Sito di informazioni del Tavolo ecclesiale sul servizio civile
Misiani (PD): "trovare i fondi governativi per rilanciare il servizio civile"
«Il servizio civile è un`opportunità importante di impegno dei giovani al servizio della comunità. Sono tra coloro che hanno sottoscritto l`appello lanciato dalla Conferenza nazionale enti servizio civile e sono convinto che vada fatto ogni sforzo per trovare i fondi governativi per rilanciare questo strumento». E' quanto affermaAntonio Misiani, deputato e tesoriere nazionale PD. «Non è una bella notizia - prosegue l'on. Misiani - quella apparsa sui giornali locali. Il bando 2013 si deve fare, perchè, giustamente, lo aspettano in molti bergamaschi e per molti enti del terzo settore avere dei progetti significa poter avere presenti dei ragazzi e operare efficacemente». Secondo l'on. Misiani «va chiesta a tutti una precisa assunzione di responsabilità: il governo trovi le risorse, gli enti di terzo settore garantiscano un`applicazione rigorosa della normativa, il Parlamento discuta una riforma organica del settore ripartendo dalle proposte di legge presentate nella scorsa legislatura».
Spostamento bando servizio civile a settembre, doccia fredda per giovani ed enti
Lo spostamento del bando nazionale di servizio civile a settembre e l'incertezza sul numero
degli avvii, rischiano di essere «un'ulteriore doccia fredda per i giovani e per gli enti». E'
quando denuncia Diego Cipriani, Capo ufficio Servizio civile di Caritas Italiana, intervenuto
con Licio Palazzini (Presidente Arci Servizio Civile) e l'on. Edo Patriarca (PD) a un recente
convegno dell'Arel dal titolo «Una porta aperta sul mondo del lavoro: il servizio civile»,
ripreso in un articolo di Ilaria Mariotti su la "Repubblica degli Stagisti".
Gli enti e i giovani - prosegue Cipriani - si aspettano «legittimamente che il prossimo bando
contenga almeno 18.810 posti, secondo le proiezioni dell’Ufficio nazionale fatte un anno fa. Già
questo numero sarebbe il più basso degli ultimi otto anni: ma se fosse ancora più basso sarebbe
difficile da spiegare agli stessi giovani. Mi preoccupa il senso di frustrazione che potrebbe
provocare in loro un simile scenario negativo». Per Patriarca, che è anche Presidente del Centro
nazionale per il volontariato, il rischio è che se non rifinanziato, si riduca a un'esperienza
di nicchia, «che coinvolgerà non più di 10mila giovani. Una grave forma di disattenzione per le
nuove generazioni». Per il deputato i ragazzi in partenza ogni anno dovrebbero essere almeno
30mila, e per questo «sarà necessario vigilare sugli stanziamenti per il 2014». Sulla stessa
linea Licio Palazzini, per cui «questa riduzione non produce solo un danno economico ma anche
sulla visione dei giovani del servizio civile nazionale». L'appello - secondo l'articolo - è
quindi al nuovo «governo Letta che ha detto nelle sue dichiarazioni programmatiche che vuole
impegnarsi per promuovere la nascita degli Stati Uniti d'Europa. Ebbene che inserisca il
servizio civile nazionale in quell'obiettivo garantendo almeno 20mila posti all'anno». Più
precisa la proposta di Cipriani: «Mi accontenterei di un piano straordinario del governo che in
tre anni faccia dimenticare l'ultimo quinquennio, e che riporti almeno a 50mila il numero di
volontari impiegabili ogni anno nei progetti. Sarebbe un bel segnale di speranza».
Arriva la prima proposta di legge di riforma del servizio civile
E' stata presentata lo scorso 11 aprile dall’on. Marina Sereni (PD) la prima proposta di riforma del servizio civile nazionale della XVII legislatura. Il testo di legge, "Nuova disciplina del Servizio civile nazionale" (n. 723), ricalca quello già presentato il 9 dicembre 2010 dalla stessa Sereni insieme al collega Gianclaudio Bressa, che nasceva soprattutto dal confronto con la CNESC (Conferenza nazionale enti di servizio civile). Tra le novità del testo di legge, anche l’apertura del servizio civile ai cittadini stranieri residenti in Italia, nonché la previsione di un contingente annuale minimo di 40mila volontari.
Enti e volontari servizio civile chiedono alla Idem certezze su fondi e bando
La CNESC (Conferenza nazionale Enti di servizio civile) in un comunicato congiunto con il Forum nazionale del Terzo settore, il Forum nazionale del servizio civile e le Associazioni di Rappresentanza dei giovani volontari, è tornata a denunciare oggi come “nonostante le ripetute rassicurazioni avuti dagli uffici del Ministro Riccardi, siamo assai preoccupati perché al momento attuale non sono stati pubblicati i numeri di volontari che saranno messi a bando, ma solo le graduatorie definitive dei progetti, che per la prima volta non indicano anche i posti per singolo progetto”. Gli enti e i rappresentanti dei volontari ricordano come il Ministro Riccardi avesse apromesso l'avvio di «circa 18.810 volontari nel 2013 e di altrettanti nel 2014» e per questo lanciano un appellano al neo Ministro Josefa Idem perchè si adoperi «utilizzando le risorse disponibili per il 2013 e quelle programmate per il 2014 affinché gli enormi sforzi fatti per preservare un sistema ricco e complesso come quello del Servizio Civile Nazionale non vengano vanificati dall’emanazione di un bando a numeri ridotti».
Leggi tutto il comunicato qui in PDF.
Un obiettore di coscienza al Ministero della Difesa
Un obiettore di coscienza che diventa Ministro della Difesa? Sembrerebbe di sì, almeno leggendo la biografia di Mario Mauro, neo Ministro della Difesa, che secondo quanto riportato da "la Stampa" del
28 aprile scorso [PDF] avrebbe fatto in gioventù il servizio civile e non quello militare. A Mauro tra l'altro scrive dal suo blog su "Vita.it", Pasquale Pugliese, segretario del Movimento Nonviolento, per ricordargli la lettura del libro "Armi, un affare di Stato", curato dai giornalisti Duccio Fracchini, Michele Sasso e Francesco Vignarca (quest’ultimo coordinatore della Rete Italiana Disarmo) e uscito lo scorso settembre per Chiarelettere in collaborazione con Altreconomia.
Masulli (GD): "si ascoltino voci giovani in servizio civile"
«Siamo oggi molto soddisfatti per la ricostituzione della Consulta Nazionale per il Servizio Civile, essendo stati tra coloro che da tempo si sono impegnati per la sua salvaguardia, convinti che delinei un primo passo nella prospettiva di una riforma complessiva e del rilancio del servizio civile nazionale». E' quanto ha dichiarato oggi in un comunicato stampa Michele Masulli, Responsabile delle Politiche Giovanili per i Giovani Democratici.
«In quest’ottica - prosegue Masulli - ci preme riportare due raccomandazioni al nuovo ministroJosefa Idem, a cui rivolgiamo i più sentiti auguri di buon lavoro, e ai componenti neo designati della Consulta. In primis, è fondamentale che sia garantita rilevanza e protagonismo agli stimoli e all’azione posti in essere dai Rappresentanti nazionali dei volontari, i portavoce delle esigenze e delle proposte delle migliaia di giovani che ogni anno decidono di dedicare dodici mesi della propria vita ad un’esperienza di impegno civico, spesso percepita come tanto significativa da spingere molte ragazze e ragazzi a cercare nel non profit il proprio percorso di vita». «In secondo luogo riteniamo fondamentale che si operi una decisa attività di rinnovamento e di apertura della Consulta nazionale a tutti quei soggetti che, in questi anni, nello stesso mondo del servizio civile, hanno rappresentato forze di innovazione ed istanze di cambiamento», conclude l'esponente dei Giovani Democratici.
Servizio civile: le Regioni mettono in campo le loro alternative
Il numero in edicola del mensile "Vita" presenta l'esperienza trentina della "Leva Civica",
progettata dal consorzio di cooperative sociali Consolida e che coinvolgerà i Comuni della
provincia. L'approfondimento [PDF] illustra inoltre i vari servizi civili regionali e le proposte in
campo, come quelle avanzate dal neo assessore alle Politiche giovanili della Regione Puglia,
Guglielmo Minervini.
Bando servizio civile: ancora 2 settimane per le conferme
Ancora due settimane e si saprà qualcosa di più certo sull'uscita del prossimo Bando nazionale
di servizio civile. L'annuncio arriva a Vita.it da Giovanni Grasso, portavoce del ministro per
la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, che dice: «A oggi non siamo
pronti, anche alla luce della recente sentenza sul diritto dei giovani stranieri di partecipare
al bando. Ma stiamo lavorando per fare presto».
E proprio alla luce della recente sentenza di Milano, che chiede di aprire il bando ai giovani
stranieri, Grasso precisa: «Stiamo studiando come rendere il Bando compatibile con la sentenza e
con la situazione finanziaria attuale. Di certo ci sarebbe bisogno di una certezza normativa che
ora manca, dato che sull’altro caso legato alla partecipazione di giovani stranieri, il
Tribunale di Brescia aveva dato parere diverso rispetto alla Corte d’appello milanese.
Sottolineo che non abbiamo nessuna prevenzione in merito all’aprire tale esperienza anche agli
stranieri». Nulla di certo ancora sui numeri dei giovani del Bando, sarebbero comunque confermati i 18mila annunciati lo scorso giugno, ma sui finanziamenti si
lancia anche l'idea di utilizzare i 14,5 milioni di euro avanzati dal "Fondo Mecenate" per
l'imprenditoria giovanile.
«Finalmente anche gli stranieri potranno accedere al servizio civile». Lo ha dichiarato ieriEdoardo Patriarca, Presidente del Centro nazionale per il volontariato e deputato del PD. «La
sentenza della Corte d'Appello di Milano - prosegue Patriarca - rende giustizia a tanti ragazzi
che, stabilmente residenti in Italia, devono poter avere gli stessi diritti dei loro coetanei
italiani. Il welfare del servizio civile è uno dei pilastri del Paese che ha retto durante la
crisi. E per i giovani stranieri non vi possono essere leggi differenti rispetto a quelle
applicate per i ragazzi italiani. Mi auguro che dopo questa sentenza si possa cominciare a
ragionare, in modo pacato ma serio, anche sulle norme per la cittadinanza».
Per Claudio Di
Blasi, Presidente dell'associazione lombarda "Mosaico", la sentenza del giudice di Milano
conferma come la «“difesa della Patria” non sia la ragion d’essere del servizio civile
volontario». «Un’interpretazione di tal genere delle ragioni del servizio civile - scrive Di
Blasi su Vita.it - letteralmente demolisce il concetto di servizio civile basato sulla
predominanza, legislativa e organizzativa, dello Stato».
Giovani e servizio civile: si apre il confronto con il Parlamento
La Rappresentanza nazionale dei giovani in servizio civile elegge i suoi nuovi membri in Consulta nazionale e, come racconta "Redattore Sociale" apre il confronto con il Parlamento. Nella XIII Assemblea nazionale dei delegati dei volontari, svoltasi a Roma venerdì e sabato scorso, sono stati designati alla Consulta nazionale del servizio civile Yuri Broccoli per la Macroarea Nord e Antonia Annamaria Paparella per quella Sud, in sostituzione di Corrado Castobello e Fania Alemanno, giunti al termine del loro mandato biennale. L’Assemblea è stata inoltre caratterizzata dalla presenza per la prima volta di due giovani parlamentari, Giulia Narduolo e Francesca Bonomo, neoelette nel Partito Democratico.
Narduolo, tra l’altro, viene da esperienze di servizio civile nazionale, avendo terminato lo scorso gennaio il suo impegno come volontaria presso una biblioteca comunale.
«Alla politica dei tagli lineari – hanno dichiarato le due parlamentari - noi vogliamo rispondere con la volontà di rifinanziare ed incrementare il Servizio civile, strumento che tutto il mondo ci invidia per la sua importante funzione, in rapporto ai costi limitati che necessita. Pensate che la riduzione della flotta italiana di F35 di sole due unità avrebbe garantito la partenza di 20 mila giovani con il servizio civile nel 2012 e di altri 20 mila nel 2013».
Le due deputate sono tra le firmatarie di una lettera aperta inviata nei giorni scorsi ai loro coetanei under 35 in Parlamento, ai quali hanno lanciato
un appello [PDF] a lavorare tutti insieme negli interessi dei giovani italiani. Tra le proposte avanzate c’è proprio il «rifinanziamento del fondo a disposizione dell’Ufficio nazionale per il Servizio Civile e la programmazione almeno triennale dei progetti», con l’impegno che «venga ribadito il giusto valore formativo, sociale e profondamente etico di questa esperienza, che dovrebbe essere accessibile a tutti i giovani, italiani e stranieri, senza distinzioni».
Tra i risultati dell’incontro tra delegati e le due parlamentari, l’impegno a riprendere a breve il confronto sul servizio civile con gli altri giovani deputati presenti alla Camera. «Siamo molto contenti di questa opportunità – ci dice Silvia Conforti, Rappresentante nazionale dei giovani – anche perché sono state loro a cercarci. Da qui si può ripartire per trovare delle linee comuni anche in Parlamento sul futuro del servizio civile nazionale».
Inoltre, con la costituzione di un Consiglio direttivo di 9 membri, l’Assemblea ha visto anche il debutto dell’Associazione Italiana Servizio Civile (AISeC), la prima promossa direttamente dalla Rappresentanza dei volontari. L’Associazione, aperta a tutti coloro che vogliono sostenere il servizio civile, ha tra i suoi obiettivi quelli di rilanciare i valori di questa esperienza, concorrere alla sua riforma, sostenere le varie forme di rappresentanza e istituire un albo che certifichi lo status dei volontari. [Fonte:Redattore Sociale]
Il numero di marzo di "Vita", il magazine del Terzo Settore, dedica la sua storia di copertina
al successo elettorale del "MoVimento 5 Stelle" e al suo programma in ambito sociale.
Nell'occasione propone al MoVimento 6 idee, tra cui quella sul servizio civile di Primo Di
Blasio, Presidente della Cnesc. «Noi siamo convinti - ricorda Di Blasio - che il servizio civile debba essere un’esperienza accessibile a tutti coloro che chiedono di parteciparvi, universale e
libero: realizzato anche in forme più flessibili e diversificate di quello attuale: 40mila posti
dal 2014 come trampolino per successivi piani di ampliamento fino all’obiettivo del servizio civile per tutti coloro che lo chiedono».
Leggi tutto l'articolo qui in PDF.
Elezioni. AON denuncia scarsa attenzione ai temi della Difesa, Disarmo e Servizio civile
Cosa propongono nei loro programmi di governo del Paese sui temi della Difesa, spese militari e
disarmo e servizio civile i partiti in campo per le prossime elezioni? Se lo è chiesta
l’Associazione Obiettori Nonviolenti che è andata a spulciare i programmi elettorali dei
maggiori partiti e movimenti, pubblicati sui loro.
«Le sorprese non mancano – dichiara Massimo Paolicelli, Presidente dell’AON– infatti la stragrande maggioranza dei partiti non hanno nei loro programmi
riferimenti alla Difesa, alle spese militari e al disarmo o al servizio civile, alcuni
inseriscono frasette molto generiche e solo due partiti presentano un programma articolato».
In particolare «Un tema assente proprio in tutti i programmi – denuncia amareggiato Paolicelli – è quello del Servizio Civile Nazionale, che dopo i pesanti tagli economici subìti in questi anni rischia di sparire definitivamente come proposta ai giovani di cittadinanza attiva per costruire la pace. Se questa assenza è la cartina di tornasole dell’impegno nella prossima legislatura non abbiamo molte speranze». «Per questo - prosegue il Presidente dell'AON – lanciamo una “Chiamata alla pace” in cinque punti rivolto partiti, per permettere loro, se lo desiderano, di integrare i programmi». Tra questi cinque, anche il rilancio del Servizio Civile Nazionale e la ricostituzione del Comitato per la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta e costituire i Corpi
Civili di Pace.
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Fauttilli, ex Capo dell'Unsc, aderisce alla campagna per il servizio civile
Tra le varie adesioni all'"Alleanza per il futuro del servizio civile", che stanno arrivando in
questi giorni, c'è anche quella di Federico Fauttili, candidato nella circoscrizione Lazio 2
della Camera per la lista Scelta Civica con Monti per l’Italia, e Capo dell’Ufficio nazionale
del Servizio Civile fino allo scorso luglio, prima di passare alla direzione del Dipartimento
per le politiche per Famiglia.
«Nei miei mesi a capo dell’Unsc – dichiara Fauttilli – ho potuto capire quanto il servizio
civile sia importante, sia per come vengono impegnati i giovani sia per le problematice dove si
interviene. E’ un esperienza di cui lo Stato dovrebbe sempre più farsi carico, che non solo va
mantenuta ma anche potenziata». «Molte ricerche ci dicono – continua – come il servizio civile
sia utile per le nuove generazioni non solo mentre lo si svolge, ma per tutta la vita,
soprattutto per la sua valenza educativa». Anche per questo Fauttilli si impegna, in caso di
elezione, ad attivarsi in Parlamento per un servizio civile volontario e aperto a sempre più
giovani. «Anche in tempi di difficoltà economiche, l’investimento nel servizio civile è un
investimento per il futuro – ci dice ancora – e bisognerebbe pensare a come aumentare le risorse
per esso». «Durante il mio mandato – ricorda infine Fauttilli – abbiamo cercato di mettere il
servizio civile fuori dal baratro in cui rischiava di cadere. Ma questo è stato solo un primo
passo, bisogna ora pensare a come reperire nuovi fondi: dopo il salvataggio c’è la necessità ora
di un suo rilancio».
Troppi soldi per gli F-35, sempre meno per il servizio civile
Circa 52miliardi di euro di spesa, ma un un ritorno occupazionale e industriale pressoché nullo. È questo il costo del programma per l’acquisto dei caccia F-35 nel nostro paese secondo la campagna “Taglia le ali alle armi” (promossa dalla Rete italiana per il disarmo, dalla campagna "Sbilanciamoci!" e dalla Tavola della pace), che ieri a Roma - come riportano "Redattore Sociale", "Famiglia Cristiana" e altre agenzie - ha presentato un report dettagliato per smentire le cifre ufficiali diffuse e per chiedere che sulla questione dell’acquisto dei caccia venga istituita una commissione parlamentare di inchiesta e intervenga la Corte dei conti per monitorare “questa enorme spesa”. Nella stessa giornata di ieri SEL ha tenuto in incontro, per presentare le sue proposte programmatiche su Pace, Disarmo e Nonviolenza. Tra i vari interventi anche quello di Pasquale Pugliese, esponente del Movimento nonviolento fondato da Aldo Capitini, che ha ricordato come «occorre ricercare soluzioni alternative alla guerra nei conflitti
internazionali». Quello che fanno da molti anni i pacifisti e i cittadini impegnati nel servizio civile, ma «in un solo anno l'intero finanziamento per il servizio civile nazionale è di 68
milioni, un terzo del costo di un F35».
Salvemini (SEL Lombardia): "necessario investire nel servizio civile"
«Dopo due anni di mancato finanziamento del fondo regionale per il Servizio Civile è giunto il momento di attuare la Legge Regionale del 3 gennaio 2006 n. 2 "Servizio civile in Lombardia " e sviluppare nuove forme di partecipazione sociale dei giovani cittadini. Occorre sviluppare proposte pertinenti con il territorio lombardo e che rappresentino trampolino di lancio per le giovani generazioni». E' quanto denuncia Vanni Salvemini, candidato alle elezioni regionali della Lombardia nella lista di SEL.
«Nonostante la crisi economica - prosegue - e nonostante lo stallo delle politiche sociali, ritengo sia impossibile per una grande Regione come la Lombardia non individuare, all'interno del bilancio, un milione di euro per il finanziamento dei progetti di servizio civile da svolgersi sul nostro territorio». «Il Servizio Civile ad oggi - ricorda Salvemini -, rappresenta la forma maggiormente istituzionalizzata di difesa della patria non armata e nonviolenta. Rappresenta una delle poche occasioni per avviare un percorso di formazione sociale all'interno degli enti di Servizio Civile che, di fatto, costituiscono il substrato di welfare cittadino». Per il candidato di SEL «l'integrazione con la mia proposta di riuso degli spazi va ad inserirsi in una proposta di sviluppo di nuove forme di servizio civile, strettamente regionali, che possano concedere uno spazio di conferma sociale ed operativa dei giovani volontari, dopo il loro anno di servizio civile nazionale».
Anche il servizio civile nel nuovo "libretto dei saperi"
Secondo la Riforma del Lavoro, approvata lo scorso luglio, anche il servizio civile nazionale
servirà per il riconoscimento della competenze lavorative. Ma come? La questione di questa e di
altre esperienze citate nel nuovo "libretto dei saperi", viene affrontata in due articoli sul
"il Sole 24 Ore" di lunedì scorso.
Leggi tutti gli articoli qui in PDF.
Crescono le adesioni all'Alleanza per il servizio civile
Dopo il sito della CNESC (Conferenza nazionale enti di servizio civile), anche quello del Forum
nazionale del servizio civile si attrezza per ospitare le adesioni alla Campagna per una
"Alleanza per il futuro del servizio civile", promossa insieme dalle due realtà e dal
Movimento Nonviolento, Forum Nazionale dei Giovani, Campagna Sbilanciamoci, Forum Terzo Settore,
Tavola della Pace e MIR. Ricordiamo che in queste settimane di campagna elettorale, un invito a
sostenere il servizio civile e portarne avanti la riforma della legge è rivolto in particolare
ai partiti e ai candidati alle Elezioni politiche nazionali del prossimo 24-25 febbraio.
Per votare alle prossime elezioni dovranno tornare in Italia (al contrario dei militari) e se
hanno «gravi necessità familiari, tesi di laurea, licenze matrimoniali» o lutti, devono
sfruttare i 20 giorni di permesso annui (viaggi compresi). Sono i diritti [PDF] dei giovani in
servizio civile all'estero, dei quali parla su "l'Huffington Post" un articolo di Alberto
Fascetto, da un anno in Mali con l'Ong CISV di Torino.
«Lasciatemelo dire - scrive Fascetto sul
sito di informazioni on-line-, è vergognoso, al limite del legale un contratto che non concede
giorni per "lutto" o per "gravi motivi di famiglia" e che costringe a fare enormi sacrifici per
trovare una soluzione se ci si imbatte in uno di questi tristi casi». «Avete capito bene -
rincara -, se per caso, non hai più giorni di malattia né di ferie, e subisci un lutto, beh se
vuoi tornare a casa dalla tua famiglia, perdi lo status di servizio civile».
Su questo argomento Fascetto ha sentito Gianfranco Cattai, Presidente della Focsiv e
dell'Associazione delle Ong Italiane (Aoi): «E' vero - dice Cattai - che il lutto è un evento
particolare ed oggi non contemplato all'interno della casistica prevista dalla normativa vigente
e su questo possiamo sicuramente fare ulteriori riflessioni per contribuire a rendere la
normativa più adeguata a questo tipo di situazione». «C'è da augurarsi che, se mai esca, vengano
accolte le nostre piccole richieste, affinché, soprattutto in tristi eventi, i ragazzi e le
ragazze in servizio civile non vengano lasciati a loro stessi e sottoposti ad ulteriori stress,
ma accompagnati e rispettati, come dei lavoratori, non di più» conclude Fascetto.
La Campagna contro gli F-35 interpella gli schieramenti politici
La Campagna “Taglia le ali alle armi!” – promossa da Rete Italiana Disarmo, Campagna
Sbilanciamoci! e Tavola della Pace – torna ad interpellare gli schieramenti politici sulla partecipazione al programma JSF e chiede «un impegno pubblico e formale a cancellare interamente il programma di acquisto degli F-35». «I fondi pubblici così risparmiati sul bilancio statale sia del 2013 che degli anni a venire (budget stimato in circa 40 miliardi per tutta la vita del progetto) - scrivono in una nota i promotori della Campagna - potrebbero in alternativa venir destinati al rafforzamento delle politiche sociali, alla scuola, all’università, ai servizi sociali per le famiglie», nonchè (aggiungiamo noi) al servizio civile. Intanto ieri sera è andata in onda su RaiTre la puntata di "Presa Diretta" dedicata proprio al tema dell’acquisto degli F35, definito "il sistema d’arma più costoso del mondo", con l'Italia impegnata a comprarne 90 per un costo iniziale di almeno 13 miliardi di euro.
Lattuca (PD): aderisco alla Campagna per il futuro del servizio civile
Si allargano le adesioni di associazioni e singoli cittadini alla campagna dell'"Alleanza per il
futuro del servizio civile", promossa da Cnesc-Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile,
Movimento Nonviolento, Forum Nazionale Servizio Civile, Forum Nazionale dei Giovani, Campagna
Sbilanciamoci, Forum Terzo Settore, Tavola della Pace e MIR. Nei giorni scorsi hanno
sottoscritto l'appello anche vari candidati alle prossime elezioni politiche nazionali, come
Enzo Lattuca, 25enne Segretario provinciale del PD di Cesena e in lista alla Camera dei Deputati
in Emilia Romagna.
«Conosco la realtà del servizio civile di Cesena ed in particolare i progetti portati avanti da
Arci Servizio Civile (ASC) - ha dichiarato in una intervista in una pausa della sua campagna
elettorale -. Ho avuto modo di conoscere così la qualità di questo servizio e l'impegno di tanti
giovani». «Anche per questo e di fronte alla situazione difficile che sta vivendo questa
esperienza, ho pensato di aderire all'appello lanciato da enti ed associazioni» ha poi spiegato
Lattuca, aggiungendo: « Forse il servizio civile non può essere una risposta risolutiva alle
difficoltà, anche lavorative che vivono i giovani, ma può essere uno strumento che fa ripartire
la speranza verso il futuro». «Per questo - ha affermato ancora - occorrerebbe, come propone
l'appello dell'Alleanza, ripristinare uno stanziamento adeguato e garantire un numero annuale di
posti certo». Lattuca, tra i più giovani candidati in Italia e nono in lista davanti a
parlamentari esperti come Lapo Pistelli e Donata Lenzi, ha ribadito il suo impegno se venisse
eletto in Parlamento. «Pur tenendo conto delle situazione economica - ha precisato -, un Governo
di Centrosinistra dovrebbe fare delle scelte a sostegno del servizio civile nazionale. Da parte
mia c'è l'impegno a seguire questo tema, a sostenere il Governo nella sua azione di riforma
della legge e a garantire un finanziamento stabile».
Bandiera (AISM): "un altro servizio civile è possibile"
«Siamo convinti che l'istituto del servizio civile nazionale sia innanzitutto una scuola di
cittadinanza, uno strumento prezioso per diffondere senso di appartenenza alla patria e di
impegno civico. In quest’ottica, con il Servizio Civile si colpisce uno degli istituti più
importanti per la formazione di una coscienza civica nel nostro Paese». Lo dichiara Paolo
Bandiera, Direttore Affari Generali dell'AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), in una nota sul sito dell'associazione.
«In tale scenario -
prosegue Bandiera - gli Enti di Servizio Civile affermano l’opportunità di rilanciare questo
straordinario strumento, che ha coinvolto circa 1 milione e trecentomila persone dal 2001 a
oggi».
La nota poi ricorda che «in occasione del quarantennale della legge sull'obiezione di coscienza
- lo scorso 15-16 dicembre a Firenze – è stato condiviso da diverse associazioni, tra cui l’AISM
– un nuovo appello per salvare il Servizio Civile. Movimento Nonviolento, Forum Nazionale
Servizio Civile, Forum Nazionale dei Giovani, Sbilanciamoci, Forum Terzo Settore, Tavola della
Pace, MIR hanno infatti lanciato L'allenza per il futuro del servizio civile, un documento da
sottoporre alle forze politiche affinché sottoscrivano il proprio impegno in tal senso. Tra le
proposte condivise nell’appello: rendere più aperto e flessibile il SC, aprire ai cittadini
stranieri, innovare il quadro legislativo e stabilizzare quello finanziario».
Paolo Bandiera cita anche la recente proposta della Regione Liguria che sta sperimentando "un
Patto preliminare per la co-progettazione" delle azioni degli enti, che "si propone come
modello sperimentale e replicabile per il rilancio del Servizio Civile".. «I valori base
fondanti il Servizio Civile – conclude Bandiera – ovvero integrazione, inclusione legalità,
promozione della comunità, trovano in questa sperimentazione un’opportunità per il prossimo
futuro, per tornare a considerare il SC come un bene collettivo di cui tutti siamo
responsabili».
Enti ed associazioni del terzo settore interpellano la politica sul servizio civile
Un'"alleanza" per il servizio civile nazionale. E' quella con cui enti ed associazioni del terzo settore (Cnesc-Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile, Movimento Nonviolento, Forum Nazionale Servizio Civile, Forum Nazionale dei Giovani, Campagna Sbilanciamoci, Forum Terzo Settore, Tavola della Pace e MIR) si organizzano per la prima volta tutti insieme per promuovere questa esperienza, e per questo interpellano direttamente anche partiti e candidati alle prossime elezioni politiche nazionali. Per sottoscrivere l’iniziativa è stato attivato un apposito spazio web sul sito della Cnesc, http://www.cnesc.it/alleanza, dove è possibile consultare anche il testo completo dell’appello e l’elenco degli aderenti aggiornato in tempo reale. In queste settimane di campagna elettorale, un invito a sostenere il servizio civile e portarne avanti la riforma della legge è rivolto in particolare ai partiti e ai candidati alle Elezioni politiche nazionali del prossimo 24-25 febbraio, che possono segnalare la propria adesione e il proprio impegno da realizzarsi una volta in Parlamento.
Liguria: in tempo di crisi la Regione investe sul servizio civile
«Quattrocentotrentamila euro dalla Regione Liguria per avviare, nel 2013, il nuovo percorso sperimentale di servizio civile regionale, a sei anni dalla sua istituzione». E' l'annuncio fatto dall’Assessore regionale alle politiche sociali e giovanili, Lorena Rambaudi, in occasione del Convegno "Il servizio civile: lavori in corso in tempo di crisi", svoltosi mercoledì scorso a Genova. E sul servizio civile nazionale Raffaele De Cicco, Direttore dell'UNSC, intervenuto all'evento conferma: «I 50milioni aggiuntivi recuperati dal ministro Riccardi, secondo le nostre proiezioni, dovrebbero garantire 18mila ragazzi in Italia, 450 all'estero, più 360 per quanto riguarda l'accompagnamento dei ciechi ed invalidi civili per il biennio 2013 e 2014. E' chiaro che in questi due anni dobbiamo fare la riforma del servizio civile nazionale».
«Da quando è stato istituito, sei anni fa - ricorda poi in una nota la Regione Liguria -, il servizio civile regionale ha coinvolto più di tremila ragazzi in oltre centocinque progetti finanziati per un totale di un milione e settecentomila euro». Gli enti interessati hanno tempo fino al 31 gennaio per partecipare al percorso di co-progettazione. Riguardano tre linee di intervento i progetti proposti dagli enti di servizio civile: azioni rivolte ai giovani dai 16 ai 18 anni attraverso gli istituti scolastici della Liguria, percorsi rivolti ai giovani dai 16 ai 29 anni in esecuzione penale esterna e sottoposti a misure alternative, percorsi rivolti ai giovani dai 18 ai 29 anni a rischio di esclusione sociale con priorità ai non cittadini italiani in possesso di regolare permesso di soggiorno. «Come in altri settori – ha sottolineato Rambaudi – si sperimenta la forma giuridica dei patti di sussidiarietà. Con questo nuovo metodo gli enti sono invitati a lavorare in rete, in forma collaborativa e non competitiva, tramite una manifestazione d’interesse pubblico, per presentare progetti insieme formando delle imprese temporanee di scopo». Le priorità per l'Assessore sono: «Diffondere una cultura della sicurezza e della legalità finalizzata al benessere sociale, creare una rete territoriale di riferimento permanente e realizzare percorsi formativi, conoscitivi e culturali per promuovere un ruolo attivo dei giovani nel contesto sociale».
Austria: il referendum consultivo conferma il servizio militare obbligatorio
Domenica scorsa gli austriaci hanno votato per il mantenimento del servizio militare obbligatorio. Sarebbero quasi il 60% dei 6,3 milioni di aventi diritto quelli che ha votato in favore dell'attuale servizio di leva obbligatorio nel referendum, che ha valore consultivo. Il 40% si è pronunciato invece per un esercito professionale.
Affluenza alta, oltre il 50%, superiore alle ultime europee (46%) e alle presidenziali nel 2010 (49%). L’Austria ha uno dei budget per la difesa più limitati dell’intera Unione Europea: appena lo 0,6% del Pil. Il Paese conta su 55.000 militari circa. Ogni anno 22.000 persone partono per 6 mesi di servizio obbligatorio. Nella confinante Svizzera si viene invece a sapere che Samuel Werenfels dopo 25 anni di lavoro lascerà nell’estate del 2013 l’Organo d’esecuzione del servizio civile ZIVI, da lui stesso istituito.
Pasquale Pugliese, segretario del Movimento Nonviolento (MN), sarà candidato nelle liste di SEL alla Camera nella circoscrizione Emilia Romagna. Il sito del mensile Vita.it lo ha intervistato nell'ambito del suo approfondimento sui candidati "social" alle prossime Politiche. Pugliese ricorda tra l'altro la proposta del MN di un «servizio civile per tutti come difesa della Patria e della Pace», con risorse che vengano «dal capitolo delle difesa, che non può dare fondi sono alla difesa armata dimenticandosi di quella civile». Leggi tutta l'intervista a questo link.
La FOCSIV chiede il voto all'estero anche per il servizio civile
La FOCSIV, federazione che raggruppa 62 organismi cristiani di servizio internazionale
volontario, ha richiamato ieri l'attenzione sulla "palese e oggettiva discriminazione sulle
condizioni di esercizio del diritto al voto per i cittadini italiani all’estero", tra i
quali anche i volontari in servizio civile e i cooperanti.
Come sottolinea nel comunicatoGianfranco Cattai, Presidente della FOCSIV, «se mettiamo insieme i volontari
e cooperanti internazionali, i giovani in servizio civile all’estero, i giovani in servizio
volontario europeo, i sacerdoti, le suore, i religiosi e laici italiani residenti all’estero
alle dipendenze di Istituti e Congregazioni missionarie e ONG, sono oltre 10.000 le persone
interessate a tale possibilità. Se lo Stato si dovesse far carico delle spese di rientro in
patria di tutte queste persone, la spesa sarebbe di 15-20 milioni di euro. Da anni abbiamo
sottolineato il problema ed è inaccettabile che tutte le volte la risposta delle Istituzioni
preposte è rinviare la soluzione del problema alla prossima tornata elettorale».
Piemonte: un appello degli enti su servizio civile e lavoro
Un appello sul servizio civile e il lavoro è stato lanciato dal TESC - Tavolo Enti Servizio
Civile, il coordinamento piemontese di Enti di servizio civile. Nel testo, tra l'altro, si
chiede che «si torni ad investire sul servizio civile, sia politicamente che economicamente» e
che «si valorizzi a livello ufficiale, nel mondo del lavoro e dei percorsi universitari o
professionalizzanti, la formazione che viene fatta nel servizio civile».
Leggi tutto il
documento qui in PDF.
Campania: l'appello di Amesci alla Regione per investire sul servizio Civile
«Le dichiarazioni dell’assessore Ermanno Russo sul servizio civile rappresentano un segnale di
allarme ma anche un impegno che noi enti da anni auspichiamo ad opera delle Regioni, soprattutto
di quelle come la Campania che rappresentano beneficiari numericamente significativi del
servizio civile nazionale». Lo ha affermato Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci, in un
comunicato diffuso nei giorni scorsi in merito alle dichiarazioni dell'Assessore alle Politiche
sociali della Regione Campania, Ermanno Russo, che ha lanciato l'allarme sui fondi disponibili.
«Se da un lato, l’assessore invita il Governo centrale a stanziare maggiori fondi per il
Servizio Civile Nazionale per evitare che questo istituto della Repubblica, appena compiuti 40
anni di storia nel nostro Paese, perisca sotto la scure dei tagli indiscriminati alla spesa
pubblica, dall’altro, annuncia la scelta della Regione di contribuire al finanziamento dei
progetti che insistono sul proprio territorio», ha continuato Borrelli. «Ci auguriamo che questo
impegno in fase di definizione del bilancio incontri la sensibilità di tutto il Consiglio
Regionale e che, in occasione del nuovo anno, riparta anche la stagione del confronto con tutti
gli attori del sistema affinché il servizio civile possa tornare ad essere quell’occasione di
crescita culturale e formativa per i giovani che la legge prevede» conclude il Presidente di
Amesci.
Paduano (Unsc): per il servizio civile urgente la riforma della legge
«Siamo dispiaciuti di non essere riusciti a completare la riforma, ma in futuro non potrà essere rimandato un ragionamento globale sul sistema del Servizio civile volontario in questo Paese». Lo ha dichiarato, secondo quanto racconta "Redattore Sociale", Paola Paduano, Direttrice del nuovo Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale. Intervenendo al Convegno di lunedì scorso promosso dalla Regione Emilia-Romagna sul servizio civile, al posto del Ministro Andrea Riccardi, Paduano ha ricordato come «i fondi siano diminuiti e per il 2013 siano previsti appena 71 milioni di euro da destinare al servizio civile nazionale».
«Almeno abbiamo confermato i circa 18 mila posti disponibili», ha confermato poi.
Non c’è stata però la riforma sperata, «ma sono state fatte alcune cose importanti». Ad esempio «sono stati uniti con una scelta coraggiosa e intelligente gli uffici del Servizio civile e del Dipartimento delle politiche giovanili». E questo, secondo Paduano «è un primo segnale di una riforma che tenga conto dei cambiamenti degli strumenti e dei metodi di adeguamento all’innovazione». Ciò che manca, invece, è «una sorta di codice unico che racchiuda tutte le norme riguardanti il Servizio civile per semplificarne tutto il sistema - continua Paduano - perché attualmente sono sparse qua e là». (Fonte:Redattore Sociale)
Pax Christi chiede ai politici un impegno per la pace
Con un comunicato diffuso in questi giorni, il Presidente Nazionale di Pax Christi, mons. Giovanni Giudici, è intervenuto nella campagna elettorale ricordando alcune priorità: «pace, nonviolenza, disarmo, stop agli F35 e all’export delle armi alla luce della Costituzione e dei 50 anni della Pacem in terris». «"Di fronte alle crescenti differenze tra pochi - ricorda mons. Giudici -, sempre più ricchi, e molti irrimediabilmente più poveri" (Benedetto XVI al Corpo diplomatico, 7 gennaio 2013), si chiede un esplicito impegno ai candidati anche su queste scelte qualificanti per un programma che abbia davvero a cuore il bene comune, cioè la vita di tutti e di ciascuno». Intanto un articolo di Giorgio Beretta su Unimondo.org ritorna sui dati già denunciati nei giorni scorsi sull'aumento degli ordinativi ai paesi dell’Unione Europea per esportazioni di sistemi militari che nel 2011 (ultimo dato disponibile).
Parte ufficialmente oggi a Dublino, in concomitanza con l’inizio della presidenza irlandese del Consiglio Europeo, il “2013 - Anno europeo dei cittadini”, proclamato dall'Unione Europea. «A vent’anni dall’introduzione della
cittadinanza europea (con l’entrata in vigore del trattato di Maastricht nel 1993, ndr) - scrive il sito della
UE -, l’evento ha un duplice intento: illustrare quanto finora realizzato e rispondere alle aspettative future dei
cittadini».
L’anno europeo è stato istituito con la decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, su proposta dalla
Commissione. Varie le manifestazioni previste in quest'anno che, nelle intenzioni della UE, «metteranno in risalto le
politiche e i programmi esistenti e spiegheranno ai cittadini come beneficiare direttamente dei diritti dell’Unione. Scopo
dell’evento è inoltre lanciare un dibattito pubblico sull’Unione europea del futuro e sulle riforme necessarie per
migliorare la vita quotidiana dei cittadini europei». Per l’occasione le principali organizzazioni della società civile
europee hanno stretto un’alleanza, la "European Year of Citizens 2013 Alliance" (.pdf), che collabora con la Commissione quale partner strategico in rappresentanza della società civile.
Europa: il commercio delle armi non va mai in crisi
Un documentato articolo di Giorgio Beretta su Unimondo.org, illustra i dati della “XIV Relazione annuale sul controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari” in Europa. «Dopo il calo del 2010 - scrive Beretta -, sono aumentati del 18,3% gli ordinativi ai paesi dell’Unione Europea per esportazioni di sistemi militari che nel 2011 (ultimo dato disponibile) hanno superato i 37,5 miliardi di euro».
Secondo la Relazione crescono soprattutto le autorizzazioni verso le zone di maggior tensione del pianeta (Medio Oriente e Asia), diminuiscono verso gli Usa. «Aumentano anche le consegne effettive di materiali militari - scrive ancora Beretta -: ma su queste il Rapporto dell’UE non presenta i dati perché diversi paesi (tra cui Germania e Regno Unito) non li hanno resi noti. Forse per adeguarsi allo standard tedesco, il governo tecnico italiano ha pensato di manipolare un po’ le cifre: a fronte degli oltre 2,6 miliardi di consegne riportate nella Relazione governativa nazionale, i funzionari governativi hanno riferito all’UE solo poco più di 1 miliardo. Un “errore” che solleva più di qualche interrogativo sulla trasparenza del Governo Monti in questioni militari». Intanto un articolo di oggi su "il Post" ci ricorda che anche in Grecia c'è solo un settore che non viene tagliato dalla crisi economica, proprio quello della Difesa e della armi.
Cos'è successo nel servizio civile nell'anno appena passato? In questa scheda su "Redattore Sociale" si raccontano le tappe fondamentali del 2012 del servizio civile, tra poche luci e molte ombre, e con un 2013 che rischia di ripercorrere gli stessi passi.
Anno nuovo, problemi vecchi Il 2012 si apre per il servizio civile nazionale sull’onda lunga di quanto era avvenuto nei mesi precedenti, a partire dal cambio di Governo e dall’acuirsi della crisi economica. Dopo il Sottosegretario Carlo Giovanardi, la delega passa al Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, che lancia subito l’allarme sui fondi disponibili per il 2012 e 2013. I tagli operati l’anno precedente dal Governo Berlusconi avevano già costretto l’Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc) a scaglionare durante tutto il 2012 le partenze del Bando volontari dell’ottobre 2011.
La sentenza di Milano sugli stranieri Il 12 gennaio il giudice del lavoro del Tribunale di Milano accoglie il ricorso presentato da uno studente di origini pachistane, Shahzad Sayed, che chiedeva di partecipare al Bando di servizio civile nazionale, per il quale è prevista la cittadinanza italiana. La sentenza viene salutata con favore dallo stesso Ministro, da molti politici e rappresentanti di associazioni, anche se l’effetto immediato è il blocco di tutto l’iter del Bando volontari, che crea non pochi disagi a giovani ed enti. Il ricorso dell’Unsc viene accolto subito ed in attesa della sentenza definitiva (avvenuta a dicembre 2012), a febbraio riprendono gli avvii dei giovani selezionati.
La riforma infinita Dopo due anni dalla sua presentazione, nel febbraio 2012 la riforma del servizio civile del Governo Berlusconigiace ancora indiscussa al Senato. Il Partito Democratico prova a far ripartire il dibattito con un incontro pubblico che coinvolge organizzazioni, enti e giovani. I partecipanti si appellano al Ministro Riccardi per un impegno più forte a reperire nuovi finanziamenti e ad avviare la discussione della legge di riforma. Nonostante ripetuti incontri nell’anno, di cui uno promosso dallo stesso Ministro Riccardi, la riforma si blocca del tutto. Nello stesso mese il magazine “Vita” propone un “Manifesto per un servizio civile universale” che “prende atto della crisi della forma attuale” e ne rilancia una nuova versione su base “obbligatoria”. Il tema entrerà anche nella campagna elettorale per le primarie del centrosinistra del sindaco di Firenze, Matteo Renzi.
La parata della discordia A giugno la partecipazione di un gruppo di volontari alla sfilata ai Fori imperiali per la Festa della Repubblica, provoca delle dure polemiche dopo la pubblicazione di una foto che mostra i giovani esercitarsi “a passo militare”. Varie Associazioni pacifiste, nonviolente e del servizio civile, scrivono a Riccardi per far interrompere la “formazione militare dei giovani” e chiedere che partecipino “semplicemente camminando”, come poi avverrà effettivamente il 2 giugno.
Una boccata di ossigeno Il 12 giugno il Ministro Riccardiannuncia di aver trovato 50 milioni di euro in più per il servizio civile, che permetteranno nel 2013 e nel 2014 di far partire per ogni anno 18.810 volontari, dei quali 450 all'estero. Di questi 20 milioni arrivano da fondi reperiti direttamente nel Ministero, mentre altri 30 arrivano da un apposito stanziamento che verrà stabilito con una successiva legge. Riccardi dichiara inoltre di aver richiesto al Ministero dell'Economia e delle finanze di integrare la dotazione del Fondo nazionale per il servizio civile fino a 120 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2013/2015, ma questo appello cadrà nel vuoto. Nello stesso periodo viene annunciata la fusione tra l’Unsc e il Dipartimento della Gioventù, che porterà alla nomina come Capo dipartimento della cons. Paola Paduano, prima donna a dirigere il servizio civile nazionale.
Il servizio civile senza voce In estate il Decreto legge del Governo di “spending review” stabilisce la soppressione di molti organi di consultivi, tra i quali il Comitato per la difesa civile non armata e nonviolenta e la Consulta nazionale del servizio civile. La proteste di enti e rappresentanti dei volontari porta ad una dichirazione di impegno di Riccardi e alla presentazione da parte delle forze politiche di un emendamento bipartisan alla Legge di stabilità di fine anno, che ripristina la Consulta nazionale.
40 anni di obiezione di coscienza Il 2012, che verrà ricordato anche come il primo anno senza un bando nazionale volontari e per la morte del primo giovane in servizio civile all’estero, Daniele Ghillani, si chiude con la celebrazione dei 40 anni della prima legge sull’obiezione di coscienza e il servizio civile, la n. 772 del 15 dicembre 1972, e con il nuovo allarme di enti e giovani sull’ulteriore riduzione dei fondi per il servizio civile previsti dal Governo. [Fonte:Redattore Sociale]
Il servizio civile e la nonviolenza alla prova del voto
Ci sono anche i temi del servizio civile, della nonviolenza e del disarmo alla prova delle primarie per i parlamentari del PD e di SEL, che si svolgeranno tra domani e dopodomani in tutta Italia. Successivamente, bisognerà aspettare le elezioni politiche del prossimo fabbraio per capire chi sosterrà il servizio civile in Parlamento, a partire dalla mai realizzata riforma delle legge 64/2001.
A Reggio Emilia, tra i candidati alle primarie di SEL del 30 dicembre, c'è Pasquale Pugliese, attuale segretario del Movimento Nonviolento che nel suo programma propone di "Ripudiare la guerra, non la Costituzione". «Ritirare le truppe italiane dall’Afghanistan - scrive Pugliese - e non inviarle mai più in nessuna impresa bellica; usare le risorse risparmiate a beneficio del Servizio Civile Nazionale, per la costruzione della difesa civile, non armata e nonviolenta, e dei Corpi Civili di Pace, come previsto dal nostro ordinamento». In Lombardia dove si vota domani, sempre per SEL è candidato Francesco Vignarca, dal 2004 coordinatore nazionale della Rete Italiana per il Disarmo e aderente a Pax Christi. A Bologna è candidata invece Donata Lenzi, parlamentare uscente per il PD, che in questa legislatura ha presentato varie interrogazioni a sostegno del servizio civile nazionale. Mentre nella Provincia di Monza e Brianza si presenta Enrico Farinone, primo firmatario nel 2009 di una proposta di riforma della legge. Per altri tre parlamentari democratici che si sono spesi per il servizio civile come Marina Sereni, Antonio Misiani e Andrea Sarubbi (per quest'ultimo hanno preso posizione anche molti esponeti del Terzo settore), bisognerà invece aspettare la composizione delle liste elettorali, così come per i senatori Stefano Ceccanti, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante che hanno rinunciato alle primarie locali. Sicuramente non sarà presente nel prossimo Parlamento dopo oltre 25 anni l'on. democratica Livia Turco, prima firmataria di una legge per aprire il servizio civile agli stranieri, che ha già annunciato che non si candiderà alle elezioni nazionali.
Un "decalogo politico" per la pace, la nonviolenza e il servizio civile
Il Consiglio Nazionale della IPRI (Istituto Italiano di Ricerca per la Pace) - Rete CCP, con il contributo di
importanti organizzazioni tra le quali il Movimento Nonviolento, il Movimento
Internazionale Riconciliazione, e il Centro Studi “Sereno Regis”, lancia a tutte le forze politiche e sociali, in vista dell’imminente
scadenza elettorale e della prossima legislatura nazionale, alcune proposte, tra le quali una riguarda anche il
servizio civile nazionale e il Comitato per la difesa civile nonarmata e nonviolenta (CDCNAN).
In particolare per il Servizio Civile se ne chiede il rilancio «per la Difesa Popolare Nonviolenta, la
valorizzazione dell’Obiezione di Coscienza alle Spese Militari e la pubblicazione di un Albo Nazionale degli
Obiettori di Coscienza». Per il CDCNAN se ne propone in particolare la ricostituzione. «Le recenti misure imposte dalla
cosiddetta “spending review” - scrivono i promotori delle proposte -, con i tagli lineari a una quantità di
strutture e servizi dello Stato, hanno travolto il Comitato Consultivo, in capo alla presidenza del Consiglio dei
Ministri, per la Difesa Civile Non Armata e Nonviolenta, che va ri-attivato, quale storica conquista del
movimento per la pace e per l’obiezione di coscienza al servizio militare, luogo centrale di elaborazione di
proposte e di politiche per la riduzione del militare, la soluzione positiva dei conflitti e l’avvicinamento alla
Difesa Popolare Nonviolenta, attraverso la Difesa Civile Non Armata». Leggi tutto il decalogo a questo link.
40 anni di obiezione di coscienza e di difesa nonviolenta della Patria
Su "ToscanaOggi" il prof. Emanuele Rossi, ordinario di Diritto costituzionale all'Università «Sant’Anna» di Pisa, ricorda i 40 anni dalla approvazione della prima legge sull'obiezione di coscienza e il servizio civile, la n. 772 del 15 dicembre 1972. Per il costituzionalista «un grande merito della legge fu di avere contribuito ad affermare l’idea che la "Patria" non significa soltanto il territorio dello Stato da difendere a fronte di eventuali attacchi nemici, ma significa più in generale l’insieme dei valori comuni che fondano l’ordinamento di un Paese: e che per "difendere" tutto questo occorrono non soltanto l’esercito o la difesa armata, ma anche forme di impegno sociale, culturale, educativo, e così via». Leggi tutto l'articolo a questo link.
Matteo Renzi e la proposta di un servizio civile obbligatorio
Un articolo su "il Post" fa il punto sulla proposta del servizio civile obbligatorio avanzata da Matteo Renzi, candidato alle primarie del centro sinistra. Su questo tema non mancano le perplessità, come quelle di Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto, che in un comunicato ha ricordato a Renzi come «per ‘fare gli italiani’ il Servizio Civile va potenziato, ma deve rimanere volontario e non obbligatorio perché dev'essere una scelta di libertà così come quella della lingua straniera, che è e deve rimanere concetto legato alla pluralità delle lingue e non monopolizzato dall'inglese a danno dello stesso italiano e delle altre lingue».
Carmassi (PD): sul servizio civile chiesta un'inversione di tendenza
«Abbiamo chiesto un’inversione tendenza sul servizio civile, che ha subito tagli e il cui
fondo si è ridotto a 71 milioni, anche perché lo abbiamo indicato come l’unica misura
esistente per la partecipazione sana di tanti giovani alla vita sociale». E' quanto ha
dichiarato ieri a "Redattore Sociale" Cecilia Carmassi, Responsabile Politiche per la famiglia,
Associazionismo e Terzo Settore del Partito Democratico, in merito alla Legge di Stabilità
in discussione in questi giorni in Commissione Bilancio e Tesoro della Camera.
Renzi propone un servizio civile obbligatorio per "fare gli Italiani"
Per promuovere il senso di appartenenza va bene l'Inno di Mameli nelle scuole, ma sarebbe meglio rendere obbligatorio il servizio civile. Lo ha affermato sabato scorso Matteo Renzi, sindaco di Firenze e candidato alle primarie del centrosinistra, nella sua newsletter, tornando su una proposta già avanzata nelle scorse settimane. «Hanno reso obbligatorio nelle scuole lo studio dell'Inno di Mameli - scrive Renziripreso dall'Asca -. Tutto bene, per carità. Ma se vogliamo creare senso di appartenenza, identità e comunità non c'è che una strada: il servizio civile obbligatorio. Magari solo per tre mesi. Ma obbligatorio, per donne e per uomini. Lì sì che si fa l'Italia».
A Roma la XIV Assemblea nazionale di Arci Servizio Civile
Si svolgerà il 28 e 29 novembre prossimi, presso il Centro Congressi Cavour a Roma, la XIV Assemblea nazionale di
Arci Servizio Civile (ASC). Tra i vari temi affrontati, sia in plenaria che con lavori di gruppo, i 40 anni dalla
prima legge sull'obiezione di coscienza, la promozione/educazione alla pace e le condizioni giovanili. In vista
di questo appuntamento ASC, cui aderiscono relativamente al servizio civile Arci, Arciragazzi, Auser, Legambiente
e Uisp, ha anche lanciato uno spazio web dove raccogliere le voci degli obiettori, dei volontari e delle
volontarie che hanno svolto servizio negli ultimi 26 anni presso le sue strutture.
Consulta del servizio civile: verso un decreto ministeriale per salvarla
L'Ufficio nazionale del servizio civile ha pubblicato sul suo sito una breve sintesi dell'ultima riunione della Consulta nazionale del servizio civile, giunta alla sua scadenza e formalmente non rinnovabile in base alla legge di "spending review" approvata dal Governo. Tuttavia dal Capo di Gabinetto del Ministero della Cooperazione e integrazione, Mario Morcone, presente all'incontro, arriva la conferma di quanto già annunciato: «l'impegno del Ministro Riccardi a trovare uno strumento legislativo per il ripristino della Consulta, un decreto ministeriale che preveda una sorta di prorogatio dell'organismo in attesa di un auspicabile intervento normativo che ne autorizzi la ricostituzione».
Bugetti (ANCI): "il Governo disinveste sul servizio civile e i giovani"
«Dopo la morte, decretata dalla spending review, del Comitato DCNAN e della Consulta nazionale per il servizio civile, che si è riunita l'altro ieri per l’ultima volta, tocca ora al Fondo nazionale che finanzia le esperienze di Servizio civile per molti nostri giovani». E’ quanto ha dichiarato oggi Ilaria Bugetti, Sindaco di Cantagallo e Delegata ANCI al Servizio Civile.
«Ci sembra che i numerosi appelli, giunti da più parti, finanche dal Ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi a cui abbiamo espresso più volte il nostro sostegno, siano rimasti inascoltati» ha continuato la Delegata. Il Ministro aveva infatti annunciato, nelle scorse settimane, di aver richiesto ufficialmente al Ministero della Finanze una integrazione del fondo del servizio civile fino a 120 milioni di euro per ogni anno per il triennio 2013/2015. La richiesta sembra essere stata ignorata dal Governo che nella legge di stabilità 2013, invece di aumentare la dotazione finanziaria del Fondo la diminuisce rispetto alla precedente legge di stabilità, seppure di poco. «Rimaniamo al fianco del Ministro Riccardi – ha concluso Bugetti - e chiediamo al Governo di dimostrare responsabilità e fiducia per i nostri giovani, investendo in un’esperienza formativa e di cittadinanza attiva come il servizio civile».
Il PD si impegna ad aumentare i fondi del servizio civile
«Sul servizio civile è ora di finirla a limitarsi ai buoni pensieri, bisogna dare risposte reali. Guardando le tabelle, non solo la legge di stabilità non prevede inversione di rotta sulle risorse, ma aggiunge danno al danno con ulteriori tagli». E' quanto ha dichiarato in un comunicatoCecilia Carmassi, responsabile Terzo settore del Partito Democratico, in riferimento allo stanziamento di fondi per il servizio civile nazionale previsto nella nuova Legge di stabilità in discussione alla Camera.
«Se nel 2007 - continuaCarmassi - il servizio civile poteva contare su 300 milioni e oggi appena su 71 milioni il significato politico è uno solo: il governo Prodi aveva investito sul servizio civile ritenendolo una preziosa opportunità di coinvolgimento dei giovani in una percorso formativo e al tempo stesso di impegno a servizio della collettività». Per l'esponente del Partito Democratico «in questi anni il governo Berlusconi lo ha massacrato anche a vantaggio di altre esperienze discutibili come la mini-naja. Dal governo Monti ci aspettavamo quello che un esecutivo tecnico dovrebbe fare, ovvero la lettura dei dati: questa esperienza ci è invidiata e copiata da tutta Europa, è l'unico vero investimento sul protagonismo dei giovani e ed è anche un volano economico attivano risorse tre volte superiori all'investimento come hanno dimostrato diversi studi». «Oggi non si chiede di tornare ai 300 milioni - conclude Carmassi -,che sarebbero impossibili, ma invertire la rotta si può e si deve. Il Partito Democratico presenterà emendamenti che vanno in questa direzione nella certezza di trovare appoggio e condivisione nelle altre forze parlamentari. Confidiamo che il ministro Riccardi insista sulla valenza e le ricadute positive per una società con sempre più giovani che non studiano, non si formano e non lavorano. Siamo certi che Monti ascolterà una richiesta unanime».
Presentato il nuovo Rapporto Caritas su povertà ed esclusione sociale
"I ripartenti. Povertà croniche e inedite. Percorsi di risalita nella stagione della crisi". È il titolo della nuova edizione del Rapporto Caritas 2012 su povertà ed esclusione sociale in Italia, che per la prima volta è stato presentato oggi on-line, in occasione della Giornata internazionale di lotta alla povertà. Il Rapporto 2012 parte dal lavoro di animazione, ascolto e osservazione condotto dalle 220 Caritas diocesane in Italia e si compone di due parti: da un lato lo sguardo Caritas sulla povertà, dall'altro sulle risorse e le risposte ad essa a livello ecclesiale.
I giovani in servizio civile scrivono ai candidati alle Primarie del centrosinistra
La Rappresentanza nazionale dei giovani in servizio civile scrive una "lettera aperta" ai candidati alle Primarie del Centro Sinistra, a partire da Bersani, Renzi, Vendola e Puppato. Nella lettera i giovani volontari chiedono «ora ai Candidati alle Primarie del Centrosinistra, poi agli altri candidati al ruolo di Presidente del Consiglio Italiano, di esplicitare la propria posizione e le proprie intenzioni rispetto al Servizio Civile Nazionale, istituto preposto alla Difesa non armata e nonviolenta dello Stato Italiano». Leggi tutta
la lettera qui in PDF.
Palazzini: "Buone notizie sul servizio civile, ma servono fatti"
Su "Vita.it" Daniele Biella intervista Licio Palazzini, Presidente uscente della Consulta nazionale del servizio
civile. Tra gli argomenti affrontati anche il prossimo bando speciale di servizio civile per le zone terremotate
del Nord Italia. «I tempi del Bando - spiega Palazzini - non sono ancora stati indicati, mentre si sa il numero
dei volontari, che saranno 550 in tutto: 15 in Veneto, 35 in Lombardia, mentre la maggior parte, 500, opererà in
Emilia Romagna, così suddivisa: 350 in attività di assistenza, educativa e promozione culturale; 50 a tutela del
patrimonio artistico; infine, 100 saranno stranieri, che partiranno grazie a un bando regionale dell’Emilia
Romagna».
Palazzini ricorda poi alcune iniziative avviate, ma che si sono un po' "perse" con la nuova riorganizzazione
dell'Unsc, insieme alla riforma del servizio civile che è ferma in Parlamento da quasi tre anni. «In sede di
Consulta - elenca il Presidente - si era deciso di presentare all’Unione europea un documento che valorizzasse
l’importanza del servizio civile italiano, ma di questo non si parla più da tempo, nonostante anche il
sottosegretario di Stato Paolo Peluffo abbia rimarcato l'importanza di sollevare a livello europeo il tema.
Ancora, ogni anno viene organizzata la Settimana della donazione del sangue dei volontari in servizio, ma ad oggi
per il 2012 non si sa nulla. Altro esempio, nel decreto legge Fornero sul mercato del lavoro si era inserito il
servizio civile come strumento di educazione informale da valorizzare con crediti spendibili a livello
lavorativo, ma tale intenzione è rimasto per ora un semplice comma senza indicazioni pratiche per gli enti, con
il rischio di rimanere tale fino alla conversione in legge del decreto, che avverrà si presume entro fine anno». Leggi tutta l'intervista a questo link.
20mila giovani in servizio civile in più per un solo caccia F35 in meno
"F35 Joint Strike Fighter" è il programma militare di acquisto di 90 nuovi cacciabombardieri da parte del Governo
italiano, dal costo complessivo di almeno 10 miliardi di euro. "Science for Peace", il progetto promosso dalla
Fondazione Umberto Veronesi, sostiene la campagna "Taglia le ali alle armi" di
Sbilanciamoci! e Rete Italiana per il Disarmo, e ricorda in un video cosa si potrebbe fare se si utilizzassero in modo diverso quei soldi. Con il solo costo di un aereo, 130milioni di euro, si potrebbe ad esempio finanziare 90mila ricercatori per 5 anni, o costruire 400 asili nido, ma anche - aggiungiamo - far partire in un anno 20mila volontari in servizio civile in più, o finanziare con esso progetti di cooperazione, pace e nonviolenza in Europa e all'estero per 10mila giovani.
Manes (Fondazione Dynamo): un "servizio civile Italia" per combattere la disocupazione
Su Vita.it il presidente della Fondazione Dynamo, Enzo Manes, interviene nel dibattito sul "servizio civile
universale" promosso dallo stesso magazine e lancia l'idea di una nuova esperienza. Si tratterebbe, precisa Manes
- «di creare una sorta di agenzia per il lavoro volontario, chiamiamola “ScI-Servizio civile Italia”, che faccia
da matching tra domanda e offerta, pescando anche nell’area della non occupazione più o meno temporanea.
L’obiettivo è di strutturarsi come strumento efficace e operativo per l’incontro tra la necessità di manodopera e
di servizi e l’offerta di forza lavoro».
In sintesi questo "Servizio civile Italia" non dovrebbe essere più per Manes un ufficio del ministero, ma «diventa una fondazione a
finanziamento pubblico-privato, in cui le aziende corrispondono, nei modi e con parametri da definire ma
correlati comunque all’ammontare della cassa integrazione (Cig) richiesta, un piccolo contributo (pochi euro) per
ogni lavoratore interessato, per permettere a ScI di creare progetti e implementarli». Lo ScI definirebbe
«centralmente i bisogni nazionali (mantenimento patrimonio artistico, ambientale e culturale, problemi sociali
ed emergenze, educazione, ecc.)» e, parallelamente «raccoglierebbe quelli locali con il meccanismo del bando».
Alla proposta sarebbe interessati «sia i volontari che i cassintegrati. Nel secondo caso l’azienda che richiede
la Cig iscrive automaticamente i propri dipendenti alla forza lavoro di ScI». Infine questo «a seconda dei
bisogni del paese e di quelli regionali, classifica le anagrafiche e le competenze dei lavoratori, definendo,
grazie a un’opportuna struttura professionale, anche la formazione necessaria e le strade per fornirla
efficacemente».
L'economista Bruni propone un servizio civile per gli anziani
Su "Avvenire" di domenica scorsa l'economista Luigino Bruni riflette sul ruolo degli anziani nella società e sull'invecchiamento attivo, e propone una sorta di "servizio civile" anche per loro. «Si potrebbe immaginare - scrive Bruni - una sorta di servizio civile post-lavoro (analogo a quello pre-lavoro dei giovani), ovviamente più lungo, dove a tutti gli anziani che possono e vogliono viene offerta una possibilità istituzionale e organizzata di volontariato». Per l'economista di tratterebbe, al di là appunto del puro volontariato, di «rendere universale la possibilità di continuare a vivere una cittadinanza attiva anche nel tempo della pensione».
Leggi tutto l'articolo qui in PDF.