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I giovani chiedono a Riccardi un impegno per salvare il servizio civile

Logo_RNVSC_120pxLa necessità di una riforma del servizio civile "rispettosa della sua natura di istituto che concorre alla Difesa della Patria con mezzi non armati e attività nonviolente", e l’urgenza di un rifinanziamento del fondo nazionale. Sono queste le richieste che i quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile, Fania Alemanno, Edoardo Buonerba, Corrado Castobello e Silvia Conforti, hanno consegnato al Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, che li ha incontrati oggi per la prima volta alla vigilia della loro Assemblea straordinaria.

Da Riccardi i Rappresentanti dei giovani si sono fatti «portavoce di un sentimento di delusione, di paura e più di tutto di incertezza per quello che il futuro ci riserva», in particolare in riferimento alla situazione che vive il servizio civile nazionale. Poi hanno ricordato la recente vicenda della sentenza di Milano che chiede di aprire questa esperienza anche agli stranieri, ai quali i Rappresentanti si dicono "vicini" ma che «il loro forte disagio debba essere risolto con il riconoscimento della Cittadinanza italiana, in nome del principio di uguaglianza e di libertà nel poter esprimere e realizzare la propria personalità. Solo così potranno essere davvero tutelati e garantiti loro i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali (Cost. Art.2)». «Cambiare l’identità di un istituzione come il servizio civile nazionale - precisano - ridurrebbe a un solo anno la possibilità e l’opportunità che spetta loro di sentirsi Italiani e perfettamente integrati nel Paese. Inoltre, toglierebbe qualcosa a noi cittadini italiani, che nel Servizio Civile vediamo un futuro migliore per il nostro Paese e un momento di crescita importante del senso vero di appartenenza al nostro territorio». Infine le richieste al Governo, a cui hanno chiesto «di dare certezza e definizione, nei suoi aspetti legislativi, ad un sistema che troppo vacilla e che rischia di crollare». Leggi qui tutta la lettera in PDF.

febbraio 24, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Riccardi: per italiani e stranieri nessun bando di servizio civile nel 2012

Andrea_riccardiMercoledì scorso sono state presentate due interrogazioni urgenti in Commisione Affari Costituzionali sul servizio civile. Ad esse ha risposto ieri il Ministro con delega, Andrea Riccardi, dichiarando che quest'anno di fatto non ci sarà nessuna progettazione, e che quindi nel 2013 non partiranno nuovi volontari. E sull'apertura del servizio civile ai giovani stranieri, il Ministro ha ricordato come, a normativa vigente, «l'ammissione degli stranieri al servizio civile nazionale avrebbe l'inevitabile conseguenza di stravolgere la finalità di difesa della Patria».

Nello specifico, un'interrogazione (5/06237) veniva dall'on. Pierguido Vanalli (Lega Nord), che ha ricostruito la vicenda del blocco degli avvii del servizio civile e ha chiesto al Governo «quali iniziative organizzative e finanziarie si possano mettere in atto al fine di accelerare la immissione dei volontari in servizio civile». L'altra (5/06238) è stata presentata dagli onorevoli Gianclaudio Bressa e Livia Turco (Partito Democratico), e sempre in riferimento all'apertura del servizio civile ai giovani stranieri, hanno chiesto «quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere affinché, per quanto di competenza, da una parte, sia rispettata la decisione del tribunale di Milano e anche gli stranieri legalmente soggiornati in Italia possano svolgere il servizio civile e, dall'altra, siano rispettate le partenze già previste per l'anno 2012». Sulle partenze dei giovani Riccardi ha dichiarato che «attualmente, nonostante il vivo interesse, non appare possibile adottare alcuna altra misura organizzativa per modificare i tempi di avvio dei volontari». Ha poi ammesso che «a causa della sfavorevole congiuntura economica per il 2012 non sarà possibile garantire la presentazione dei progetti di servizio civile da parte degli Enti e, di conseguenza, non potrà essere avviato alcun volontario nel corso del 2013. In tale situazione - ha concluso - assicuro che il Governo, consapevole della rilevanza del servizio civile in settori di vitale importanza per il Paese, si sta adoperando al fine di reperire le necessarie risorse finanziare». In merito invece all'altra interrogazione e alla possibile apertura del servizio civile ai giovani stranieri, il Ministro per la Cooperazione internazionale e l'integrazione ha osservato che «stante la normativa vigente, l'ammissione degli stranieri al servizio civile nazionale avrebbe l'inevitabile conseguenza di stravolgere la finalità di difesa della Patria, così come enunciato dalla Corte costituzionale nella nota sentenza n. 228 del 2004». Riccardi ha anche ricordato che nell'altro ricorso, presentato a Brescia sullo stesso tema «il Giudice del lavoro di Brescia, lo scorso 31 gennaio, si è dichiarato incompetente, in quanto la struttura del servizio civile prescinde da ogni presupposto di corrispettività e dunque non è riconducibile a forme di collaborazione coordinate e continuative di carattere personale». «Gli interroganti evidenziano, poi, la partecipazione degli stranieri al servizio civile in alcune regioni. Questo «doppio binario» - ha proseguito - è espressione dell'esercizio dell'autonomia regionale, che trova anche conforto nei principi enunciati nella Carta europea delle autonomie locali, non sempre conosciuta ed applicata nel nostro ordinamento (legge 30 dicembre 1989, n. 439)». Per Riccardi infine «la partecipazione al servizio civile regionale da parte degli stranieri trova piuttosto fondamento nell'ambito del principio di solidarietà, sancito dall'articolo 2 della Costituzione».

febbraio 24, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (1) | TrackBack

Servizio civile: domani inizia l'Assemblea straordinaria dei giovani

Logo_RNVSC_120pxDa domani pomeriggio a tutto sabato, i Rappresentanti Nazionali e Regionali in carica dei giovani in servizio civile si riuniranno a Roma in una assemblea straordinaria. «Considerata la delicata situazione che il Servizio Civile sta vivendo - scrivono nella convocazione i Rappresentanti nazionali Fania Alemanno, Edoardo Buonerba, Corrado Castobello e Silvia Conforti  -, forte è l'esigenza di riaffermare quelliche sono i principi fondanti e le linee guida dell’Istituzione che la Rappresentanza dei giovani volontari in Servizio Civile è chiamata a rappresentare».

Tra i vari temi messi a programma [PDF] e che saranno affrontati nei due giorni dai partecipanti, ci sono anche le proposte di modifica alla legge di riforma del servizio civile, l'organizzazione mobilitazione dei volontari in servizio civile e la programmazione delle nuove elezioni della rappresentanza regionale. Intanto su "Servizio Civile Magazine", in vista dell'assemblea, proprio la Rappresentante Silvia Conforti racconta in una intervista la sua esperienza di servizio.

febbraio 23, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Verso l'Assemblea dei giovani in servizio civile

In vista della prossima Assemblea nazionale dei Rappresentanti dei giovani in servizio civile, prevista a Roma il 24 e 25 prossimi, "Servizio civile Magazine" lancia lo speciale “Quelli che… Aspettano l’Assemblea”. Una settimana di approfondimenti, riflessioni, interviste su questo strumento di rappresentanza giovanile, sul quale lancia anche un sondaggio su Facebook.

febbraio 22, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

AISM: testimonianze di un anno in servizio civile

Logo_aism_scnAd un mese dal termine del loro progetto di servizio civile, Caterina, Lavinia, Nika, Valentina e Rossella, le 5 volontarie della sezione AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) di Roma raccontano la loro esperienza passata e fanno un bilancio di quest'anno di impegno. 

febbraio 15, 2012 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

I Rappresentanti dei giovani del servizio civile scrivono a Riccardi

Logo_RNVSC_120px"Rammarico" per la condizione che vivono i giovani e "timore" per il futuro del servizio civile. Li esprimono Fania Alemanno, Edoardo Buonerba, Corrado Castobello e Silvia Conforti, i quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile in una lettera rivolta al Ministro per la Cooperazione e l'Integrazione con delega al servizio civile, Andrea Riccardi, per invitarlo alla loro XII Assemblea nazionale del 24 e 25 febbraio prossimo a Roma.

«Come ben saprà - scrivono a Riccardi i Rappresentanti dei volontari - migliaia di giovani volontari, con grande impegno quotidiano, espletano la loro esperienza di servizio civile italiano, modello di riferimento per altri paesi, in Europa e nel mondo, di difesa della Patria anche con forme di impegno sociale non armato». Questa possibilità, però - ricordano -, va sfumando: inizialmente i tagli al Fondo Nazionale per il SCN inferti sempre più drammaticamente dal Governo che l'ha preceduta nel corso della sua legislatura; poi la distribuzione delle partenze dei volontari di un solo anno (2012) sul biennio 2012-2013 per "camuffare" la carenza di denaro del Fondo e tenere operativo l'Ufficio Nazionale. In ultimo la Sentenza del Tribunale di Milano che ha accolto il ricorso di un giovane straniero residente in Italia e che apre nuovi scenari legislativi». Dichiarano poi: «Ci rammarica sentir parlare di dar valore ai giovani italiani quando poi i rarissimi strumenti dipartecipazione a loro dedicati diventano passivamente vittima della burocrazia. Sentiamo viva più che mai l’esigenza di riaffermare il valore del Servizio Civile come importante strumento di crescita del senso comune di una società che ci appartiene». «Come giovani - concludono i Rappresentanti nazionali - ci sentiamo in dovere di intervenire per contribuire ad una significativa ripresa sociale attraverso questa forma di difesa della Patria, costituzionalmente riconosciuta, che ad oggi potrebbe venir meno».

febbraio 14, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: i tagli colpiscono anche la rappresentanza dei giovani

Logo_RNVSC_120px«I tagli attuati al fondo nazionale stanno minando il diritto della rappresentanza a riunirsi in assemblea oltrechè la rappresentatività della stessa». Lo ha dichiarato Fania Alemanno, uno dei quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile, durante un'intervista raccolta da "Servizio Civile Magazine".

«Nel giugno prossimo - ricorda Alemanno - dovrebbero tenersi le nuove elezioni per i rappresentanti nazionali, ma ciò non accadrà se prima non si saranno elette le delegazioni regionali. Ma gli scaglioni di partenza attuati nei confronti dei volontari come possono garantire la rappresentatività ed il diritto alla rappresentanza?». La Rappresentante nazionale si è detta anche d'accordo con la proposta lanciata da "Vita" di un civile "universale" o "obbligatorio". «L'obbligatorietà non rappresenta la soluzione - precisa -, ma una nuova visione di un servizio civile che operativamente applica la propria definizione di difesa della patria non armata e nonviolenta». Intanto il prossimo 24 e 25 febbraio tornano a riunirsi a Roma, nella loro XII Assemblea nazionale, proprio i rappresentanti regionali e nazionali in carica dei giovani in servizio civile.

febbraio 13, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile obbligatorio: ancora una proposta

La giornalista Barbara Palombelli, sul "il Foglio" di mercoledì scorso, chiede anche lei un servizio civile obbligatorio, in continuità con quanto proposto dall'economista Giacomo Vaciago e dall'appello di "Vita".

«Da tempo penso - scrive - all'obbligatorietà di un servizio civile per tutti, maschi e femmine, dai 18 ai 25». Palombelli precisa che durerebbe «sei mesi, in una regione diversa da quella di residenza, una paga minima sui 200 euro mensili». «I ragazzi - prosegue - potrebbero scegliere fra le ong e le associaizioni di volontariato più vicine ai loro interessi: dall'ecologia al Wwf, dalla cura degli anziani al restauro dei monumenti o delle biblioteche, fino alla protezione civile così bisognosa di braccia e di menti». «Un piccolo provvedimento, pochi soldi per finanziarlo, e cambierebbero le prossime generazioni. Ne sono sicura», conclude la giornalista. Leggi tutto l'articolo qui in PDF .

febbraio 10, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Vita propone un servizio civile "universale"

120210Vita_cover_sc_obbligatorioNel numero in edicola questa settimana (n. 6 del 10 febbraio 2012), il magazine "Vita" lancia il suo “Manifesto per un servizio civile universale” ed intervista, tra gli altri, l'ex Presidente della Comunità Europea e ex premier italiano, Romano Prodi, che dice: «Ai nostri ragazzi serve un servizio civile aperto a tutti, e se per farlo l’unica strada è renderlo obbligatorio, facciamolo». Di questo tema, ne aveva parlato a "Ballarò" su RaiTre martedì scorso anche Giacomo Vaciago, Economista dell'Università Cattolica di Milano, che a proposito dell'emergenza freddo ha ricordato (17'35"-19'00") come «abbiamo perso una grande occasione quando abbiamo abolito il servizio militare. Era dove i giovani maschi imparavano a funzionare in condizioni di eccezionalità». «Non sto proponendo il ritorno alle armi - precisa Vaciago -. Dovevamo fare una grande servizio civile, fare anche solo sei mesi nella vita. Come ci si muove in modo disciplinato in condizioni non normali, nessun italiano lo sa più». 

febbraio 9, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (6) | TrackBack

Noi giovani in servizio civile "danneggiati" dagli avvii ritardati

Servizio-civile_giovani«Ci sentiamo danneggiate da queste decisioni politiche sugli scaglionamenti nel servizio civile» e «vogliamo trasparenza e chiarezza, ma ancor di più vogliamo essere valorizzati in questa società: i giovani non possono continuare ad essere collocati in liste di attesa infinite ed immobili». A scriverci sono Sonia, Daniela ed Elisabetta, tre volontarie presso il Consorzio Solidarietà Sociale di Parma, che danno così voce al disagio di tanti loro colleghi per la situazione che vive il servizio civile nazionale, tra tagli ai finanziamenti e l'avvio dei progetti ritardato anche di mesi.

«L'intera vicenda - ci scrivono ancora - ha portato noi volontari ad una perdita di fiducia nei confronti dello Stato: anche se sorretti da forti ideali, facciamo fatica a dare un senso al nostro agire e a tutto quello in cui crediamo; nonostante queste difficoltà conserviamo le nostre motivazioni attraverso la collaborazione e l’unione tra noi volontarie e gli Enti che ci sostengono e ci incentivano a credere in noi stessi ed a  portare avanti le nostre idee». «Togliere una buona parte di fondi al sociale - ricordano Sonia, Daniela ed Elisabetta - vuol dire ledere diritti fondamentali di chi è portatore di bisogni, di chi eroga prestazioni sociali e di chi vorrebbe offrire il proprio 
aiuto, anche sotto forma di servizio civile e ciò gli viene negato». «Crediamo che questa sia una causa per cui valga la pena battersi, ma assistiamo ogni giorno ad una sordità dirompente, ad un lassismo imperante e ad una omertà dilagante. Con questi presupposti - concludono -, ad oggi, ci chiediamo quanto tempo dovrà passare prima che il nostro diritto/dovere di svolgere un servizio per la collettività si concretizzi?».

febbraio 8, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

PD: "tornare a dare dignità al servizio civile"

Il Partito Democratico ritiene “fisiologico” un livello di circa 40mila volontari annui ammessi al servizio, cifra oramai ridotta fortemente dai tagli del Governo Berlusconi negli ultimi anni. «Ci rendiamo conto – ha spiegato ieri all'incontro con gli Enti Cecilia Carmassi, responsabile “Associazionismo e Terzo Settore” del PD – che non si può chiedere d’improvviso al Governo di riportare il Fondo a quota 40mila partenze, ma è possibile cominciare subito a invertire la tendenza e ragionare su come si può tornare a dare dignità e consistenza ad un sistema che altrimenti rischia di essere cancellato». Per questo il Partito democratico chiederà a breve un appuntamento al ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione Andrea Riccardi, che ha anche la delega sul servizio civile, per «ragionare con lui del rilancio del servizio civile in un’ottica di crescita complessiva del paese». 

Per quanto riguarda la riforma del servizio civile nazionale, il Partito Democratico lo pensa come "un’esperienza di difesa civile non armata, di dimensione nazionale ma con un ruolo delle regioni, rivolta anche agli stranieri residenti e con una partecipazione dei giovani con disabilità non solo come destinatari ma anche come protagonisti del servizio". L’idea è quella di mantenere il servizio civile come esperienza di carattere nazionale, legata alla sua natura di difesa civile non armata, e alla costruzione di un’idea di cittadinanza solidale che rafforzi la coesione sociale nel paese. In questa dinamica unitaria, c’è l’obiettivo di un maggiore coinvolgimento delle Regioni (e degli altri enti locali), che in molte realtà hanno già attuato bandi regionali di servizio civile (anche aperto agli stranieri) e che «chiedono a gran voce un ruolo che non le riduca a soggetto finale di valutazione». E’ poi necessario, secondo Carmassi, chiarire con i comuni, attraverso un ragionamento franco, che non si può «rischiare che il servizio civile diventi la stampella o il tappabuchi di un welfare comunale sempre più strangolato». Presente all'incontro, Licio Palazzini, Presidente nazionale di Arci Servizio Civile, ha ricordato come «Se non arrivano nuovi fondi, in primavera gli enti non saranno chiamati a presentare alcun progetto e nel 2013 di fatto non ci saranno giovani in servizio civile: un segnale inequivocabile di chiusura».

febbraio 3, 2012 nella Esperienze, Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: il PD rilancia il confronto sulla riforma

Servizio_civile_sfocatoI tagli ai finanziamenti, lo scaglionamento delle partenze dopo un anno, l'incognita sulla nuova progettazione, l'apertura ai giovani stranieri, la riforma della legge ferma dal 3 febbraio 2010 in Senato e l'Ufficio nazionale da più di un mese senza un Capo. Sono le principali incognite che il servizio civile si trova ad affrontare in questo periodo e alle quali proverà a dare qualche risposta un incontro promosso a Roma alla Camera, domani 2 febbraio, dal Partito Democratico. L'iniziativa, dal titolo "Il Servizio civile: diamogli un futuro!", vuole essere un confronto con le organizzazioni impegnate nel servizio civile, al quale parteciperanno anche alcuni parlamentari impegnati per la sua riforma e l'inserimento dei giovani stranieri. «Dopo le novità delle scorse settimane, riteniamo sia giunto il momento di riprendere pubblicamente il confronto sul servizio civile e la sua riforma», dichiara Cecilia Carmassi, Responsabile "Associazionismo e Terzo Settore" del PD, che introdurrà e coordinerà l'incontro.

febbraio 1, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: parlano i volontari e gli enti

Continua l'eco della vicenda del blocco degli avvii del servizio civile nazionale, che si è risolta ieri con la decisione della Corte d'appello di Milano di accettare la sospensione della revoca del bando per i volontari del 2012. Apprezzamento è stato espresso sui social network da parte dei tantissimi volontari in attesa di partire per i propri progetti.

«Come volontari presto in servizio - scrive Giulia Angeletti, volontaria in partenza con il Servizio civile all'estero con la Focsiv -, sosteniamo l’importanza del Servizio Civile verso cui noi tutti dedichiamo impegno e serietà e chiediamo al Governo italiano - prosegue - di sostenere questo ruolo e continuare a dare l’opportunità a molti giovani di svolgere questo servizio a difesa dei principi civili che ne sono alla base». Con toni diversi tra loro hanno commentato la notizia anche molti enti, come Associazione "Mosaico" e l'Associazione "Papa Giovanni XXIII", che ha auspicato «al più presto la riforma del Servizio Civile, prevedendo spazi di partecipazione anche ai cittadini non italiani» ed espresso «anche forte preoccupazione per la ridotte risorse che sono oggi investite sul Servizio Civile e che ne mettono in discussione la sua prosecuzione già per il 2013».  Analogamente Amesci [PDF], attraverso il suo Presidente Enrico Maria Borrelli, ha chiesto di «rimettere mano alla riforma del Servizio Civile, da tanti attesa ma ancora ferma nelle commissioni parlamentari» e di reperire « nuovi fondi altrimenti se oggi, come ha scritto una volontaria in Rete sono stati tirati 18.000 sospiri di sollievo, da qui ad un anno saranno troppo pochi i giovani che  potranno gioire nello svolgere un anno di servizio per la comunità». Per il Modavi l'auspicio è che «per quanto riguarda i prossimi bandi non si decida per una apertura indiscriminata del servizio civile», che ritengono «un diritto ed un dovere dei giovani Italiani».  «Ci auguriamo, piuttosto - precisa la loro nota -, che la riflessione si sposti  sull’idea di cittadinanza e sull’agevolare le seconde generazioni nell’acquisirla». Di tutta la vicenda ne parla oggi anche un articolo su "Avvenire" [PDF].

gennaio 27, 2012 nella Bando nazionale, Esperienze, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Sblocco servizio civile: le dichiarazioni di Riccardi e dei politici

«Esprimo grande soddisfazione per la decisione della Corte d'appello di Milano di accettare la sospensione della revoca del bando per i volontari del 2012», così ieri si è pronunciato secondo "Redattore Sociale" Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione e l'integrazione con delega al servizio civile nazionale.

«È una decisione - ha proseguito Riccardi - che consente ai giovani di partire per il loro servizio alla comunità nazionale e riporta serenità dopo giorni di comprensibile apprensione. Voglio fare i miei auguri di buon lavoro a tutti i ragazzi e ringrazio gli enti che li accoglieranno per il sostegno dato in queste settimane». E al Ministro si è appellata ieri in Parlamento l'on. Erica Rivolta (Lega Nord) per ricordare come «il servizio civile sia un'esperienza incredibilmente formativa di educazione alla cittadinanza attiva. Penso che, prima che muoia, vista la riduzione ed i tagli ai finanziamenti, spero che si possa in quest'Aula riprendere - viste tutte le proposte di legge che sono state depositate - l'argomento proprio perché va a favore di tutti i giovani volontari». L'ex Sottosegretario con delega al servizio civile, sen. Carlo Giovanardi (PdL), ha dichiarato invece di trovare «inaccettabile che questa straordinaria esperienza venga messa in discussione dagli opposti estremismi di chi lo vuole ridurre a semplice strumento di supplenza del welfare regionale e di chi lo vuole trasformare in campo di battaglia del controverso tema del riconoscimento della cittadinanza italiana agli extracomunitari». «Nel salutare con grande soddisfazione la decisione dellaCorte di Appello di Milano - ha aggiunto -, che ha sospeso l'assurdo ordine di bloccare le partenze di 18.000 giovani stracciando la legge in vigore e le sentenze della Corte Costituzionale che iscrivono il Servizio Civile Nazionale nell'ambito della difesa della Patria, sacro dovere del cittadino, invito tutti a spostare il dibattito sui tempi e sui modi attraverso i quali i giovani extracomunitari potranno acquisire la cittadinanza italiana, potendo a quel punto servire il loro nuovo paese non soltanto nel Servizio Civile ma anche nelle Forze Armate».

gennaio 27, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

APN e ASGI: in Consiglio dei Ministri apertura servizio civile agli stranieri

Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e Avvocati per Niente (APN), nel comunicato diffuso oggi dopo l'esito dell'udienza di appello che ha sbloccato gli avvii nel servizio civile, ricorda che «restano fermi gli effetti della sentenza per quanto riguarda l'illegittimità della esclusione degli stranieri dal servizio civile nei prossimi bandi e a tale sentenza la Presidenza del Consiglio dei Ministri si dovrà attenere». 

«Le associazioni ricorrenti - prosegue il comunicato - ribadiscono l'invito al Governo italiano affinché – prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia perciò introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio». ASGI e APN ringrano poi i giovani volontari per l'apprezzamento espresso alla loro azione e precisano che «i disagi e le ansie vissute in questi giorni dai volontari già selezionati ed in procinto di essere assunti in servizio non possono essere addebitate alle associazioni ricorrenti che avevano proposto la sospensiva del bando già al momento della presentazione del ricorso, in ottobre, quando le selezioni non erano ancora state effettuate, mentre nel corso del procedimento la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in qualità di parte convenuta, non ha mai fatto cenno allo stato di avanzamento delle procedure di selezione, confidando esclusivamente nel rigetto del ricorso». Leggi tutto il comunicato a questo link.

gennaio 26, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Ripartono i progetti di servizio civile nazionale

Dalla Corte di appello del  Tribunale di Milano arriva la conferma dello sblocco degli avvii nel servizio civile nazionale. Avvocati per niente (APN) e Associazione studi giuridici sull'immigrazione (ASGI) come anticipato, hanno dato il loro assenso all'accordo con l'Ufficio nazionale del servizio civile che aveva presentato appello sulla sentenza. Come comunica lo stesso Unsc, riparte quindi l'iter degli avvii, seguendo gli scaglioni programmati.

«La sospensione degli effetti della sentenza - ci precisa l'avvocato Alberto Guariso di APN - riguarda solo gli effetti sul bando 2011, ma resta ferma la dichiarazione circa il carattere discriminatorio della esclusione degli stranieri e il conseguente obbligo del ministero di attenersi alla decisione del giudice nei bandi futuri fino alla decisione sull'appello». «Resta così fermo - conclude Guariso - l'invito al Governo e al Ministro Riccardi in particolare ad adeguarsi definitivamente alla ordinaza di primo grado, oppure a introdurre una modifica legislativa che rimuova ogni eventuale residuo dubbio sul diritto degli stranieri a partecipare al servizio civile». L'udienza di appello è fissata al prossimo novembre, anche se APN ha già dichiarato che ne chiederà la discussione prima del prossimo bando nazionale volontari.

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Cnesc: ancora a rischio presente e futuro del servizio civile

CnescLa Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), l'associazione che raggruppa alcuni dei maggiori Enti di Servizio Civile, interviene nel dibattito sulla sentenza di Milano e aupisca che «Governo, Regioni, ed Enti possano in questi primi mesi del 2012 lavorare per garantire un futuro certo per il servizio civile, per sostenere, così come dichiarano Rappresentati dei giovani in servizio civile, “la voglia di mettersi in gioco che spinge, ogni anno, migliaia di giovani a presentare domanda; l’opportunità di un momento di crescita personale anche e soprattutto come cittadini attivi per migliorare in ogni settore il nostro Paese».

Nel comunicato stampa diffuso oggi, la Cnesc ricorda come «i ripetuti tagli al finanziamento del servizio civile dal 2008 ad oggi hanno di fatto ridotto al lumicino la possibilità di continuare a far esistere questo prezioso istituto della Repubblica Italiana che contribuisce alla difesa della Patria ed alla promozione della pace». L'organizzazione degli enti di servizio civile chiede poi «che siano garantiti i diritti di tutti, dei giovani che hanno partecipato al bando e dei tanti giovani immigrati che come Syed vogliono crescere come cittadini. Ma per dare un futuro al servizio civile nazionale - prosegue il comunicato -, per evitare che questi siano gli ultimi giovani a cui la Repubblica Italiana dà la possibilità di fare l’esperienza del servizio civile occorre lavorare per garantire il rifinanziamento e la riforma del servizio civile».

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Salesiani: appello a Riccardi sul servizio civile

La Federazione SCS/CNOS - Salesiani per il Sociale ha scritto ieri una lettera aperta al ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, che ha anche la delega al servizio civile nazionale, in merito alla sentenza di Milano per chiedere una sua presa di posizione pubblica nonchè  la nomina del nuovo Capo dell'Unsc.

«Questa è solo l’ennesima difficoltà - scrive la Federazione SCS/CNOS - che si impone al Servizio Civile che tanto ha contribuito in questi anni a formare cittadini in grado di amare la loro comunità nazionale e di difenderla con uno spirito di servizio che mira a costruirla come comunità di persone nel concerto di un mondo sempre più ricco nell’accoglienza e nel rispetto delle differenze». «Ci sembra inoltre non più accettabile - prosegue il comunicato - anche il silenzio del Parlamento nei confronti della riforma del servizio civile, mentre ancora l’Ufficio Nazionale rimane senza un responsabile.  A quando il nuovo direttore dell’UNSC? Sappiamo che il governo ha gravi e urgenti responsabilità da affrontare, ma ci sembra poco seria nei confronti dei giovani questa latitanza di risposte. Già nei mesi precedenti abbiamo segnalato che una nazione che pensa al futuro deve dare risposte ai giovani, non limitarne le opportunità, per questo a fronte del taglio continuo di risorse e all’assenza di risposte rimaniamo molto delusi».  Infine l'appello al Ministro Riccardi: «Attendiamo con fiducia una Sua presa di posizione che aiuti a chiarire la situazione, convinti che la Sua esperienza saprà intervenire a difesa di questo così importante diritto dei giovani».  Leggi tutta la lettera qui in PDF.

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Si sbloccano oggi gli avvii nel servizio civile

Giovani_stranieriBuone notizie per i giovani selezionati del servizio civile in attesa di partire. Si svolgerà questa mattina, presso il Tribunale di Milano, l'udienza per discutere il contro-ricorso presentato dall'Ufficio nazionale del servizio civile contro la sentenza che apre questa esperienza anche ai giovani stranieri e che ha portato la scorsa settimana alla sospensione degli avvii dei nuovi volontari. E' ormai certo che le partenze dei giovani selezionati potranno riprendere, dato che le due associazioni che hanno patrocinato il primo ricorso, Avvocati per niente (APN) e Associazione Studi giuridici sull'immigrazione (ASGI), si sono dette già da ieri disponibili alla «sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso». 

Rimane ora da capire quando l'Unsc riprenderà l'iter di avvio dei nuovi volontari. Raffaele De Cicco, dirigente dell'Unsc, ha fatto ieri varie ipotesi. «In quella più ottimistica - dichiara De Cicco a Vita.it  -, il tutto si potrebbe risolvere in giornata. Oppure potrebbe saltare lo scaglione di febbraio ritardando le partenze di un mese. Nel caso peggiore, si potrebbe arrivare ad aprile. Ci stiamo attrezzando per tutte e tre le evenienze, ma ottimisticamente, per quanto riguarda i ritardi, si potrebbe trattare di circa una settimana». Altra questione non meno importante è che la sentenza rimane ancora efficace nell'esigere un'apertura ufficiale del servizio civile ai giovani stranieri, e su questo il Ministro Riccardi ancora non si è pronunciato, mentre una situazione simile si potrebbe ripresentare anche a Brescia, dove un analogo ricorso aspetta di essere giudicato. Ieri APN e ASGI hanno chiesto formalmente che «la Presidenza del Consiglio, non insista nella pretesa di modificare una decisione rispettosa dei principi fondamentali dell’ordinamento». Hanno richiesto anche che «la Presidenza rinunci all’appello per la parte relativa all’accertamento della discriminazione operata nei confronti dei giovani stranieri, consentendo così che la pronuncia giudiziale diventi definitiva così da poter aprire a partire dal bando 2012, anche agli stranieri la possibilità di partecipare a questa fondamentale esperienza di promozione della solidarietà e di coesione sociale». Infine le due Associazioni legali hanno chiesto a Riccardi che «il Governo – prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia perciò introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio civile».

gennaio 26, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

L'Unsc convinto di una ripresa a breve degli avvii del servizio civile

Dopo la comunicazione di oggi di Avvocati per niente e Associazione Studi giuridici sull'immigrazione che si sono dette disponibili alla «sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso», si sono aperti nuovi spiragli per la ripresa degli avvii dei volontari, anche se non si sa precisamente con quali tempi e mentre si aspetta sempre in merito il pronunciamento del Ministro Riccardi. Intanto con una nota sul sito, l'Ufficio nazionale del servizio civile si è rivolto oggi direttamente ai giovani selezionati per spiegare la situazione di questo blocco degli avvii.

«L'Ufficio ha il dovere di attendere l'esame della richiesta di sospensione, di cui ha chiesto la trattazione urgente - scrive il direttore vicario, Paolo Molinari -. Siamo certi che ciò avverrà il più rapidamente possibile. La pronuncia favorevole permetterebbe di riprendere gli avvii al servizio ed in tal caso stiamo già lavorando per accelerare al massimo le procedure. Desideriamo far appello a tutti voi volontari ad avere fiducia che quanto tempestivamente approntato dall'Unsc possa produrre l'accoglimento delle nostre richieste». «Sarà nostra cura - conclude la nota - tenervi costantemente informati, tramite il sito, dell'evolversi della vicenda e delle azioni da porre in essere per riprendere con maggiore vigore la strada interrotta». Leggi tutta la nota a questo link.

gennaio 25, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

ASGI e APN appoggiano lo sblocco degli avvii nel servizio civile

«Al fine di superare la situazione creatasi - scrivono oggi in un comunicato le Associazioni legali che hanno seguito il ricorso del giovane Syed Shahzad -, in maniera spontanea, abbiamo già preso contatto con l'Avvocatura dello Stato per concordare la presentazione già domani avanti la Corte d'Appello di Milano, ove è stato depositato il ricorso in appello dell’Amministrazione, per chiedere consensualmente la sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso, fermi restando gli effetti della stessa nella parte in cui accerta il carattere discriminatorio della esclusione degli stranieri.La piena collaborazione offerta dai ricorrenti consentirà così alla Corte di disporre la sospensione immediatamente con la conseguenza che i volontari prossimi alla partenza potranno prendere servizio nei tempi previsti». Le due associazioni avanzano anche varie proposte per risolvere tutta la questione, sulle quali rimangono «in attesa di una presa di posizione del Ministro competente». 

gennaio 25, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Rappresentanti dei volontari: manteniamo vivo il servizio civile

Logo_RNVSC_120pxI quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile nazionale, Fania Alemanno, Edoardo Buonerba, Corrado Castobello e Silvia Conforti, con un comunicato [PDF] diffuso ieri hanno preso posizione sulla vicenda della sentenza di Milano e del blocco degli avvii dei nuovi volontari selezionati.

«La Rappresentanza dei volontari in servizio civile - esordiscono nel comunicato - manifesta la propria ammirazione per la battaglia, a riconoscimento dei propri diritti, intrapresa dal giovane pakistano Shahzad Sayed, battaglia alla quale sarà ben lieta di unirsi con tutti gli strumenti di cui dispone». Ma poi precisano: «Tutto questo non deve in alcun modo distruggere un’altra battaglia! Quella intrapresa da tutti i giovani volontari che ogni anno hanno svolto il loro servizio civile, quella battaglia che aveva un unico obiettivo: mantenere vivo e forte il senso vero del Servizio Civile: la difesa della Patria non armata e nonviolenta. Servizio, non volontariato, non lavoro». «E’ la voglia di mettersi in gioco - proseguono i 4 rappresentanti nazionali - che spinge, ogni anno, migliaia di giovani a presentare domanda; è l’opportunità di un momento di crescita personale anche e soprattutto come cittadini attivi per migliorare in ogni settore il nostro Paese. Difatti non vi sono solo progetti che mirano al disagio sociale, ma anche, e soprattutto, vi sono progetti che mirano a salvaguardare l’ambiente, il paesaggio, l’architettura, i sistemi di protezione civile, lo sviluppo e la promozione dello sport, ma anche di promozione e sensibilizzazione alle politiche giovanili». «Ai giovani cittadini stranieri - concludono - non è stata negata questa opportunità, se mai lo Stato Italiano gli nega di essere considerati appartenenti a questa comunità. Non è il riconoscimento ad essere parte di un piccolo sistema che cambierà la loro situazione. La battaglia vera deve essere di potersi riconosceredi fronte alla legge come veri e propri cittadini! E noi, in questo, siamo con loro». Leggi tutto il comunicato qui in PDF.

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L'Unsc auspica a breve la partenza dei volontari

Su Vita.it Paolo Molinari, direttore vicario dell'Unsc, si dichiara oggi «ottimista sul fatto che venga trovata una soluzione a breve, quantomeno per la questione del blocco degli invii. Sto parlando di 2-3 giorni, al massimo dieci - precisa -, quindi a ridosso della data dell'1 febbraio, quando sarebbero dovuti partire i prossimi volontari».

Molinari conferma anche di essere aggiornato sulle iniziative dei giovani aspiranti volontari, a partire dalla manifestazione annunciata per il 1° febbraio. «Sono al corrente di molte loro situazioni difficili, soprattutto di chi per fare il servizio civile ha rinunciato al posto di lavoro o ha chiesto l’aspettativa. All’Ufficio nazionale stanno arrivando decine di mail al giorno, c’è molta delusione, nel rispetto della sentenza e nella comprensione che il ricorso presentato dal ragazzo pachistano sia una cosa legittima. I giovani sono d’accordo con lui, però allo stato attuale, giustamente la loro priorità è partire. Chiediamo loro - conclude Molinari -, pur in questa difficile situazione, la pazienza che fa di loro dei buoni cittadini». Su questo tema intanto si sono espressi nei giorni scorsi con due riflessioni anche Ipsia-Acli e Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto. Pagano in particolare ha espresso «vivo apprezzamento nei confronti di ASGI, APN e del ricorrente che hanno ufficialmente ribadito la loro disponibilità ad un accordo tra le parti, convenendo in un’apertura definitiva del servizio civile agli stranieri a partire dal prossimo bando. L’auspicio, ora, è che tale accordo trovi immediato riscontro governativo, giuridico ed applicativo».

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Riccardi a lavoro per far ripartire il servizio civile

«Non ci sono i tempi per rifare subito il bando, stiamo però studiando tutte le soluzioni possibili per salvaguardare il principio della sentenza e dal'altra parte consentire ai vincitori del bando di partire». Lo ha confermato ieri a Radio Popolare Giovanni Grasso,  portavoce del Ministro Riccardi.

Grasso ha precisato come, di fronte alla sentenza di Milano, «l'Ufficio nazionale del servizio civile è stato obbligato in un certo senso a sospendere le partenze e a fare ricorso, non contro l'ammissione degli stranieri nel servizio civile, che è una cosa a cui il Ministro non è contrario in linea di principio, ma sulla parte che ci chiede di annullare il bando, proprio per consetire intanto ai giovani di partire». Nella trasmissione (dal 43'45"") era stata intervistata anche Giulia Angeletti, volontaria selezionata dalla Focsiv che sarebbe dovuta partire il prossimo 1 febbraio per Quito, in Ecuador. «Siamo solidali verso il ricorso, che però ha bloccato il servizio civile», ha subito specificato. «Abbiamo scritto a Riccardi per chiedere il ritiro del ricorso - ha proseguito -. Spero ancora di partire in febbraio, perchè noi abbiamo anche una vita, e 2-3 mesi di sospensione sono gravi per noi giovani perchè sono improduttivi. E' un danno davvero enorme». Ma da parte del Ministero si provano a rassicurare i volontari: «Abbiamo avuto oggi (ieri, ndr) una riunione di due ore dei nostri uffici giridici. Ci stiamo sopra, lo posso dire ai volontari - conclude Grasso -, per cercare qualunque tipo di soluzione legale per risolvere questa cosa e vedere di far partire i ragazzi». Che ci fosse ancora da aspettare lo si era capito anche dalla riunione che si è svolta ieri in mattinata tra il  Ministro Riccardi, la coordinatrice nazionale della commissione Politiche Sociali, Lorena Rambaudi, e  una delegazione degli assessori regionali con deleghe sociali. «Sul servizio civile e sul  blocco degli avvii dopo la recente sentenza del tribunale di Milano sul possesso della cittadinanza italiana quale requisito di selezione dei volontari, non sono però ancora trapelate le decisioni del Ministro che è al lavoro per risolvere la questione», ha dichiarato Rambaudi in un comunicato

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Servizio civile: Riccardi ha incontrato le Regioni

Si è svolta oggi a mezzogiorno il primo incontro ufficiale tra il Ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, e gli assessori regionali con deleghe sociali. Sul servizio civile e sul blocco degli avvii dopo la sentenza del Tribunale di Milano, non sono però ancora trapelate le decisioni del Ministro, che è al lavoro per risolvere la questione. L’incontro ha affrontato tutte le tematiche che afferiscono al Ministero: famiglia, integrazione, giovani, droga e anche servizio civile. 

gennaio 23, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Si parla di servizio civile e del blocco degli avvii

Di seguito il video dell'approfondimento che Rainews ha dedicato oggi alla questione del blocco degli avvii nel servizio civile. Intanto ieri se ne è parlato su "il Giornale" e nella edizione delle 13 del TG5. Oggi invece la notizia è stata ripresa in un articolo de "la Stampa" [PDF].

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APN: "stop al ricorso se impegno formale di Riccardi per gli stranieri nel servizio civile"

Su Rainews è stato dedicato questa mattina un piccolo approfondimento alla questione del blocco degli avvii del servizio civile nazionale, dopo la sentenza del Tribunale di Milano che ha riconosciuto le ragioni di un giovane pakistano che chiedeva l'accesso al bando dello scorso ottobre. Al confronto sono intervenuti Giulia Barcaro dell'Associazione "Avvocati per niente" (APN) che ha patrocinato il ricorso, Sergio Marelli, Segretario Generale di Volontari nel mondo - FOCSIV, Diego Cipriani di Caritas Italiana e Grazia Naletto, Presidente di "Associazione Lunaria".

Marelli ha ricordato la «piena condivisione delle esigenze degli stranieri» e come «il ricorso sia condiviso, anzi sostenuto». «Abbiamo però chiesto di evitare il blocco delle partenze dei giovani selezionati con il ritiro del ricorso, perchè si potrebbe riaprire più avanti questa possibilità per i giovani stranieri», ha precisato. Barcaro ha ricordato la posizione di APN espressa nel comunicato di venerdì scorso e quindi di come siano disponibili a ritirare il ricorso ma chiedono «un impegno concreto e un piano per rimuovere la discriminazione dal nuovo bando». Al Ministro Riccardi, «che ancora non ha risposto alla richiesta - precisa - chiediamo che sia certifcato il suo impegno ad aprire il servizio civile agli stranieri». Grazia Naletto di "Lunaria" ha poi ricordato l'impegno più ampio per il riconoscimento della cittadinanza ai giovani stranieri, mentre Diego Cipriani che questa vicenda sta dannegiando gli enti ma soprattutto i ragazzi con un «danno di fiducia verso lo Stato e gli enti stessi che è incalcolabile». «Dopo il taglio dei fondi che ha portato allo scaglionamento delle partenze, questa sentenza peggiora tutta la situazione e i ragazzi giustamente sono indignati», ha concluso.

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Almeno un mese e mezzo di stop per il servizio civile

La sospensione degli avvii nel servizio civile? «Almeno un mese e mezzo, in attesa di avere la risposta del nostro ricorso al Tribunale», ha specificato a Vita.it Paolo Molinari, direttore vicario dell'Unsc.

«Stiamo studiando forme per rendere meno gravoso lo stop - ha poi continuato Molinari -, per esempio, al momento dello sblocco faremo partire tutti gli scaglioni rimasti indietro, non solo un mese alla volta come è successo finora. Sarebbe una soluzione per recuperare parte del tempo perso». Ovvero, specifica Vita.it, se la situazione si dovesse risolvere a marzo 2012, inizierebbero il servizio sia i giovani degli enti in graduatoria a febbraio, sia quelli di marzo stesso. Intanto la notizia del blocco del servizio civile, oltre a mobilitare i giovani e gli enti, è arrivata in questi giorni anche sui giornali e in radio su "Caterpillar". E l'ex Sottosegretario con delega al servizio civile, Carlo Giovanardi, commenta sul suo sito: «La sentenza del giudice del lavoro di Milano Carla Bianchini, che ha condannato l'esclusione degli immigrati dal bando, affossa il servizio civile».

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Il servizio civile si mobilita in rete

Servizio-civile_giovaniFacebook, Twitter, siti e blog, le reazioni alla decisione della sospensione degli avvii nel servizio civile sta facendo il giro della rete e dei social network, con i giovani che provano ad organizzarsi in attesa di una risposta delle Istituzioni.

Su Facebook, nella pagina del Servizio Civile Nazionale, nasce in maniera partecipata una lettera aperta al Ministro Riccardi di un "Gruppo spontaneo di volontari selezionati per il Servizio Civile". «Il buon senso vorrebbe - scrivono i giovani - che i nuovi criteri per l’accesso degli stranieri al Servizio Civile venissero inseriti nei bandi dal prossimo anno, perché di fatto il blocco attuale e l’eventuale riapertura delle domande e delle selezioni agli stranieri allungherebbe i tempi dell’avvio dei progetti, che quest’anno inizieranno anche con notevole ritardo a causa dei tagli ai fondi per il terzo settore: si rischierebbe di perdere completamente quest’anno di Servizio Civile e chi quest’anno ha vinto avendo raggiunti il limite massimo di età non potrebbe nemmeno partecipare l’anno prossimo». «Attendiamo fiduciosi - concludono - che le istituzioni diano un'adeguata risposta alle legittime richieste avanzate con il prossimo bando e possano riattivare il nostro servizio civile nei tempi e modalità, anche di formazione, previsti». Sempre sui sociale network si organizzano appuntamenti, come quello del prossimo 1 febbraio davanti a Montecitorio e circolano appelli alla mobilitazione. Su twitter i messaggi circolano con l'hashtag #serviziocivile e #occupyserviziocivile, mentre nei gruppi come "Viva il servizio civile", nei siti e nei blog i giovani raccontano le loro delusioni e chiedono l'impegno del Governo.

gennaio 20, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: le proposte per sbloccare la situazione

"Associazione studi Giuridici sull’Immigrazione" e "Avvocati per niente onlus", le due associazioni legali che hanno seguito il ricorso per discriminazione del 26enne pakistano Syed, da cui è scaturita la sentenza del Tribunale di Milano e la sospensione degli avvii del servizio civile, scrivono al Governo per chiedere di «contemperare le esigenze dei volontari prossimi alla partenza con la parità di trattamento, prevedendo l'apertura definitiva del servizio civile agli stranieri a partire dal prossimo bando».

Le due associazioni, nel comunicato diffuso oggi [PDF], ricordano gli aspetti salienti della sentenza e come «la responsabilità della situazione venutasi a creare per i giovani ormai prossimi alla partenza non è certamente imputabile alla vicenda giudiziaria». «L’amministrazione - spiegano - avrebbe ben dovuto redigere il bando secondo Costituzione, come richiesto da tempo dalle associazioni e una decisione sul punto poteva e doveva essere presa dalla politica ben prima. Quando ciò non accade è inevitabile che, specie se il problema riguarda il diritto fondamentale alla parità di trattamento, intervenga sul punto la magistratura, cui il sig. Syed si era peraltro rivolto già dal mese di ottobre». ASGI e APN propongono poi al Governo, e in particolare al Ministro Riccardi, una possibile soluzione per uscire da questa impasse: «poiché la legge prevede la possibilità di un “piano di rimozione della discriminazione” anche secondo passaggi graduali, da definirsi in accordo tra le parti, ben potrebbe convenirsi su una apertura definitiva del servizio civile agli stranieri dal prossimo bando». «Le associazioni che hanno promosso il ricorso, ed il sig. Syed - conclude il comunicato - hanno già ripetutamente dichiarato in questi giorni la loro disponibilità, ferma restando la salvaguardia di quel principio di non discriminazione che il Giudice di Milano ha affermato essere valore portante dell’ordinamento italiano». Su questa linea di un appello al Ministro Riccardi, ma anche alle due associazioni legali, si muovono molti enti di servizio civile com Focsiv e Arci Servizio Civile, che ricorda come «dallo scontro fra diritti dei giovani che attendono di fare il servizio civile e quelli dei cittadini stranieri da tempo residenti e in modo 
regolare nel nostro Paese che vogliono partecipare, se ne esce solo con l'azione immediata 
del Ministro Riccardi: modifica alla legge e soldi aggiuntivi per avere avvii nei prossimi 
anni».

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Servizio civile e stranieri: luci ed ombre della sentenza

«Ho sempre sostenuto che anche gli stranieri residenti in Italia passono partecipare al servizio civile nazionale, benché la legge non lo preveda espressamente. Infatti, la difesa della Patria coinvolge tutti, e non solo i cittadini: perché difende un bene comune. Ma detto questo, sembra paradossale che un giudice amministrativo invece di sollevare la plausibile questione  di legittimità costituzionale, applichi la normativa antidiscriminatoria sparando all'impazzata su tutto il sistema del servizio civile». Così il prof. Pierluigi Consorti, associato di diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e già Presidente del Comitato per la Difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN), entra per Esseciblog nel merito della sentenza del Tribunale del lavoro di Milano che ha accolto il ricorso presentato da uno studente pakistano di 26 anni escluso dal Bando di servizio civile perchè straniero.

«Per evitare la discriminazione - prosegue Consorti - avrebbe potuto ordinare l'ammissione dello straniero che ha fatto ricorso alle selezione presso quello specifico progetto, rimuovendone così l'effetto discriminatorio che ha potuto verificare. Ma obbligare l'Ufficio a proporre un nuovo Bando ammettendo gli stranieri - peraltro, contro la disposizione di legge -  produrrebbe più gravi effetti discriminatori sulle persone che hanno già cominciato il servizio civile e, a causa dei tagli, stanno progressivamente entrando nel sistema». Ipotesi che purtroppo si è concretizzata proprio ieri, con l'Ufficio nazionale del servizio civile che ha sospeso con effetto immediato l'avvio per tutti i volontari selezionati nel Bando 2011. E sulla questione di un nuovo Bando, Consorti non crede in questa possibilità: «Non credo che un eventuale nuovo bando che ammetta gli stranieri passerebbe sotto silenzio, perché violerebbe palesemente la legge, che - fino a prova contraria - conta più della sentenza di un giudice amministrativo. Va poi considerato che bloccherebbero energie umane che sono già state avviate; tagliando le gomme ad una macchina appena partita - fra mille difficoltà - si lascerebbero senza sostegno migliaia di italiani e stranieri che si appoggiano alle energie profuse dai giovani del servizio civile». Rimane aperta la questione dell'apertura del servizio civile ai giovani stranieri. «E' apprezzabile la volontà di rimuovere una discriminazione - ci dice il Presidente del Comitato DCNAN -, ma non si può mettere in mano ad un giudice amministrativo il presente e il futuro del servizio civile nazionale. La legge va cambiata e  il servizio civile va salvato. Ma chinare il capo senza nulla opporre significa buttare via il bambino con l'acqua sporca.  Nessuno potrà giovarsi dell'assenza del servizio civile, nemmeno gli stranieri. Inoltre, secondo me, l'Ufficio deve tutelarsi. Con la decisione di fermare le macchine si possono vedere sommersi da centinaia di ricorsi da parte dei giovani avviati e degli enti interessati al funzionamento efficace del sistema. Costi che non graverebbero sul giudice lombardo - conclude Consorti -, ma su tutti noi».

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Tutto bloccato nel servizio civile

L'Ufficio nazionale del servizio civile ha comunicato oggi di aver bloccato l'iter di avvio dei giovani in servizio civile per il 2012, in attesa del ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano che stabilisce di aprire il Bando anche ai giovani stranieri. Lo stesso Unsc comunicherà quando l'iter potrà essere ripreso.

gennaio 19, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (6) | TrackBack

Genova: il Comune saluta i suoi giovani in servizio civile

Genova_volantino20gennaioSi terrà domani 20 gennaio, nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, l’iniziativa che coinvolge i volontari che hanno prestato servizio civile presso il Comune di Genova, durante la quale verranno illustrati i percorsi intrapresi dai giovani coinvolti, i risultati ottenuti, le impressioni ricavate da questo anno di servizio. L'incontro, organizzato dall’Ufficio Servizio civile del Comune, è aperto a tutti (volontari, operatori, giovani, ecc...)  e racconterà in particolare le attività svolte dai volontari: idee per valorizzare le sedi della cultura di Genova, per accogliere gli studenti stranieri, il supporto nella ormai difficile gestione dei penalizzatissimi servizi sociali, in favore delle fasce sociali più deboli, e la collaborazione con le Politiche educative.

gennaio 19, 2012 nella Appuntamenti, Esperienze, Giovani e rappresentanza, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: il governo fa ricorso

Secondo quanto riferisce l'agenzia "Redattore Sociale" , il ministero per la cooperazione internazione e l'integrazione, da cui dipende anche i servizio civile nazionale, ha deciso di presentare ricorso contro l'ordinanza per "evitare che siano annullate le partenze di 18 mila giovani previste per il 2012".

"Un ricorso di natura tecnica e non politica", spiega il portavoce del Ministro Riccardi.  "Il ministro non è contrario alla possibilità di far svolgere anche ai cittadini stranieri il servizio civile - spiega ancora -. Ma oggi questa possibilità è esclusa dalla legge vigente. Su questo si sta facendo una riflessione". Le partenze previste per l'inizio del 2012 sono intanto state sospese e bisognerà attendere l'esisto del ricorso. Una soluzione diversa si può trovare, sostiene l'associazione Avvocati per niente, che ha patrocinato la causa per discriminazione presentata dal 26enne pakistano Syed da cui è scaturita la sentenza del Tribunale di Milano. "Se la rimozione immediata della discriminazione che il giudice giustamente ha imposto crea delle complicazioni organizzative eccessive - afferma Alberto Guariso, presidente di Avvocati per niente e legale di Syed -, penso se ne possa discutere attorno a un tavolo senza necessità di prolungare il contenzioso: la norma prevede ad esempio la possibilità di un piano di rimozione delle discriminazioni che può avere anche un percorso più lungo e si potrebbe quindi differire l'apertura al prossimo bando, purché ciò venga garantito sin da ora". Secondo Avvocati per niente il giudice di Milano ha già indicato come interpretare le norme sul servizio civile. "La tesi del 'vorrei ma non posso' è poco comprensibile - aggiunge Alberto Guariso -: ad oggi l'unico giudice investito della questione, che per legge era abilitato a emettere un verdetto valido per tutto il territorio nazionale, ha deciso che il servizio civile va aperto agli stranieri. Quindi ad oggi la Pubblica amministrazione non solo può ma deve attenersi a questa interpretazione sicché non ha senso opporre un vincolo di legge che il Giudice ha ritenuto non esistente". [Fonte: Redattore Sociale]

gennaio 19, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: verso il blocco degli avvii?

Si va verso il blocco delle partenze nel servizio civile nazionale? L'allarme lo lancia oggi un articolo di Stefano Arduini su Vita.it, che ricorda come «la notizia non sia ancora ufficiale, ma da quanto apprende Vita.it l'Ufficio nazionale di Roma avrebbe già deciso lo stop a tutte le prossime partenze incominciando dalla scaglione del primo febbraio».

La decisione sarebbe stata presa dopo la sentenza del giudice del Tribunale del lavoro di Milano che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso di un giovane pachistano che chiedeva di partecipare al Bando di servizio civile nazionale, per il quale è prevista la cittadinanza italiana. «A quanto si apprende - scrive Vita.it - l'Unsc starebbe predisponendo un ricorso d'urgenza, ma non sarebbe in grado di prevedere le tempistiche per lo sblocco della situazione. Per ora però il direttore vicario Paolo Molinari, contattato da Vita.it non conferma, nè smentisce: "Ci stiamo lavorando, il blocco è un'ipotesi che stiamo verificando". L'ipotesi del blocco ovviamente sta mettendo in difficoltà i vari enti di servizio civile nonchè i ragazzi che aspettano di essere avviati. «Ad oggi non abbiamo alcuna certezza sulla durata del blocco - dichiara Primo Di Blasio, Presidente della Cnesc -, anche se molti degli oltre 2mila ragazzi che sarebbero dovuti entrare in servizio a inizio febbraio hanno già acquistato i documenti di viaggio e gli enti stessi avevano ormai predisposto gli incontri formativi. E tutto questo naturalmente ha un costo». «A questo punto - conclude Di Blasio-, ci appelliamo al ministro Riccardi». Francesco Marsico, vice-direttore di Caritas Italiana e membro della Consulta nazionale del servizio civile, precisa meglio questa situazione e ricorda che: «Il 1° febbraio avevamo chiesto e ottenuto dall’Unsc l’avvio dei nostri 4 progetti “Caschi bianchi”, per un totale di 26 volontari. Abbiamo già convocato tutti i volontari per il tradizionale (e obbligatorio) corso di formazione d’inizio servizio, dall’1 al 9 febbraio a Roma. Abbiamo prenotato da tempo una struttura alberghiera dove svolgere il corso e impegnato i vari formatori. I ragazzi sanno già da tempo di questo appuntamento e si sono organizzati, acquistando anche i biglietti di viaggio per venire a Roma. Inoltre, i nostri partner locali (dall’Argentina alla Thailandia, da Gibuti al Kosovo) hanno preparato l’inizio delle attività in loco». «L’eventuale blocco delle partenze - denuncia il vice-direttore di Caritas Italiana - rischia di causare più problemi di quanti non se ne vogliano risolvere, sospendendo l’avvio dei progetti. Pur ribadendo, come facciamo da anni, che il servizio civile dev’essere aperto anche ai cittadini non italiani, siamo proprio certi che l’unica via per ottenere questo sia lo stop delle partenze?».

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Blangiardo (Univ. Milano): buon senso aprire il servizio civile agli stranieri

Su "il Sussidiario,net" Gian Carlo Blangiardo, professore ordinario di Demografia all'Università degli Studi di Milano-Bicocca, commenta la notizia della sentenza del Tribunale di Milano di giovedì scorso che apre il servizio civile anche ai giovani stranieri. «Al di là delle argomentazioni giuridiche - dice Blangiardo - io ne farei invece una questione di buon senso. Ritengo che letta in questi termini e quindi con il buon senso questa scelta di consentire a chi vuole di svolgere una funzione di attività collettiva e lo vuole fare con un passaporto dove non c'è scritto Repubblica italiana, i cittadini con il passaporto italiano non possono che dire grazie e benvenuto fra di noi». Leggi tutta l'intervista a questo link.

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Servizio civile e stranieri: intervista a Syed Shahzad

Syed_shahzadSul sito di "Panorama" Andrea Monti ha intervistato Syed Shahzad, il giovane pachistano di 26 anni, che con il suo ricorso ha portato alla sentenza del Tribunale di Milano che, almeno per ora, apre il servizio civile nazionale anche agli stranieri. «L’articolo 3 della Costituzione - ricorda Shahzad - dice che siamo tutti uguali. Se studi giurisprudenza non puoi sentirti dire “tu no, sei straniero”. Se partiamo così a 26 anni, non so a 40 come mi sentirò, se mi diranno cose simili. Ho fatto la voce grossa perché in futuro i miei figli, o altre persone perfettamente integrate, non si trovino nella mia situazione».

gennaio 16, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Idee, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (7) | TrackBack

Umbria: appello a Riccardi sui fondi del servizio civile

Incontro_legacoop2011«Conoscendo la sensibilità di questo Governo, e del ministro Andrea Riccardi in particolare, per le tematiche relative all'impegno dei giovani nel loro percorso di cittadinanza attiva e del ruolo del servizio civile, confido nella possibilità che si possa al più presto provvedere al ripristino della dotazione finanziaria del fondo nazionale per il servizio civile, praticamente azzerato dai tagli del precedente Governo». E' quanto ha affermato ieri la Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, partecipando all'incontro organizzato da Legacoop Umbria su “Quale futuro per il servizio civile?”.

L’appuntamento è stato caratterizzato da un dibattito al quale hanno partecipato oltre alla Marini anche Alessandra Garavani, presidente Legacoop Umbria, Carla Casciari, Vicepresidente con delega al servizio civile della Regione Umbria, Wladimiro Boccali, presidente Anci Umbria, Lino Prenna, presidente del corso di laurea in Scienze dell’educazione dell’Università degli Studi di Perugia, e Sabrina Mancini, responsabile servizio civile Legacoop nazionale. In collegamento video ha partecipato all’incontro anche Paolo Molinari, direttore vicario dell’Unsc. Nel suo intervento, l'assessore Casciari si è rivolta proprio a Molinari, chiedendo «di non perdere l'importante collante esistente nella comunità per i giovani, rappresentato anche dalla sussidiarietà del servizio civile, soprattutto in periodo difficile di crisi». Ha infine ricordato che è stata presentata al Governo una «richiesta di contingente minimo, che rispetti un'equa distribuzione del numero di volontari tra le varie regioni, utile anche a seguire degli obiettivi comuni tra i vari enti locali». Nell'occasione Legacoop Umbria ha anche salutato i volontari del servizio civile che hanno terminato l'anno di servizio civile nei propri progetti.

gennaio 13, 2012 nella Appuntamenti, Giovani e rappresentanza, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Giovani immigrati e servizio civile, una sentenza "storica"

La sentenza di ieri del Tribunale di Milano, che apre il servizio civile nazionale anche ai giovani stranieri, continua a suscitare commenti da parte delle forze politiche e degli enti coinvolti. «E' una decisione decisamente storica e interviene su un tema sul quale, da tempo, il mondo del servizio civile prova a stimolare una riflessione» ha dichiarato Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci.

Per Cecilia Carmassi, responsabile Terzo settore e Politiche per la famiglia del PD, «il tribunale di Milano condanna l'esclusione dei giovani immigrati dal servizio civile. È la sconfitta della linea leghista sposata da Giovanardi e la conferma della linea del PD che, grazie a Livia Turco, aveva avanzato già un anno fa una proposta di legge specifica e aveva esplicitamente incluso i giovani stranieri nella proposta di riforma del servizio civile, a firma Sereni - Incostante». «Già alcune regioni - prosegue l'esponente democratica - sperimentano da anni la partecipazione dei giovani stranieri al servizio civile, con ottimi risultati ai fini delle politiche di integrazione, per cui questa sentenza pone fine ad una assurda discriminazione da superare. È urgente riprendere col ministro Riccardi il progetto di una riforma condivisa del servizio civile per rilanciare questa importante esperienza formativa alla cittadinanza, partecipazione solidale e difesa non violenta e non armata della patria che il governo Berlusconi ha ridotto ai minimi termini». E conclude: «Il PD è pronto ad una piena collaborazione». Alberto Guariso di "Avvocati per niente onlus", che ha seguito il ricorso presentato dal giovane pachistano, spiega come: «Il diritto dovere di solidarietà fissato dall'art. 2 della Costituzione non può piu riguardare i soli titolari della cittadinanza formale, ma tutti coloro che vivono stabilmente su un territorio e che hanno, tutti insieme, l'identico interesse a far crescere la solidarietà, la coesione e il benessere di una collettività». «La pronuncia - prosegue - abbatte quindi una ulteriore e illogica barriera alla integrazione dei giovani stranieri: è insieme il riconoscimento di un diritto alla parità di opportunità e l'invito  a concorrere alla crescita solidale della società». Per Guariso il problema è anche di una legge sulla cittadinanza "anacronistica": «da questo punto di vista mi pare che  - conclude - la pronuncia apra anche la strada a una concezione della cittadinanza basata sulla condivisione effettiva di valori e interessi  e solleciti quindi una modifica legislativa anche in questa materia». 

gennaio 13, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Tribunale Milano: servizio civile aperto anche agli stranieri

Giovani_stranieriIl giudice del lavoro del Tribunale di Milano, Carla Bianchini, ha accolto il ricorso presentato lo scorso ottobre da uno studente pachistano di 26 anni, Shahzad Sayed, che chiedeva di partecipare al Bando di servizio civile nazionale, per il quale è prevista la cittadinanza italiana, candidandosi a un progetto di Caritas Ambrosiana.

Il giudice ha stabilito che l'Unsc debba sospendere le procedure di selezione, modifichi il bando «consentendo l'accesso anche agli stranieri soggiornanti regolarmente in Italia»  e che fissi un nuovo termine per la presentazione delle domande. Lo studente aveva presentato il ricorso insieme alle associazioni Avvocati per niente onlus e Studi giuridici sull'immigrazione, con il sostegno della Cgil e della Cisl di Milano. I ricorrenti, rappresentati dagli avvocati Alberto Guariso, Livio Neri e Daniela Consoli, hanno sostenuto davanti al giudice che l'esclusione dal servizio civile di giovani stranieri che sono nati in Italia o che vi vivono da molti anni rappresenta «un'evidente irragionevolezza e un ulteriore inutile ostacolo all'integrazione». Per mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, «la sentenza del giudice del lavoro di Milano apre nuovamente, con un atto giurisprudenziale, la questione da anni dibattuta e proposta dal mondo degli enti impegnati nel servizio civile, di offrire ai giovani stranieri regolarmente presenti in Italia la possibilità di svolgere il servizio civile, riconoscendoli parte attiva e partecipativa della comunità civile e, pertanto, della costruzione del bene comune». «Non possiamo dimenticare - conclude mons. Perego - che il servizio civile, ha allargato di fatto il concetto di difesa della Patria, intendendola anche come partecipazione attiva dei giovani alla vita della città. E questo è un diritto della persona e non solo del cittadini».  Anche la Conferenza nazionale enti servizio civile esprime soddisfazione per la sentenza: «Siamo felici per la sentenza del Tribunale di Milano e per Sayed che ha fatto il ricorso. È una battaglia di civiltà», dichiara il suo presidente Primo Di Blasio a "Redattore Sociale". «L'abbiamo sempre chiesto alle istituzioni - continua - perché può essere un'occasione di inclusione sociale e di cittadinanza estremamente significativo». I tagli ai fondi per il servizio civile rischiano di farlo scomparire. «Bisogno invertire questa tendenza - aggiunge Di Blasio -. Vorremmo anzi che coinvolgesse sempre più giovani. Oggi è diventata un'esperienza per pochi, direi di nicchia». 

gennaio 12, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (8) | TrackBack

Cronologia aggiornata della riforma del servizio civile

Logo_riformaAbbiamo aggiornato agli ultimi avvenimenti del 2011 la cronologia sui principali passaggi, che hanno riguardato negli ultimi anni la riforma del servizio civile nazionale. Riforma richiesta a gran voce da più parti, enti e giovani, ma bloccata in Parlamento ormai da due anni. Leggi tutta la scheda qui in formato PDF.

gennaio 4, 2012 nella Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (1) | TrackBack

Poche luci e molte ombre nel 2011 del servizio civile

Calendario_2012Il 2011 doveva essere l'Anno europeo del volontariato, potrebbe essere ricordato come l'ultimo del servizio civile nazionale in Italia. A scorrere gli ultimi 12 mesi, si notano molte ombre e pochissime luci su una esperienza tanto elogiata a parole quanto drasticamente ridotta nei suoi finanziamenti.

Il 2011 si era aperto con la denuncia delle Regioni per gli avvi ridotti al minimo del servizio civile nell'anno prima, mentre la riforma della legge, che per il Sottosegretario con delega Giovanardi doveva essere la via maestra per salvarlo, rimaneva ferma al palo e si tentava la strada degli emendamenti. Taglio del rimborso del vitto ed alloggio, nonchè riduzione dell'orario dei compenso dei giovani gli obiettivi minimi, solo in parte raggiunti. Intanto a febbraio la notizia di un finanziamento aggiuntivo di 24milioni sembrava aprire spiragli per il futuro e permetteva di festeggiare i 10 anni della legge n. 64 tra marzo ed aprile con nuove aspettative con le parole importanti del Presidente della Repubblica Napolitano e del Segretario generale della CEI mons. Crociata. Contemporaneamente partivano le nuove elezioni dei rappresentanti dei giovani in servizio civile, che in quel periodo chiedevano - inascoltati - di poter dare un supporto all'azione di accoglienza degli immigrati a Lampedusa. I giovani volontari a giugno si vedevano anche "tagliati" dalla sfilata della Festa della Repubblica, per essere poi  reintegrati tra non poche polemiche, nonchè "dimenticati" dal Parlamento, quando si trattava di votare per dare il voto ai referendum agli italiani fuori dall'Italia. E mentre proseguiva l'inutile e dispendiosa "mini-naja", in estate la nuova relazione al Parlamento con i suoi dati certificava la crisi del servizio civile, che pure cercava di rinnovarsi, come dimostravano il progetto sperimentale di difesa civile nonviolenta, che l'Unsc riusciva a far partire a settembre, e il nuovo bando nazionale per oltre 19mila giovani. Lo scorso autunno portava però ad ulteriori tagli da parte del Governo Berlusconi, riducendo così il fondo nazionale ai minimi storici e il servizio civile sull'orlo del baratro. Appelli e raccolte firme di giovani ed associazioni si sono moltiplicati, mentre l'Unsc si è visto costretto a prendere atto della crisi e a scaglionare gli avvi dei giovani, tra non pochi disagi per volontari ed enti. Il resto è cronaca dell'ultimo mese, con il Governo Monti e il nuovo Ministro delegato Riccardi che sembrano avere aperto spiragli di discussione sul futuro del servizio civile, con l'Unsc che si avvia ad un cambio di gestione. Il 2012, a 40 anni dalla sua nascita, sarò così l'anno del rilancio del servizio civile, della sua riforma, magari con l'apertura anche ai giovani immigrati, o più semplicemente l'ultimo della sua esistenza?

dicembre 30, 2011 nella Appuntamenti, Europa, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Avvii nel servizio civile: a Modena i giovani selezionati scrivono a Riccardi

Dopo i ragazzi selezionati ma non ancora partiti del Comune di Trento, anche gli aspiranti volontari del servizio civile in provincia di Modena scrivono del loro disagio per la questione degli avvii scaglionati al Ministro alla Cooperazione internazionale, con delega al servizio civile, Andrea Riccardi.

La lettera segue di qualche giorno l'appello lanciato dal presidente provinciale Copresc, nonché Assessore del Comune di Modena alla Cooperazione internazionale e al Servizio civile, Fabio Poggi. «Non è accettabile - scrivono - non sapere quando si inizierà, con un lasso di tempo di 10 mesi da gennaio a ottobre  perché lasciarci in questa condizione di precarietà è irrispettoso nei nostri confronti come lo sarebbe in qualsiasi contesto lavorativo e non. Non è accettabile perché significa considerarci cittadini di seconda classe e calpestare la nostra scelta di metterci al servizio dello Stato». I ragazzi sottolineano poi tutto il disagio per questa situazione di incertezza: «Alla nostra età, 10 mesi possono e devono fare la differenza, ogni scelta può condizionare in maniera irreparabile il nostro futuro e noi dobbiamo essere messi in condizione di poter scegliere in coscienza e libertà, di programmare questo nostro 2012».

dicembre 30, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: "partiranno tutti i giovani selezionati"

Banner_news_tagli_scn2012«Sia chiaro, partiranno tutti i giovani selezionati per il servizio civile 2012. Detto questo, capisco il forte disagio di enti e volontari, ma per quest'anno non c’è stato altro da fare che scaglionare le partenze: l’alternativa, inconcepibile, sarebbe stata tagliare metà dei posti del bando, dato che i nostri fondi sono stati tagliati quasi della metà. Per il futuro, invece, aspettiamo indicazioni dal nuovo Governo». Risponde così Paolo Molinari, direttore vicario dell’Unsc, all'intervista di Daniele Biella su Vita.it sulla situazione che vive il servizio civile nazionale.

Molinari spiega appunto che l'alternativa sarebbe stata ben più drastica, ossia «limitare gli avvii a 10-15 mila anziché i 19mila attuali». «È chiaro - precisa poi - che i 44 milioni di euro tutti in una volta che ci siamo visti tagliati dal precedente Governo, che significa meno 40% di budget, pesano molto. Anche perché sono arrivati subito dopo l’uscita dell’ultimo bando: a saperlo prima, avremmo potuto predisporre un concorso con un minor numero di posti… davvero non ce lo aspettavamo. Siamo più che consapevoli del malessere provocato dalle partenze scaglionare, ci dispiace molto». E sul futuro del servizio civile il Direttore vicario dichiara le sue attese: «In generale, notiamo più attenzione all’argomento servizio civile, e questo ci fa ben sperare per il futuro, nonostante i problemi economici. Aspettiamo un primo contatto dal ministro Riccardi, che ha ricevuto la delega solo la settimana scorsa. Presumo che sapremo qualcosa di più di quelle che saranno le prospettive nella prossima Manovra economica, che sarà dedicata alla crescita del Paese. Certo è che noi rimaniamo all'erta, attendiamo risposte soprattutto su alcuni temi come la Legge delega per la riforma del servizio civile, e attendiamo quindi il nuovo esecutivo alla prova dei fatti». Leggi tutta l'intervista a questo link.

dicembre 23, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Modena: il Copresc scrive a Riccardi sulle partenze del servizio civile

L’assessore del Comune di Modena alla Cooperazione internazionale e al Servizio civile , Fabio Poggi, in qualità di presidente del Coordinamento provinciale degli enti di Servizio civile di Modena (Copresc), ha scritto nei giorni scorsi al Ministro con delega al servizio civile, Andrea Riccardi, per sottolineare le difficoltà in cui versa il servizio civile, ma soprattutto quella che ritiene «una mancanza di rispetto nei confronti dei giovani e del loro progetto di vita». Sulla questione abbiamo riportato ieri la lettera aperta di alcuni volontari di Trento, che denunciavano anche loro questa situazione  di incertezza sugli avvii dei progetti.

«Hanno presentato domanda - scrive Poggi -, superato la selezione e programmato un anno della loro vita. A gennaio avrebbero dovuto intraprendere il servizio civile, invece inizieranno mesi dopo, senza alcuna data precisa e con un preavviso minimo, magari aspettando anche fino a ottobre, poiché l’Ufficio nazionale del Servizio civile ha deciso di dilazionare l’avvio dei ragazzi già selezionati in scaglioni da gennaio a ottobre». Nella provincia di Modena sono 517 i giovani che hanno fatto domanda per il Bando 2011, rispetto a un totale di 115 posti disponibili. Nel 2010 furono 448 le candidature per 120 posti. «A un interesse sempre più diffuso - prosegue l'Assessore -, nonostante il progressivo calo delle concrete possibilità a causa dei minori stanziamenti, si aggiunge ora la difficoltà di dover spiegare ai ragazzi che, a selezione ormai ultimata, le ‘regole’ sono cambiate». «Inoltre, la scelta di dilazionare l’entrata in servizio compromette la realizzazione di azioni formative e di monitoraggio condivise tra le realtà provinciali e comporta quindi maggiori spese. Infine avviene in una fase in cui aumentano disoccupazione giovanile e diffuse condizioni precarie; il rischio è di compromettere l’idea stessa di un futuro nel nostro Paese per i giovani, ma anche di alimentare la percezione di distacco e sfiducia nei confronti delle Istituzioni dello Stato», conclude Poggi.

dicembre 22, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Partenze del servizio civile: i giovani denunciano il loro disagio

Sul web e sui "social network" cresce il disorientamento di giovani ed enti di servizio civile, a causa della decisione dell'Unsc di scaglionare le partenze dei nuovi volontari del Bando di servizio civile 2011 per via degli ultimi tagli al fondo nazionale. A Trento 8 ragazzi selezionati per il progetto del Comune, ma che ancora non possono entrare in servizio, hanno messo per iscritto questo loro disagio, rivolgendosi agli altri volontari designati e alle Istituzioni nazionali e Provinciali, per denunciare la situazione di incertezza che stanno subendo.

«Abbiamo scelto il servizio civile - scrivono nella lettera aperta i volontari selezionati - credendo in uno Stato che incentiva i giovani ad attivarsi, che promuove progetti con determinati programmi e tempi e che in sostanza prende un impegno verso tutti noi. Concretamente però non vediamo lo sforzo necessario per investire su noi giovani e nel sostegno di questi progetti, visto che si è venuta a creare una situazione che determina incertezza verso la reale possibilità di partire». «Ci domandiamo quindi - proseguono - cosa potrà mai garantirci lo Stato e cosa ci possiamo aspettare per il nostro futuro [...]. Vogliamo iniziare quanto prima questo servizio civile, perché ci sono progetti funzionali a determinati periodi dell'anno. Che senso avrebbe per esempio cominciare un progetto di lavoro nelle scuole quando le stesse scuole stanno terminando? Vogliamo iniziare perché abbiamo fatto questa scelta, la scelta di intraprendere questa esperienza, di rispettare un impegno non solo verso di noi, ma anche verso le nostre famiglie e l'intera comunità a cui è dedicato il nostro servizio. Vogliamo iniziare per non dover posticipare oltremodo i nostri progetti di vita e per rispettare i tempi che ci eravamo prefissati». Nel finale, gli 8 "volontari in attesa" ricordano come attualmente stiano fermi, ma non per scelta loro, e si rivolgono alle Istituzioni chiedendo che: «rispettino l'impegno che avete preso con noi, di avere risposte chiare in tempi rapidi sul nostro futuro e di avere certezze riguardo al nostro futuro». Leggi tutta la lettera qui in PDF.

dicembre 21, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Puglia: assemblea provinciale dei giovani in servizio civile

Assemblea_scn_FoggiaSi è svolta lo scorso 16 dicembre, presso la nuova sede della Provincia di Foggia, l’assemblea provinciale dei volontari del Servizio Civile, che ha visto coinvolti oltre 40 giovani in servizio.

L’incontro, promosso dalla Rappresentanza regionale pugliese del servizio civile, ha visto al centro del confronto il rapporto fra i volontari e gli enti,  riletto anche alla luce dell'esperienza che si sta concludendo. «I volontari hanno vissuto l'assemblea come momento di condivisione e di crescita – ha commentato la Delegazione -  e hanno parlato dimostrando vivo entusiasmo. E’ stato,  quindi, un incontro che ha visto come  protagonisti i volontari stessi che hanno raccontato con interesse la propria esperienza di servizio». «Siamo soddisfatti dell’esito - prosegue il comunicato - sia perché, essendo un’assemblea di fine servizio, ha comunque riscontrato partecipazione, sia perché sono intervenuti due olp e un responsabile di ente: vedere enti e volontari, due facce della stessa medaglia, confrontarsi e sostenersi su alcuni temi (come l'abuso di alcuni enti di scn sui volontari e l'esigenza di maggiori controlli e ispezioni durante i 12 mesi di servizio da parte di chi di dovere) è stato davvero costruttivo».

dicembre 21, 2011 nella Appuntamenti, Esperienze, Giovani e rappresentanza, Regioni | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: chi parte e quando?

Servizio_civile_manifestoL'Ufficio nazionale del servizio civile ha pubblicato una nuova nota sulla questione dell'avvio dei volontari dell'ultimo Bando 2011, che ha deciso di scaglionare fino ad ottobre 2012, a causa dei tagli ai finanziamenti operati dal precedente Governo.

«Nonostante gli avvisi e gli inviti rivolti alla collaborazione in vista della rimodulazione delle partenze - scrive il Direttore vicario, Paolo Molinari -, resasi necessaria per consentire il raggiungimento dell'obiettivo di attivare tutti i progetti inseriti nei bandi 2011, continuano a pervenire le graduatorie senza il preventivo nulla osta dell'Ufficio». «Il perdurare di tale situazione - precisa - rischia di ripercuotersi in senso negativo sulla programmazione effettuata e rischia di porre l'Ufficio in condizione di non procedere all'avvio dei volontari». Intanto dallo scorso 1° dicembre non sono usciti nuovi aggiornamenti sulle richieste di avvio dei volontari da parte degli enti. Al 28 novembre sappiamo che erano 15.660 i posti richiesti, con oltre l'80% per gennaio e febbraio, rispetto ad un totale di 19.661 messi a bando in Italia.  Ne mancano dunque ancora 4mila, non sappiamo se perchè già richiesti da qualche ente molto veloce a fare le selezioni o se ancora da richiedere da parte di ritardatari.

dicembre 20, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

L'Associazione “Esperanto” scrive a Riccardi sul servizio civile

Il Segretario dell'Associazione Radicale “Esperanto”, Giorgio Pagano, ha scritto nei giorni scorsi al Ministro alla Cooperazione internazionale e all'integrazione, con delega al servizio civile, Andrea Riccardi, per «invitarlo ad avviare un forte e urgente dialogo su tematiche che riguardano la valorizzazione dei giovani e in particolare dei giovani per la comune patria europea».

«La missiva - precisa una comunicato stampa - arriva dopo che il nuovo interlocutore governativo per il mondo dell'associazionismo e del Terzo settore, in un messaggio inviato alla Conferenza nazionale degli Enti del Servizio civile (Cnesc) in occasione della presentazione del XIII Rapporto, ha definito il Servizio Civile “un’occasione di crescita per i nostri ragazzi e complessivamente per l’intera nazione” dicendosi altresì disposto ad affronteremo insieme agli enti i nodi e le prospettive per il futuro. Da qui l'appello di Pagano a guardare alle potenzialità del servizio civile in una dimensione più ampia di quella unicamente nazionale ma nell'ottica europeista che contraddistingue il governo di cui Riccardi fa parte». «Perché il servizio civile italiano - dichiara ancora Pagano – è uno dei più avanzati d'Europa, e come tale non solo, se opportunamente valorizzato, può essere da esempio e diventare un modello per il resto dell'UE, ma se accoppiato alla dimensione europea ed internazionale potrebbe trasformarsi in un vero e proprio “esercito” della nonviolenza e del civismo democratico, con impiego nella prevenzione e nel consolidamento di relazioni pacifiche tra popoli e Stati”». Da Pagano inoltre è arrivato al neo Ministro l'invito a prendere parte ad una trasmissione a Radio Radicale in cui, nella seconda metà di gennaio 2012, si dibatterà appunto della creazione di un esercito civile europeo della nonviolenza.

dicembre 20, 2011 nella Europa, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Si parla di servizio civile

Su "Avvenire" di venerdì scorso, un articolo di Luca Liverani racconta la presentazione del XIII Rapporto Cnesc sul servizio civile nazionale, con un piccolo resoconto dei vari dati e dei contributi dei relatori. Leggi tutto l'articolo qui in PDF .

dicembre 19, 2011 nella Appuntamenti, Esperienze, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack