a questo link...febbraio 15, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Servizio civile nazionale e giovani stranieri
Da tempo, tra le proposte di riforma del servizio civile nazionale avanzate da molti enti, c’è quella di un’apertura anche ai giovani stranieri, possibilità già attuata da molte leggi regionali. Su questo aspetto però, il Sottosegretario con delega al servizio civile, on. Giovanardi, ha sempre risposto che «aprire il servizio civile nazionale ai ragazzi stranieri è una cosa costituzionalmente impossibile. Se la finalità del servizio civile nazionale è la difesa della patria in modo non armato e nonviolento bisogna essere cittadini italiani». Ma è proprio così? Abbiamo chiesto ad alcuni giuristi di darci il loro parere, come il prof. Francesco Dal Canto, professore di diritto costituzionale presso l'Università di Pisa, che ci dice «affermare, com’è innegabile, che l’art. 52 della Costituzione si riferisce esplicitamente soltanto ai cittadini non significa automaticamente concludere che l’eventuale estensione del servizio civile agli stranieri debba essere ritenuta incostituzionale». Leggi di seguito tutto l’intervento del prof. Dal Canto oppure scarica il testo in formato PDF.
SERVIZIO CIVILE NAZIONALE E STRANIERI
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prof. Francesco Dal Canto*
Una recente proposta di legge, d’iniziativa dell’on. Livia Turco, mette in forma di articolato l’idea, non nuova, di estendere ai giovani stranieri residenti in Italia l’esperienza del servizio civile nazionale di cui alla legge n. 64/2001. Dinanzi a tale proposta, fortemente voluta dal CNESC e che giunge mentre è pendente in Parlamento la legge delega di riforma del servizio civile, il sottosegretario Carlo Giovanardi ha assunto una posizione di netta chiusura in ragione dell’“evidente incostituzionalità” della stessa, dal momento che il “sacro dovere di difesa della patria”, alla cui soddisfazione è teso il servizio civile, può avere come destinatari soltanto i cittadini.
Sotto il profilo strettamente giuridico la secca risposta di Giovanardi, che ritiene manifestamente incostituzionale l’estensione del servizio civile agli stranieri residenti, mi pare un po’ precipitosa. Alla luce sia dell’evoluzione legislativa in tema di “difesa” che della giurisprudenza costituzionale in materia, la questione merita, quanto meno, un esame più approfondito. Affermare, com’è innegabile, che l’art. 52 Cost si riferisce esplicitamente soltanto ai cittadini non significa automaticamente concludere che l’eventuale estensione del servizio civile agli stranieri debba essere ritenuta incostituzionale.
Innanzi tutto, vale la pena ricordare che l’idea che esclusivamente il cittadino possa essere destinatario del dovere di difendere la patria, e con esso, in particolare, dell’obbligo di prestazione del servizio militare, non è mai stata interamente accolta dal legislatore. Già la legge 555/1912, sulla disciplina della cittadinanza italiana (poi confermata sul punto dalla legge n. 91/1992), prevedeva che coloro i quali, trovandosi in determinate situazioni, avevano volontariamente perduto la cittadinanza italiana o non risultavano titolari di alcuna cittadinanza (apolidi) non potevano sottrarsi all’obbligo del servizio militare. E la Corte costituzionale, chiamata ad accertare la legittimità costituzionale di tale previsione, già nel 1967 (sent. n. 53/1967) osservò che, per quanto il dovere di difesa della patria doveva intendersi riferito ai soli cittadini, tale conclusione “non comporta però, per sé sola, l’esclusione della possibilità che una legge ordinaria imponga anche a soggetti non cittadini, o addirittura stranieri, in particolari condizioni, la prestazione del servizio militare”. Anni più tardi la Corte costituzionale (sent. n. 172/1999) fu ancora più esplicita: pur confermando che l’art. 52 della Costituzione si riferiva ai soli cittadini italiani, affermò che ciò “non esclude l’eventualità che la legge, in determinati casi, ne stabilisca l’estensione”.
In altre parole, anche secondo la giurisprudenza costituzionale, nel confermare la legittimità dell’estensione del servizio militare agli apolidi, il silenzio dell’art. 52 non doveva necessariamente essere interpretato come un divieto di estensione, dal momento che esiste - sono ancora parole della Corte - “uno spazio vuoto di diritto costituzionale nel quale il legislatore può far uso del proprio potere discrezionale nell’apprezzare ragioni che inducano a estendere la cerchia dei soggetti” chiamati all’assolvimento del dovere di difesa della patria.
Quindi, se è vero che la Consulta ha stabilito che il dovere di difesa ha una valenza costituzionale per i soli cittadini, è tuttavia possibile, con riguardo all’eventualità di estendere ad altri soggetti prestazioni specifiche collegate a quel dovere, riconoscere al legislatore ordinario una certa “libertà di manovra”. La Costituzione, in conclusione, né impedisce né obbliga il legislatore a coinvolgere gli stranieri nell’esperienza del servizio civile.
Vi è un ultimo problema. La Consulta nelle sue pronunce si riferiva soprattutto agli apolidi (coloro che sono privi in assoluto di cittadinanza), ammettendo che per gli stranieri (cittadini di un altro Stato) vi fosse un problema in più: per loro, infatti, in quanto titolari di doppia cittadinanza, poteva verificarsi il rischio di un “conflitto tra opposte lealtà” ai due diversi ordinamenti statali. Pericolo, tuttavia, che oggi, a differenza del periodo cui si riferiva la Corte costituzionale, pare assai ridimensionato, non soltanto perché esso si registra assai più con riguardo al servizio militare che a quello civile, ma anche perché la prestazione del servizio civile, come si sa, non è più obbligatoria bensì facoltativa. In ultima analisi, estendere agli stranieri legalmente residenti in Italia la facoltà di prestare il servizio civile potrebbe giustificarsi nella misura in cui questi ultimi fanno effettivamente parte di una comunità di diritti più ampia e comprensiva di quella fondata sul criterio della cittadinanza in senso stretto, per cui non sarebbe affatto irragionevole che il legislatore, al fianco dei diritti, estendesse a tali soggetti anche taluni doveri. E ciò, può aggiungersi, tanto più se si tiene conto che il dovere di difesa della patria ha perduto da tempo il significato originario di difesa dei confini nazionali per assumere quello, assai più ampio, di una difesa del complessivo ordinamento costituzionale.
*Francesco Dal Canto è Professore di diritto costituzionale presso l'Università di Pisa. Il suo ultimo libro, appena uscito, scritto con il prof. Pierluigi Consorti, è “La difesa della Patria. Con e senza armi”, ed. FrancoAngeli.
febbraio 12, 2010 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Bocciata la proposta della mini-naja
La Presidenza della Camera ha ritenuto inammissibile l'emendamento di finanziamento sulla "mini-naja", proposto dal ministro della Difesa, on. La Russa, e dal ministro della Gioventù, on. Meloni, inserito nella discussione della proroga delle missioni dei soldati italiani all'estero. Il provvedimento era stato ufficializzato lo scorso 4 febbario in Consiglio dei Ministri e probabilmente verrà presto riproposto. Costo della mini-naja: circa 7,5 milioni di euro per 5.000 giovani all'anno. Approfondisci in questo articolo [PDF].febbraio 11, 2010 nella Idee, Normativa e progetti | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Servizio civile nazionale e BNL
Nel numero in edicola del settimanale "Vita" (n. 5 del 12/02/10), un articolo di Daniele Biella ritorna sulla questione della convenzione dell'Unsc con la Banca nazionale del lavoro, per il pagamento dei compensi ai giovani del servizio civile. Nell'articolo vengono sentiti i 4 Rappresentanti nazionali, tra cui la neo designata Cristina Peppetti, che portano le loro testimonianze e le loro perplessità sulla vicenda, anche dopo la recente rettifica dell'Unsc. La quale, tra l'altro, per alcuni lascia ancora un dubbio: cosa succede a chi compie 28 anni durante il servizio, dato che «le condizioni del Conto BNL Revolution si applicano ai volontari in Servizio Civile Nazionale fino al compimento del 28° anno di età»? Leggi qui tutto l'articolo in PDF.febbraio 10, 2010 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
ASC: cresce il servizio civile, ma all'estero
In un comunicato diffuso ieri, ASC - Arci Servizio Civile ricorda come anche Francia, dopo gli Stati Uniti e in attesa del Belgio, sia entrata «nel “club” dei Paesi che investono sul servizio civile. E’ di recentissima definitiva approvazione la legge istitutiva del “servizio civico”, aperto a tutti i giovani residenti in Francia con progetti della durata di 9 mesi. Già nel 2010 è previsto l’avvio di 10.000 giovani che saliranno a 75.000 nel 2015, pari al 10% dei giovani potenzialmente coinvolgibili. In Italia, evidenzia ASC, il Governo sembra andare nella direzione opposta. «Oramai pare che neanche il numero di 25.000 avvii all’anno sia più garantito – dice Licio Palazzini, presidente di ASC – vista l’assenza di integrazioni al Fondo Nazionale, “tagliato con l’accetta” dal Ministro del Tesoro e oggetto di scontro all’interno della stessa compagine Governativa, che invece licenzia la mini naja per 15.000 giovani. In questo contesto anche l'avvenuta presentazione al Senato del disegno di legge governativo che riforma il SCN, che pure contiene disposizioni condivisibili, se non stabilisce il numero minimo annuo di giovani da avviare al servizio ogni anno, almeno 40.000 a tempo pieno, potrebbe risultare un esercizio intellettuale».
«Vediamo con soddisfazione - dichiara poi Palazzini - che alcune disposizioni della legge francese riprendono quella che è stata l’esperienza italiana: per i giovani è previsto un assegno mensile di 440 euro, versato loro direttamente dallo Stato e, per rendere stabile la governance con il Terzo Settore, viene istituito un organismo simile alla nostra Consulta Nazionale del Servizio Civile». «In altri aspetti – sottolinea ASC – la legge francese presenta alcune importanti e positive innovazioni rispetto a quella italiana come la compresenza, richiesta alle organizzazioni d’impiego, di giovani di diversa estrazione sociale e livello culturale e il riconoscimento dei mesi di servizio civico nel percorso di studio delle scuole superiori con l’integrazione del servizio civico nel programma di educazione civica. Dovrebbero essere inserite anche nella riforma del SCN italiano – suggerisce Palazzini – per collegare meglio percorso scolastico e servizio civile e facilitare conoscenza ed educazione alle differenze». Leggi qui tutto il comunicato in formato PDF.
febbraio 9, 2010 nella Bando nazionale, Europa, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
2.000 giovani in servizio civile per i musei?
Il Corriere della Sera riporta ieri la proposta di Gianfranco Cerasoli, Segretario generale Uil-Beni culturali, che trova favorevole il ministro Bondi, per raggiungere un accordo tra Ministero dei Beni culturali e la Presidenza del Consiglio per realizzare un piano nazionale di servizio civile che metta a disposizione duemila giovani per musei, aree archeologiche, archivi. Secondo gli ultimi dati ufficiali dell'Unsc disponibili, nel 2008 sono stati 3.385 i giovani impegnati nel settore del "Patrimonio artistico e culturale". Critico invece il segretario della Cisl-Beni culturali Claudio Calcara: «Le proposte di Cerasoli sono le nostre del 2001 quando lui le rifiutò, bene arrivato tra noi. In quanto ai tirocini, agli stage, al servizio civile non vorrei che tutto questo si trasformasse in lavoro nero...». Leggi tutto l'articolo a questo link.
febbraio 8, 2010 nella Idee, Normativa e progetti | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Il Consiglio dei Ministri approva la mini-naja
Dopo il Consiglio dei ministri di giovedì 4 febbraio scorso, è stato comunicato che «il ministro della Difesa, Ignazio La Russa ha annunciato un provvedimento, promosso in collaborazione con il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, che istituisce e finanzia quella che la stampa ha definito una mini-naja, un corso di formazione a carattere teorico-pratico inteso a fornire le conoscenze di base riguardanti il dovere costituzionale di difesa dello Stato, le attività delle forze armate, incluse le missioni internazionali di pace e di contrasto al terrorismo internazionale, e quelle di concorso alla salvaguardia delle libere istituzioni in circostanze di pubblica calamità e in altri casi di straordinaria necessità e urgenza».
«E’ un corso di 21 giorni - ha precisato La Russa -, che avrà inizio due volte l’anno e riservato ai giovani tra i 18 e i 30 anni che dovranno essere in grado di svolgere attività sportiva, avere un diploma, non avere né procedimenti penali in corso né condanne, ed essere in possesso accertamenti clinici con esito negativo sulla assunzione di sostanze stupefacenti e alcol, anche saltuaria. In tre anni saranno 15.000 i giovani che si accosteranno alle Forze Armate». L'obiettivo dichiarato dal Ministro è quello di preparare ed orientare i giovani a svolgere attività di volontariato presso le Associazioni d'Arma, come ad esempio l'Associazione nazionale alpini. Oltre che dal Ministero della Gioventù, un supporto sarà dato anche dai Ministeri della Giustizia e dell'Interno. Sui costi, il ministro La Russa aveva risposto lo scorso 1° ottobre, ricordando che la prima sperimentazione con 145 ragazzi avvenuta la settembre 2009, era stata finanziata con «450.000 euro, presi dai risparmi che io personalmente mi sono curato di far operare su altre voci del bilancio della Difesa». Guarda qui il video della conferenza stampa del ministro La Russa.
Secondo il comunicato stampa diffuso dopo il CdM, il Governo presenterà alcuni emendamenti al decreto-legge n. 1 del 2010 in materia di proroga delle missioni di pace, attualmente all’esame della Camera dei Deputati per la conversione in legge, per finanziare «in via sperimentale per un triennio, l’organizzazione di corsi di formazione a carattere teorico-pratico e di durata non superiore a tre settimane, destinati ai giovani presso reparti delle Forze armate, con l’obiettivo di fornire le conoscenze di base circa il dovere costituzionale di difesa dello Stato nonché circa le attività prioritarie svolte dalle Forze armate: missioni internazionali di pace e contrasto al terrorismo, concorso a salvaguardia di libere istituzioni, circostanze di calamità pubbliche».
febbraio 5, 2010 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Obiezione alle spese militari e servizio civile
Tra le varie modalità di manifestare il proprio rifiuto alla guerra, esiste ancora oggi anche l'obiezione alle spese militari, che è un gesto simbolico per cui l’”obiettore fiscale” versa la propria quota corrispondente all’acquisto di armi in un fondo per la pace e la difesa popolare nonviolenta. E' attiva da tempo una “campagna nazionale di obiezione alle spese militari”, promossa tra gli altri da Lega Obiettori di Coscienza (L.O.C.), Assoc. Comunità Papa Giovanni XXIII, Pax Christi e Gavci (Grup. Autonomo di Volont. Civ. in Italia). Su questo tema, sul blog del Comitato per Taranto, è possibile leggere gli ultimi aggiornamenti della vicenda, anche giudiziaria, del prof. Tito Anzolin che nel 2000 ha “obiettato” per 100 mila lire, non versando questa quota di imposte destinata ad armamenti, ma destinandola invece al Servizio Civile Nazionale, da cui è stato tra l’altro ringraziato con una lettera del 30 luglio 2001 dall'allora Direttore generale, Guido Bertolaso. Leggi qui tutto l’articolo sul blog del “Comitato per Taranto”.febbraio 4, 2010 nella Esperienze, Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack
Lega Nord: no alla riforma del servizio civile "centralista"
«Affinché la riforma del servizio civile possa andare a buon fine e superare le proteste e i dissensi che da più parti emergono - ha dichiarato a "Vita" l'on. Erica Rivolta (Lega Nord) -, è innanzitutto necessario che si abbandoni l’approccio centralista e burocratico del servizio civile, approccio che appare quanto mai antistorico e non rispondente alle necessità attuali». Riforma del servizio civile che il Consiglio del ministri lo scorso 22 gennaio ha approvato in via definitiva, e che ora dovrà passare al Parlamento, «insieme anche alla proposta di legge che in materia ha presentato la Lega Nord», ha precisa l'on. Rivolta. Che poi ha aggiunto: «Desidero chiarire fin da ora che riteniamo che sia meglio l’abrogazione dell’istituto piuttosto che una “riforma” che confermi sprechi, centralizzazione e ingiusta suddivisione delle risorse».
febbraio 3, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
BNL: comunicato dei rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato diffuso oggi dai Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile, in merito alle questioni sollevate dalla convenzione stipulata dall'Unsc con la Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo Paribas) per il pagamento dei compensi ai volontari, che ha portato anche ad una interrogazione parlamentare.«A seguito delle molte polemiche - scrivono i Rappresentanti dei giovani in Consulta nazionale -, in merito alle nuove disposizioni adottate dall’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile circa l’accreditamento del rimborso mensile per i volontari (Circ. 20 nov. 2009), ci preme sottolineare che questa rappresentanza ha preso le distanze da tali decisioni incentrando le critiche su tre questioni fondamentali. Innanzi tutto è bene che si sappia che tale argomento non è stato affrontato preventivamente in sede di consulta, in quanto la consulta è organo consultivo e non è stato chiesto parere, pertanto i rappresentanti nazionali dei volontari sono venuti a conoscenza di tale modifica alla pubblicazione della circolare sul sito ufficiale dell’UNSC.
Alla prima consulta utile abbiamo chiesto come mai la scelta fosse ricaduta sul gruppo bancario BNL, dal momento che risulta essere una delle principali banche finanziatrici dell’industria di armi, e quindi eticamente contraria ai valori di difesa della patria non armata e non violenta di cui è portatore il SCN, ci è stato risposto che si è svolta una regolare gara d’appalto che la BNL si è aggiudicata, in quanto è stato il gruppo a presentare l’offerta più favorevole rispetto agli altri concorrenti.
Abbiamo poi, posto sia il problema dell’imposta di bollo obbligatoria per legge, sia la questione che i giovani volontari maggiori di 27 anni non avrebbero potuto usufruire di tali benefici messi a disposizione da BNL, anche qui ci è stato risposto che si tratta di una decisione momentanea e che è nelle intenzioni dell’UNSC arrivare entro sei mesi a poter accreditare tali rimborsi su una carta prepagata convenzionata con l’Ufficio, che garantirebbe le medesime agevolazioni per tutti i volontari e abbatterebbe i costi di bollo. Pertanto ci siamo riservati di riaprire la questione qualora questo non dovesse accadere.
Resta comunque chiaro - concludono i Rappresentanti - che BNL è la banca con la quale l’UNSC ha stipulato la convenzione, ma che i volontari possono scegliere di aprire un CC bancario o postale in qualsiasi altra banca presente sul territorio nazionale, in base a quella che a loro giudizio risulta l’offerta più vantaggiosa».
gennaio 29, 2010 nella Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (6) | TrackBack
Servizio civile e BNL: interrogazione parlamentare
L'on. Erica Rivolta della Lega Nord, insieme ad alcuni suoi colleghi, ha presentato lo scorso 21 gennaio al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della gioventù, una nuova interrogazione parlamentare, questa volta riguardante il cambio di modalità di pagamento per i giovani in servizio civile. Nell'interrogazione, l'on. Rivolta non entra nel merito della scelta della BNL come "banca armata", bensì sui possibili costi per i volontari che aderissero alla convenzione, proposta dall'Ufficio nazionale del servizio civile. Leggi tutta l'interrogazione a questo link.gennaio 26, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Su Adista si parla di servizio civile
Sull'agenzia stampa "Adista", un articolo di Luca Kocci approfondisce nei giorni scorsi due questioni recenti del servizio civile nazionale, come la cronica mancanza di finanziamenti adeguati e le polemiche sulla convenzione con la Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo Bnp Paribas) per i pagamenti ai volontari. Leggi tutto l'articolo qui [PDF].
gennaio 20, 2010 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC, Udienza con il Papa | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Immigrati e servizio civile nazionale
Su Vita.it Cosimo Caridi intervista Souad Baamrane, nata in Marocco, che nel 2007 è stata tra i primi giovani stranieri a prestare servizio civile per il Comune di Torino nel progetto “Se non ora quando”. Souad, 23 anni, vive in Italia da più di dieci anni e sulla proposta dell'on. Turco (PD) per un servizio civile nazionale aperto agli stranieri dice: «Finalmente qualcuno si è accorto che ci sono altri giovani in città. Noi non siamo cittadini di serie B, come un ragazzo italiano può scegliere il servizio civile è giusto che possa sceglierlo anch’io che ho studiato qui, qual è la differenza, le mie origini?». Da tempo, su questa proposta, è favorevole la Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), mentre su "Italia Caritas" del marzo 2008 si presentavano le esperienze già esistenti sia nazionali che regionali (leggi qui tutto in PDF).
gennaio 19, 2010 nella Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
VIII Assemblea dei Delegati del servizio civile
Saranno due giorni di riflessione e proposte, il 22 e 23 gennaio prossimo, quando si incontreranno a Roma i rappresentanti e i delegati regionali dei giovani in servizio civile per la loro VIII Assemblea. Nel pomeriggio del 22, in particolare, si inizierà con una Tavola rotonda sul tema “Servizio Civile tra obiezione di coscienza e nuove prospettive”, a cui sono stati invitati a partecipare l'on. Leonzio Borea (Capo dell'UNSC), il sen. Carlo Amedeo Giovanardi (Sottosegretario di Stato con delega al servizio civile nazionale), Licio Palazzini (Presidente della Consulta Nazionale del Servizio Civile) e Alberto Trevisan (obiettore di coscienza). Successivamente i delegati dei giovani si confronteranno in 3 workshop, per verificare e discutere le loro proposte sul ruolo dei rappresentanti regionali, con riferimento anche alla riforma della legge, sul regolamento per le prossime elezioni e sulla comunicazione.
gennaio 19, 2010 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Liguria: Report sul servizio civile in regione
È qui disponibile la presentazione sintetica del Report delle attività di servizio civile regionale, illustrato lo scorso 14 gennaio a Genova, e realizzato dalla dott.essa Anna Cossetta. Oggetto della ricerca i giovani che hanno svolto un’esperienza sia di servizio civile regionale (studenti delle scuole superiori, cittadini immigrati e italiani a rischio di esclusione sociale e giovani sottoposti a procedimenti penali), che di servizio civile nazionale. Tra quest'ultimi prevalgono «le ragazze, con una formazione medio-alta e una propensione più elevata dei coetanei alla vita associativa e ai consumi culturali, che riescono a conciliare il SC (sebbene a 30h/sett) con gli studi e che dopo trovano lavoro, spesso a tempo indeterminato, ma con retribuzioni mediamente basse». Scarica e leggi qui la presentazione del Report [PDF].
gennaio 18, 2010 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Liguria: report su 4 anni di servizio civile in regione
Ieri, 14 gennaio a Genova, è stato presentato il report delle attività di servizio civile regionale, istituito nel 2006. «La Regione Liguria, in quattro anni, ha investito quasi 2 milioni di euro in controtendenza con il Governo che dai 300 milioni del 2008 passerà, nel 2010, a 120 milioni di euro da distribuire tra le regioni» ha dichiarato il vicepresidente della Regione, Massimiliano Costa, nel corso della presentazione.
In base ai dati del Report, sono stati 977 i giovani in Liguria che hanno svolto, tra il 2007 e il 2009, un’esperienza di servizio civile regionale, secondo i tre destinatari previsti: studenti delle scuole superiori con meno di 18 anni, cittadini immigrati e italiani a rischio di esclusione sociale e giovani sottoposti a procedimenti penali, che stanno scontando la loro pena in regime di “messa alla prova”.
A questi, vanno aggiunti i giovani liguri che hanno svolto il servizio civile nazionale che, nei tre anni presi in considerazione, sono stati complessivamente 1.812. La ricerca è stata svolta dalla Regione Liguria in collaborazione con Liguria Ricerche e Università di Genova intitolata “Impegno e passione. Il modello del servizio civile in Liguria” (Bonanno editore) ed è stata presentata dalla dottoressa Anna Cossetta, autrice della ricerca, e da Gianfranco Tripodo (funzione) vicedirettore di Liguria Ricerche.
Oggi pomeriggio alle 14,15, al Teatro della Gioventù di Genova (Via Cesarea), il report verrà presentato anche ai giovani, agli insegnanti, agli esponenti delle associazioni che hanno svolto progetti di servizio civile regionale. Per approfondire vai a questo link...
gennaio 15, 2010 nella Esperienze, Idee, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Il Papa: contro la violenza, meno armi
Nel tradizionale discorso al Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, in occasione dello scambio di auguri di inizio anno dell'11 gennaio, papa Benedetto XVI è tornato sui temi del suo Messaggio per la Giornata mondiale della Pace: “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato”. Tra le varie sottolineature, anche una in merito alle spese per le produzioni e il commercio delle armi. «Sì - dichiara il Papa -, la custodia del creato è un importante fattore di pace e di giustizia! Fra le tante sfide che essa lancia, una delle più gravi è quella dell’aumento delle spese militari, nonché quella del mantenimento o dello sviluppo degli arsenali nucleari. Ciò assorbe ingenti risorse, che potrebbero, invece, essere destinate allo sviluppo dei Popoli, soprattutto di quelli più poveri. Confido, fermamente, che nella Conferenza di esame del Trattato di Non-Proliferazione nucleare, in programma per il maggio prossimo a New York, vengano prese decisioni efficaci in vista di un progressivo disarmo, che porti a liberare il pianeta dalle armi nucleari. Più in generale, deploro che la produzione e l’esportazione di armi contribuiscano a perpetuare conflitti e violenze, come quelli nel Darfur, in Somalia e nella Repubblica Democratica del Congo. All’incapacità delle parti direttamente coinvolte di sottrarsi alla spirale di violenza e di dolore generata da questi conflitti, si aggiunge l’apparente impotenza degli altri Paesi e delle Organizzazioni internazionali a riportare la pace, senza contare l’indifferenza quasi rassegnata dell’opinione pubblica mondiale. Non occorre poi sottolineare come tali conflitti danneggino e degradino l’ambiente».
gennaio 12, 2010 nella Appuntamenti, Idee, Udienza con il Papa | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
L'alternaja di Arci Servizio Civile Roma
Scade questo venerdì, 15 gennaio, la possibilità di candidarsi per "alternaja", la proposta di servizio volontario di Arci Servizio Civile Roma per giovani dai 18 ai 26 anni, anche stranieri. Per approfondire leggi il nostro precedente articolo.
gennaio 11, 2010 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
La riforma del servizio civile nazionale/5
Nella quinta puntata del nostro approfondimento sui tre testi di legge di riforma del servizio civile, arriviamo a toccare uno dei nodi più dibattuti: le competenze sulla gestione. Sul tema si è già espressa nel 2004 la Corte Costituzionale, ma con la riforma della legge la questione ritorna e crea non pochi contrasti tra il Governo e le Regioni, che anche per questo hanno dato il loro parere negativo sulla proposta di legge Giovanardi.
Su questo aspetto, il testo di legge delega del Governo parla genericamente di «leale collaborazione e accordi bilaterali con Regioni e P.A, che possono vincolare risorse proprie». Ma nell’idea più volte espressa dal Sottosegretario Giovanardi c’è che il servizio civile rimanga principalmente di competenza “statale” perché «le Regioni vogliono gestirlo tutto da sole, ma per noi questa modalità ha molte criticità. Se una Regione contribuisce al fondo nazionale, con quel contributo può scegliere i progetti integrativi sul proprio territorio».
Ovviamente critiche a loro volta, su questo punto, le Regioni e Province autonome. Stefano Valdegamberi, Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto, ha recentemente affermato come il disegno di legge delega predisposto dal Governo sia «generico e impreciso, del tutto contraddittorio con l'esperienza maturata nei territori regionali a contatto con gli enti locali, le associazioni, i giovani. Ed è centralista, cosa ancora più stridente se si pensa alle tanto enunciate politiche federaliste».
Nelle proposte dell’on. Rivolta (Lega nord) e dell’on. Farinone (PD), molto simili su questo aspetto, la “competenza esclusiva” sarebbe invece proprio delle Regioni e P.A. per quanto riguarda, tra l’altro, l’individuazione degli specifici ambiti di impiego dei giovani, la valutazione dei progetti di servizio civile degli enti nazionali e locali, il controllo e i monitoraggi.
Una mediazione tra i testi è stata comunque cercata dalle Regioni, che hanno chiesto di gestire “la valutazione ed approvazione dei progetti di servizio civile insistenti sui territori di competenza, il monitoraggio esterno, l’organizzazione della formazione generale” e di realizzare un “co-finanziamento vincolando risorse allo sviluppo”. Ma questa proposta è stata, a sua volta, non accolta dal Governo, portando ad aumentare un contrasto che non aiuta a realizzare una riforma condivisa del servizio civile nazionale. [continua]
gennaio 11, 2010 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Servizio civile e "banche armate"/2
Nigrizia, il mensile dei Missionari Comboniani, nel nuovo numero di questo mese dedica il suo approfondimento, a cura di Gianni Ballarini e Raffaello Zordan, alla "Campagna di pressione alla banche armate", facendone un bilancio a 10 anni dal suo avvio. Sullo stesso tema abbiamo anche noi realizzato nelle scorse settimane un piccolo approfondimento, legato ad alcune recenti novità del servizio civile nazionale. Scarica e leggi qui tutto il Dossier di Nigrizia [PDF - 850 Kb].
gennaio 8, 2010 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Servizio civile e immigrati
Si parla ancora di servizio civile e immigrati (di prima o di seconda generazione), dopo la proposta di legge dell'on. Turco (PD), presentata nei giorni scorsi, che aprirebbe questa esperienza ai giovani stranieri. Su "Servizio Civile Magazine" c'è anche il commento di Maruan Oussafi, Responsabile Nazionale e VicePresidente dell’Anolf Giovani di 2^ generazione, che dice: «L’Anolf Giovani lavora sin dalla sua nascita, attraverso un’attività di confronto con le istituzioni locali, affinché tutte le Regioni italiane si aprano all’esperienza del Servizio Civile Regionale rivolto anche ai tanti giovani figli d’immigrati. Certamente la proposta dell’on. Turco, costituisce una formidabile scuola della cittadinanza, un punto di partenza importante per permettere a questi ragazzi di non rimanere invisibili nei loro territori rendendoli partecipi e protagonisti al pari dei loro coetanei italiani».
dicembre 30, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Le proteste degli enti di servizio civile
Su Unimondo.org, un articolo di Giorgio Beretta (leggi qui, citato anche dalla Tavola della Pace) riprende i contenuti della campagna di mobilitazione lanciata dalla Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile) per il futuro del servizio civile nazionale, ancora più a rischio dopo l'annunciata riduzione dei fondi nella legge Finanziaria. «Se non ci sarà un cambio di rotta da parte del Governo, che per il 2011 e il 2012 ha previsto stanziamenti di appena 125 milioni di euro - ha ricordato più volte Fabrizio Cavalletti della Cnesc -, l’anno prossimo probabilmente sarà l’ultimo anno del servizio civile volontario: certi investimenti da parte nostra in queste condizioni non saranno più sostenibili». Nell'articolo si ricorda anche la protesta di alcuni enti contro la scelta dell'Ufficio nazionale del servizio civile di avvalersi, per i pagamenti ai volontari, della Banca Nazionale del Lavoro - Gruppo Bnp Paribas, che secondo l'ultimo Rapporto del Presidente del Consiglio nel 2008 è risultata in testa all'elenco degli istituti bancari che hanno offerto servizi ad aziende esportatrici di armamenti italiani. «La BNL ha assunto infatti buona parte delle operazioni relative a incassi per forniture di armi alla Turchia (che solo nel 2008 ha ricevuto autorizzazioni per oltre 1 miliardo di euro), un paese della Nato dal quale però - secondo l'ultimo rapporto di Amnesty International – "sono continuate a pervenire denunce di tortura e altri maltrattamenti e di eccessivo impiego della forza da parte delle Forze dell'ordine" e che continua le operazioni militari nel Kurdistan spesso denunciate dalle associazioni per la tutela dei diritti umani. Esportazioni di armamenti italiani di chiara propensione offensiva di "attacco bellico" come ha affermato lo stesso ministro della Difesa turco - e sulle quali la Rete Italiana Disarmo aveva da tempo chiesto al Governo la sospensione».
dicembre 29, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Arci Servizio Civile Roma propone la "alternaja"
Alternativa alla "mini naja" ideata dal Ministro della Difesa, La Russa, Arci Servizio Civile Roma ha lanciato lo scorso 15 dicembre, in occasione della Giornata Nazionale della obiezione di coscienza e del servizio civile, la "alternaja", una proposta per 25 giovani dai 18 ai 26 anni, anche stranieri. Pensata "in una fase di grave crisi del servizio civile nazionale e delle tematiche relative alla educazione alla pace ed alla nonviolenza", la "alternaja" consiste in «laboratori di servizio civile volontario, per ragazzi italiani e stranieri, che andranno ad effettuare attività formative e per la comunità, per la durata di tre mesi, in ambiti di educazione alla pace, tutela del patrimonio culturale, ambiente, comunicazione sociale, intercultura».
L’impiego dei volontari è previsto per 3 mesi consecutivi in specifici progetti, per 20 ore settimanali, a partire dal 1° febbraio 2010. Il periodo di servizio sarà anche riconosciuto valido da Arci Servizio Civile Roma ai fini del punteggio per le graduatorie di progetti di servizio civile nazionale. Inoltre, ai volontari selezionati, spetterà il rimborso dell’abbonamento per i mezzi pubblici ed un buono pasto giornaliero di 5 euro per ogni giorno di effettivo servizio, oltre alla formazione (generale e specifica) e alla attestazione delle competenze acquisite. Tutte le altre informazioni sul sito di Arci Servizio Civile Roma, per partecipare c'è tempo fino al 15 gennaio 2010.
dicembre 23, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Servizio civile e "banche armate"
Lo scorso 20 novembre 2009, l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (Unsc) ha modificato, per i volontari in servizio dal 1 dicembre in poi, le modalità di pagamento dei compensi, passando dal libretto postale nominativo al versamento esclusivamente su conto corrente bancario intestato o cointestato al volontario, come era già in uso per i volontari all’estero. L’Unsc ha anche sottoscritto un accordo con Bnl - Gruppo Bnp Paribas, che secondo il Rapporto del Presidente del Consiglio sulle esportazioni di armamenti italiani di quest’anno (con dati relativi al 2008), risulta essere in testa all'elenco dei principali istituti bancari che hanno offerto servizi ad aziende produttrici di armi.
Alcune associazioni sostengono così che la circolare sarebbe in contrasto con il servizio civile nazionale quale "strumento di difesa non armata e nonviolenta del Paese" ed hanno invitato i volontari a non usufruire della convenzione con la Bnl in quanto considerata "banca armata". Nel piccolo dossier che abbiamo realizzato, proviamo a definire i termini della questione, che sono più complessi di quel che si pensi e non riguardano solo la Bnl. Ognuno può così farsi una propria idea e tenersi aggiornato su un tema in continua evoluzione:
- Scheda su "Finanza, banche, armi e servizio civile nazionale" [PDF]
- Dossier di Nigrizia, gennaio 2010 [PDF]
- Articolo da "Valori" n. 70, giugno 2009 [PDF]
- Relazione 2009 (dati relativi al 2008) sulle esportazioni di armamenti italiani [PDF]
- Interrogazione parlamentare (21/01/2010)
- Comunicato stampa dei Rappresentanti nazionali (29/01/2010)
- Rettifica dell'Unsc alla Circolare del 20 novembre (03/02/2010)
- La risposta della BNL (08/03/2010)
dicembre 22, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Servizio civile aperto agli immigrati
L'on. Livia Turco (presidente del Forum immigrazione e politiche sociali del Partito Democratico), come riferisce La Repubblica (leggi tutto l'articolo qui), ha presentato il 15 dicembre scorso una proposta di legge di 4 articoli su “Norme per la promozione della partecipazione dei giovani immigrati al servizio civile nazionale”. Nella proposta si vorrebbe aprire il servizio civile, tramite progetti proposti dai comuni, ai giovani immigrati dai 18 ai 25 anni «che non possiedono la cittadinanza italiana e che sono residenti o domiciliati» in un comune. Il compenso sarebbe lo stesso previsto per il servizio civile attuale (433,80 euro) e l’esperienza costituirebbe «un credito per favorire l’acquisizione della cittadinanza italiana». Per iniziare è previsto uno stanziamento per il 2010 di 20milioni di euro. Leggi qui tutto il testo della proposta di legge in PDF.
dicembre 21, 2009 nella Idee, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack
Cnesc: continua la mobilitazione per il servizio civile
Il 15 dicembre scorso, durante la presentazione del suo XI Rapporto, è stata l’occasione per la Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile) di rilanciare la campagna per “Dare un futuro al servizio civile”, promossa insieme al Forum del terzo settore e ai circa 8.000 enti operanti sui territori all’interno degli enti della Cnesc. L’appello ha già raccolto quasi 20.000 firme di cittadini (on line e su carta), ma secondo Fabrizio Cavalletti, dell’Ufficio servizio civile di Caritas Italiana, «occorre uno sforzo maggiore per creare una mobilitazione permanente sino a quando il servizio civile non uscirà da questo stato di difficoltà e incertezza che rischia di portarlo all’estinzione».
Due le richieste più importanti avanzate dalla Cnesc alle istituzioni. La prima è una riforma della legge 64/2001 condivisa, che riaffermi il carattere nazionale ed unitario del servizio civile, ed insieme che lo qualifichi dal punto di vista delle sue finalità fondative: la difesa del paese in modo non armato e nonviolento, la costruzione della cittadinanza con i giovani. La seconda è la garanzia di risorse economiche che permettano almeno a 40.000 giovani l’anno di partecipare al servizio civile nazionale. «Si tratta di un numero minimo – precisa Cavalletti - in quanto la Cnesc da sempre ritiene che considerando le domande dei giovani (circa 80.000 l’anno) e degli enti (circa 100.000), si dovrebbe garantire ogni anno ad almeno 60.000 giovani di fare quest’esperienza. Il problema dell’investimento manifesta una difficoltà culturale della politica a cogliere il valore del servizio civile in ordine alle sfide educative che il nostro Paese ha dinanzi. L’educazione dei giovani, e con essi della società civile, alla costruzione del bene comune con ciò che questo significa oggi nella società globalizzata, rappresenta una sfida epocale che la politica dovrebbe cogliere come prioritaria. Se così fosse, allora, l’investimento sul servizio civile assumerebbe un valore infinitamente più alto del suo costo per la collettività e non sarebbe così difficile garantire numeri adeguati».
L’appello sollecita anche le istituzioni e tutti gli attori coinvolti nel servizio civile (enti, giovani…) a ritrovare un confronto costruttivo sulla riforma superando atteggiamenti di contrapposizione e mettendo al centro la qualità del servizio civile per i giovani. «È necessario - conclude Cavalletti - che la riforma porti a un sistema che superi gli attuali conflitti tra stato, regioni ed enti. Il 15 dicembre abbiamo ribadito alcune idee in ordine ai contenuti della riforma che a nostro avviso potrebbero da un a lato qualificare la proposta del Governo e dall’altro aiutare ad uscire dalla polarizzazione delle posizioni sui temi più controversi».Tra le idee proposte: competenze nuove per regioni ed enti locali in relazione alla promozione del servizio civile e alla sua verifica/valutazione nel momento in cui i progetti si realizzano; l’apertura agli immigrati; il contingente minimo; la formazione; l’articolazione della proposta su 5 giorni per 25 ore settimanali; lo status del volontario; la distribuzione territoriale del servizio civile.
dicembre 21, 2009 nella Bando nazionale, Esperienze, Idee, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
La Russa: mininaia per 5.000 giovani all'anno
Secondo quanto riporta l'agenzia Reuters, saranno circa 15.000 i giovani che nei prossimi tre anni, secondo le aspettative del ministro della Difesa, on. Ignazio La Russa, prenderanno parte alla cosiddetta "mini-naja", un periodo di alcune settimane trascorso in caserma a stretto contatto con la vita militare. Parlando coi giornalisti in occasione dei tradizionali auguri di fine anno alla stampa, La Russa ha detto che il suo Ministero sta predisponendo l'inserimento nel prossimo decreto di finanziamento delle missioni di fondi per lo svolgimento della mini-naja ogni anno per i prossimi tre. «Con l'apporto del ministro della Giustizia Alfano e del ministro dell'Interno Maroni - ha dichiarato La Russa -, vorremmo riuscire ad avvicinare fino a 5.000» all'anno tra ragazzi e ragazze, contro i 150 che l'estate scorsa hanno trascorso la mini-naja in una caserma degli alpini, primi a fare questa esperienza. Lo "stage atletico-militare formativo", come lo definisce il ministro, durerà tre settimane rispetto ai 15 giorni dell'estate scorsa e al mese a cui il ministro aveva pensato inizialmente, e ogni anno i turni saranno due, indicativamente tra luglio e settembre. «Sarà un'esperienza che in qualche modo inciderà sulla formazione dei nostri giovani», ha commentato La Russa. Leggi qui in PDF anche un articolo dal Corriere della Sera.
dicembre 21, 2009 nella Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (3) | TrackBack
Il contributo dei giovani al servizio civile
Carmelo Interisano, Rappresentante nazionale dei giovani in servizio civile, ha portato il punto di vista dei volontari durante la presentazione dell'ultimo Rapporto della Cnesc.Rispetto al processo di riforma della legge in corso, ha ricordato inizialmente gli aspetti positivi contenuti nella proposta del Governo, come lo status, la copertura dei bandi rimasti deserti, la flessibilità. «Abbiamo dato parere favorevole in Consulta alla proposta di legge delega Giovanardi - ha detto Interisano -, intravedendo un miglioramento della situazione attuale. Rimangono però delle critiche ad un documento che può essere sicuramente migliorato con la collaborazione di tutte le parti interessate. Il servizio civile è e deve rimanere difesa della Patria con mezzi non violenti e non armati».
I giovani vorrebbero però che venisse superata l'attuale contrapposizione tra Governo e Regioni: «A nostro parere all'amministrazione centrale spetta il compito dell'unitarietà del SC alle regioni quello di intervenire nella valutazione (che può anche rimanere in parte affidata all'amministrazione centrale), individuando la priorità di intervento nei territori, il tutto in un clima di leale collaborazione. A tal proposito noi rappresentanti abbiamo lanciato una proposta di mediazione, capace di rendere partecipi entrambe le parti alla valutazione ad esempio ma, a quanto pare, non la si è ritenuta interessante e si preferisce lo scontro mettendo addirittura a rischio l'intero sistema».«Compiere il servizio civile - ha poi precisato Interisano - significa formazione del cittadino nella consapevolezza dei suoi diritti e doveri, significa riscoperta da parte dei giovani cittadini dei valori fondanti della nostra Carta Costituzionale. Chiedo allora se i 170milioni del 2010 e i 125 del 2011 siano tutto quello che lo Stato sia capace di investire nella costruzione dei propri cittadini. In caso di risposta positiva allora c'è qualcosa che non va, non solo rispetto al servizio civile ma al paese nel suo complesso. Investire nella formazione dei giovani cittadini alla legalità, ai diritti ed ai doveri, alle necessità e situazioni che vivono quotidianamente nei nostri giorni significa risparmiare in futuro costi assai maggiori dovuti al degrado e alla decadenza della società futura».
Infine, il Rappresentante dei giovani in Consulta, lancia un appello: «In questo quadro lo stato centrale non può esimersi dal garantire una volta per tutte la previsione nella legge di riforma di un contingente minimo di 40.000 volontari all'anno, garantendo un finanziamento adeguato e sottraendo il sistema all'agonia finanziaria in cui il SC riversa. Che le Regioni debbano contribuire siamo d'accordo, ma partendo da quel contingente minimo e ampliando l'orizzonte del SC nazionale».
dicembre 18, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
15 dicembre e servizio civile
Oggi 15 dicembre, molti enti legati al servizio civile ricordano l'anniversario dell'approvazione della prima legge sull'obiezione di coscienza e del servizio civile, la n. 772 del 1972. La Cnesc (Conferenza nazionale enti servizio civile), come ogni anno, in questa data presenta il suo Rapporto annuale, giunto all'XI edizione. Altre realtà come il Tesc (Tavolo degli enti di servizio civile) del Piemonte organizzano l'Assemblea regionale dei volontari e propongono lo spettacolo "VO.CI. Il servizio civile va in scena", mentre a Genova il Tavolo genovese degli enti di servizio civile sarà presente in tutta la città con decine di piccole iniziative. Sempre oggi, nel pomeriggio, a Napoli si terrà la giornata di formazione Servizio Civile in Campania "Energia Sociale", promossa dall'Assessorato alle Politiche Sociali e Politiche Giovanili della Regione Campania, per diffondere tra i giovani la cultura della cittadinanza.
dicembre 15, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
La riforma del servizio civile nazionale/4
Siamo alla quarta puntata del nostro approfondimento sui tre testi di legge di riforma del servizio civile nazionale. Questa volta parliamo un po’ di numeri, nel senso dell’orario e della durata dei progetti di servizio. La proposta del Governo, secondo quanto dichiarato sempre dall’on. Giovanardi, nasce anche con l‘intento di rendere il servizio civile più “flessibile” e vicino alle esigenze dei giovani che studiano o che, magari, si avviano al mondo del lavoro, alla luce delle analisi sulle motivazioni degli abbandoni.
Per questo, si indica nella legge di riforma una durata dei progetti non inferiore a 9 mesi e non superiore a 12, con almeno 20 ore a settimana, ma non di più di 36, per almeno 4 giorni. È prevista quindi una flessibilità oraria, con il compenso ai giovani che varierebbe in proporzione. Ricordiamo qui che originariamente il D.lgs. 77/2002, di attuazione della legge 64/2001, già prevedeva una durata di 1.200 ore annue, inferiore all’attuale pari a 1.400, e che l’aumento fu deciso agli inizi del 2005 col Decreto legge n. 7 del 31 gennaio 2005, poi convertito con legge n. 43 del 31 marzo dello stesso anno.
Le proposte dell’on. Rivolta (Lega nord) e dell’on. Farinone (PD) vanno sostanzialmente nella stessa direzione. Per la prima, la durata massima del servizio rimane di 12 mesi e sono possibili durate inferiori per specifici progetti. Le ore settimanale minime sarebbero 25 ore, con un monte ore annuo di 1.100 ore, e deve essere previsto almeno un giorno di riposo a settimana, nonché venti giorni di permesso retribuito. Per la proposta “Farinone”, la durata del servizio oscillerebbe tra i 9 e i 12 mesi, da un minimo di 20 ad un massimo di 36 ore a settimana, «ovvero monte ore mensile minimo di 80 ore e massimo. di 144». I giorni di riposo settimanali posso andare da almeno 1 a un massimo 3, nonché 2 giorni di permesso retribuito al mese, sempre con almeno un giorno di riposo settimanale. Il compenso per i giovani, stabilito dal Governo, varierebbe anche qui in proporzione alla durata del servizio.
Merita qui ricordare che la possibilità di avere una durata diversa dei progetti esisterebbe già adesso. Infatti il D.lgs. 77/2002, al comma 3 dell’art. 3, prevede che «il servizio civile ha la durata complessiva di dodici mesi. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentite le amministrazioni dello Stato interessate, la durata del servizio può essere prevista o articolata per un periodo maggiore o minore in relazione agli specifici ambiti e progetti di impiego».
dicembre 14, 2009 nella Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Interrogazione parlamentare sul servizio civile/2
Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci, risponde ai dubbi sollevati dall'interrogazione parlamentare dell'on. Rivolta della Lega Nord, in merito al corso "I giovani progettano lo sviluppo del territorio" e al coinvolgimento dell'Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc). Borrelli spiega che «l’onere di accompagnare durante la fase di progettazione i quasi 30 giovani stagisti è dello Staff di Progettazione di Amesci. E per garantire ai giovani un confronto diretto con l’Unsc, che ha appena approvato il nuovo prontuario sulla progettazione, è stata richiesta la presenza di un esperto, nella sola qualità di intervento istituzionale, gratuito ed autorizzato, che presentasse gli obiettivi e le novità del nuovo documento». «Che l’Ufficio Nazionale accolga da anni inviti di questo genere avanzati dagli enti - ricorda poi il Presidente di Amesci - è una novità solo per coloro che di Servizio Civile non sanno nulla. Per altro, qualsiasi amministrazione pubblica invitata a momenti di confronto o di presentazione di linee e programmi operativi offre, compatibilmente con le proprie possibilità, ampia disponibilità alle parti interessate». Conclude Borrelli: «Chiudo questa breve e doverosa precisazione con l’augurio che tanta attenzione al Servizio Civile si trasformi presto nel concreto impegno del Parlamento ad approvare una legge più matura ed a concedere i fondi necessari a renderlo un’esperienza aperta a tutti i giovani Italiani». Leggi su Vita.it tutta la precisazione di Amesci.
dicembre 11, 2009 nella Idee, Normativa e progetti, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
"Energia sociale" del servizio civile in Campania/2
Si è svolta ieri a Napoli la conferenza stampa di presentazione delle iniziative e dei contenuti della campagna di comunicazione “Energia Sociale”, promossa dall'Assessorato per la sensibilizzazione, informazione e promozione delle attività del Servizio Civile in Campania. All’incontro, moderato dal giornalista Espedito Pistone, sono intervenuti, con l’Assessore alle Politiche Sociali e Politiche Giovanili della Regione Campania Alfonsina De Felice, il campione olimpico Pino Maddaloni, testimonial delle giornate formative per i volontari, l’attore Patrizio Rispo, che presenterà e guiderà gli incontri previsti dalla campagna di comunicazione, il dirigente del settore Politiche Sociali della Regione Campania Antonio Oddati, il dirigente dell’Ufficio Servizio Civile della Campania Antonia Stefania Gualtieri, e la referente del Comitato Promotore del programma di “Energia Sociale” Natalia Castaldo.
Il dirigente regionale Antonio Oddati e l’assessore Alfonsina De Felice hanno sottolineato l’impegno profuso dalla Regione Campania, anche dal punto di vista finanziario, per il Servizio Civile Nazionale in Campania, mentre il campione olimpico di judo, Pino Maddaloni, scelto dagli stessi volontari come testimonial, ha detto: «A mio modo di vedere ogni ragazzo difficile rappresenta una risorsa, un possibile futuro campione. Un ragazzo non può considerarsi o essere catalogato come uno sconfitto in partenza – ha incalzato il campione olimpico - bisogna solo insegnargli ad indirizzare bene la sua energia. Nella nostra palestra a Scampia abbiamo tanti esempi positivi. E anche il Servizio Civile è una esperienza positiva».
L’assessore regionale Alfonsina De Felice ha infine ricordato l'appuntamento del prossimo 15 dicembre a Napoli: «In occasione della Giornata Nazionale del Servizio Civile, Energia Sociale terrà una importante giornata formativa con tutti i volontari e gli enti della Campania presso il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli. Sarà una giornata di proficuo confronto e di partecipazione attiva, l’inizio di un percorso educativo e di comunicazione finalizzato alla diffusione del concetto di Servizio Civile quale esperienza collettiva di scambio di conoscenze e di esperienze che rendono possibile il raggiungimento di scopi altrimenti non perseguibili a livello individuale».
dicembre 11, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Giornata mondiale dei diritti dell'uomo
Si celebra oggi la 61a Giornata mondiale dei diritti dell'uomo, nella ricorrenza dell'adozione della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, il 10 dicembre 1948 con la risoluzione 217A (III) dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Costituita da un preambolo e da 30 articoli, la Dichiarazione riconosce i diritti e le libertà fondamentali di ogni uomo “come ideale da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni”. E proprio oggi la Rete italiana per il disarmo e la Campagna Sbilanciamoci! rilanciano l'appello per dire no all’acquisto di 131 nuovi cacciabombardieri F35, per trasportare anche ordigni nucleari, dal costo complessivo di 16 miliardi di euro.
dicembre 10, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
Il Volontariato italiano e il servizio civile
Nei giorni scorsi si è svolta a Roma l'Assemblea del Volontariato italiano, chiusa poi con l'approvazione di un “Documento Conclusivo”, il quale riprende interamente il discorso di saluto del Presidente della Repubblica, esprime una forte richiesta di continuare il processo interno ed esterno avviato ed individua le priorità del lavoro comune del volontariato. Tra gli ambiti di intervento proposti, viene indicato anche «il consolidamento dell’esperienza del Servizio Civile Volontario rendendolo un diritto esigibile per i giovani e identificando nel terzo settore un luogo privilegiato dove svolgere l’esperienza». Leggi qui tutto il "Documento Conclusivo" in formato PDF.
dicembre 10, 2009 nella Appuntamenti, Idee, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack
XI Rapporto Conferenza nazionale enti per il servizio civile
Si terrà martedì 15 dicembre prossimo, presso l'Hotel Nazionale (Piazza Montecitorio, Roma) a partire dalle ore 10,30, la presentazione dell'XI Rapporto della Cnesc sul servizio civile in Italia.dicembre 9, 2009 nella Appuntamenti, Esperienze, Idee, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack






