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Noi giovani in servizio civile "danneggiati" dagli avvii ritardati

Servizio-civile_giovani«Ci sentiamo danneggiate da queste decisioni politiche sugli scaglionamenti nel servizio civile» e «vogliamo trasparenza e chiarezza, ma ancor di più vogliamo essere valorizzati in questa società: i giovani non possono continuare ad essere collocati in liste di attesa infinite ed immobili». A scriverci sono Sonia, Daniela ed Elisabetta, tre volontarie presso il Consorzio Solidarietà Sociale di Parma, che danno così voce al disagio di tanti loro colleghi per la situazione che vive il servizio civile nazionale, tra tagli ai finanziamenti e l'avvio dei progetti ritardato anche di mesi.

«L'intera vicenda - ci scrivono ancora - ha portato noi volontari ad una perdita di fiducia nei confronti dello Stato: anche se sorretti da forti ideali, facciamo fatica a dare un senso al nostro agire e a tutto quello in cui crediamo; nonostante queste difficoltà conserviamo le nostre motivazioni attraverso la collaborazione e l’unione tra noi volontarie e gli Enti che ci sostengono e ci incentivano a credere in noi stessi ed a  portare avanti le nostre idee». «Togliere una buona parte di fondi al sociale - ricordano Sonia, Daniela ed Elisabetta - vuol dire ledere diritti fondamentali di chi è portatore di bisogni, di chi eroga prestazioni sociali e di chi vorrebbe offrire il proprio 
aiuto, anche sotto forma di servizio civile e ciò gli viene negato». «Crediamo che questa sia una causa per cui valga la pena battersi, ma assistiamo ogni giorno ad una sordità dirompente, ad un lassismo imperante e ad una omertà dilagante. Con questi presupposti - concludono -, ad oggi, ci chiediamo quanto tempo dovrà passare prima che il nostro diritto/dovere di svolgere un servizio per la collettività si concretizzi?».

febbraio 8, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Ipotesi partenze progetti servizio civile 2012

Servizio_civile_manifestoA partire dai dati pubblici disponibili sul sito dell’Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc), ed in particolare le comunicazioni del 1° febbraio 2012 sull’elenco delle prenotazioni degli enti, e del 15 novembre 2011 con gli scaglioni di avvio previsti, abbiamo calcolato le possibili date di partenza dei progetti dal prossimo marzo in poi. L’elenco va ritenuto ovviamente solo un indicazione di massima, la certezza della partenza si avrà solo con la comunicazione scritta dell’Unsc all’ente. Leggi tutto l'elenco qui in PDF.

febbraio 6, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile in cifre | Permalink | Commenti (1) | TrackBack

Lega Nord: i giovani di servizio civile partano tutti insieme ad aprile

L'on. Pierguido Vanalli (Lega Nord) ha presentato ieri nella I Commissione "Affari Costituzionali" della Camera, una risoluzione (7-00773) firmata con altri colleghi di partito sul servizio civile, l'apertura ai giovani stranieri e il taglio ai fondi nazionali.

«Il 1° febbraio 2012 - ricorda l'on. Vanalli - hanno preso servizio solo 2.000 giovani sui 18.000 pronti alla partenza per il loro anno di servizio civile. I restanti 16.000 vedranno "scaglionate" le loro partenze da marzo a ottobre 2012, con un ritmo di 2000-2500 avvii mensili». «Tale deprecabile situazione - prosegue - deriva dalla diminuzione di circa il 40% delle risorse assegnate al Fondo nazionale per servizio civile, le cui dotazioni sono passate per il 2012 dai previsti 112.995.000 euro a 68.812.000 euro». L'esponente leghista denuncia come questo scaglionamento rischi di avere «effetti deleteri sull'effettivo avvio al servizio dei giovani. È infatti ragionevole presupporre che molti di loro nell'attesa cercheranno altre fonti di impegno e reddito, vanificando gli investimenti di migliaia di enti, pubblici e non profit, per ingaggiarli e selezionarli». Per questo e per evitare il mancato avvio di giovani anche nel 2013, l'on. Vanalli chiede al Governo di impegnarsi a «intraprendere immediate iniziative volte ad assicurare l'entrata in servizio civile di tutti i giovani selezionati nel bando citato in premessa entro il mese di aprile 2012» e  «ad assumere tempestivamente iniziative volte ad assicurare la possibilità di finanziamento di progetti di servizio civile, da svolgersi nell'anno 2013, che impegnino almeno 20.000 giovani». Leggi tutto il testo della risoluzione a questo link.

febbraio 3, 2012 nella Bando nazionale, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Il PD chiederà un confronto col Governo sul servizio civile

Foto_giovani«Rimangono ancora alcuni nodi da affrontare, ma è l'incontro di oggi è stato un passo significativo in avanti per il servizio civile, soprattutto perchè promosso da un partito come il PD». Si è dichiarato soddisfatto Licio Palazzini, Presidente di Arci Servizio Civile e della Consulta nazionale, dopo l'iniziativa di questa mattina "Il Servizio civile: diamogli un futuro!" coordinato da Cecilia Carmassi, Responsabile "Associazionismo e Terzo Settore" del Partito Democratico.

Palazzini ha sottolineato alcuni dei punti affrontati nel confronto: dalla necessità del rifinanziamento del Fondo nazionale del servizio civile, alla riforma della legge e alla possibile apertura ad altre categorie di giovani, come ad esempio i diversamente abili. Su questi temi «Carmassi ha annunciato l'intenzione del Partito Democratico di incontrare il Governo e il Ministro Riccardi, che ha la delega per il servizio civile nazionale, per avviare un confronto», ha precisato Palazzini. Un tema caldo affrontato è stato anche la possibile apertura del servizio civile ai giovani stranieri, per la quale si ritiene opportuno procedere per via legislativa. Da parte degli Enti è stata infine avanzata la disponibilità a rivedere la questione della flessibilità dell'orario dei progetti e della loro durata, a parità però di compenso per tutti i giovani volontari.

febbraio 2, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Riccardi e le risorse del servizio civile

«Il Ministro Riccardi si batterà molto per un aumento delle risorse del servizio civile, anche se naturalmente ci confrontiamo con le esigenze del Paese in un momento di grande difficoltà». Lo ha dichiarato oggi a "La radio ne parla", la trasmissione di Radio1 curata da Ilaria Sotis, il prefetto Mario Morcone, Capo di Gabinetto del Ministero della Cooperazione e integrazione.

L'occasione è stata la puntata dedicata al tema del servizio civile e della sua apertura ai giovani stranieri, alla quale sono intervenuti oltre a Morcone, l'avv. Alberto Guariso (Avvocati per niente), l'on. Livia Turco (PD), il sen. Carlo Giovanardi (PdL) e Michele Mangano (Presidente nazionale Auser), intervistato al microfono di Maria Teresa BisognoMorcone ha anche ricordato che il ministro Riccardi «non ha pregiudizi sulla scelta del giudice di Milano di coinvolgere nel servizio civile anche i giovani non italiani». «L'interesse - conclude - è ad avere una normativa chiara, che ci dia la possibilità di operare in piena trasparanza, garantendo gli interessi di tutti», italiani e stranieri. Sempre a proposito dela sentenza, l'avv. Guariso ne ha ricordato il valore ancora attuale, che ricadrà sul prossimo bando nazionale, per il sen. Giovanardi si tratta invece di una «fuga in avanti incomprensibile, perchè se il servizio civile è difesa della Patria, allora è dovere del cittadino», mentre l'on. Turco ha ricordato la necessità di «potenziare il servizio civile nazionale» e l'esperienza positiva di apertura agli stranieri del servizio civile a Torino. Ascolta tutta la puntata a questo link.

febbraio 1, 2012 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

La situazione del servizio civile secondo gli enti

I volontari, gli ex volontari e i candidati ai nuovi progetti in servizio civile dell'Associazione "Comunità Papa Giovanni XXIII" e il Consiglio Nazionale di Arci Servizio Civile (ASC), in due diversi documenti resi noti in questi giorni (leggi qui e qui in PDF), riflettono sulla situazione che sta vivendo il servizio civile nazionale.

«La sentenza di Milano - scrive in particolare ASC - può essere importante se stimola ad una revisione legislativa sul punto specifico dei requisiti di ammissione al ServizioCivile Nazionale includendovi anche i cittadini stranieri che hanno da tempo scelto la nostra società come luogo stabile di vita». «Ma il caso specifico di Syed Shahzad Tanwir che abita in Italia da 15 anni - prosegue - pone un altro tema che se affrontato non avrebbe neanche portato al ricorso. Perché un cittadino che vive da 15 anni nel nostro Paese è ancora straniero? Per questo ASC, che ha condiviso fin dall’inizio la campagna “L’Italia sono anche io”, decide di aderirvi direttamente e di rilanciare fra i giovani l’obiettivo di rivedere la legislazione in materia di ottenimento della cittadinanza».

gennaio 28, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: parlano i volontari e gli enti

Continua l'eco della vicenda del blocco degli avvii del servizio civile nazionale, che si è risolta ieri con la decisione della Corte d'appello di Milano di accettare la sospensione della revoca del bando per i volontari del 2012. Apprezzamento è stato espresso sui social network da parte dei tantissimi volontari in attesa di partire per i propri progetti.

«Come volontari presto in servizio - scrive Giulia Angeletti, volontaria in partenza con il Servizio civile all'estero con la Focsiv -, sosteniamo l’importanza del Servizio Civile verso cui noi tutti dedichiamo impegno e serietà e chiediamo al Governo italiano - prosegue - di sostenere questo ruolo e continuare a dare l’opportunità a molti giovani di svolgere questo servizio a difesa dei principi civili che ne sono alla base». Con toni diversi tra loro hanno commentato la notizia anche molti enti, come Associazione "Mosaico" e l'Associazione "Papa Giovanni XXIII", che ha auspicato «al più presto la riforma del Servizio Civile, prevedendo spazi di partecipazione anche ai cittadini non italiani» ed espresso «anche forte preoccupazione per la ridotte risorse che sono oggi investite sul Servizio Civile e che ne mettono in discussione la sua prosecuzione già per il 2013».  Analogamente Amesci [PDF], attraverso il suo Presidente Enrico Maria Borrelli, ha chiesto di «rimettere mano alla riforma del Servizio Civile, da tanti attesa ma ancora ferma nelle commissioni parlamentari» e di reperire « nuovi fondi altrimenti se oggi, come ha scritto una volontaria in Rete sono stati tirati 18.000 sospiri di sollievo, da qui ad un anno saranno troppo pochi i giovani che  potranno gioire nello svolgere un anno di servizio per la comunità». Per il Modavi l'auspicio è che «per quanto riguarda i prossimi bandi non si decida per una apertura indiscriminata del servizio civile», che ritengono «un diritto ed un dovere dei giovani Italiani».  «Ci auguriamo, piuttosto - precisa la loro nota -, che la riflessione si sposti  sull’idea di cittadinanza e sull’agevolare le seconde generazioni nell’acquisirla». Di tutta la vicenda ne parla oggi anche un articolo su "Avvenire" [PDF].

gennaio 27, 2012 nella Bando nazionale, Esperienze, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Sblocco servizio civile: le dichiarazioni di Riccardi e dei politici

«Esprimo grande soddisfazione per la decisione della Corte d'appello di Milano di accettare la sospensione della revoca del bando per i volontari del 2012», così ieri si è pronunciato secondo "Redattore Sociale" Andrea Riccardi, Ministro per la Cooperazione e l'integrazione con delega al servizio civile nazionale.

«È una decisione - ha proseguito Riccardi - che consente ai giovani di partire per il loro servizio alla comunità nazionale e riporta serenità dopo giorni di comprensibile apprensione. Voglio fare i miei auguri di buon lavoro a tutti i ragazzi e ringrazio gli enti che li accoglieranno per il sostegno dato in queste settimane». E al Ministro si è appellata ieri in Parlamento l'on. Erica Rivolta (Lega Nord) per ricordare come «il servizio civile sia un'esperienza incredibilmente formativa di educazione alla cittadinanza attiva. Penso che, prima che muoia, vista la riduzione ed i tagli ai finanziamenti, spero che si possa in quest'Aula riprendere - viste tutte le proposte di legge che sono state depositate - l'argomento proprio perché va a favore di tutti i giovani volontari». L'ex Sottosegretario con delega al servizio civile, sen. Carlo Giovanardi (PdL), ha dichiarato invece di trovare «inaccettabile che questa straordinaria esperienza venga messa in discussione dagli opposti estremismi di chi lo vuole ridurre a semplice strumento di supplenza del welfare regionale e di chi lo vuole trasformare in campo di battaglia del controverso tema del riconoscimento della cittadinanza italiana agli extracomunitari». «Nel salutare con grande soddisfazione la decisione dellaCorte di Appello di Milano - ha aggiunto -, che ha sospeso l'assurdo ordine di bloccare le partenze di 18.000 giovani stracciando la legge in vigore e le sentenze della Corte Costituzionale che iscrivono il Servizio Civile Nazionale nell'ambito della difesa della Patria, sacro dovere del cittadino, invito tutti a spostare il dibattito sui tempi e sui modi attraverso i quali i giovani extracomunitari potranno acquisire la cittadinanza italiana, potendo a quel punto servire il loro nuovo paese non soltanto nel Servizio Civile ma anche nelle Forze Armate».

gennaio 27, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

APN e ASGI: in Consiglio dei Ministri apertura servizio civile agli stranieri

Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI) e Avvocati per Niente (APN), nel comunicato diffuso oggi dopo l'esito dell'udienza di appello che ha sbloccato gli avvii nel servizio civile, ricorda che «restano fermi gli effetti della sentenza per quanto riguarda l'illegittimità della esclusione degli stranieri dal servizio civile nei prossimi bandi e a tale sentenza la Presidenza del Consiglio dei Ministri si dovrà attenere». 

«Le associazioni ricorrenti - prosegue il comunicato - ribadiscono l'invito al Governo italiano affinché – prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia perciò introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio». ASGI e APN ringrano poi i giovani volontari per l'apprezzamento espresso alla loro azione e precisano che «i disagi e le ansie vissute in questi giorni dai volontari già selezionati ed in procinto di essere assunti in servizio non possono essere addebitate alle associazioni ricorrenti che avevano proposto la sospensiva del bando già al momento della presentazione del ricorso, in ottobre, quando le selezioni non erano ancora state effettuate, mentre nel corso del procedimento la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in qualità di parte convenuta, non ha mai fatto cenno allo stato di avanzamento delle procedure di selezione, confidando esclusivamente nel rigetto del ricorso». Leggi tutto il comunicato a questo link.

gennaio 26, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Ripartono i progetti di servizio civile nazionale

Dalla Corte di appello del  Tribunale di Milano arriva la conferma dello sblocco degli avvii nel servizio civile nazionale. Avvocati per niente (APN) e Associazione studi giuridici sull'immigrazione (ASGI) come anticipato, hanno dato il loro assenso all'accordo con l'Ufficio nazionale del servizio civile che aveva presentato appello sulla sentenza. Come comunica lo stesso Unsc, riparte quindi l'iter degli avvii, seguendo gli scaglioni programmati.

«La sospensione degli effetti della sentenza - ci precisa l'avvocato Alberto Guariso di APN - riguarda solo gli effetti sul bando 2011, ma resta ferma la dichiarazione circa il carattere discriminatorio della esclusione degli stranieri e il conseguente obbligo del ministero di attenersi alla decisione del giudice nei bandi futuri fino alla decisione sull'appello». «Resta così fermo - conclude Guariso - l'invito al Governo e al Ministro Riccardi in particolare ad adeguarsi definitivamente alla ordinaza di primo grado, oppure a introdurre una modifica legislativa che rimuova ogni eventuale residuo dubbio sul diritto degli stranieri a partecipare al servizio civile». L'udienza di appello è fissata al prossimo novembre, anche se APN ha già dichiarato che ne chiederà la discussione prima del prossimo bando nazionale volontari.

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Cnesc: ancora a rischio presente e futuro del servizio civile

CnescLa Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), l'associazione che raggruppa alcuni dei maggiori Enti di Servizio Civile, interviene nel dibattito sulla sentenza di Milano e aupisca che «Governo, Regioni, ed Enti possano in questi primi mesi del 2012 lavorare per garantire un futuro certo per il servizio civile, per sostenere, così come dichiarano Rappresentati dei giovani in servizio civile, “la voglia di mettersi in gioco che spinge, ogni anno, migliaia di giovani a presentare domanda; l’opportunità di un momento di crescita personale anche e soprattutto come cittadini attivi per migliorare in ogni settore il nostro Paese».

Nel comunicato stampa diffuso oggi, la Cnesc ricorda come «i ripetuti tagli al finanziamento del servizio civile dal 2008 ad oggi hanno di fatto ridotto al lumicino la possibilità di continuare a far esistere questo prezioso istituto della Repubblica Italiana che contribuisce alla difesa della Patria ed alla promozione della pace». L'organizzazione degli enti di servizio civile chiede poi «che siano garantiti i diritti di tutti, dei giovani che hanno partecipato al bando e dei tanti giovani immigrati che come Syed vogliono crescere come cittadini. Ma per dare un futuro al servizio civile nazionale - prosegue il comunicato -, per evitare che questi siano gli ultimi giovani a cui la Repubblica Italiana dà la possibilità di fare l’esperienza del servizio civile occorre lavorare per garantire il rifinanziamento e la riforma del servizio civile».

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Salesiani: appello a Riccardi sul servizio civile

La Federazione SCS/CNOS - Salesiani per il Sociale ha scritto ieri una lettera aperta al ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, che ha anche la delega al servizio civile nazionale, in merito alla sentenza di Milano per chiedere una sua presa di posizione pubblica nonchè  la nomina del nuovo Capo dell'Unsc.

«Questa è solo l’ennesima difficoltà - scrive la Federazione SCS/CNOS - che si impone al Servizio Civile che tanto ha contribuito in questi anni a formare cittadini in grado di amare la loro comunità nazionale e di difenderla con uno spirito di servizio che mira a costruirla come comunità di persone nel concerto di un mondo sempre più ricco nell’accoglienza e nel rispetto delle differenze». «Ci sembra inoltre non più accettabile - prosegue il comunicato - anche il silenzio del Parlamento nei confronti della riforma del servizio civile, mentre ancora l’Ufficio Nazionale rimane senza un responsabile.  A quando il nuovo direttore dell’UNSC? Sappiamo che il governo ha gravi e urgenti responsabilità da affrontare, ma ci sembra poco seria nei confronti dei giovani questa latitanza di risposte. Già nei mesi precedenti abbiamo segnalato che una nazione che pensa al futuro deve dare risposte ai giovani, non limitarne le opportunità, per questo a fronte del taglio continuo di risorse e all’assenza di risposte rimaniamo molto delusi».  Infine l'appello al Ministro Riccardi: «Attendiamo con fiducia una Sua presa di posizione che aiuti a chiarire la situazione, convinti che la Sua esperienza saprà intervenire a difesa di questo così importante diritto dei giovani».  Leggi tutta la lettera qui in PDF.

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Si sbloccano oggi gli avvii nel servizio civile

Giovani_stranieriBuone notizie per i giovani selezionati del servizio civile in attesa di partire. Si svolgerà questa mattina, presso il Tribunale di Milano, l'udienza per discutere il contro-ricorso presentato dall'Ufficio nazionale del servizio civile contro la sentenza che apre questa esperienza anche ai giovani stranieri e che ha portato la scorsa settimana alla sospensione degli avvii dei nuovi volontari. E' ormai certo che le partenze dei giovani selezionati potranno riprendere, dato che le due associazioni che hanno patrocinato il primo ricorso, Avvocati per niente (APN) e Associazione Studi giuridici sull'immigrazione (ASGI), si sono dette già da ieri disponibili alla «sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso». 

Rimane ora da capire quando l'Unsc riprenderà l'iter di avvio dei nuovi volontari. Raffaele De Cicco, dirigente dell'Unsc, ha fatto ieri varie ipotesi. «In quella più ottimistica - dichiara De Cicco a Vita.it  -, il tutto si potrebbe risolvere in giornata. Oppure potrebbe saltare lo scaglione di febbraio ritardando le partenze di un mese. Nel caso peggiore, si potrebbe arrivare ad aprile. Ci stiamo attrezzando per tutte e tre le evenienze, ma ottimisticamente, per quanto riguarda i ritardi, si potrebbe trattare di circa una settimana». Altra questione non meno importante è che la sentenza rimane ancora efficace nell'esigere un'apertura ufficiale del servizio civile ai giovani stranieri, e su questo il Ministro Riccardi ancora non si è pronunciato, mentre una situazione simile si potrebbe ripresentare anche a Brescia, dove un analogo ricorso aspetta di essere giudicato. Ieri APN e ASGI hanno chiesto formalmente che «la Presidenza del Consiglio, non insista nella pretesa di modificare una decisione rispettosa dei principi fondamentali dell’ordinamento». Hanno richiesto anche che «la Presidenza rinunci all’appello per la parte relativa all’accertamento della discriminazione operata nei confronti dei giovani stranieri, consentendo così che la pronuncia giudiziale diventi definitiva così da poter aprire a partire dal bando 2012, anche agli stranieri la possibilità di partecipare a questa fondamentale esperienza di promozione della solidarietà e di coesione sociale». Infine le due Associazioni legali hanno chiesto a Riccardi che «il Governo – prendendo atto che secondo la decisione del Tribunale di Milano una lettura costituzionalmente corretta della norma consente già oggi l’accesso degli stranieri al servizio civile – voglia perciò introdurre, in occasione della emanazione di uno dei provvedimenti in calendario (ad es. il decreto legge sulle semplificazioni che sarà esaminato a breve dal Consiglio dei Ministri) una modifica dell’art. 3 del d.lgs. 77/2002 che, fugando ogni eventuale residuo dubbio, chiarisca definitivamente il diritto degli stranieri regolarmente soggiornanti a concorrere al servizio civile».

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L'Unsc convinto di una ripresa a breve degli avvii del servizio civile

Dopo la comunicazione di oggi di Avvocati per niente e Associazione Studi giuridici sull'immigrazione che si sono dette disponibili alla «sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso», si sono aperti nuovi spiragli per la ripresa degli avvii dei volontari, anche se non si sa precisamente con quali tempi e mentre si aspetta sempre in merito il pronunciamento del Ministro Riccardi. Intanto con una nota sul sito, l'Ufficio nazionale del servizio civile si è rivolto oggi direttamente ai giovani selezionati per spiegare la situazione di questo blocco degli avvii.

«L'Ufficio ha il dovere di attendere l'esame della richiesta di sospensione, di cui ha chiesto la trattazione urgente - scrive il direttore vicario, Paolo Molinari -. Siamo certi che ciò avverrà il più rapidamente possibile. La pronuncia favorevole permetterebbe di riprendere gli avvii al servizio ed in tal caso stiamo già lavorando per accelerare al massimo le procedure. Desideriamo far appello a tutti voi volontari ad avere fiducia che quanto tempestivamente approntato dall'Unsc possa produrre l'accoglimento delle nostre richieste». «Sarà nostra cura - conclude la nota - tenervi costantemente informati, tramite il sito, dell'evolversi della vicenda e delle azioni da porre in essere per riprendere con maggiore vigore la strada interrotta». Leggi tutta la nota a questo link.

gennaio 25, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

ASGI e APN appoggiano lo sblocco degli avvii nel servizio civile

«Al fine di superare la situazione creatasi - scrivono oggi in un comunicato le Associazioni legali che hanno seguito il ricorso del giovane Syed Shahzad -, in maniera spontanea, abbiamo già preso contatto con l'Avvocatura dello Stato per concordare la presentazione già domani avanti la Corte d'Appello di Milano, ove è stato depositato il ricorso in appello dell’Amministrazione, per chiedere consensualmente la sospensione provvisoria – sino alla pronuncia definitiva - degli effetti dell’ordinanza per la sola parte riguardante il bando in corso, fermi restando gli effetti della stessa nella parte in cui accerta il carattere discriminatorio della esclusione degli stranieri.La piena collaborazione offerta dai ricorrenti consentirà così alla Corte di disporre la sospensione immediatamente con la conseguenza che i volontari prossimi alla partenza potranno prendere servizio nei tempi previsti». Le due associazioni avanzano anche varie proposte per risolvere tutta la questione, sulle quali rimangono «in attesa di una presa di posizione del Ministro competente». 

gennaio 25, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Rappresentanti dei volontari: manteniamo vivo il servizio civile

Logo_RNVSC_120pxI quattro Rappresentanti nazionali dei giovani in servizio civile nazionale, Fania Alemanno, Edoardo Buonerba, Corrado Castobello e Silvia Conforti, con un comunicato [PDF] diffuso ieri hanno preso posizione sulla vicenda della sentenza di Milano e del blocco degli avvii dei nuovi volontari selezionati.

«La Rappresentanza dei volontari in servizio civile - esordiscono nel comunicato - manifesta la propria ammirazione per la battaglia, a riconoscimento dei propri diritti, intrapresa dal giovane pakistano Shahzad Sayed, battaglia alla quale sarà ben lieta di unirsi con tutti gli strumenti di cui dispone». Ma poi precisano: «Tutto questo non deve in alcun modo distruggere un’altra battaglia! Quella intrapresa da tutti i giovani volontari che ogni anno hanno svolto il loro servizio civile, quella battaglia che aveva un unico obiettivo: mantenere vivo e forte il senso vero del Servizio Civile: la difesa della Patria non armata e nonviolenta. Servizio, non volontariato, non lavoro». «E’ la voglia di mettersi in gioco - proseguono i 4 rappresentanti nazionali - che spinge, ogni anno, migliaia di giovani a presentare domanda; è l’opportunità di un momento di crescita personale anche e soprattutto come cittadini attivi per migliorare in ogni settore il nostro Paese. Difatti non vi sono solo progetti che mirano al disagio sociale, ma anche, e soprattutto, vi sono progetti che mirano a salvaguardare l’ambiente, il paesaggio, l’architettura, i sistemi di protezione civile, lo sviluppo e la promozione dello sport, ma anche di promozione e sensibilizzazione alle politiche giovanili». «Ai giovani cittadini stranieri - concludono - non è stata negata questa opportunità, se mai lo Stato Italiano gli nega di essere considerati appartenenti a questa comunità. Non è il riconoscimento ad essere parte di un piccolo sistema che cambierà la loro situazione. La battaglia vera deve essere di potersi riconosceredi fronte alla legge come veri e propri cittadini! E noi, in questo, siamo con loro». Leggi tutto il comunicato qui in PDF.

gennaio 25, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

L'Unsc auspica a breve la partenza dei volontari

Su Vita.it Paolo Molinari, direttore vicario dell'Unsc, si dichiara oggi «ottimista sul fatto che venga trovata una soluzione a breve, quantomeno per la questione del blocco degli invii. Sto parlando di 2-3 giorni, al massimo dieci - precisa -, quindi a ridosso della data dell'1 febbraio, quando sarebbero dovuti partire i prossimi volontari».

Molinari conferma anche di essere aggiornato sulle iniziative dei giovani aspiranti volontari, a partire dalla manifestazione annunciata per il 1° febbraio. «Sono al corrente di molte loro situazioni difficili, soprattutto di chi per fare il servizio civile ha rinunciato al posto di lavoro o ha chiesto l’aspettativa. All’Ufficio nazionale stanno arrivando decine di mail al giorno, c’è molta delusione, nel rispetto della sentenza e nella comprensione che il ricorso presentato dal ragazzo pachistano sia una cosa legittima. I giovani sono d’accordo con lui, però allo stato attuale, giustamente la loro priorità è partire. Chiediamo loro - conclude Molinari -, pur in questa difficile situazione, la pazienza che fa di loro dei buoni cittadini». Su questo tema intanto si sono espressi nei giorni scorsi con due riflessioni anche Ipsia-Acli e Giorgio Pagano, Segretario dell’Associazione Radicale Esperanto. Pagano in particolare ha espresso «vivo apprezzamento nei confronti di ASGI, APN e del ricorrente che hanno ufficialmente ribadito la loro disponibilità ad un accordo tra le parti, convenendo in un’apertura definitiva del servizio civile agli stranieri a partire dal prossimo bando. L’auspicio, ora, è che tale accordo trovi immediato riscontro governativo, giuridico ed applicativo».

gennaio 24, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Interrogazioni parlamentari su servizio civile, stranieri e blocco avvii

L'on. Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Partito Democratico, ha presentato ieri un'interrogazione parlamentare (5-05983) al Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione, Andrea Riccardi, sulla vicenda della sentenza del Tribunale di Milano che apre il servizio civile agli stranieri dopo il ricorso del giovane Syed Shahzad, ma che sta anche bloccando gli avvii dei giovani selezionati.

«Si tratta di una prima azione, quella promossa dal giovane pakistano - scrive l'on. Turco -, che, alla luce della recente sentenza, si spera aprirà la strada a tante altre seconde generazioni». Anche per questo l'esponente democratica chiede di sapere da Riccardi «quali iniziative urgenti il Ministro intenda assumere affinché, per quanto di competenza, da una parte, sia rispettata la decisione del tribunale di Milano e anche gli stranieri legalmente soggiornati in Italia possano svolgere il servizio civili e, dall'altra, siano rispettate le partenze già previste per l'anno 2012». Un'analoga interrogazione è stata  annunciata dal presidente vicario dei deputati dell’Idv, on.  Fabio Evangelisti.  «Senza nulla togliere alla validità e alla correttezza del provvedimento - ha dichiarato l'on. Evangelisti -, visto che il requisito della cittadinanza italiana è indubbiamente discriminatorio, presenteremo un’interrogazione al ministro dell’Integrazione Andrea Riccardi per sapere quali provvedimenti intende adottare per tutelare le speranze (e i piccoli rimborsi economici) dei  vincitori del bando del 2011 e per garantire lo svolgimento di un servizio essenziale per la società».

gennaio 24, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Riccardi a lavoro per far ripartire il servizio civile

«Non ci sono i tempi per rifare subito il bando, stiamo però studiando tutte le soluzioni possibili per salvaguardare il principio della sentenza e dal'altra parte consentire ai vincitori del bando di partire». Lo ha confermato ieri a Radio Popolare Giovanni Grasso,  portavoce del Ministro Riccardi.

Grasso ha precisato come, di fronte alla sentenza di Milano, «l'Ufficio nazionale del servizio civile è stato obbligato in un certo senso a sospendere le partenze e a fare ricorso, non contro l'ammissione degli stranieri nel servizio civile, che è una cosa a cui il Ministro non è contrario in linea di principio, ma sulla parte che ci chiede di annullare il bando, proprio per consetire intanto ai giovani di partire». Nella trasmissione (dal 43'45"") era stata intervistata anche Giulia Angeletti, volontaria selezionata dalla Focsiv che sarebbe dovuta partire il prossimo 1 febbraio per Quito, in Ecuador. «Siamo solidali verso il ricorso, che però ha bloccato il servizio civile», ha subito specificato. «Abbiamo scritto a Riccardi per chiedere il ritiro del ricorso - ha proseguito -. Spero ancora di partire in febbraio, perchè noi abbiamo anche una vita, e 2-3 mesi di sospensione sono gravi per noi giovani perchè sono improduttivi. E' un danno davvero enorme». Ma da parte del Ministero si provano a rassicurare i volontari: «Abbiamo avuto oggi (ieri, ndr) una riunione di due ore dei nostri uffici giridici. Ci stiamo sopra, lo posso dire ai volontari - conclude Grasso -, per cercare qualunque tipo di soluzione legale per risolvere questa cosa e vedere di far partire i ragazzi». Che ci fosse ancora da aspettare lo si era capito anche dalla riunione che si è svolta ieri in mattinata tra il  Ministro Riccardi, la coordinatrice nazionale della commissione Politiche Sociali, Lorena Rambaudi, e  una delegazione degli assessori regionali con deleghe sociali. «Sul servizio civile e sul  blocco degli avvii dopo la recente sentenza del tribunale di Milano sul possesso della cittadinanza italiana quale requisito di selezione dei volontari, non sono però ancora trapelate le decisioni del Ministro che è al lavoro per risolvere la questione», ha dichiarato Rambaudi in un comunicato

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Servizio civile: Riccardi ha incontrato le Regioni

Si è svolta oggi a mezzogiorno il primo incontro ufficiale tra il Ministro dell'Integrazione e della Cooperazione Internazionale, Andrea Riccardi, e gli assessori regionali con deleghe sociali. Sul servizio civile e sul blocco degli avvii dopo la sentenza del Tribunale di Milano, non sono però ancora trapelate le decisioni del Ministro, che è al lavoro per risolvere la questione. L’incontro ha affrontato tutte le tematiche che afferiscono al Ministero: famiglia, integrazione, giovani, droga e anche servizio civile. 

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Si parla di servizio civile e del blocco degli avvii

Di seguito il video dell'approfondimento che Rainews ha dedicato oggi alla questione del blocco degli avvii nel servizio civile. Intanto ieri se ne è parlato su "il Giornale" e nella edizione delle 13 del TG5. Oggi invece la notizia è stata ripresa in un articolo de "la Stampa" [PDF].

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APN: "stop al ricorso se impegno formale di Riccardi per gli stranieri nel servizio civile"

Su Rainews è stato dedicato questa mattina un piccolo approfondimento alla questione del blocco degli avvii del servizio civile nazionale, dopo la sentenza del Tribunale di Milano che ha riconosciuto le ragioni di un giovane pakistano che chiedeva l'accesso al bando dello scorso ottobre. Al confronto sono intervenuti Giulia Barcaro dell'Associazione "Avvocati per niente" (APN) che ha patrocinato il ricorso, Sergio Marelli, Segretario Generale di Volontari nel mondo - FOCSIV, Diego Cipriani di Caritas Italiana e Grazia Naletto, Presidente di "Associazione Lunaria".

Marelli ha ricordato la «piena condivisione delle esigenze degli stranieri» e come «il ricorso sia condiviso, anzi sostenuto». «Abbiamo però chiesto di evitare il blocco delle partenze dei giovani selezionati con il ritiro del ricorso, perchè si potrebbe riaprire più avanti questa possibilità per i giovani stranieri», ha precisato. Barcaro ha ricordato la posizione di APN espressa nel comunicato di venerdì scorso e quindi di come siano disponibili a ritirare il ricorso ma chiedono «un impegno concreto e un piano per rimuovere la discriminazione dal nuovo bando». Al Ministro Riccardi, «che ancora non ha risposto alla richiesta - precisa - chiediamo che sia certifcato il suo impegno ad aprire il servizio civile agli stranieri». Grazia Naletto di "Lunaria" ha poi ricordato l'impegno più ampio per il riconoscimento della cittadinanza ai giovani stranieri, mentre Diego Cipriani che questa vicenda sta dannegiando gli enti ma soprattutto i ragazzi con un «danno di fiducia verso lo Stato e gli enti stessi che è incalcolabile». «Dopo il taglio dei fondi che ha portato allo scaglionamento delle partenze, questa sentenza peggiora tutta la situazione e i ragazzi giustamente sono indignati», ha concluso.

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Oggi incontro Regioni/Riccardi sul blocco del servizio civile

«Lunedì prossimo (oggi, ndr.) - ha annunciato lo scorso sabato la vicepresidente della Giunta regionale dell'Umbria, con delega al Servizio civile, Carla Casciari - si terrà a Roma l'incontro tra gli assessori regionali al servizio civile ed il ministro Riccardi. In quella sede sarà chiesto al Governo un impegno per  riavviare il dialogo con gli enti locali sui temi del servizio civile, che sta affrontando una delicatissima fase di incertezze dovute alla esiguità delle risorse a disposizione e che rappresenta per tanti giovani un momento importante di contatto con il mondo del lavoro ed un impegno di valenza sociale particolarmente importante in un momento così difficile per il Paese».

«Il blocco dell'entrata in servizio dei volontari selezionati per partecipare ai progetti di servizio civile regionali e nazionali già approvati preoccupa e sconcerta», ha anche dichiarato Casciari. «Auspichiamo, pertanto, che al più presto si possano trovare le soluzioni più idonee per scongiurare disagi per i giovani e per enti, associazioni, realtà cooperative che hanno richiesto di impiegarli». «Attendiamo con fiducia l'esito del ricorso che il ministro della Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, ha presentato contro la sentenza, al fine di evitare che sia annullata l'entrata in servizio dei giovani già selezionati per il 2012 - dice ancora la vicepresidente - e auspichiamo che, insieme all'Ufficio nazionale del servizio civile, si possa giungere in tempi brevi ad una positiva soluzione della situazione creatasi, adottando le misure più opportune al fine di limitare i disagi ai giovani volontari e tutti i soggetti interessati».

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Almeno un mese e mezzo di stop per il servizio civile

La sospensione degli avvii nel servizio civile? «Almeno un mese e mezzo, in attesa di avere la risposta del nostro ricorso al Tribunale», ha specificato a Vita.it Paolo Molinari, direttore vicario dell'Unsc.

«Stiamo studiando forme per rendere meno gravoso lo stop - ha poi continuato Molinari -, per esempio, al momento dello sblocco faremo partire tutti gli scaglioni rimasti indietro, non solo un mese alla volta come è successo finora. Sarebbe una soluzione per recuperare parte del tempo perso». Ovvero, specifica Vita.it, se la situazione si dovesse risolvere a marzo 2012, inizierebbero il servizio sia i giovani degli enti in graduatoria a febbraio, sia quelli di marzo stesso. Intanto la notizia del blocco del servizio civile, oltre a mobilitare i giovani e gli enti, è arrivata in questi giorni anche sui giornali e in radio su "Caterpillar". E l'ex Sottosegretario con delega al servizio civile, Carlo Giovanardi, commenta sul suo sito: «La sentenza del giudice del lavoro di Milano Carla Bianchini, che ha condannato l'esclusione degli immigrati dal bando, affossa il servizio civile».

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Il servizio civile si mobilita in rete

Servizio-civile_giovaniFacebook, Twitter, siti e blog, le reazioni alla decisione della sospensione degli avvii nel servizio civile sta facendo il giro della rete e dei social network, con i giovani che provano ad organizzarsi in attesa di una risposta delle Istituzioni.

Su Facebook, nella pagina del Servizio Civile Nazionale, nasce in maniera partecipata una lettera aperta al Ministro Riccardi di un "Gruppo spontaneo di volontari selezionati per il Servizio Civile". «Il buon senso vorrebbe - scrivono i giovani - che i nuovi criteri per l’accesso degli stranieri al Servizio Civile venissero inseriti nei bandi dal prossimo anno, perché di fatto il blocco attuale e l’eventuale riapertura delle domande e delle selezioni agli stranieri allungherebbe i tempi dell’avvio dei progetti, che quest’anno inizieranno anche con notevole ritardo a causa dei tagli ai fondi per il terzo settore: si rischierebbe di perdere completamente quest’anno di Servizio Civile e chi quest’anno ha vinto avendo raggiunti il limite massimo di età non potrebbe nemmeno partecipare l’anno prossimo». «Attendiamo fiduciosi - concludono - che le istituzioni diano un'adeguata risposta alle legittime richieste avanzate con il prossimo bando e possano riattivare il nostro servizio civile nei tempi e modalità, anche di formazione, previsti». Sempre sui sociale network si organizzano appuntamenti, come quello del prossimo 1 febbraio davanti a Montecitorio e circolano appelli alla mobilitazione. Su twitter i messaggi circolano con l'hashtag #serviziocivile e #occupyserviziocivile, mentre nei gruppi come "Viva il servizio civile", nei siti e nei blog i giovani raccontano le loro delusioni e chiedono l'impegno del Governo.

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Servizio civile e stranieri: le proposte per sbloccare la situazione

"Associazione studi Giuridici sull’Immigrazione" e "Avvocati per niente onlus", le due associazioni legali che hanno seguito il ricorso per discriminazione del 26enne pakistano Syed, da cui è scaturita la sentenza del Tribunale di Milano e la sospensione degli avvii del servizio civile, scrivono al Governo per chiedere di «contemperare le esigenze dei volontari prossimi alla partenza con la parità di trattamento, prevedendo l'apertura definitiva del servizio civile agli stranieri a partire dal prossimo bando».

Le due associazioni, nel comunicato diffuso oggi [PDF], ricordano gli aspetti salienti della sentenza e come «la responsabilità della situazione venutasi a creare per i giovani ormai prossimi alla partenza non è certamente imputabile alla vicenda giudiziaria». «L’amministrazione - spiegano - avrebbe ben dovuto redigere il bando secondo Costituzione, come richiesto da tempo dalle associazioni e una decisione sul punto poteva e doveva essere presa dalla politica ben prima. Quando ciò non accade è inevitabile che, specie se il problema riguarda il diritto fondamentale alla parità di trattamento, intervenga sul punto la magistratura, cui il sig. Syed si era peraltro rivolto già dal mese di ottobre». ASGI e APN propongono poi al Governo, e in particolare al Ministro Riccardi, una possibile soluzione per uscire da questa impasse: «poiché la legge prevede la possibilità di un “piano di rimozione della discriminazione” anche secondo passaggi graduali, da definirsi in accordo tra le parti, ben potrebbe convenirsi su una apertura definitiva del servizio civile agli stranieri dal prossimo bando». «Le associazioni che hanno promosso il ricorso, ed il sig. Syed - conclude il comunicato - hanno già ripetutamente dichiarato in questi giorni la loro disponibilità, ferma restando la salvaguardia di quel principio di non discriminazione che il Giudice di Milano ha affermato essere valore portante dell’ordinamento italiano». Su questa linea di un appello al Ministro Riccardi, ma anche alle due associazioni legali, si muovono molti enti di servizio civile com Focsiv e Arci Servizio Civile, che ricorda come «dallo scontro fra diritti dei giovani che attendono di fare il servizio civile e quelli dei cittadini stranieri da tempo residenti e in modo 
regolare nel nostro Paese che vogliono partecipare, se ne esce solo con l'azione immediata 
del Ministro Riccardi: modifica alla legge e soldi aggiuntivi per avere avvii nei prossimi 
anni».

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Servizio civile e stranieri: luci ed ombre della sentenza

«Ho sempre sostenuto che anche gli stranieri residenti in Italia passono partecipare al servizio civile nazionale, benché la legge non lo preveda espressamente. Infatti, la difesa della Patria coinvolge tutti, e non solo i cittadini: perché difende un bene comune. Ma detto questo, sembra paradossale che un giudice amministrativo invece di sollevare la plausibile questione  di legittimità costituzionale, applichi la normativa antidiscriminatoria sparando all'impazzata su tutto il sistema del servizio civile». Così il prof. Pierluigi Consorti, associato di diritto ecclesiastico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa e già Presidente del Comitato per la Difesa civile non armata e nonviolenta (DCNAN), entra per Esseciblog nel merito della sentenza del Tribunale del lavoro di Milano che ha accolto il ricorso presentato da uno studente pakistano di 26 anni escluso dal Bando di servizio civile perchè straniero.

«Per evitare la discriminazione - prosegue Consorti - avrebbe potuto ordinare l'ammissione dello straniero che ha fatto ricorso alle selezione presso quello specifico progetto, rimuovendone così l'effetto discriminatorio che ha potuto verificare. Ma obbligare l'Ufficio a proporre un nuovo Bando ammettendo gli stranieri - peraltro, contro la disposizione di legge -  produrrebbe più gravi effetti discriminatori sulle persone che hanno già cominciato il servizio civile e, a causa dei tagli, stanno progressivamente entrando nel sistema». Ipotesi che purtroppo si è concretizzata proprio ieri, con l'Ufficio nazionale del servizio civile che ha sospeso con effetto immediato l'avvio per tutti i volontari selezionati nel Bando 2011. E sulla questione di un nuovo Bando, Consorti non crede in questa possibilità: «Non credo che un eventuale nuovo bando che ammetta gli stranieri passerebbe sotto silenzio, perché violerebbe palesemente la legge, che - fino a prova contraria - conta più della sentenza di un giudice amministrativo. Va poi considerato che bloccherebbero energie umane che sono già state avviate; tagliando le gomme ad una macchina appena partita - fra mille difficoltà - si lascerebbero senza sostegno migliaia di italiani e stranieri che si appoggiano alle energie profuse dai giovani del servizio civile». Rimane aperta la questione dell'apertura del servizio civile ai giovani stranieri. «E' apprezzabile la volontà di rimuovere una discriminazione - ci dice il Presidente del Comitato DCNAN -, ma non si può mettere in mano ad un giudice amministrativo il presente e il futuro del servizio civile nazionale. La legge va cambiata e  il servizio civile va salvato. Ma chinare il capo senza nulla opporre significa buttare via il bambino con l'acqua sporca.  Nessuno potrà giovarsi dell'assenza del servizio civile, nemmeno gli stranieri. Inoltre, secondo me, l'Ufficio deve tutelarsi. Con la decisione di fermare le macchine si possono vedere sommersi da centinaia di ricorsi da parte dei giovani avviati e degli enti interessati al funzionamento efficace del sistema. Costi che non graverebbero sul giudice lombardo - conclude Consorti -, ma su tutti noi».

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Emilia Romagna: appello per il servizio civile del Copresc di Modena

«Rinunciare all’acquisto di 131 cacciabombardieri per dare a 50mila giovani italiani, la fascia di popolazione più tartassata dalla crisi e dimenticata dai governi degli ultimi 20 anni, la possibilità di fare servizio civile impegnandosi per la comunità e contribuendo a costruire la pace anzichè armi da guerra». E' la richiesta al Governo di Fabio Poggi, Presidente del Copresc (Coordinamento degli enti di Servizio civile ) di Modena e assessore con delega al servizio civile del Comune di 
Modena.

Sul servizio civile in particolare Poggi si rivolge al Ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, per ricordargli che «il prossimo anno solo 4mila ragazzi potranno svolgere il servizio a causa dei drastici tagli operati dal precedente Governo che mettono a rischi la sopravvivenza stessa dell’esperienza«. «Mentre apprendiamo in questi giorni che i 20 milioni stanziati per la mini-naja, le tre settimane di servizio militare volute dall’ex-ministro Ignazio La Russa, sarebbero già stati tutti spesi nel 2011. La qual cosa fa pensare che l’obiettivo di quell’azione fosse lontano dalla volontà di investire sui giovani, di cui invece ci sarebbe profondamente bisogno», conclude Poggi.

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Tutto bloccato nel servizio civile

L'Ufficio nazionale del servizio civile ha comunicato oggi di aver bloccato l'iter di avvio dei giovani in servizio civile per il 2012, in attesa del ricorso contro la sentenza del Tribunale di Milano che stabilisce di aprire il Bando anche ai giovani stranieri. Lo stesso Unsc comunicherà quando l'iter potrà essere ripreso.

gennaio 19, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (6) | TrackBack

Servizio civile e stranieri: il governo fa ricorso

Secondo quanto riferisce l'agenzia "Redattore Sociale" , il ministero per la cooperazione internazione e l'integrazione, da cui dipende anche i servizio civile nazionale, ha deciso di presentare ricorso contro l'ordinanza per "evitare che siano annullate le partenze di 18 mila giovani previste per il 2012".

"Un ricorso di natura tecnica e non politica", spiega il portavoce del Ministro Riccardi.  "Il ministro non è contrario alla possibilità di far svolgere anche ai cittadini stranieri il servizio civile - spiega ancora -. Ma oggi questa possibilità è esclusa dalla legge vigente. Su questo si sta facendo una riflessione". Le partenze previste per l'inizio del 2012 sono intanto state sospese e bisognerà attendere l'esisto del ricorso. Una soluzione diversa si può trovare, sostiene l'associazione Avvocati per niente, che ha patrocinato la causa per discriminazione presentata dal 26enne pakistano Syed da cui è scaturita la sentenza del Tribunale di Milano. "Se la rimozione immediata della discriminazione che il giudice giustamente ha imposto crea delle complicazioni organizzative eccessive - afferma Alberto Guariso, presidente di Avvocati per niente e legale di Syed -, penso se ne possa discutere attorno a un tavolo senza necessità di prolungare il contenzioso: la norma prevede ad esempio la possibilità di un piano di rimozione delle discriminazioni che può avere anche un percorso più lungo e si potrebbe quindi differire l'apertura al prossimo bando, purché ciò venga garantito sin da ora". Secondo Avvocati per niente il giudice di Milano ha già indicato come interpretare le norme sul servizio civile. "La tesi del 'vorrei ma non posso' è poco comprensibile - aggiunge Alberto Guariso -: ad oggi l'unico giudice investito della questione, che per legge era abilitato a emettere un verdetto valido per tutto il territorio nazionale, ha deciso che il servizio civile va aperto agli stranieri. Quindi ad oggi la Pubblica amministrazione non solo può ma deve attenersi a questa interpretazione sicché non ha senso opporre un vincolo di legge che il Giudice ha ritenuto non esistente". [Fonte: Redattore Sociale]

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Servizio civile: verso il blocco degli avvii?

Si va verso il blocco delle partenze nel servizio civile nazionale? L'allarme lo lancia oggi un articolo di Stefano Arduini su Vita.it, che ricorda come «la notizia non sia ancora ufficiale, ma da quanto apprende Vita.it l'Ufficio nazionale di Roma avrebbe già deciso lo stop a tutte le prossime partenze incominciando dalla scaglione del primo febbraio».

La decisione sarebbe stata presa dopo la sentenza del giudice del Tribunale del lavoro di Milano che nei giorni scorsi ha accolto il ricorso di un giovane pachistano che chiedeva di partecipare al Bando di servizio civile nazionale, per il quale è prevista la cittadinanza italiana. «A quanto si apprende - scrive Vita.it - l'Unsc starebbe predisponendo un ricorso d'urgenza, ma non sarebbe in grado di prevedere le tempistiche per lo sblocco della situazione. Per ora però il direttore vicario Paolo Molinari, contattato da Vita.it non conferma, nè smentisce: "Ci stiamo lavorando, il blocco è un'ipotesi che stiamo verificando". L'ipotesi del blocco ovviamente sta mettendo in difficoltà i vari enti di servizio civile nonchè i ragazzi che aspettano di essere avviati. «Ad oggi non abbiamo alcuna certezza sulla durata del blocco - dichiara Primo Di Blasio, Presidente della Cnesc -, anche se molti degli oltre 2mila ragazzi che sarebbero dovuti entrare in servizio a inizio febbraio hanno già acquistato i documenti di viaggio e gli enti stessi avevano ormai predisposto gli incontri formativi. E tutto questo naturalmente ha un costo». «A questo punto - conclude Di Blasio-, ci appelliamo al ministro Riccardi». Francesco Marsico, vice-direttore di Caritas Italiana e membro della Consulta nazionale del servizio civile, precisa meglio questa situazione e ricorda che: «Il 1° febbraio avevamo chiesto e ottenuto dall’Unsc l’avvio dei nostri 4 progetti “Caschi bianchi”, per un totale di 26 volontari. Abbiamo già convocato tutti i volontari per il tradizionale (e obbligatorio) corso di formazione d’inizio servizio, dall’1 al 9 febbraio a Roma. Abbiamo prenotato da tempo una struttura alberghiera dove svolgere il corso e impegnato i vari formatori. I ragazzi sanno già da tempo di questo appuntamento e si sono organizzati, acquistando anche i biglietti di viaggio per venire a Roma. Inoltre, i nostri partner locali (dall’Argentina alla Thailandia, da Gibuti al Kosovo) hanno preparato l’inizio delle attività in loco». «L’eventuale blocco delle partenze - denuncia il vice-direttore di Caritas Italiana - rischia di causare più problemi di quanti non se ne vogliano risolvere, sospendendo l’avvio dei progetti. Pur ribadendo, come facciamo da anni, che il servizio civile dev’essere aperto anche ai cittadini non italiani, siamo proprio certi che l’unica via per ottenere questo sia lo stop delle partenze?».

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Arci Servizio Civile "vede nero"

Logo_ASC_grigio«Per la prima volta dal 1981 nessun giovane sta svolgendo il servizio civile in una delle oltre mille organizzazioni che compongono la rete di ASC-Arci Servizio Civile», è la denuncia del suo presidente Licio Palazzini. «Siamo arrabbiati - si legge sul sito dell'assocociazione -, sospendiamo la speranza (il verde del logo) e passiamo alla denuncia (grigio/nero)».

«Questa la conseguenza dei tagli dell’ultima manovra del governo Berlusconi - prosegue poi Palazzini -, che riducendo a soli 68 milioni il fondo nazionale nel 2012 e a poco più di 70 per il 2013 e il 2014 ha di fatto affossato il Servizio Civile Nazionale». «Non era mai successo – prosegue il Presidente di ASC - nemmeno negli anni ’80 periodo di dure polemiche con il Ministero della Difesa, che nessun giovane del servizio civile vivesse presso le nostre organizzazioni questa opportunità formativa. Se il Ministro Riccardi vuole una conferma del suo allarme lanciato mercoledì scorso durante l’audizione alla Camera dei Deputati eccola». «Si è interrotta la funzione trentennale del servizio civile di ponte fra i giovani e la società, fra le generazioni, di educazione alla pace e all’impegno civico. L’Italia è un po’ meno difesa» conclude Palazzini.

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Servizio civile e stranieri: intervista a Syed Shahzad

Syed_shahzadSul sito di "Panorama" Andrea Monti ha intervistato Syed Shahzad, il giovane pachistano di 26 anni, che con il suo ricorso ha portato alla sentenza del Tribunale di Milano che, almeno per ora, apre il servizio civile nazionale anche agli stranieri. «L’articolo 3 della Costituzione - ricorda Shahzad - dice che siamo tutti uguali. Se studi giurisprudenza non puoi sentirti dire “tu no, sei straniero”. Se partiamo così a 26 anni, non so a 40 come mi sentirò, se mi diranno cose simili. Ho fatto la voce grossa perché in futuro i miei figli, o altre persone perfettamente integrate, non si trovino nella mia situazione».

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Servizio civile aperto agli stranieri, continuano i commenti

«Riteniamo che il servizio civile debba riguardare tutti i giovani che, indipendentemente dalla propria cittadinanza, scelgono di contribuire alla difesa non armata e nonviolenta della Patria, impegnandosi in un anno a servizio della collettività. Nel caso di giovani non italiani questa è una opportunità ulteriore di integrazione ed inclusione che favorisce la coesione sociale e promuove la condivisione ed il radicamento dei valori Costituzionali». Così in un comunicato diffuso ieri la Comunità Papa Giovanni XXIII ha commentato la notizia della sentenza del Tribunale di Milano sul servizio civile aperto agli stranieri, sulla quale esprime anche «apprezzamento». «L’augurio al Ministro Riccardi ed al  Governo - conclude la nota - è di riuscire a cogliere i segni positivi di questo tempo di crisi per contribuire, anche attraverso il servizio civile, alla ripresa del nostro Paese». Della sentenza hanno parlato oggi vari quotidiani come l'Unità [PDF], il Corriere della Sera [PDF], la Stampa [PDF] e Avvenire [PDF].

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Giovani immigrati e servizio civile, una sentenza "storica"

La sentenza di ieri del Tribunale di Milano, che apre il servizio civile nazionale anche ai giovani stranieri, continua a suscitare commenti da parte delle forze politiche e degli enti coinvolti. «E' una decisione decisamente storica e interviene su un tema sul quale, da tempo, il mondo del servizio civile prova a stimolare una riflessione» ha dichiarato Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci.

Per Cecilia Carmassi, responsabile Terzo settore e Politiche per la famiglia del PD, «il tribunale di Milano condanna l'esclusione dei giovani immigrati dal servizio civile. È la sconfitta della linea leghista sposata da Giovanardi e la conferma della linea del PD che, grazie a Livia Turco, aveva avanzato già un anno fa una proposta di legge specifica e aveva esplicitamente incluso i giovani stranieri nella proposta di riforma del servizio civile, a firma Sereni - Incostante». «Già alcune regioni - prosegue l'esponente democratica - sperimentano da anni la partecipazione dei giovani stranieri al servizio civile, con ottimi risultati ai fini delle politiche di integrazione, per cui questa sentenza pone fine ad una assurda discriminazione da superare. È urgente riprendere col ministro Riccardi il progetto di una riforma condivisa del servizio civile per rilanciare questa importante esperienza formativa alla cittadinanza, partecipazione solidale e difesa non violenta e non armata della patria che il governo Berlusconi ha ridotto ai minimi termini». E conclude: «Il PD è pronto ad una piena collaborazione». Alberto Guariso di "Avvocati per niente onlus", che ha seguito il ricorso presentato dal giovane pachistano, spiega come: «Il diritto dovere di solidarietà fissato dall'art. 2 della Costituzione non può piu riguardare i soli titolari della cittadinanza formale, ma tutti coloro che vivono stabilmente su un territorio e che hanno, tutti insieme, l'identico interesse a far crescere la solidarietà, la coesione e il benessere di una collettività». «La pronuncia - prosegue - abbatte quindi una ulteriore e illogica barriera alla integrazione dei giovani stranieri: è insieme il riconoscimento di un diritto alla parità di opportunità e l'invito  a concorrere alla crescita solidale della società». Per Guariso il problema è anche di una legge sulla cittadinanza "anacronistica": «da questo punto di vista mi pare che  - conclude - la pronuncia apra anche la strada a una concezione della cittadinanza basata sulla condivisione effettiva di valori e interessi  e solleciti quindi una modifica legislativa anche in questa materia». 

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Turco (PD): Riccardi cambi la legge sul servizio civile

«La sentenza del tribunale di Milano è un fatto importante che segna un passo avanti significativo a favore dell’integrazione degli immigrati». Così in una nota prende posizione l'on. Livia Turco, presidente del Forum Immigrazione del Partito Democratico, dopo la notizia della sentenza del Tribunale di Milano che ammette i giovani stranieri al servizio civile nazionale.

«Permettere che i giovani stranieri - prosegue l'on. Turco -, che hanno compiuto 18 anni e sono in possesso di regolare permesso di soggiorno, partecipino attivamente alla vita sociale e possano servire la patria attraverso l’esperienza del servizio civile è un metodo molto efficace per facilitare la loro piena integrazione nel nostro paese. A Torino, dove da cinque anni è stata avviata l’esperienza del servizio civile anche per gli immigrati, si osservano già ottimi risultati al punto che tale esperienza potrebbe rappresentare un titolo in più per facilitare l’acquisizione della cittadinanza». «Mi auguro - conlude l'esponente democratica - che il ministro Riccardi voglia avviare rapidamente la discussione per modificare le attuali regole del servizio civile che escludono gli stranieri. Da parte nostra, il PD mette a disposizione un disegno di legge che ho presentato circa un anno fa assieme a molti altri parlamentari e che va proprio nella direzione di favorire un maggiore coinvolgimento e integrazione dei giovani immigrati». Un commento positivo alla notizia arriva anche da Arci Servizio Civile che scrive: «ecco un passo in avanti per l'apertura dell'accesso al SCN anche ai cittadini stranieri residenti, richiesta di ASC dal 2006, in disaccordo con il Governo Berlusconi, ma è anche l'ennesimo episodio di supplenza della magistratura ai ritardi delle istituzioni politiche».

gennaio 12, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Tribunale Milano: servizio civile aperto anche agli stranieri

Giovani_stranieriIl giudice del lavoro del Tribunale di Milano, Carla Bianchini, ha accolto il ricorso presentato lo scorso ottobre da uno studente pachistano di 26 anni, Shahzad Sayed, che chiedeva di partecipare al Bando di servizio civile nazionale, per il quale è prevista la cittadinanza italiana, candidandosi a un progetto di Caritas Ambrosiana.

Il giudice ha stabilito che l'Unsc debba sospendere le procedure di selezione, modifichi il bando «consentendo l'accesso anche agli stranieri soggiornanti regolarmente in Italia»  e che fissi un nuovo termine per la presentazione delle domande. Lo studente aveva presentato il ricorso insieme alle associazioni Avvocati per niente onlus e Studi giuridici sull'immigrazione, con il sostegno della Cgil e della Cisl di Milano. I ricorrenti, rappresentati dagli avvocati Alberto Guariso, Livio Neri e Daniela Consoli, hanno sostenuto davanti al giudice che l'esclusione dal servizio civile di giovani stranieri che sono nati in Italia o che vi vivono da molti anni rappresenta «un'evidente irragionevolezza e un ulteriore inutile ostacolo all'integrazione». Per mons. Giancarlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, «la sentenza del giudice del lavoro di Milano apre nuovamente, con un atto giurisprudenziale, la questione da anni dibattuta e proposta dal mondo degli enti impegnati nel servizio civile, di offrire ai giovani stranieri regolarmente presenti in Italia la possibilità di svolgere il servizio civile, riconoscendoli parte attiva e partecipativa della comunità civile e, pertanto, della costruzione del bene comune». «Non possiamo dimenticare - conclude mons. Perego - che il servizio civile, ha allargato di fatto il concetto di difesa della Patria, intendendola anche come partecipazione attiva dei giovani alla vita della città. E questo è un diritto della persona e non solo del cittadini».  Anche la Conferenza nazionale enti servizio civile esprime soddisfazione per la sentenza: «Siamo felici per la sentenza del Tribunale di Milano e per Sayed che ha fatto il ricorso. È una battaglia di civiltà», dichiara il suo presidente Primo Di Blasio a "Redattore Sociale". «L'abbiamo sempre chiesto alle istituzioni - continua - perché può essere un'occasione di inclusione sociale e di cittadinanza estremamente significativo». I tagli ai fondi per il servizio civile rischiano di farlo scomparire. «Bisogno invertire questa tendenza - aggiunge Di Blasio -. Vorremmo anzi che coinvolgesse sempre più giovani. Oggi è diventata un'esperienza per pochi, direi di nicchia». 

gennaio 12, 2012 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile e stranieri, Storia del SC | Permalink | Commenti (8) | TrackBack

Il servizio civile ai minimi termini

Il servizio civile nazionale tocca oggi uno dei suoi minimi storici. La certificazione della sua crisi viene direttamente dal contatore sul sito dell'Ufficio nazionale del servizio civile (vedi immagine in basso), che oggi segna appena 9.660 giovani in servizio.

La cifra così bassa si deve all'effetto combinato della conclusione dei progetti del Bando 2010, con i volontari entrati in servizio a gennaio 2011, e allo scaglionamento degli avvii, che a causa dei tagli del Governo Berlusconi, vedrà oggi partire poco più di 1.800 giovani. Intanto questo mercoledì 11 gennaio alle 13.00, il Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi, che ha anche la delega al servizio civile nazionale, sarà ascoltato sulle linee programmatiche del suo dicastero dalla I Commissione "Affari costituzionali" della Camera.

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gennaio 9, 2012 nella Bando nazionale, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Forum nazionale servizio civile: nel 2013 solo 4.000 volontari

Logo_Forum_serviziocivile«Nel 2013 resteranno fondi per non più di 4.000 volontari». E' l'allarme lanciato dal Forum Nazionale per il Servizio Civile, che raggruppa realtà come Amesci, Associazione obiettori  nonviolenti, Modavi ed altri, in una lettera al Ministro Riccardi, nella quale chiede anche un incontro di confronto sul futuro del servizio civile, messo a rischio dai tagli ai finanziamenti operati dal Governo Berlusconi.

«I tagli che sono stati effettuati al Fondo Nazionale per il Servizio Civile - scrive Enrico Maria Borrelli, Presidente del Forum -, hanno creato non poche difficoltà al sistema, costringendo l’Ufficio Nazionale a dilazionare l’avvio in servizio dei 20.000 giovani selezionati con il bando dello scorso settembre». Per il Forum questa «è una soluzione che risolve un problema creandone un altro: nel 2013 resteranno fondi per non più di 4.000 volontari. A causa di questa scelta è molto probabile un collasso del sistema. Gli enti avranno difficoltà ad investire le loro energie e le loro risorse, privi della certezza di investire nella direzione giusta». Infine l'appello al Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, che ha anche la delega al servizio civile: «Senza un impegno del Governo e del Parlamento a rifinanziare il servizio civile - conclude Borrelli -, gli sforzi delle organizzazioni, parte sussidiaria di questo sistema, sono assolutamente vani. Come Forum Nazionale per il Servizio Civile vogliamo esprimerLe il nostro pieno sostegno e offrirLe la massima collaborazione chiedendoLe, da subito, l’opportunità di un confronto su questi temi».

gennaio 5, 2012 nella Bando nazionale, Idee, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (1) | TrackBack

Torino: il servizio civile resta al palo

Comune_TorinoUn articolo su "la Stampa" di oggi racconta la situazione problematica che sta vivendo il servizio civile a Torino, a causa dello scaglionamento delle partenze stabilite dall'Unsc dopo i tagli ai finanziamenti del Governo Berlusconi.

Per il Comune di Torino e i suoi enti partner si tratta in particolare di 163 volontari selezionati a ottobre, su 1.341 candidati, che hanno ricevuto una mail dal Palazzo civico dove si legge: «I volontari prenderanno servizio non prima di maggio. Purtroppo al momento non siamo in grado di essere più precisi, né di prevedere quando la data di avvio sarà resa ufficiale». Secondo quanto si legge nell'articolo a firma di Fabrizio Assandri, la stessa Città ha fatto i salti mortali per poter accedere alla graduatoria: «Da Roma ci hanno fatto prenotare on-line, in una specie di gara a chi arrivava primo per ottenere il via libera ai progetti. Un’ulteriore beffa» spiega Elena Ortolani, responsabile dell’ufficio servizio civile del Comune. «Pur sbrigando tutte le pratiche in poche ore, siamo stati battuti sul tempo da altri enti». Ed ora sono 38 i progetti a rischio ritardo nelle partenze, tra i quali quello «Cittadini del mondo», promosso dalla Circoscrizione 5 alla Falchera: una settimana a giugno di incontri, dibattiti, cene etniche tra residenti italiani e stranieri. «Senza i tre volontari del servizio civile non credo ce la faremo – spiega nell'articolo il coordinatore Antonio Ciavarra – ed è un grosso peccato per un territorio con forti tensioni sociali come il nostro». Leggi tutto l'articolo a questo link.

gennaio 3, 2012 nella Bando nazionale, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Accolto il ricorso ADOC sulle graduatorie di servizio civile

Bollettino_regionaleL'Ufficio nazionale del servizio civile (Unsc) ha dovuto integrare la graduatoria definitiva dei progetti di servizio civile, inseriti nel Bando dello scorso settembre, a causa dell' ordinanza 08373/2011 del TAR del Lazio [PDF], che ha dato ragione ad un ricorso presentato dal CODACONS e dall'ADOC.

Il TAR ha considerato «condivisibili i rilievi di parte ricorrente circa il potere – dovere dell’amministrazione intimata, di consentire, ai fini dell’ammissione a valutazione dei progetti presentati, la regolarizzazione della documentazione in ordine ai c.d. “formatori specifici”, atteso che, nella domanda, veniva chiaramente evidenziata la coincidenza tra questi ultimi e gli operatori locali di progetto». Il "Prontuario per la redazione e la presentazione dei progetti di servizio civile" [PDF] prevedeva invece che l'Unsc potesse non procedere alla valutazione di merito dei progetti qualora non fossero stati inviati i "curricula degli Operatori locali di progetto, dei Responsabili locali di ente accreditato e Formatori specifici" (§ 4.6). I tre progetti presentati dall'ADOC sono stati così valutati ed inseriti in graduatoria, anche se solo uno di questi supera il punteggio di finanziamento di 65, per un numero totale di 25 volontari. Non si sa se l'Unsc ha presentato a sua volta ricorso verso questa ordinanza, immediatamente esecutiva, che crea un possibile precedente per futuri ricorsi di altri enti verso le decisioni dell'Ufficio in fase di valutazione della documentazione dei progetti.

gennaio 2, 2012 nella Bando nazionale, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Avvii nel servizio civile: a Modena i giovani selezionati scrivono a Riccardi

Dopo i ragazzi selezionati ma non ancora partiti del Comune di Trento, anche gli aspiranti volontari del servizio civile in provincia di Modena scrivono del loro disagio per la questione degli avvii scaglionati al Ministro alla Cooperazione internazionale, con delega al servizio civile, Andrea Riccardi.

La lettera segue di qualche giorno l'appello lanciato dal presidente provinciale Copresc, nonché Assessore del Comune di Modena alla Cooperazione internazionale e al Servizio civile, Fabio Poggi. «Non è accettabile - scrivono - non sapere quando si inizierà, con un lasso di tempo di 10 mesi da gennaio a ottobre  perché lasciarci in questa condizione di precarietà è irrispettoso nei nostri confronti come lo sarebbe in qualsiasi contesto lavorativo e non. Non è accettabile perché significa considerarci cittadini di seconda classe e calpestare la nostra scelta di metterci al servizio dello Stato». I ragazzi sottolineano poi tutto il disagio per questa situazione di incertezza: «Alla nostra età, 10 mesi possono e devono fare la differenza, ogni scelta può condizionare in maniera irreparabile il nostro futuro e noi dobbiamo essere messi in condizione di poter scegliere in coscienza e libertà, di programmare questo nostro 2012».

dicembre 30, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: a gennaio avvii al completo

Grande incertezza sotto il cielo del servizio civile. Nonostante le rassicurazioni dell'Unsc, - «partiranno tutti i giovani selezionati» ha dichiarato Paolo Molinari, direttore vicario  -, rimane la situazione indefinita sui tempi di avvio dei giovani, basati sulle prenotazioni effettuate dagli enti via mail.

Ad oggi, gli unici enti che riusciranno a far partire i propri giovani a gennaio sono i 23 che hanno consegnato le graduatorie di selezione prima dell'avviso del 4 novembre. Ad essi si aggiungono altri 11 tra Lombardia e Provincia di Bolzano che hanno potuto contare sull'apporto economico delle loro istituzioni locali, e i 6 "fortunati", che sono riusciti a far arrivare la loro prenotazione nei primi 9 minuti del 15 novembre scorso, all'apertura delle prenotazioni. Tutti gli altri, nonostante le richieste si siano concentrate a gennaio (vedi Tabella), vedranno le partenze dei propri giovani slittare necessariamente da febbraio in poi, dato che i 1.519 posti previsti dall'Unsc per il prossimo mese sono stati già tutti coperti. Sono così ad oggi 17.900 i posti in Italia in qualche modo collocati in avvio, su 19.661 complessivamente messi a Bando. Rimangono dunque alcuni enti ritardatari, che non hanno ancora prenotate le partenze dei propri giovani, per un totale di 1.761 posti.

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dicembre 29, 2011 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: "partiranno tutti i giovani selezionati"

Banner_news_tagli_scn2012«Sia chiaro, partiranno tutti i giovani selezionati per il servizio civile 2012. Detto questo, capisco il forte disagio di enti e volontari, ma per quest'anno non c’è stato altro da fare che scaglionare le partenze: l’alternativa, inconcepibile, sarebbe stata tagliare metà dei posti del bando, dato che i nostri fondi sono stati tagliati quasi della metà. Per il futuro, invece, aspettiamo indicazioni dal nuovo Governo». Risponde così Paolo Molinari, direttore vicario dell’Unsc, all'intervista di Daniele Biella su Vita.it sulla situazione che vive il servizio civile nazionale.

Molinari spiega appunto che l'alternativa sarebbe stata ben più drastica, ossia «limitare gli avvii a 10-15 mila anziché i 19mila attuali». «È chiaro - precisa poi - che i 44 milioni di euro tutti in una volta che ci siamo visti tagliati dal precedente Governo, che significa meno 40% di budget, pesano molto. Anche perché sono arrivati subito dopo l’uscita dell’ultimo bando: a saperlo prima, avremmo potuto predisporre un concorso con un minor numero di posti… davvero non ce lo aspettavamo. Siamo più che consapevoli del malessere provocato dalle partenze scaglionare, ci dispiace molto». E sul futuro del servizio civile il Direttore vicario dichiara le sue attese: «In generale, notiamo più attenzione all’argomento servizio civile, e questo ci fa ben sperare per il futuro, nonostante i problemi economici. Aspettiamo un primo contatto dal ministro Riccardi, che ha ricevuto la delega solo la settimana scorsa. Presumo che sapremo qualcosa di più di quelle che saranno le prospettive nella prossima Manovra economica, che sarà dedicata alla crescita del Paese. Certo è che noi rimaniamo all'erta, attendiamo risposte soprattutto su alcuni temi come la Legge delega per la riforma del servizio civile, e attendiamo quindi il nuovo esecutivo alla prova dei fatti». Leggi tutta l'intervista a questo link.

dicembre 23, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Modena: il Copresc scrive a Riccardi sulle partenze del servizio civile

L’assessore del Comune di Modena alla Cooperazione internazionale e al Servizio civile , Fabio Poggi, in qualità di presidente del Coordinamento provinciale degli enti di Servizio civile di Modena (Copresc), ha scritto nei giorni scorsi al Ministro con delega al servizio civile, Andrea Riccardi, per sottolineare le difficoltà in cui versa il servizio civile, ma soprattutto quella che ritiene «una mancanza di rispetto nei confronti dei giovani e del loro progetto di vita». Sulla questione abbiamo riportato ieri la lettera aperta di alcuni volontari di Trento, che denunciavano anche loro questa situazione  di incertezza sugli avvii dei progetti.

«Hanno presentato domanda - scrive Poggi -, superato la selezione e programmato un anno della loro vita. A gennaio avrebbero dovuto intraprendere il servizio civile, invece inizieranno mesi dopo, senza alcuna data precisa e con un preavviso minimo, magari aspettando anche fino a ottobre, poiché l’Ufficio nazionale del Servizio civile ha deciso di dilazionare l’avvio dei ragazzi già selezionati in scaglioni da gennaio a ottobre». Nella provincia di Modena sono 517 i giovani che hanno fatto domanda per il Bando 2011, rispetto a un totale di 115 posti disponibili. Nel 2010 furono 448 le candidature per 120 posti. «A un interesse sempre più diffuso - prosegue l'Assessore -, nonostante il progressivo calo delle concrete possibilità a causa dei minori stanziamenti, si aggiunge ora la difficoltà di dover spiegare ai ragazzi che, a selezione ormai ultimata, le ‘regole’ sono cambiate». «Inoltre, la scelta di dilazionare l’entrata in servizio compromette la realizzazione di azioni formative e di monitoraggio condivise tra le realtà provinciali e comporta quindi maggiori spese. Infine avviene in una fase in cui aumentano disoccupazione giovanile e diffuse condizioni precarie; il rischio è di compromettere l’idea stessa di un futuro nel nostro Paese per i giovani, ma anche di alimentare la percezione di distacco e sfiducia nei confronti delle Istituzioni dello Stato», conclude Poggi.

dicembre 22, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Partenze del servizio civile: i giovani denunciano il loro disagio

Sul web e sui "social network" cresce il disorientamento di giovani ed enti di servizio civile, a causa della decisione dell'Unsc di scaglionare le partenze dei nuovi volontari del Bando di servizio civile 2011 per via degli ultimi tagli al fondo nazionale. A Trento 8 ragazzi selezionati per il progetto del Comune, ma che ancora non possono entrare in servizio, hanno messo per iscritto questo loro disagio, rivolgendosi agli altri volontari designati e alle Istituzioni nazionali e Provinciali, per denunciare la situazione di incertezza che stanno subendo.

«Abbiamo scelto il servizio civile - scrivono nella lettera aperta i volontari selezionati - credendo in uno Stato che incentiva i giovani ad attivarsi, che promuove progetti con determinati programmi e tempi e che in sostanza prende un impegno verso tutti noi. Concretamente però non vediamo lo sforzo necessario per investire su noi giovani e nel sostegno di questi progetti, visto che si è venuta a creare una situazione che determina incertezza verso la reale possibilità di partire». «Ci domandiamo quindi - proseguono - cosa potrà mai garantirci lo Stato e cosa ci possiamo aspettare per il nostro futuro [...]. Vogliamo iniziare quanto prima questo servizio civile, perché ci sono progetti funzionali a determinati periodi dell'anno. Che senso avrebbe per esempio cominciare un progetto di lavoro nelle scuole quando le stesse scuole stanno terminando? Vogliamo iniziare perché abbiamo fatto questa scelta, la scelta di intraprendere questa esperienza, di rispettare un impegno non solo verso di noi, ma anche verso le nostre famiglie e l'intera comunità a cui è dedicato il nostro servizio. Vogliamo iniziare per non dover posticipare oltremodo i nostri progetti di vita e per rispettare i tempi che ci eravamo prefissati». Nel finale, gli 8 "volontari in attesa" ricordano come attualmente stiano fermi, ma non per scelta loro, e si rivolgono alle Istituzioni chiedendo che: «rispettino l'impegno che avete preso con noi, di avere risposte chiare in tempi rapidi sul nostro futuro e di avere certezze riguardo al nostro futuro». Leggi tutta la lettera qui in PDF.

dicembre 21, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Regioni, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio civile: chi parte e quando?

Servizio_civile_manifestoL'Ufficio nazionale del servizio civile ha pubblicato una nuova nota sulla questione dell'avvio dei volontari dell'ultimo Bando 2011, che ha deciso di scaglionare fino ad ottobre 2012, a causa dei tagli ai finanziamenti operati dal precedente Governo.

«Nonostante gli avvisi e gli inviti rivolti alla collaborazione in vista della rimodulazione delle partenze - scrive il Direttore vicario, Paolo Molinari -, resasi necessaria per consentire il raggiungimento dell'obiettivo di attivare tutti i progetti inseriti nei bandi 2011, continuano a pervenire le graduatorie senza il preventivo nulla osta dell'Ufficio». «Il perdurare di tale situazione - precisa - rischia di ripercuotersi in senso negativo sulla programmazione effettuata e rischia di porre l'Ufficio in condizione di non procedere all'avvio dei volontari». Intanto dallo scorso 1° dicembre non sono usciti nuovi aggiornamenti sulle richieste di avvio dei volontari da parte degli enti. Al 28 novembre sappiamo che erano 15.660 i posti richiesti, con oltre l'80% per gennaio e febbraio, rispetto ad un totale di 19.661 messi a bando in Italia.  Ne mancano dunque ancora 4mila, non sappiamo se perchè già richiesti da qualche ente molto veloce a fare le selezioni o se ancora da richiedere da parte di ritardatari.

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Due ordini del giorno provano a salvare il servizio civile

Montecitorio2Complessivamente sono due gli ordini del giorno che il Governo ha accolto alla Camera lo scorso 16 novembre in favore del servizio civile: uno targato Partito Democratico e l'altro Lega Nord.

Il primo, del quale avevamo già dato notizia, è quello proposto dagli onorevoli democratici Sereni, Di Pasquale e Strizzolo (9/4829-A/136), nato anche «su sollecitazione della Cnesc», come ci precisa il suo Presidente, Primo Di Blasio. Nell'Odg si impegna il Governo «ad aprire un confronto tra i ministri e i parlamentari interessati per la revisione dell'intera normativa in materia, in modo da costruire un insieme di regole stabili, efficaci e condivise che consentano annualmente ad almeno 40.000 giovani di poter beneficiare di questo importante servizio». Inoltre si chiede che venga fatto ogni sforzo «per reperire nei prossimi interventi utili le risorse per il rifinanziamento del Fondo nazionale per gli anni 2012 e 2013, al fine di invertire la tendenza alla progressiva riduzione dei ragazzi ammessi, di evitare la chiusura di fatto delle attività del servizio civile». Del secondo Odg approvato (9/4829/181 - qui in PDF) ha dato notizia l'Associazione Mosaico ed è a firma degli esponenti della Lega Nord Rivolta, Fabi e Molteni. Nel testo si chiede al Governo di impegnarsi a «porre allo studio la cessazione dell'imposizione Irap sui contratti concernenti i giovani impegnati dal servizio civile», pari attualmente all'8,5%, con un risparmio stimato dagli onorevoli leghisti in quasi 9milioni di euro.

dicembre 20, 2011 nella Bando nazionale, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack

Servizio Civile: si apre il confronto fra Riccardi e la Cnesc

«Lo spirito di impegno che sta alla base del vostro servizio è uno dei valori di cui oggi il Paese ha bisogno per la sua tenuta». Così Andrea Riccardi, Ministro della Cooperazione internazionale e dell'integrazione con delega al Servizio civile nazionale in un messaggio inviato alla Conferenza nazionale degli Enti del Servizio civile (Cnesc), che oggi ha presentato a Roma il suo XIII Rapporto.

«La nostra crisi infatti non è soltanto economica ma di senso e prospettiva - ha spiegato Riccardi -. Molta gente è spaesata e non guarda con speranza al futuro. La vostra dedizione incarna invece un'Italia diversa: più attenta all'altro, aperta e fiduciosa, pronta ad aiutare con spirito di gratuità. Di questo vi sono grato». Riccardi ha assicurato al Cnesc che ci sarà modo «per confrontarci e di approfondire insieme le prospettive e i nodi per il futuro del Servizio Civile Nazionale». «Conosco e apprezzo da tempo il prezioso ruolo che i giovani volontari del Servizio civile svolgono in favore della società italiana - ha aggiunto il Ministro -, specialmente a sostegno delle fasce più emarginate e più deboli. E so bene quanto questa esperienza gratuita e solidale al servizio della cittadinanza sia un'occasione unica di crescita per i nostri ragazzi e, complessivamente, per l'intera nazione».  A Riccardi ha subito risposto Primo Di Blasio, Presidente della Cnesc, che ha chiesto di «rifinanziare il Servizio civile e portare gli attuali 68 milioni previsti per il 2012 a 112 milioni». «Pensiamo che rifinanziare il Servizio Civile sia possibile nonostante i tagli - ha aggiunto Di Blasio - perché nello stesso tempo il governo precedente non ha decurtato invece un'esperienza come quella della mini-naja che crediamo assolutamente insignificante per quello che riguarda la crescita dei nostri giovani e anche astorica. Ritorniamo a qualcosa che appartiene al passato di questo nostro Paese e non a quello che è stato costruito negli ultimi 30 anni di impegno civile per la pace, la giustizia e i diritti delle persone». Non è solo la mini-naja, però, a poter portare risparmi utili al servizio civile. "Abbiamo sempre detto che si possono ridurre le spese militari - ha spiegato Di Blasio -, non tanto relativamente al personale ma soprattutto all'acquisto di armamenti. Le famose spese per gli F35 secondo noi non sono importanti per il nostro Paese, mentre lo è molto di più l'investimento sui giovani». Il presidente del Cnesc è stato anche critico sulle proposte di utilizzare il Servizio civile per "risolvere" i problemi del welfare sul territorio. «C'è una corrente di pensiero in Lombardia - ha aggiunto Di Blasio -, che vista la crisi propone di affidare totalmente agli enti locali la gestione del servizio civile perché venga utilizzato per i problemi del welfare. Fino ad arrivare alle proposte scandalose dei leghisti che hanno ipotizzato di utilizzare il servizio civile per sostenere le produzioni agricole degli agricoltori in crisi. È chiaro che sono soltanto delle lampadine, ma queste ci dicono che non c'è chiarezza su quello che è l'obiettivo di questo istituto». Per Di Blasio, infatti, «i problemi del territorio devono essere una palestra dove i giovani possano crescere, ma il cuore del Servizio Civile è la crescita del giovane, in termini di impegno civile, di cittadinanza, partecipazione alla vita sociale e politica di questo nostro Paese». [Fonte: Redattore Sociale]

dicembre 15, 2011 nella Bando nazionale, Esperienze, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (2) | TrackBack

Servizio civile, ultimo atto?

"Famiglia Cristiana", dopo l'articolo dello scorso ottobre, torna ad occuparsi della crisi del servizio civile e dei dubbi sul suo futuro, che dopo gli ultimi tagli si è fatto sempre più incerto. Nell'approfondimento di Lorenzo Montanaro viene ricordato anche l'appello "Non tagliate il futuro dell’Italia!" in difesa del servizio civile nazionale lanciato dalla Cnesc (Conferenza nazionale enti di servizio civile), dal Forum nazionale del servizio civile, dalla Rappresentanza nazionale dei giovani e sostenuto dal Forum del Terzo settore e dalla Campagna "Sbilanciamoci!". Leggi tutto l'articolo a questo link.

dicembre 9, 2011 nella Bando nazionale, Giovani e rappresentanza, Libri e siti utili, Normativa e progetti, Servizio civile in cifre, Storia del SC | Permalink | Commenti (0) | TrackBack